Lunedì, Gennaio 22, 2018
   
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Pianeta Oggi TV - Online All News

BREAKING NEWS - MINACCE DI MORTE ALL'ASSOCIAZIONE DEGLI ANIMALISTI ITALIANI

COMUNICATO STAMPA:

 

“FROCI, TESTE DI CAZZO, PARASSITI, FRUTTI DI ABORTI MAL RIUSCITI”: OFFESE A SFONDO SESSUALE, INSULTI OMOFOBI E MINACCE DI MORTE. CACCIATORI E LORO AMICI SI SCAGLIANO CONTRO ANIMALISTI ITALIANI ONLUS. IL PRESIDENTE WALTER CAPORALE: “NON CI FACCIAMO INTIMIDIRE DA NESSUNO. ABBIAMO COLTO NEL SEGNO”

A nemmeno di 24 ore dalla Passeggiata Ecologica per spaventare e allontanare animali e per raccogliere bossoli abbandonati dai cacciatori, il profilo Facebook dell’Associazione è intasato da migliaia di offese ed insulti sessuali e omofobi.

Minacce di morte, offese a sfondo sessuale e insulti di vario altro genere. Sul profilo Facebook dell’Associazione Animalisti Italiani Onlus sta comparendo di tutto, dopo la Passeggiata Ecologica di ieri, domenica 21 gennaio, a Sutri in provincia di Viterbo, in cui decine di volontari hanno spaventato e salvato decine di animali dai fucili dei cacciatori e raccolto numerosi bossoli (www.animalisti.it). Le prime offese, gravissime, vergognose, compaiono già nella tarda serata di domenica. Cacciatori, o loro sostenitori, si sentono in diritto di offendere la qualità dei gusti sessuali dei nostri volontari, definendoli “frocioni” o “froci di merda”, o delle nostre posizioni politiche, affermando “dovete andare a pulire i centri sociali”. Poi c’è chi, nemmeno troppo per il sottile, si augura il peggio per Animalisti Italiani Onlus, scrivendo, senza possibilità di fraintendimento, “ve possino ammazza tutti”. Da contorno fanno i soliti commenti e appellativi offensivi, ma qui andiamo sul generico: si passa dal classico “pezzi di merda” a “bastardi”, passando per “parassiti” e “teste di cazzo”. Qualcuno più “acculturato” ci definisce “frutti di aborti mal riusciti”. Addirittura c’è chi ci invita ad andare nelle regioni dove la chiusura della caccia è stata posticipata al 10 Febbraio per “aiutarlo” nella sua mattanza. Insomma, quanto di più becero e ignorante il genere umano possa produrre. E tutto questo perché? Per aver messo in fuga tanti animali, salvandoli da chi, ancora oggi, è convinto che imbracciare un fucile e privare creature innocenti della propria vita costituisca uno “sport”. Ma, soprattutto, ci chiediamo: se siamo così “inutili” (ci hanno definito anche così), come mai tutta questa mobilitazione contro di noi? Come mai tutti si scandalizzano per “quattro ridicoli” che girano per i boschi? Ve lo spieghiamo noi perché: perché abbiamo colto nel segno, perché abbiamo dato fastidio a questi “signori”: “Non ci facciamo intimidire da nessuno – tuona il Presidente di Animalisti Italiani Onlus, Walter Caporale – questi assassini legalizzati si sentono in diritto di offenderci e minacciarci, ma a noi non importa. Se non si trova modo migliore di rispondere a iniziative pacifiche come la nostra, se non chiamandoci froci di merda o augurandosi la nostra morte, significa che siamo di fronte ad una sottospecie retrograda, ignorante e omofoba che non ha altro se non gli insulti per intavolare una patetica discussione. Questa reazione, volgare e immotivata, come del resto è la caccia, ci fa capire che non dobbiamo fermarci e che siamo sulla strada giusta. Se ci attaccano in questo modo becero significa che abbiamo colto nel segno, significa che iniziative come quella di domenica a Sutri servono ad allontanare gli animali innocenti e a disturbare questi individui senza etica né morale. D’altronde – prosegue – quale etica e morale può mai avere un essere che si permette di giudicare qualcuno in base ai propri gusti sessuali”. Walter Caporale, inoltre, sottolinea il fatto che “al momento in Italia esistono solo tre regioni (Liguria, Lombardia e Veneto) che hanno introdotto una sanzione pecuniaria per chi disturba l’attività venatoria. Tuttavia, il Parlamento Italiano non ha ancora approvato nessuna legge, visto che la proposta in questione è ancora ferma da tempo e nessuna forza politica è riuscita a farla entrare in vigore. Se tutto quello che noi facciamo per tutelare la vita di creature innocenti – conclude il Presidente di Animalisti Italiani Onlus – comporta queste reazioni e queste offese, ci riteniamo ancor più orgogliosi del nostro lavoro e delle nostre battaglie. Chi è così vile da sparare contro animali disarmati non potrà mai fare paura a chi, come noi, è armato sì, ma di conoscenza e rispetto”.

22 Gennaio 2018
 
Emiliano Magistri
Responsabile Ufficio Stampa, comunicazione e rapporti istituzionali
Associazione "Animalisti Italiani Onlus"

 

 

RST SAIUZ NOTIZIE

RADIO SAIUZ TV ONLINE ALLNEWS

A CURA DI ROSARIO MORENO

www.radiosaiuz.it

 

 

RICORDANDO SALVADOR MEDINA

di Jorge Figueredo
Omaggio al giornalista paraguaiano Salvador Medina, ucciso dalla mafia 17 anni fa
Salvador Medina e Gaspar, suo fratello, viaggiavano lungo una strada di sabbia, tortuosa, caratteristica della campagna paraguaiana, quando furono vittime di un agguato. Era il 5 gennaio del 2001, quindici minuti prima delle 20:00, e iniziava ad imbrunire. Una pallottola centrò il cuore di Salvador. Lui cadde dalla moto sulla quale viaggiavano e dopo qualche minuto di agonia espirò tra le braccia di suo fratello. Il suo assassino, Milciades Mailyn, sparò ancora. La sua intenzione era uccidere anche Gaspar, ma il colpo andò a vuoto. Nella penombra un terzo sparo, ma il proiettile miracolosamente non esplose. Gaspar ebbe salva la vita, Salvador la perse. Il sicario fuggì protetto dall’ombra della notte.
Il giovane giornalista Salvador Medina era un rivoluzionario. Pochi secondi dopo lo sparo che gli trafisse il cuore, ebbe il coraggio e la forza necessaria per guardare in faccia il suo carnefice e dirgli in lingua guaranì: “Che japireiete” (mi hai sparato senza alcun motivo). Dopo aver pronunciato queste parole si spense la luce di Salvador su questa terra. Il buio del crimine organizzato e della mafia aveva vinto ancora una battaglia. Ma non la guerra, che ancora continua.
Sono trascorsi circa due decenni dal suo assassinio e possiamo sostenere che l’esempio di vita di Salvador Medina è

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APPUNTAMENTO AUDITORIUM DI MARSAGO A CAMPO SAN MARTINO - PADOVA

 

Spettacolo teatrale

NEVE

di e con GIOVANNI BETTO

regia MIRKO ARTUSO

20 gennaio 2018 ore 20.45

Auditorium di Marsango a Campo San Martino (PD)

all’interno della rassegna TEATRIINRETE organizzata da Teatro Bresci

Si tratta di uno spettacolo intimo, delicato, percorso dalla voce dell’anima di un nonno dato per disperso nella campagna di Russia del gennaio 1943.

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ANTIMAFIA DUEMILA TV, GIULIETTO CHIESA: COME DIFENDERCI DAI PADRONI DEL MONDO

Giorgio Bongiovanni intervista il giornalista che per anni fu corrispondente da Mosca
di AMDuemila - Video-intervista
La situazione politica internazionale, il pericolo sempre più chiaro ed evidente di una nuova guerra mondiale e la “dittatura” economica di cui personaggi di potere detengono il controllo. Sono solo alcuni dei punti toccati da Giulietto Chiesa, giornalista che a lungo fu corrispondente da Mosca per La Stampa e L’Unità, intervistato dal direttore di ANTIMAFIADuemilaGiorgio Bongiovanni. Il dibattito ha visto anche la partecipazione dei più giovani, tra cui il Movimento Internazionale Our Voice, che per l’occasione ha messo in scena alcuni spezzoni dello spettacolo “L’arte uccide la mafia”: un modo per prendere posizione rispetto ad alcuni dei temi sociali più attuali con il canto, il ballo e la recitazione.

 

GIULIETTO CHIESA: "ECCO COME DIFENDERCI DALL'ATTACCO DEI PADRONI UNIVERSALI"

 

di Aaron Pettinari - Foto
Secondo il giornalista “Dal nostro agire si determina l’effetto per l’intero Pianeta”

Un mondo in guerra, la crisi economica, quella energetica, gli scontri tra i quattro Giganti (Stati Uniti, Europa, Cina e Russia), il rischio di un conflitto planetario, l’assenza di informazioni. Sono questi solo alcuni dei temi che martedì scorso sono stati affrontati dal giornalista Giulietto Chiesa, (a lungo corrispondente da Mosca per l’Unita e La Stampa, autore di svariati libri, direttore di Pandoratv.it e fondatore del movimento politico Alternativa e, insieme all’ex pm Antonio Ingroia, della lista civica “Lista del popolo”) intervistato dal direttore di ANTIMAFIADuemila, Giorgio Bongiovanni. Un incontro che è stato utile proprio per comprendere non solo riguardo agli accadimenti del tempo presente ma anche per riflettere su quello che potrebbe divenire il nostro domani.
Noi siamo sotto attacco - ha detto Chiesa - Quelli che possiamo chiamare i Padroni universali stanno vivendo un momento di grande preoccupazione. Non sono solo i Padroni dell’economia, ma molto di più. Hanno come obiettivo quello di sottometterle nostre menti e lo fanno toccando i bottoni giusti nell’intero sistema della Comunicazione”.
Rispondendo alle domande di Bongiovanni il direttore di “Pandoratv.it” ha ribadito che è sbagliato parlare dell’esistenza di un “Nuovo ordine mondiale costituito dalle grandi potenze Stati Uniti, Europa, Russia e Cina” in quanto “se esistesse vivremmo in tempi di pace ma non è affatto così”. Tuttavia Chiesa ha evidenziato come “il vero potere del Mondo è attualmente in mano ad un gruppo ristretto di persone che non sono visibili nel palcoscenico mondiale. Questi sono i padroni universali, non i vari Renzi, Berlusconi, Trump che non sono altro che i maggiordomi del potere. Le decisioni vengono prese in altre sedi”. Tra questi, secondo Chiesa, vi sarebbe la Banca per il regolamento Internazionale. “Questo istituto ha sede a Basilea ed è la banca di tutte le banche centrali del Mondo - ha aggiunto - Ha un Cda composto da una ventina di persone e che ogni due mesi si incontrano per prendere le decisioni più importanti muovendo centinaia di migliaia di miliardi, decidendo quanti soldi produrre e come distribuirli. Firmano documenti e sanciscono persino lo scoppio di una guerra”.

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VOCIANIMALI INFO

COMUNICATO

15 GENNAIO PROCESSO AGLI ATTIVISTI CHE LIBERARONO LE CAVIE DI FARMACOLOGIA. TERZA UDIENZA PRESSO IL PALAZZO DI GIUSTIZIA SEZIONE 8 AULA 8 BIS. LA PAROLA ALL'ACCUSA E SOLIDARIETÀ AGLI ATTIVISTI IN AULA E FUORI DAL TRIBUNALE

MEDIA INFO:
ORE 12 INIZIO PROCESSO PRESSO IL PALAZZO DI GIUSTIZIA DI MILANO VIA FREGUGLIA SEZIONE 8 AULA 8 BIS
DALLE ORE 11 PRESIDIO DEGLI ATTIVISTI E POSSIBILITA' DI INTERVISTARE GLI ATTIVISTI IMPUTATI AI QUALI VERRA' DATA PAROLA DURANTE IL DIBATTIMENTO
CARTELLI CON LA SCRITTA "Apri ogni gabbia" e audio che informerà sulla vivisezione.
ufficio stampa presente


Il 15 gennaio alle ore 12.00 si terrà la terza udienza per il processo a carico delle attiviste ed attivisti del Coordinamento

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PIANETA OGGI REPORTER, IL SETTIMANALE

LA SITUAZIONE INTERNAZIONALE, DA TRIESTE INTERVISTA A GIULIETTO CHIESA GIORNALISTA PRESIDENTE DI PANDORA TV ONLINE

A SEGUIRE, L'ARTE CONTRO LE MAFIE, INTERVISTE AI RAGAZZI DI OUR VOICE.

PROGRAMMA IN COLLABORAZIONE CON IL CIRCUITO DDT E RST SAIUZ. (www.radiosaiuz.it)

 

 

 

LA MAFIA POLITICA, IL TESTAMENTO DI TOMMASO BUSCETTA

IN COLLABORAZIONE CON LA TESTATA ANTIMAFIA DUEMILA

di Giorgio Bongiovanni
Repetita iuvant” dicevano i latini. Un detto più che mai vero se si riguarda lo splendido docufilm del collega del Tg2 Francesco Vitale, “Il codice Buscetta”, andato in onda per la prima volta nel 2014 ma che è possibile rivedere su RaiPlay.
Tommaso Buscetta è il collaboratore di giustizia le cui dichiarazioni furono un vero terremoto all’interno dell’universo di Cosa nostra. Un contributo importante che permise ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino di Istruire il maxi processo. Il dossier di approfondimento sul “boss dei due mondi”, visto diciassette anni dopo la sua morte, ripropone importanti interrogativi. Nell’inchiesta viene ricostruita la sua figura carismatica ma anche il ruolo cardine avuto in senso all’organizzazione mafiosa. Vitale ha raccolto testimonianze di giornalisti come Saverio Lodato (nostro editorialista ed autore del libro “La mafia ha vinto” in cui negli Stati Uniti intervista per l’ultima volta lo storico pentito) o anche quelle di altri pentiti come Gaspare Mutolo. Ma non è solo la storia dell’ex boss a suscitare interesse.

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TRATTATIVA, DI MATTEO: "DAI FAMILIARI DI CIANCIMINO CONFERME A SUE DICHIARAZIONI"

IN COLLABORAZIONE CON LA TESTATA ANTIMAFIA DUEMILA

 

Il pm su Brusca: “E' attendibile. Dipinge un quadro in cui manca solo il mediatore”
di Lorenzo Baldo e Aaron Pettinari
Dalle dichiarazioni di Giovanni Brusca a quelle dei familiari di Massimo Ciancimino, passando per le testimonianze di Pino Lipari, Angelo Siino, Rosario Naimo, Giuseppe Di Giacomo e Salvatore Annacondia. Sono questi i temi affrontati dal sostituto procuratore nazionale antimafia, Nino Di Matteo, in questo terzo giorno di requisitoria al processo trattativa Stato-mafia.
E' un dato di fatto che il primo a parlare di “papello” e di trattativa non è stato il figlio di don Vito ma il collaboratore di giustizia Giovanni Brusca. E' l'ex boss di San Giuseppe Jato a raccontare le confidenze fatte da Riina sul fatto che le istituzioni “si erano fatte sotto” e che il Capo dei capi aveva presentato un “papello di richieste grande così” dicendogli di desistere dal progetto di attentato a Mannino.
“Questi discorsi – ricorda Di Matteo rivolgendosi alla Corte – Brusca li colloca tra le due stragi, quella di Capaci e quella di via d'Amelio. Brusca ha anche riferito che in quella stessa circostanza Riina gli confidò che il terminale della trattativa era Mancino e che la sinistra democristiana sapeva”. Parole che per l'accusa confermerebbero quanto detto da Ciancimino jr rispetto

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AI POSTERI DELL'ARDUA SENTENZA

IN COLLABORAZIONE CON LA TESTATA ANTIMAFIA DUEMILA

 

La richiesta di sospensione pena per Dell’Utri
di Giorgio Bongiovanni
Chi sa non parli! Tanto, prima o poi, il modo per uscire dal carcere, per non espletare la pena, per riabbracciare la famiglia, verrà trovato. Ecco il segnale, pericoloso, che viene lanciato. Un messaggio, forte e chiaro, che risuona di continuo in questi ultimi mesi. Graviano che sarebbe stato sentito al processo trattativa Stato-mafia? Ecco pronta una nuova circolare sul “41 bis” che regola la vita dei detenuti al carcere duro con disposizioni sull’assistenza sanitaria, sull'attività lavorativa, sull'iscrizione ai corsi scolastici, ed i colloqui con gli educatori, le perquisizioni, le visite del garante, gli incontri coi familiari, la ricezione dei pacchi e della corrispondenza, ed altro ancora. Circolare che fu accompagnata anche dall’incredibile invito a “ragionare sulla limitazione del numero di persone da sottoporre al 41 bis”. Il boss di Brancaccio non ha voluto rispondere alle domande dei giudici, restando in silenzio. Lo stesso silenzio dietro cui si sono trincerati la stragrande maggioranza dei politici saliti sul pretorio durante il dibattimento del processo che si celebra in corte d’Assise. Ora che è in corso la requisitoria dei pm ecco un nuovo segnale. Stavolta però, rivolto

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IN PRIMO PIANO LA MORTE DEL GIUDICE FERDINANDO IMPOSIMATO

NEL RICORDO DEL GIUDICE DIFFONDIAMO UN NUMERO DI PIANETA OGGI REPORTER ALL'INTERNO DEL QUALE INCLUDE UNA INTERVISTA REALIZZATA A ROMA IN OCCASIONE DI UNA MANIFESTAZIONE A DIFESA DEL MAGISTRATO ANTIMAFIA DI PALERMO NINO DI MATTEO.

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