Martedì, Agosto 14, 2018
   
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GENOVA: PONTE MORANDI CROLLATO, MORTI E FERITI, SI TEMONO NUOVI CROLLI.

 

 

PIANETA OGGI TV INFO

38° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA E TRENI ITALICUS E RAPIDO 904. IMMAGINI E INTERVISTE DA BOLOGNA A S.BENEDETTO V. S.  PROSSIMAMENTE NEI NOSTRI SETTIMANALI PIANETA OGGI REPORTER

 

IN PRIMO PIANO: STRAGE DI BOLOGNA: UN NUOVO GRIDO DI VERITA' E GIUSTIZIA, 38 ANNI DOPO

 IN COLLABORAZIONE CON LA TESTATA ANTIMAFIA DUEMILA DI PALERMO

www.antimafiaduemila.com

 

bologna05Emersi nuovi elementi sul coinvolgimento di P2 e Servizi segreti
di Aaron Pettinari
Fatti nascosti, taciuti, misteri, anomalie, depistaggi e mezze verità. Sono questi, purtroppo, gli "ingredienti" che hanno caratterizzato diversi episodi della storia del nostro Paese. Oggi sono passati esattamente 38 anni dall'attentato alla stazione di Bologna quando, nel 1980 alle ore 10.25, una bomba esplose uccidendo 85 persone e ferendone oltre 200. Oggi si torna a fare memoria, a riflettere ma la certezza è che si debba andare oltre il semplice ricordo, oltre quel minuto di silenzio che unirà non solo i bolognesi ma tutti gli italiani. Si sono celebrati processi e pur conoscendo i nomi degli esecutori, (per la strage sono già stati condannati i terroristi Francesca Mambro, Valerio Fioravanti e Luigi Ciavardini, ndr) e tutt'ora è in corso davanti la Corte d'Assise il processo per concorso in strage all'ex Nar, Gilberto Cavallini, non conosciamo chi ha voluto che si perpetrasse quell'efferato delitto (sui mandanti occulti c’è l'indagine, ancora aperta, della Procura generale di Bologna). Manca, dunque, una verità completa su quel massacro, anche se oggi qualche elemento nuovo sta emergendo con ulteriori particolari sui rapporti fra terroristi, Servizi segreti e P2 nei giorni dell’attentato, nel nome di Gladio (la nota rete militare segreta anticomunista la cui esistenza fu rivelata da Giulio Andreotti alla Camera, il 24 ottobre 1990).
Nei giorni scorsi l'Espresso ha parlato dei nuovi documenti di cui è stata chiesta l'acquisizione nel procedimento in corso contro Cavallini. Questi, secondo il settimanale, avrebbe avuto dei legami proprio con Gladio, e verrebbe dimostrato da alcune banconote usate al tempo dall'ex Nar. Dalle carte emerge che il 12 settembre 1983, i carabinieri perquisirono a Milano un covo di Cavallini, e tra le sue cose venne trovato il reperto numero 2/25, una mezza banconota da 1.000 lire, con il numero di serie che termina con la cifra 63.
Spulciando gli archivi di Gladio, è emersa l'esistenza di un documento sconcertante che l'Espresso è riuscito a recuperare, ovvero una foto di banconote da 1.000 lire, tagliate a metà, e i fogli protocollati in cui si spiega che erano il segnale da usare per accedere agli arsenali e prelevare armi o esplosivi, in particolare dalle caserme in Friuli.
Non solo. In una foto si legge anche il dettaglio che le ultime due cifre di una mezza banconota sono proprio 63, ovvero le medesime della "mezza banconota" trovata da Cavallini.
Ciò significherebbe che l'ex Nar aveva il modo di prelevare direttamente qualsiasi tipo di materiale dagli arsenali di Gladio.
Ma nuovi spunti sono dati anche dalle parole di Vito Zincani, il giudice istruttore della maxi-inchiesta sulla strage, il quale, vedendo le carte ritrovate dall'Espresso, ricorda che anche "Fioravanti aveva rubato un’intera cassa di bombe a mano, modello Srcm, quando faceva il servizio militare a Pordenone. Era stato ammesso alla scuola ufficiali quando risultava già denunciato e implicato in gravi reati. Per capire come avesse fatto, abbiamo acquisito i suoi fascicoli". In quegli archivi della divisione Ariete fu trovato un documento dell'Ufficio I (quello dei servizi militari). "Si indicava proprio Fioravanti e Alessandro Alibrandi come responsabili del furto delle Srcm - ha aggiunto Zincani - Quelle bombe sono state poi utilizzate per commettere numerosi attentati. Sono fatti accertati, mai smentiti".
Un elemento che dimostra come Fioravanti, prima della nascita dei Nar, già godesse di coperture militari e dei servizi.
Sullo sfondo della strage di Bologna resta poi l'ombra immensa del Gran Maestro della P2, Licio Gelli. Lui è morto nel 2015 ma è stato accertato il suo ruolo nel depistaggio ordito dopo l'attentato. A suo carico, oggi, emergono nuovi fatti, su cui indaga la Procura generale nel filone sui mandanti.
L'Espresso ha pubblicato anche questi elementi evidenziando come tra le carte dell’epoca sequestrate a Gelli vi è un documento classificato come "piano di distribuzione di somme di denaro". Riguarda milioni di dollari usciti dalla Svizzera proprio nel periodo della strage e dei depistaggi, tra luglio 1980 e febbraio 1981. Un documento che ha nell'intestazione proprio il riferimento alla città: "Bologna - 525779 XS". Secondo quanto approfondito dagli inquirenti il numero e la sigla corrispondono a un conto svizzero di Gelli. Ci sono poi anche delle note, scritte di pugno da Gelli, in riferimento a pacchi di contanti da portare in Italia. Denaro che, solo nel mese che precede la strage, tocca la cifra di quattro milioni di dollari.bolognesi paolo c imagoeconomicaPaolo Bolognesi, presidente dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di Bologna (© Imagoeconomica)
Numeri, documenti, indagini. Oggi Bologna torna a ricordare stringendosi attorno ai familiari delle vittime che chiedono verità e giustizia.
Il presidente dell’associazione dei familiari delle vittime, Paolo Bolognesi, ha già spiegato che ai componenti del Governo è stato chiesto l’impegno dell’esecutivo su due questioni chiave come il risarcimento dei danni ma, soprattutto, sulla desecretazione dei documenti relativi agli anni dell’attentato.
Intervistato da "La Repubblica" Bolognesi ha lanciato un grido d'allarme: "C’è ancora chi non vuole la verità sulla strage di Bologna. Ed oggi il rischio di depistaggi è paradossalmente più alto che in passato. E lo è perché la posta in gioco è più alta. I processi del passato, che hanno portato alla condanna di Giusva Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini, hanno certificato le responsabilità di tre esecutori materiali; il processo in corso e l’inchiesta che sta svolgendo la procura generale sui finanziatori e sui mandanti della strage alzano di molto il tiro andando sulle possibili responsabilità di livelli superiori. È chiaro che più si sale di livello, maggiore è la possibilità di toccare trame fino a ora sconosciute, o solo intuite. Ovvio ritenere che certi poteri proveranno a difendersi occultando la verità".
Sulla strage, secondo Bolognesi, "si può scoprire ancora molto. Le tecnologie e gli strumenti investigativi moderni offrono molte possibilità in più rispetto al passato. Poi resto convinto che anche sul fronte documentale non tutto sia già saltato fuori. L’Italia è un paese nel quale i documenti vengono fatti sparire, ma quasi mai vengono distrutti. Perché certe carte consentono il ricatto e il controllo di alcuni apparati. Sono spariti alcuni archivi, ma c’è chi sa dove sono e conosce la verità". Se da una parte si può avere fiducia del lavoro della magistratura ("Stanno lavorando, credo che sia necessario essere attenti e prudenti. Siamo in una fase delicata e insidiosa, ma ho grande fiducia nel lavoro che si sta facendo, vedremo i risultati a tempo dovuto, è giusto così") secondo Bolognesi è necessario che anche la politica faccia la sua parte. E la desecretazione di tutti i documenti è un punto fondamentale nella ricerca della verità.

 

 

PIANETA OGGI TV INFORMA

38° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA E TRENI ITALICUS E RAPIDO 904. IMMAGINI E INTERVISTE DA BOLOGNA A S.BENEDETTO V. S.  PROSSIMAMENTE NEI NOSTRI SETTIMANALI PIANETA OGGI REPORTER.

 

 

   

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MESTRE - VE: CONTINUA LA MAXI RETATA DELLA POLIZIA CONTRO I DELINQUENTI SPACCIATORI IN ZONA STAZIONE F.S.

 

   

NEWS - FLASH

ANOMALIE CLIMATICHE NEL MONDO CANADA E GIAPPONE.

ALCUNI GIOVANI SALVATI NELLA GROTTA IN THAILANDIA.

 

   

MIGRANTI, APPELLO DI ALEX ZANOTELLI AI GIORNALISTI ITALIANI

Pade Alex Zanotelli, missionario italiano della comunità dei Comboniani, profondo conoscitore dell'Africa e direttore della rivista Mosaico di Pace, ha rivolto un appello ai giornalisti italiani sul tema dei migranti

«Rompiamo il silenzio sull'Africa. Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli africani stanno vivendo
Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo, come missionario e giornalista, uso la penna per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani, come in quelli di tutto il modo del resto.
Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale.
So che i mass-media , purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che veramente sta accadendo in Africa.
Mi appello a voi giornalisti/e perché abbiate il coraggio di rompere l'omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull'Africa.
È inaccettabile per me il silenzio sulla drammatica situazione nel Sud Sudan (il più giovane stato dell'Africa) ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga.
È inaccettabile il silenzio sul Sudan, retto da un regime dittatoriale in guerra contro il popolo sui monti del Kordofan, i Nuba, il popolo martire dell'Africa e contro le etnie del Darfur.
È inaccettabile il silenzio sulla Somalia in guerra civile da oltre trent'anni con milioni di rifugiati interni ed esterni.
È inaccettabile il silenzio sull'Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l'Europa.

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PIANETA OGGI REPORTER

DA PORDENONE VIAGGIA

INTERVISTA A NOTO SCRITTORE ALPINISTA MAURO CORONA, A SEGUIRE

INTERVISTA A LICIA COLO' VOLTO NOTO DELLA TV ITALIANA.

IN COLLABORAZIONE CON RST SAIUZ ED IL CIRCUITO DT RTV INTERREGIONALE.

REDAZIONE E CONDUZIONE MASSIMO BONELLA DIRETTORE DI PIANETA OGGI TV ALLNEWS.

   

PIANETA OGGI REPORTER

DA PALERMO,

INTERVISTA ESCLUSIVA AL PM DI PALERMO ANTONINO DI MATTEO IN OCCASIONE DELLA PRESENTAZIONE DELL' ULTIMO LIBRO DI SAVERIO LODATO "AVANTI MAFIA".

A SEGUIRE, INTERVISTA A LUNETTA SAVINO "NOTA ATTRICE", AL GIORNALISTA SCRITTORE SAVERIO LODATO, AI RAGAZZI DELLA SCORTA CIVICA. 

IN COLLABORAZIONE CON RST SAIUZ DI TREVISO

www.radiosaiuz.it

ED IL CIRCUITO RTV DT INTERREGIONALE.

CONDUZIONE E REDAZIONE REGIA DI MASSIMO BONELLA DIR. DI PIANETA OGGI TV ALLNEWS.

 

 

 

   

NEL NOME DI LUCIANA ALPI: LA PROMESSA DI NON FERMARSI

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di Stefania Limiti e Antonella Beccaria
L'ultimo saluto ad una madre coraggio che se ne è andata senza la verità
Gli amici più stretti, addolorati, i vertici della Federazione nazionale della stampa, dirigenti e giornalisti Rai - non la presidente Monica Maggioni (pare che dove c’è il Dg Orfeo non ci sia lei) - si sono ritrovati a Roma nella chiesa di Santa Chiara per l’ultimo saluto a Luciana Alpi, mamma di Ilaria, la giornalista uccisa in Somalia il 20 marzo 1994, insieme al suo operatore Miran Hrovatin.
Non c’era lo Stato, a quel funerale, come avrebbe dovuto. Perché Luciana, madre coraggiosa e testimone di una battaglia di verità, meritava il rispetto e il tributo dello Stato e invece se ne è andata perdendo la sua battaglia, stremata dalla fatica, come l'abbiamo persa tutti noi che teniamo al senso della democrazia.
Già, perché il suo impegno e quello di suo marito Giorgio, scomparso nel 2010, non è stato onorato dalla chiusura definitiva del caso. "Volevano darmi un colpevole", diceva Luciana a proposito del somalo Hashi Omar Hassan, accusato e poi dichiarato innocente dopo 17 anni di carcere, "ma io non volevo un colpevole, volevo la verità", spiegando così gli oltre vent’anni di indagini sballate, sufficienti a creare quella distanza minima per allontanare la possibilità di ricostruire i fatti in modo certo e inchiodare i veri responsabili.
Luciana Alpi, dell'innocenza di Hassan, era convinta da sempre tanto che, quando arrivò la condanna per il somalo poi confermata in Cassazione, al telefono ripeteva ai giornalisti una frase: "Povero figlio". Un’espressione curiosa, se si pensa che era rivolta a colui che era ritenuto l'assassino della sua figlia. Questa madre coraggio, come già accaduto a Carla Verbano, madre di Valerio, ucciso a Roma il 22 settembre 1980 senza che i suoi assassini abbiano mai avuto un nome, si è battuta come una leonessa fino all'ultimo. Ma tanti sono stati i colpi che ha dovuto incassare. L’ultimo era stato la richiesta di archiviazione della procura di Roma per le nuove indagini basate sulle intercettazioni giunte da Firenze nell'aprile scorso e dichiarate due mesi dopo sostanzialmente irrilevanti.
Conversazioni trasmesse a piazzale Clodio, ma che risalgono al 2012, nelle quali due cittadini somali residenti in Italia parlavano del caso Alpi e affermavano: "L'hanno uccisa gli italiani". Sei anni di ritardo per un caso che porta con sé i misteri dei traffici di armi e di rifiuti italiani, coperti dal grande calderone della cooperazione. Un caso che non va chiuso, dunque, ma che rischia oggi, con la dipartita di Luciana Alpi, di essere inabissato tra i buchi neri del nostro Paese.

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E' MORTA LUCIANA ALPI, LA MAMMA DI ILARIA

 

alpi luciano c imagoeconomicaDa 24 anni cercava la verità. Aveva 85 anni
di AMDuemila
E' morta a Roma Luciana Alpi, la mamma di Ilaria, la giornalista del Tg3 uccisa il 20 marzo del 1994 a Mogadiscio, in Somalia, insieme al collega Miran Hrovatin.
A dare la notizia con un tweet è stato il vice direttore di Rai 1 Andrea Vianello: "È morta Luciana Alpi. Non hai mai smesso di lottare per la verità e la giustizia per Ilaria. Era una combattente piena di dolore ma anche di forza e di dignità". Aveva 85 anni e da alcuni giorni era ricoverata in ospedale. Da 24 anni cercava la verità sull'omicidio della figlia. Proprio in questi giorni il gip di Roma, Andrea Fanelli, si deve pronunciare sulla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura sull'inchiesta per i fatti di 24 anni fa.
Il pm di Roma Elisabetta Ceniccola aveva sostenuto che le nuove intercettazioni giunte dai pm di Firenze nelle scorse settimane erano sostanzialmente irrilevanti e non rappresentavano uno spunto solido per avviare nuovi accertamenti. In quelle conversazioni del 2012, due cittadini somali residenti in Italia, parlando del caso Alpi, affermavano: "L'hanno uccisa gli italiani". Si tratta di una intercettazione presente nelle carte di una inchiesta congiunta delle procure di Firenze e Catania che sette anni fa portò all'arresto di 55 persone, tutte somale, accusate di traffico di esseri umani.
In attesa della decisione del giudice resta la richiesta di giustizia espressa nelle ultime udienze: "Da troppo tempo siamo in attesa di una verità che non arriva. Mi sono illusa troppe volte. Andiamo avanti, anche se sono stanca". Nonostante questo aveva continuato ad impegnarsi affinché l'inchiesta sulla morte della figlia "non finisca in archivio".Foto © Imagoeconomica

 

   

PIANETA OGGI REPORTER - SPECIALE

PALERMO: RICORRENZA DELLE STRAGI DI MAFIA.

INTERVISTA ESCLUSIVA AL PM DI PALERMO ANTONINO DI MATTEO (PROCESSO STATO - MAFIA).

A SEGUIRE,

INTERVISTE A

LUNETTA SAVINO ATTRICE

SAVERIO LODATO GIORNALISTA SCRITTORE

ARMANDO CARTA SCORTA CIVICA

ADRIANA GNANI SCORTA CIVICA

IN COLLABORAZIONE CON LA TESTATA ANTIMAFIA DUEMILA ED IL CIRCUITO RTV DTT INTERREGIONALE CON RADIO SAIUZ TV ONLINE DI TREVISO RST

 

REDAZIONE E CONDUZIONE

M. BONELLA DIRETTORE DI PIANETA OGGI TV

   

RST SPAZIO 7

RASSEGNA DELLE PRINCIPALI NOTIZIE CHE HANNO CARATTERIZZATO LA SETTIMANA APPENA TRASCORSA.

IN STUDIO A RADIO SAIUZ, ROSARIO MORENO EDITORE DI RST SAIUZ, IN COLLABORAZIONE CON PIANETA OGGI TV ALLNEWS.

   

PIANETA OGGI REPORTER

 

Notturni di note e di parole

Intervista al Pianista Gabriele Civello.

Al termine intervista ad Enrico Giorgiutti del Cenacolo di Mestre - Venezia-

In collaborazione con RST Saiuz ed il circuito RTV Interregionale terrestre.

 

 

   

NEWS FLASH

MORTO PAOLO FERRARI, UN GRANDE MAESTRO TEATRALE DELLA RADIO TELEVISIONE ITALIANA.

https://www.youtube.com/watch?v=ssL64Bo5_dw

 

 

   

PIANETA OGGI REPORTER

 

DAL TEATRO ACCADEMICO DI CASTELFRANCO VENETO "PREMIO PRUNOLA PRIMA PARTE"

CONDUCE GIANLUCA MANCUSO NOTO PERSONAGGIO ARTISTICO E PRESENTATORE.

PROGRAMMA IN COLLABORAZIONE CON IL CIRCUITO RTV TERRESTRE ED RST SAIUZ INTERREGIONALE.

REGIA DI MASSIMO BONELLA.

 

 

   

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