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A CURA DI SABRINA CICCOTTI

 19.04.21- allarme a Kiev e tra gli alleati dell'Ucraina per il dispiegamento da parte della Russia di 150.000 soldati lungo il confine occidentale con l'Ucraina e nell'annessa Crimea nelle ultime settimane.

La formazione militare ha suscitato il timore di un imminente conflitto ricordando la guerra  che a partire dal 2014 ha coinvolto le regioni dell'Ucraina orientale di Donetsk e Luhansk, dove le forze governative hanno combattuto i separatisti sostenuti dalla Russia.
Josef Borrell, il capo della politica estera dell'UE, ha detto che il dispiegamento delle truppe è stato senza precedenti ed ha
avvertito del pericolo che  una scintilla possa innescare in qualsiasi momento uno scontro nella regione, dove più di 14.000 persone sono morte a causa dei combattimenti  iniziati nel 2014.
Il Cremlino ha ripetutamente negato di aver giocato un ruolo nel conflitto nella regione del Donbas, di cui Donetsk e Luhansk fanno parte e ha giustificato l’attuale movimento di truppe militari nella regione come azione difensiva.
Vista la situazione allarmante la NATO e molti degli stati membri dell'alleanza - inclusi Stati Uniti, Germania e Francia - hanno chiesto al presidente russo Vladimir Putin di ordinare un ritiro delle truppe ammassate al confine.
L'Ucraina è attualmente un alleato della NATO, ma non un membro.

Le tensioni tra Kiev e Mosca rischiano dunque un peggioramento tenendo conto del fatto che le relazioni tra Russia e Occidente  erano già state minate a seguito della detenzione in carcere  del critico del Cremlino Alexey Navalny all'inizio di quest'anno.

 

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