Lunedì, Ottobre 23, 2017
   
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GUERRE NEL MONDO

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Giulietto Chiesa, una “voce che grida nel deserto”
di Giorgio Bongiovanni
È chiara a tutti la situazione drammatica della politica estera. Mai come oggi, dopo la seconda guerra mondiale, il mondo si trova in pericolo, ancor di più che durante la Guerra Fredda protrattasi dal 1946 al 1991, quando cadde l’Unione Sovietica. Attualmente il mondo è insanguinato da oltre 30 guerre, in particolare in Siria, Iraq e Palestina con il genocidio di centinaia di migliaia di vittime a causa di interventi perpetrati dagli Stati Uniti, contro Assad, e dalla Russia, contro i ribelli di Assad e l’Isis, di cui l’ultimo attacco terroristico dello Stato Islamico si è consumato alla metropolitana di San Pietroburgo. Non mancano le sedicenti organizzazioni terroristiche ed estremiste - da Al Qaeda all’Isis - guidate da leader sanguinari, finanziati da paesi come l’Arabia Saudita ed il Qatar (mentre altri restano ignoti) che, in centinaia di milioni di dollari, forniscono armi, carri armati ed ogni altro mezzo utile, militare e tecnologico.
Giulietto Chiesa - di cui riprendiamo le analisi, ospitate in alcuni casi anche dai canali televisivi nazionali - diventa una voce fuori dal coro poiché spiega con dati alla mano che ciò che gran parte dell’informazione mondiale riferisce sono spesso bugie o manipolazioni. Una tesi sostenuta da argomentazioni logiche, avallate da riscontri, del fatto

che la politica (folle) del presidente americano, ma soprattutto di chi è dietro di lui (la grande finanza americana, le lobby delle aziende industriali, delle armi e del petrolio), ha posto in essere contro la Russia e la Cina. Malgrado le ipocrite pacche sulle spalle oggi la Russia è presa di mira, sotto il fuoco incrociato di mille accuse, con una politica che vuole ad ogni costo far scoppiare nel futuro una terza guerra mondiale, con probabili attacchi nucleari.
Apprendiamo recentemente che Trump, nella conferenza stampa congiunta con il re di Giordania ospite alla Casa Bianca, dichiara come non si possano uccidere civili, e in particolare bambini, con il gas nervino, che Assad ha superato il limite della linea rossa e per questo attaccheremo. Sorgono a questo punto alcuni interrogativi: come è possibile dare per certo che il gas sia di proprietà di Assad, quando è posseduto anche dall’Isis? Fino a prova contraria, Assad ha consegnato il gas nervino di cui disponeva alle Nazioni Unite, fatto sbarcare nel porto di Gioia Tauro. Ma anche se non si può escludere che ne abbia ancora, come potevano i russi dare il consenso all’uso del gas contro una città siriana già conquistata, alla luce del quasi totale annientamento dell’Isis? L’ipotesi più fondata sembra essere la preparazione di una terza guerra mondiale, mentre le promesse di amicizia di Trump alla Russia, come era ovvio, si stanno squagliando come neve al sole. Tutto questo di fronte ad una grave crisi economica attraversata dagli Stati Uniti (la peggiore dalla seconda guerra mondiale in poi) mentre dall’altro lato la Cina si sta affermando quale prima potenza economica mondiale, nei cui confronti la Russia, alleata della Cina, fornisce protezione militare con la super militarizzazione pianificata da Putin negli ultimi 10 anni. Tale non solo da tenere testa agli Stati Uniti, ma anche da distruggere il mondo intero con missili (nominati dalla Nato, paradossalmente, “Satan 2”) che possono distruggere uno stato come la California o la Francia.

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