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IL PIANETA SOFFRE. DIFESA DEL BENE COMUNE E DEL TERRITORIO UNICA VIA PER IL CAMBIAMENTO

Megachip - Giulietto Chiesa

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di Francesca Panfili e Marco Marsili - 26 febbraio 2014
Presentazione del libro “Invece della catastrofe” di Giulietto Chiesa
Venerdì 21 Febbraio alle 21 si è svolta a Gubbio la presentazione dell'ultimo libro di Giulietto Chiesa "Invece della catastrofe" nella splendida cornice della Biblioteca Comunale Sperelliana. L'incontro ha visto la presenza dell’autore Giulietto Chiesa, giornalista e scrittore e del direttore della rivista Antimafia DuemilaGiorgio Bongiovanni che ha introdotto la serata. Molti i temi affrontati nel libro, che l'autore ha ripercorso in maniera vivace e stimolante alla presenza di oltre centotrenta persone in sala e dei numerosi collegamenti streaming. L'evento, patrocinato dal Comune di Gubbio, è stato organizzato dall'Associazione Culturale Falcone e Borsellino che edita la rivista Antimafia Duemila, in collaborazione con “Alternativa”, laboratorio politico e culturale fondato da G. Chiesa nel 2010. Nel corso della serata sono state molte le tematiche che hanno suscitato un sentito interesse e dibattito in sala.

 

L'orizzonte contemporaneo del mondo in cui viviamo impone oggi più che mai un’ardita e profonda riflessione. Una riflessione che riguarda la realtà quotidiana in cui diversi tipi di crisi si susseguono e si intersecano tra loro. Crisi economica, crisi finanziaria, crisi politica, ambientale, energetica e climatica, solo per elencarne alcune. Crisi, in generale, che minano completamente le definizioni e i paradigmi che scandiscono la realtà e la “società del progresso”. Cambiamenti quantitativi e qualitativi che investono tutti i livelli del sapere e dell'agire, originati tutti da un elemento sistemico e strutturale riconducibile al modello di sviluppo capitalista che ha dominato il mondo negli ultimi duecento anni. Un modello antropologico in primis, culturale poi, e politico, informativo, economico ed energetico. Ad essere in crisi sono quindi le fondamenta su cui si basa la nostra società e la vita dei miliardi di individui che abitano il Pianeta Terra.
Miliardi di persone inevitabilmente connesse grazie alle nuove tecnologie, al denaro e alla “rivoluzione” delle comunicazioni, ma soprattutto unite da uno stesso destino e futuro ineluttabile. Un futuro dai tratti incerti, ambigui, che ci lega tutti gli uni agli altri. Sette miliardi sono gli abitanti della Terra, uomini, donne e bambini che vivono sotto lo stesso cielo, che condividono lo stesso sole, che usano le risorse dello stesso Pianeta. Di questi sette miliardi, la maggior parte delle popolazione ignora quanto sta avvenendo perché asservita ad un’informazione menzognera o perché impegnata nella lotta per la sopravvivenza. In ogni caso comunque, ciò che ci unisce tutti è un modello culturale ed economico maggioritario, il modello che domina il mondo: la società del consumo e dello spettacolo, basata sull’idea fallimentare di uno sviluppo illimitato, tipico di un sistema imperante fondato sullo sfruttamento delle risorse e dell’uomo sull’uomo. Un sistema culturalmente organizzato che si riconosce nell’involuzione dell’essere umano e nell’indebolimento delle nostre coscienze, fiaccate dai perversi meccanismi che derivano dall’idolatria del “dio denaro”. Ciò che più ci unisce gli uni con gli altri è proprio la Casa che ci ospita, ovvero la Terra, Gea, come la chiama Giulietto Chiesa nel suo libro, le cui risorse sono quasi estinte mentre gli ecosistemi collassano. E’ con questo e molto altro che l’uomo di oggi deve fare i conti, ricercando una degna via di uscita per evitare la più grande delle catastrofi che il genere umano ricordi.  E’ così che, muovendosi in uno scenario dai dati incerti e manipolati, la coscienza contemporanea potrebbe e dovrebbe iniziare ad esaminare con mente critica ciò che sta avvenendo: uno spettacolo agghiacciante per tutti noi e per le future generazioni che abiteranno il Pianeta. Non si tratta della “Fine della Storia” preconizzata da Francis Fukuyama e nemmeno dello “scontro di civiltà” teorizzato da Huntigton, ma della fine del paradigma del progresso capitalista basato sull’assunto irrazionale della crescita infinita; infatti, in un mondo dalle risorse finite e limitate, un sistema di sviluppo infinito ed illimitato è impossibile. L’uomo di oggi non può più ignorare questa verità scientifica e fisica dimenticata dall’economia contemporanea. Orizzonti immateriali e speculazioni virtuali dominano il mondo della finanza. Numeri e cifre astratte scandiscono il ritmo della politica degli Stati e le scelte dei governi, composti spesso da individui incapaci di affrontare una realtà ben più complessa e drammatica di come viene rappresentata, individui a libro paga di potenti lobbies e influenti banche e corporations che dettano l’agenda delle nazioni. Si tratta di un’involuzione della democrazia contemporanea che mina gli stessi confini degli Stati e il loro principio di determinazione, sancendo la definitiva perdita della sovranità dei popoli, costretti a subire le decisioni rigoriste e dittatrici imposte da corrotti maggiordomi del potere di turno. Ciò che l’uomo contemporaneo vive è l’inizio di un risveglio delle forze naturali che si ribellano alla rapina posta in essere dalla abietta sovrapproduzione dei cosiddetti “beni di consumo”. Ad essersi incrinati, oggi, non sono solo gli equilibri economici e i rapporti politici che hanno caratterizzato gli ultimi cento anni di storia. Ad essersi incrinato, oggi, è il ben più vitale equilibrio della natura, degli ecosistemi naturali, a causa degli effetti devastanti della società del consumo senza limiti. Quale futuro ci attende? Cosa aspettarci per i prossimi anni? L’unico modo che abbiamo per scongiurare il tramonto drammatico di questa civiltà è rompere con il passato e analizzare gli elementi principali che hanno indotto alla crisi questo sistema. E se non sarà l’uomo a farlo volontariamente, le forze della natura ed una serie di cause esterne imporranno all’uomo scelte drastiche ed estemporanee, inducendolo forzatamente a ripensare a se stesso e al suo essere nel mondo. Questo ci spinge a cercare alternative nuove e a valutare una vasta gamma di soluzioni differenti per scongiurare il peggio. E’ necessario fare uno sforzo, che è lo sforzo di chi deve combattere per la sopravvivenza, perché è di questo che stiamo parlando: della nostra sopravvivenza e di quella dei nostri figli, figli diseducati a merendine e TV, videogiochi e pubblicità, volgarità gratuite, consumismo sfrenato ed arrivismo, figli lobotomizzati dall’idea del successo facile, assuefatti alla pornografia culturale divenuta uno dei tratti dominanti della società di massa. Ad essere in pericolo è la nostra Casa, il pianeta che ci ospita, le nostre coscienze, i nostri territori in mano a speculatori che privatizzano i beni comuni ed uccidono paesaggi, inquinando ed abbrutendo (neanche troppo segretamente) il nostro corpo, le nostre menti, le nostre vite. Stiamo vivendo un momento di transizione senza precedenti per drammaticità e peculiarità. Un passaggio storico, il più critico che il genere umano abbia finora vissuto. Una fase delicatissima che ci invita e ci costringe a riconsiderare i nostri valori e tutto ciò che siamo. Questo momento ci obbliga a compiere scelte nuove, inedite, spronandoci ad avere il coraggio di proporre alternative. È ormai evidente la necessità di ridisegnare i rapporti di forza e di riscrivere i confini del pensiero contemporaneo; dobbiamo analizzare ciò che siamo stati, ciò che siamo e riflettere su che tipo di umanità vogliamo diventare. E dobbiamo farlo in fretta, con determinazione e coerenza, resistendo ad un nemico che utilizzerà ogni mezzo per screditare e minare una rivoluzione antropologica, e quindi culturale, che nonostante tutto investirà inevitabilmente le fondamenta instabili di un impero basato sulla falsità e sul furto legalizzato. E’ per questo che è necessario unirsi partendo dalla partecipazione e dagli anticorpi che si sono generati dalla stessa società capitalista. Anticorpi che si fanno portavoce di nuove istanze e battaglie per la difesa di Valori collettivi, come i beni comuni e il territorio: uomini e donne che reclamano rappresentanza per uscire da una voragine di anonimie, cittadini del mondo che riconoscono i limiti dell’attuale sistema dominante ormai decadente e che decidono di lottare pacificamente contro quei “padroni universali” che da troppo tempo guidano ciecamente l’esistenza di miliardi di persone inconsapevoli. Tali anticorpi devono essere sentinelle ed avanguardie di un nuovo rinascimento, volenterosi di unirsi per ricomporre la profonda frattura che si è creata tra Uomo e Natura, promuovendo alternative intelligenti per evitare un’incombente catastrofe e per rinnovare una cultura del sapere e dell’essere che è all’antitesi dell’attuale paradigma globale e globalista.

VIDEO La presentazione integrale del libro "INVECE DELLA CATASTROFE"

 

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