Sabato, Settembre 21, 2019
   
Text Size

Pianeta Oggi TV - Online All News

AMAZZONIA. HRV DENUNCIA: "JAIR BOLSONARO INDIFFERENTE NELLA LOTTA ALLA MAFIA DELLE FORESTE"

(DA ANTIMAFIA DUEMILA ONLINE)

di AMDuemila
Dal suo insediamento gli incendi nella selva brasiliana sono aumentati del 91,9%

Gli incendi in Brasile che hanno devastato la selva amazzonica le scorse settimane hanno un grande e intoccabile responsabile: “la mafia delle foreste”. Una rete di criminali che, secondo l'ultimo rapporto stilato da Human Rights Watch (Hrw), intitolato "Le mafie della foresta tropicale”, ha "la capacità logistica di coordinare il taglio degli alberi, il trasporto e la vendita del legno su vasta scala. Nel contempo - si legge - assoldano uomini armati per intimidire, in alcuni casi uccidere, quanti cercano di difendere le foreste”. Tuttavia, se questi personaggi sono liberi di fare ciò che vogliono con “il polmone del mondo” gran parte del merito va al presidente del Brasile Jair Bolsonaro che dal suo insediamento al potere è rimasto quasi sempre a braccia conserte. Parlano i numeri. Dall'inizio della sua carica (gennaio 2019) ad oggi, gli incendi in Amazzonia sono aumentati precisamente del 91,9%, un dato spaventoso se si considera che già quando gli incendi erano quasi la metà, ad agosto 2018, ammontavano a 3336 in tutto il territorio dell'Amazzonia brasiliana. Inoltre, secondo altri dati diffusi da enti governativi, tra gennaio e agosto 2019, la deforestazione dell'Amazzonia brasiliana è raddoppiata rispetto allo stesso periodo del 2018, da 3337 a 6404 km2, l'equivalente di 640 mila campi da calcio. “Fin quando il Brasile non adotterà misure urgenti contro la violenza che facilita il taglio illegale del legno - ha denunciato il direttore dei diritti umani e dell'ambiente di Hrw, Daniel Wilkinson - la distruzione della più grande foresta tropicale del mondo sarà sfrenata”.

Leggi tutto: AMAZZONIA. HRV DENUNCIA: "JAIR BOLSONARO INDIFFERENTE NELLA LOTTA ALLA MAFIA DELLE FORESTE"

 

PROCESSO DEPISTAGGIO VIA D'AMELIO, BORSELLINO QUATER: "SOGGETTI ESTERNI POTREBBERO AVER AGITO NELLA STRAGE DI VIA D'AMELIO"

 (DA ANTIMAFIA DUEMILA)

di Aaron Pettinari
"Trattativa può aver accelerato morte del giudice". Nella requisitoria Pg Sava anticipa la richiesta di conferma delle condanne

Ventisette anni dopo le stragi del 1992, tanto sull'Attentatuni di Capaci quanto su quella di via d'Amelio, la verità non è ancora completa. Ci sono stati processi, sentenze e ancora oggi proseguono le inchieste per far luce su quelle zone d'ombra presenti in entrambi gli eccidi che hanno portato alla morte Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Oggi a Caltanissetta è iniziata la requisitoria del Procuratore generale Lia Sava (presente assieme al sostituto Antonino Patti) al processo Borsellino quater. Un Processo importante che in primo grado ha sancito in via definitiva che Vincenzo Scarantino, il cui reato di calunnia è stato prescritto, è stato "indotto" a mentire. Nel corso della requisitoria iniziata questa mattina il Pg ha già fatto intendere che chiederà la conferma della sentenza della Corte d'Assise (ergastolo per i boss palermitani Salvatore Madonia e Vittorio Tutino; 10 anni ciascuno per i falsi collaboratori di giustizia Calogero Pulci e Francesco Andriotta e reato prescritto per Scarantino), ma ha anche evidenziato come "la ricerca della verità" non si è fermata e che vi sono elementi che possono portare all'individuazione di responsabilità esterne attorno alla strage.
"Secondo la procura generale - ha detto oggi la Sava - lo sviluppo delle indagini sta via via delineando altre strade che, se doverosamente riscontrate, possono far individuare altri soggetti che hanno potuto contribuire alle stragi". Secondo il magistrato "anche qualora si arrivasse ad individuare i soggetti esterni e allorquando sarà fatta luce sull'agenda rossa ciò non farà venir meno le responsabilità degli uomini di Cosa nostra che misero in atto lo scellerato progetto di Riina".
Facendo riferimento ad alcuni atti inerenti la strage di Capaci il Pg ha sottolineato che "sono oggetto di ulteriori approfondimenti". "Questo materiale - ha aggiunto la Sava - costituisce la dimostrazione che senza alcuna remora si sta cercando di battere ogni pista percorribile per far luce sui coni d'ombra". Per il Pg si tratta "di dichiarazioni di sicuro interesse e che consentono allo stato di formulare alcune considerazioni. Il materiale sopra richiamato non incide in alcun modo sulla sentenza della quale oggi vi chiediamo conferma. Deve evidenziarsi che la auspicabile, futura individuazione di responsabilità di soggetti esterni al sodalizio mafioso, che ben potrebbero aver agito prima della strage di via d'Amelio, concorrendo alla relativa esecuzione e determinandone l'accelerazione, e dopo la strage, a realizzare il colossale depistaggio evidenziato nella motivazione della sentenza impugnata, non possono, comunque, scalfire la validità ed efficacia delle argomentazioni logico-giuridiche utilizzate nella sentenza impugnata per ricostruire il profilo di responsabilità in relazione a ciascuno degli imputati di questo processo".L'accelerazione possibile nella Trattativa

Leggi tutto: PROCESSO DEPISTAGGIO VIA D'AMELIO, BORSELLINO QUATER: "SOGGETTI ESTERNI POTREBBERO AVER AGITO NELLA STRAGE DI VIA D'AMELIO"

 

L'ORIGINE DEI TERREMOTI E IL TERRITORIO DELLA VALDICHIANA SENESE

Cetona, giovedì 19 settembre 2019, ore 21.00
Sala Santissima Annunziata, Piazza Garibaldi

Incontro con la cittadinanza sul tema:
L’origine dei terremoti e il territorio della Valdichiana Senese

INVITO

Programma:

- Introduzione del Sindaco di Cetona Roberto Cottini

- Prof. Enrico Tavarnelli
  Professore ordinario di Geologia presso l’Università degli Studi di Siena, “Lo sciame sismico del Monte Cetona: le cause geologiche”

Intervengono
Dott. Riccardo Dringoli – Geologo, Provincia di Siena – Referente provinciale per la Protezione Civile, "Il Sistema-Protezione Civile a livello nazionale, regionale e provinciale"
Ing. Angela Cardini – Responsabile Centro Intercomunale di Protezione Civile, "La protezione civile in Valdichiana Senese – Il Piano Intercomunale e i rischi sul territorio"

COMUNICATO STAMPA

Leggi tutto: L'ORIGINE DEI TERREMOTI E IL TERRITORIO DELLA VALDICHIANA SENESE

 

ASSOCIAZIONE FUNIMA INTERNATIONAL

Il racconto dei 3 mesi trascorsi in Argentina, da Aprile a Luglio 2019, di Giovanni Bongiovanni presidente di FUNIMA International. Dai progetti in corso sulle Ande a 4.000 mt, alla valutazione dei bisogni nella foresta di Santa Victoria Este, tripla frontiera al confine con Bolivia e Paraguay.

 

AMBIENTE: ANDREA ZANONI INFO

 

Comunicato stampa
 

“Verso un Veneto in deroga alle leggi di tutela ambientale e al buon senso”. Giovedì 12 a Treviso incontro con il consigliere regionale Andrea Zanoni

Venezia, 9 settembre 2019

“Una legge devastante per l’ambiente, con cui si dà il via libera a una deregulation alle normative in tema di urbanistica, territorio, paesaggio, cave, allevamenti intensivi, cavalli, natanti in laguna, valutazione di impatto ambientale  e non solo. Il tutto in una delle Regioni più cementificate d’Europa”. A dirlo è il consigliere del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Ambiente Andrea Zanoni, presentando l’incontro in programma giovedì prossimo, 12 settembre, a Treviso a cui parteciperà insieme all’Ing. Romeo Scarpa (consigliere di Italia Nostra Treviso) sulla ‘legge di adeguamento ordinamentale’, approvata lo scorso luglio. ’Verso un Veneto in deroga alle leggi di tutela ambientale e al buonsenso’, il titolo dell’iniziativa. “Una legge omnibus inguardabile, con cui si dà il via libera a milioni di metri cubi di cemento, quando il nostro territorio avrebbe bisogno di tutt’altro, si riduce la partecipazione di enti locali e cittadini e vengono resi più complicati i controlli. I buoni propositi sul consumo zero di suolo sono stati definitivamente cancellati, con una serie infinità di deroghe che interessano anche l’area delle Colline del Prosecco diventata Patrimonio dell’Umanità”, ricorda Zanoni.

L’appuntamento è per giovedì 12 settembre alle 20.45 alle Ex Scuderie di Palazzo Bomben Caotorta, via Cornarotta 7, a Treviso.

 

 

PIANETA OGGI REPORTER

"MEDICINA ORIENTALE"

DALLA CONFERENZA DI CONCORDIA SAGGITTARIA INTERVISTA AL

PROF. NICOLA LIMARDO DOCENTE ALTA FORMAZIONE UNIVERSITA' LA SAPIENZA.

SI RINGRAZIA PER LA COLABORAZIONE IL DOTT. DAVIDE FALCOMER

PROGRAMMA IN ONDA SUL CIRCUITO RTV INTERREGIONALE DTT, RDE DIFFUSIONE EUROPEA AM 1584 / 819 KHZ

   

IN PRIMO PIANO, ANDREA ZANONI

 

Comunicato stampa
 

Strage di uccelli contro le barriere trasparenti della Pedemontana, sabato manifestazione a Riese Pio X. Zanoni (PD): “La Regione fermi questa trappola mortale, da anni chiediamo adesivi anticollisione sui pannelli”

 

Venezia, 5 settembre 2019

“Sabato sarò in piazza insieme ad associazioni e cittadini per fermare la strage di uccelli che a migliaia si stanno schiantando lungo le barriere trasparenti della Pedemontana. Da oltre un anno chiediamo alla Giunta Zaia di prendere provvedimenti, la prima interrogazione risale a maggio 2018, quasi due mesi fa la struttura regionale di progetto ha annunciato che sarebbero stati apposti gli adesivi anticollisione, ma così non è stato. La Superstrada si è trasformata in una micidiale trappola e il numero di uccelli morti, alla vigilia della migrazione, è destinato ad aumentare in modo esponenziale se non si interviene. Basterebbero pochi euro, è esclusivamente una questione di volontà: è gravissimo il menefreghismo della Giunta Zaia. I veneti civili continuino a mobilitarsi contro questo scempio”. Così Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Ambiente invita a partecipare alla manifestazione in programma sabato prossimo, 7 settembre, alle 15 presso gli impianti sportivi di Spineda di  Riese Pio X, in provincia di Treviso, organizzata da un folto numero di associazioni (Lipu, Lac, Lav, Enpa Treviso, Italia Nostra, Oipa, Salviamo il paesaggio-Coordinamento Asolo Castellana, Wwf Terre del Piave Treviso-Belluno, Lega nazionale difesa del cane.

“Finora le promesse della Giunta sono rimaste carta straccia: le sagome anticollisione sono state apposte solo in pochissimi chilometri all’interno di un’opera lunga 94. Come consiglieri regionali abbiamo presentato due interrogazioni, il 4 maggio 2018 e lo scorso 27 agosto, personalmente ho invece depositato tre denunce alla Procura di Vicenza e una a quella di Treviso per i reati di uccisione di specie protette ed uccisione di animali - ricorda Zanoni - le indagini stanno andando avanti, a giugno il procuratore capo di Vicenza ha aperto un fascicolo a carico dei responsabili della Spv dopo la mia denuncia e una notizia di reato dei Carabinieri forestali. Come gruppo abbiamo depositato una mozione in Consiglio regionale ad aprile e il caso è approdato in Parlamento a giugno con un’interrogazione della nostra deputata Patrizia Prestipino. Dobbiamo mettere fine a questa crudeltà gratuita. Invito i cittadini non solo a scendere in strada sabato, ma anche a sottoscrivere la petizione online intitolata ‘Ferma la strage di uccelli sulle barriere trasparenti della Superstrada PedemontanaVeneta!’, presente sul sito http://change.org. Fai clic o tocca per aprire il collegamento." style="color:#007C89;font-weight:normal;text-decoration:underline">change.org”.

 

 

IN DIRETTA CON TELE RADIO POLCENIGO

REGIA CENTRALE

ROSARIO MORENO

PER ASCOLTARE:

www.telepolcenigo.it

 

 

DALLA CHIESA, VIA CARINI UN OMICIDIO DI STATO

(DA ANTIMAFIA DUEMILA ONLINE)

di Giorgio Bongiovanni e Aaron Pettinari -

“Appena è uscito lui con sua moglie, lo abbiamo seguito a distanza. Potevo farlo là, per essere più spettacolare, nell’albergo, però queste cose a me mi danno fastidio… L’indomani gli ho detto: 'Pino, Pino (si riferisce a Pino Greco detto "Scarpuzzedda", uno dei più famigerati killer di Cosa Nostra) vedi di andare a cercare queste cose che … prepariamo armi'. A primo colpo, a primo colpo ci siamo andati noi altri… eravamo qualche sette, otto di quelli terribili, eravamo terribili. Nel frattempo lui era morto ma pure che era morto gli abbiamo sparato là dove stava, appena è uscito fa… ta… ta..., ta… ed è morto”. E' il 4 settembre 2013 quando la Dia, nel carcere Opera di Milano, registra le parole del Capo dei Capi, Salvatore Riina, mentre parla con il suo compagno d'ora d'aria, Alberto Lorusso. La sua è una descrizione macabra e violenta dell'attentato del 3 settembre 1982 quando, in via Carini a Palermo, vennero uccisi a colpi di kalashnikov, da un commando di Cosa Nostra, il generale dei carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo.
Un omicidio di mafia, come accertato nelle sentenze che hanno condannato in via definitiva i killer (Raffaele Ganci, Giuseppe Lucchese, Vincenzo Galatolo, Nino Madonia, insieme ai collaboratori di giustizia Francesco Paolo Anzelmo e Calogero Ganci) e i mandanti interni a Cosa nostra (Totò Riina, Bernardo Provenzano, Michele Greco, Pippo Calò, Bernardo Brusca e Nenè Geraci) ma che presentano anche quei contorni, tra pezzi mancanti e misteri, propri delle grandi stragi di Stato.
Dalla Chiesa, alto ufficiale dell'Arma dei Carabinieri, fu prefetto a Palermo per appena 100 giorni. Al più volte presidente del Consiglio Giulio Andreotti, poco prima di partire per la Sicilia, disse: "Non avrò riguardo per quella parte dell'elettorato alla quale attingono i suoi grandi elettori". Lo ha raccontato chiaramente il figlio, Nando dalla Chiesa, nel libro "Delitto Imperfetto". "Mio padre disse a noi dopo quel colloquio: 'Sono stato da Andreotti e quando gli ho detto tutto quello che si dice sul conto dei suoi in Sicilia è sbiancato in faccia'". Parole che furono testimoniate anche nel processo. Nando dalla Chiesa accusava quantomeno di complicità morali gli appartenenti alla corrente andreottiana della Democrazia cristiana.
Del resto il prefetto dalla Chiesa aveva chiesto poteri speciali per combattere la mafia così come aveva combattuto il terrorismo. Gli furono promessi dal ministro Rognoni ma concretamente non gli furono mai dati.
Anche le altre figlie del generale dalla Chiesa, Rita e Simona, sono più volte intervenute negli anni per chiedere verità giustizia. Qualche anno fa Simona ha ricordato un fatto semplice: "La mafia in quel momento non aveva convenienza nell’uccidere mio padre. Non aveva ancora i poteri per mettere in atto quel che aveva in mente. E non poteva nemmeno compiere delle indagini specifiche proprio perché non è quello il compito del Prefetto. E la mafia sapeva anche che uccidendo lui, la moglie e l’agente Russo avrebbe portato anche ad una reazione dell’opinione pubblica. Dunque perché si doveva uccidere?”.
E' proprio questa una delle domande rimaste fin qui inevase. Del resto sono diversi i punti oscuri da chiarire come ad esempio la scomparsa dei documenti dalla cassaforte e dalla valigetta del generale. E' sempre Totò Riina ad aver confermato di recente: “Gli hanno portato via tutto”.
Chi ha voluto, dunque, la morte del Generale dalla Chiesa, vero padre della Patria?
Quel che appare evidente a 37 anni di distanza è che a volere ed a beneficiare della sua morte non è stata solo Cosa nostra così come, certamente, non furono uomini di Cosa nostra ad entrare nell'abitazione del Prefetto a Villa Pajno nel corso della notte fra il 3 e il 4 settembre 1982, per svuotare la cassaforte che lì era presente.

Leggi tutto: DALLA CHIESA, VIA CARINI UN OMICIDIO DI STATO

 

VICTOR JARA AVREBBE CANTATO CON OUR VOICE

 

"Il mondo gira e crea perché esiste l'amore" (Víctor Jara)
di Jean Georges Almendras
- "Io sono un lavoratore della musica, non sono un artista. Il paese ed il tempo diranno se sono artista. In questo momento sono un lavoratore, un lavoratore che ha la consapevolezza di far parte della classe lavoratrice che lotta per costruire una vita migliore".
Così si era espresso Víctor Jara appena un mese e dieci giorni prima di essere assassinato con 44 proiettili dalla dittatura di Pinochet nel settembre del 1973. Si esprimeva in questo modo perché era così che concepiva il suo talento di musicista, compositore e cantante, come lavoratore che lotta per una vita degna e per un mondo più giusto. Un lavoratore combattente, che proprio per questo suo modo di essere così diretto e puro nelle sue idee (sempre a favore della vita e dell'uguaglianza), pagò con la sua vita il confrontarsi tanto appassionatamente contro il potere e contro il sistema.
Víctor Jara che oggi, nonostante sia assente fisicamente, è ancora vivo tra noi.
Tra noi, i giovani di Our Voice ed i redattori di Antimafia Dos Mil, che abbiamo visitato la Fondazione che porta il suo nome, in un’abitazione in Via Almirante Riveros al 067, nel Comune di La Providencia.
Mentre prendevamo posto in un settore all’ingresso della struttura ci ha accolto Cristian Galaz, direttore esecutivo della Fondazione. Una Fondazione nata 26 anni fa.
"Io non lo l’ho conosciuto personalmente, ma lo vedevo cantare, lo vedevo nelle manifestazioni, perché Víctor Jara si era trasformato in un vero attivista dei diritti sociali, in un'epoca in cui il Cile viveva un periodo molto particolare. Gli eventi di quel tempo lo portarono in prima linea in un movimento culturale artistico che accompagnava quel processo sociale e politico. Lui si esibiva in grandi luoghi ma anche in posti molto piccoli. L'ultima esibizione la tenne, accogliendo l’invito di una piccola scuola, in località San Bernardo dove cantò per gli alunni. Era la vigilia del colpo di Stato. Egli era presente nel grande e nel piccolo. Per lui non c'erano differenze. E si vedeva. Per questo motivo la gente lo amava e lo ama fino al giorno d’oggi. Il popolo lo ama e lo porta nel suo cuore".
Víctor Jara, come molti alunni e professori dell'Università in cui si trovava, decise di rimanere sul posto ed accompagnare la resistenza, quell’11 settembre del 1973.
"Lui avrebbe potuto non rispondere all’appello che alcuni mesi addietro era stato fatto per difendere il presidente Allende, ma scelse di rispondere a quella chiamata, per andare incontro, alla fine, come tanti altri, alla tortura e alla morte. Victor era molto conosciuto e molto amato. Grazie a questo lui oggi non è un desaparecido in più. Cercarono di occultare il suo corpo ma la gente lo riconobbe nel luogo dove era stato abbandonato. Grazie a questo i suoi resti furono portati all'obitorio. Oggi il posto dove collocarono il suo cadavere è indicato come luogo di memoria accanto alla ferrovia, a fianco di un muro divisorio del Cimitero Metropolitano, nel comune di El Espejo. Lo lasciarono lì Victor, senza vita, ed un vicino lo trovò.

Leggi tutto: VICTOR JARA AVREBBE CANTATO CON OUR VOICE

 

TELEIDEA 190

La corsa del Bravio delle Botti di Montepulciano edizione 2019, una coproduzione Magistrato delle Contrade - Tele Idea 20° anno 25 Agosto 2019 - Montepulciano (Siena) Tuscany.

Telecronista Diego Mancuso

 

 

CONDIVIDI / SOCIAL NETWORK

Tot. visite contenuti : 8151251
 72 visitatori online

Video in evidenza

Pianeta Oggi News

  • 1
  • 2
  • 3
  • 4

Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie. Cookie Policy.