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Trieste: il corteo che non avremmo mai voluto vedere

Da "Il Vento Di Nordest"

www.ventodinordest.com

(di Biagio Mannino)

No, questo corteo non lo avremmo mai voluto vedere!
Ad un anno di distanza dalle prime manifestazioni che Trieste guardava svilupparsi tra le vie e le piazze del centro, ad ormai un anno di distanza quando migliaia di persone dicevano NO alla “obbligatorietà indotta” a vaccinarsi tramite il Green Pass, a mesi di distanza dove le parole e la forza di volontà della gente sono rimaste inascoltate e considerate al pari di niente, il corteo di oggi lascia tutti sconvolti, rattristati, amareggiati.
Decine di immagini, grandi, portate una ad una, in un silenzio rotto dal colpo di un tamburo, sordo nella calda sera di una giornata qualunque di un luglio qualunque, eppure sembra urlare i nomi, quelli di tutte quelle persone che da quei cartelli sembrano a loro volta urlare “giustizia e verità”.
Persone come tante, piccole e grandi, belle o brutte, simpatiche o insopportabili, uomini, donne, lavoratori o studenti o indifferentemente cosa, persone, come tante, che contavano per qualcuno, che contavano per loro stesse, persone come noi ma, adesso, vittime.
“giustizia e verità”: questo è ciò che chiedono i partecipanti al corteo, questo è ciò che chiedono assieme vaccinati e non vaccinati di fronte a tutto ciò che si è vissuto in questo terribile periodo tra il 2021 ed il 2022.
“Giustizia e verità” per capire, sapere e rendere quanto meno onore a quelle vittime nella speranza che, questa volta, le parole non restino inascoltate come quelle che venivano portate nelle manifestazioni precedenti, quelle parole che sembravano quasi essere una profezia su ciò che deve essere chiarito.

Finisce il Governo Draghi. Finisce il peggior Governo del...

In collaborazione con Vento Di Nordest www.ventodinordest.com

Di Biagio Mannino

Un anno e mezzo di Governo. Un anno e mezzo di Governo con Mario Draghi Presidente del Consiglio.
Tante erano le aspettative, le speranze che l’Italia potesse fare quel passo avanti che, in nome di una situazione emergenziale pandemica, avrebbe potuto rappresentare il punto di partenza per affrontare e superare alcune delle sue fragilità.
L’opportunità di mettere a posto un Paese che, dopo tangentopoli, ha visto alternarsi politici vecchi e nuovi che promettevano e promettevano, mentre l’Italia agonizzava lentamente, perdendo posizioni in tutti i settori, da quelli economici e finanziari a quelli sociali.
E come se non bastasse tanti record, negativi come, ad esempio, lo Stato più vecchio del mondo, lo Stato con la più bassa natalità al mondo, uno dei più alti debiti pubblici, la fragilità del territorio e tanto altro ancora.
Certamente il lavoro per Draghi non mancava, ma…
Tante speranze su Draghi e su quello che troppo entusiasticamente veniva definito il “governo dei migliori”.
Quel Governo che, sì, ha sorpreso, molto. Ha prodotto, molto, con impegno, molto, meticolosità, molta, quasi scientifica, molta. Ma…
Forse la stanchezza, la distrazione, capita, non ha fatto vedere che… ha prodotto risultati impensati ed impensabili per uno Stato, l’Italia, che pone al centro della sua Costituzione la democrazia ed il lavoro.
Il Governo Draghi si scopre essere quello delle restrizioni soffocanti, quello del Green Pass, quello della autorizzazioni, quello che poneva gli over 50 che non accettavano di vaccinarsi di fronte alla “scelta” iniezione o miseria.
Sì, miseria, perché, se c’è qualcuno che ha dimenticato, gli over 50 ed anche altre categorie di lavoratori, erano interdetti dal loro diritto costituzionale di lavorare, dal loro diritto di muoversi con i mezzi pubblici, dal loro diritto di accesso anche alle banche, là dove erano depositati i loro soldi.
Il Governo Draghi, quello che si è ingegnato nel rendere difficile fino all’impossibile la vita dei cittadini italiani, il Governo che ha guardato silente la crescente discriminazione che montava nel Paese nei confronti dei non vaccinati, isolati, impoveriti, disprezzati, denigrati e fatti oggetto di responsabilità.
Il Governo che ha posto l’Italia in prima linea nella “questione Ucraina”, che si è portato in una posizione di evidente contrapposizione con quella Russia, quella di Vladimir Putin, dalla quale l’Italia dipende non solo per il gas fondamentale per la sua produttività, ma anche per un volume considerevole di esportazioni.
Povertà su povertà, miseria su miseria, effetti di scelte politiche sulla lotta alla pandemia ancora dolenti e irrisolti e subito altre scelte di ulteriore penalizzazione del cittadino, andando ad avventurarsi, in nome di un atlantismo mai chiesto, lungo una strada che ha fatto volare l’inflazione e svuotato i conti dei risparmiatori.
Il Governo Draghi, quello dei migliori, così vicino alle esigenze dei cittadini che le centinaia di manifestazioni nel corso del 2021 e del 2022 sono state considerate al pari di niente. Quelle manifestazioni che portavano le persone, tante, tantissime, ad assumersi la responsabilità di esporsi in nome del loro lavoro, dei loro risparmi, dei loro figli, insomma, della loro vita, della nostra vita, che, per quanto piccola, è la loro e la nostra vita e nessuno ha il diritto di limitarla in alcun modo!
Finisce il Governo Draghi e una opinione pubblica salottiera televisiva di osservatori ed analisti “fai da te” lo piange disperatamente, senza però aver versato alcuna lacrima per tutti coloro che, da febbraio 2021, hanno perso persino il sorriso.
Camminate per la strada! Guardate i volti delle persone! Guardate come vive la gente, quali sono le loro ormai poche aspettative, le loro speranze e qual è il peso che portano sulle loro spalle dopo questo anno e mezzo di Governo Draghi!
Adesso c’è da ricostruire tutto, sulle macerie fumanti di quello che è rimasto, di un’Italia divisa anche nei rapporti familiari dopo mesi di contrapposizioni grandi e piccole.
Di nuovo l’opportunità di rimediare, ma con il rischio che , di nuovo, si guardi invece all’occasione.
Intanto, però, finisce il Governo Draghi. Finisce il peggior Governo della storia repubblicana…

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Credits: A cura di Margherita Furlan Con la collaborazione di Jeff Hoffman, Fabio Belli, Gionata Chatillard, Riccardo Castagnari Editing di Gennaro Gargiulo - Ernesto Loiero 

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