Mercoledì, Agosto 15, 2018
   
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Osservatorio Planetario

PEPPINO, HAI VINTO

di Sonia Bongiovanni
Quarant'anni fa Peppino Impastato ha perso la vita. Una vita spezzata da un momento all'altro, ingiustamente. D'altronde da quarant'anni a questa parte, ci è mai successo di vedere con i nostri stessi occhi girandoci attorno, anche solo un briciolo di giustizia?
Una società assente. Una società priva di valori, senza un fine e una morale. Una società persa: nei pensieri, nel profondo e nell'azione. Una società nella quale non si riconosceva Peppino. Peppino lottava, Peppino gridava, Peppino amava. Si ribellava e risvegliava le coscienze, moltiplicava le masse, rinnegava l'indifferenza, l'incoerenza e la partecipazione verso quel sistema di potere criminale che da sempre uccide e violenta i combattenti e gli innocenti.
Peppino ha dato vita al nostro senso di giustizia. Grazie a lui, oggi abbiamo una ragione per cui lottare a favore di chi merita quella stessa giustizia in nome della quale innumerevoli uomini e donne si sono battuti. Noi giovani non abbandoneremo mai le redini della sua lotta che sentiamo radicata nella nostra pelle.
A voi, che ci avete insegnato a combattere per una vita vera.
A voi, che ci date il motivo per trasformare i nostri più grandi sogni in realtà.
A te, Peppino. Oggi più che mai possiamo dirti: hai vinto.

 

IN PRIMO PIANO, LO SFRUTTAMENTO MINORILE, UN CRIMINE CONTRO L'UMANITA'

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Il documentario di Pecoraro de “Le Iene” una grande testimonianza di verità
di Giorgio Bongiovanni
Lo sfruttamento minorile è un fenomeno che coinvolge i bambini di età compresa fra i 5 e i 16 anni in tutto il mondo. Paesi in via di sviluppo come la Colombia, il Pakistan, il Brasile o l'India sono tra le aree principalmente interessate da questo fenomeno ma neanche gli Stati Uniti e l'Europa sono esclusi da esso.
Ieri, durante la trasmissione “Le Iene”, è andato in onda il servizio di Gaetano Pecoraro che ci ha mostrato il dramma dei “bambini minatori” impegnati nell'estrazione della mica, un minerale quasi sconosciuto, ma che utilizziamo tutti quanti ogni giorno.
Infatti è presente nei nostri elettrodomestici, nella vernice delle nostre auto, nel dentifricio e, soprattutto, nei cosmetici femminili.
Pecoraro ha mostrato gli affari delle grandi multinazionali che, nonostante nello Stato indiano, estrarre la mica in Bihar e Jharkhand è illegale, proseguono le loro attività lavorando nelle miniere senza i permessi. Ed ha anche dimostrato che esiste un'alternativa all'uso della mica.

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IN PRIMO PIANO, I BAMBINI SCHIAVI, COSI' L'UOMO HA UCCISO DIO

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DI GIORGIO BONGIOVANNI.

GUARDATE QUESTO VIDEO E DITECI CHI SIETE E DOVE ANDRETE.
DIO È MORTO? SAREBBE LA GIOIA DI MOLTI ASSASSINI DELLA VITA LA SCOMPARSA DI DIO DAL MONDO E DALL’UNIVERSO. PUTROPPO PER VOI, ASSASSINI DELLA VITA, DIO È VIVO, È ETERNO E RISUSCITA SEMPRE OGNI VOLTA CHE LO ASSASSINATE. È  GIÀ SUCCESSO 2MILA ANNI OR SONO, CON GESÙ CRISTO, E SUCCEDE ANCORA OGGI CON IL MARTIRIO DEI BAMBINI.
NON SAPPIAMO PIÙ COSA AGGIUNGERE A QUANTO CON GRANDE TRISTEZZA, DOLORE E SETE DI GIUSTIZIA VI ABBIAMO DETTO IN QUESTI ULTIMI ANNI DELLA VOSTRA DANNATA VITA NEL MONDO. VITA CHE VOI AVETE SCELTO CON IL VOSTRO LIBERO ARBITRIO.
POSSIAMO SOLO RICORDARVI PER L’ENNESIMA VOLTA CHE SIETE SUL BARATRO DEL PRECIPIZIO PIÙ PROFONDO E OSCURO CHE LA VOSTRA STORIA RICORDI. STATE COSTRINGENDO LA POTENZA DI DIO DI PORRE IN ESSERE LA SUA SEVERA GIUSTIZIA, LA QUALE SI MANIFESTERÀ CON UN NUOVO DILUVIO UNIVERSALE E DI FUOCO (Genesi, cap. 7 e 19).
POSSIAMO SOLO RICORDARVI CHE CRISTO SARÀ IL PERSONIFICATORE DELLO SPIRITO DI DIO NEL SUO PROSSIMO RITORNO GLORIOSO SULLA TERRA (Matteo, cap. 24).
POSSIAMO SOLO, ANCORA UNA VOLTA, RICORDARVI: REPETITA IUVANT.
PECCATO!
NON SIETE RIUSCITI A LIBERARVI DALL’ADULAZIONE E IL FASCINO DI SATANA, DEI SUOI DELIRI MATERIALI.
PEGGIO PER VOI!
LEGGETE, MEDITATE E DEDUCETE.
PACE!ANNO DOMINI 2018
8 MAGGIO
G. B.

Video realizzato da Adriano Zecca: https://filmfreeway.com/1314758

 

 

'NDRANGHETA: PM LOMBARDO A BILD, "SO DI RISCHIARE MA NON MOLLO"

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di AMDuemila
'Togliere figli a famiglie mafiose per dargli altra possibilità'

Berlino. Riceve minacce ogni giorno, ma intende andare avanti sull'esempio di Falcone e Borsellino, il pm antimafia Giuseppe Lombardo, che ha rilasciato un'intervista alla Bild di oggi. Al tabloid di Axel Springer, che apre l'edizione quotidiana con il titolo "dal cacciatore di mafiosi più tosto del mondo", Lombardo, raggiunto a Reggio Calabria, spiega inoltre che l'infiltrazione della 'ndrangheta in Germania è un fenomeno sottovalutato dalle istituzioni tedesche. Descrive quindi la struttura gerarchica e militare delle cosche calabresi, che hanno il loro quartier generale a San Luca. "Nelle decisioni importanti, che vivano in Germania, Sudamerica o in Australia, il sì o il no arriva comunque sempre da San Luca", afferma spiegando poi che la 'ndrangheta si è divisa la Germania per famiglie e per regioni. Lombardo "fa male alla mafia", scrive infine la Bild, spiegando che da anni toglie i bambini alle famiglie malavitose i padri dei quali finiscono in carcere o fuggono all'estero. "Le famiglie sono le strutture basilari della 'ndrangheta. I bambini non possono non diventare mafiosi. Noi diamo loro una chance di scegliere un'altra vita". "Ma i padrini odiano quando ci si avvicina alle loro famiglie. Questo ha fatto inasprire le minacce nei miei confronti", aggiunge. "Ricevo così tante minacce, che non riesco neanche più a contarle - racconta a riguardo -. Una volta un proiettile, una volta una lettera minatoria, un'altra trovano sul mio percorso un'autobomba. Ma io non ho mai pensato di rinunciare. Non succederà mai.

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LA QUIETE DOPO LA SENTENZA

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(In collaborazione con la Testata Antimafia Duemila online)

di Saverio Lodato
Forse, per qualche annetto, ce ne siamo liberati. Sul fronte della lotta alla mafia si respira finalmente aria pura. C’è silenzio, dopo la sentenza della seconda sezione della Corte d’Assise di Palermo, presieduta da Alfredo Montalto, giudice a latere Stefania Brambille, e i giudici popolari. Un silenzio tutt’altro che plumbeo, che ci ripaga dando finalmente tregua ai nostri timpani che troppe erano stati costretti a sentirne. Come per incanto, infatti, tamburi, fanfare, tromboni, hanno smesso di emettere note stonate.
Per sei anni, e anche più, il coro assordante: ma che vergogna il processo di Palermo sulla Trattativa Stato-Mafia; che boiata pazzesca; che violenza dello Stato di diritto pretendere di chiamare fior di galantuomini a rispondere di un reato tanto cervellotico, quanto mai contestato, come quello di minaccia a corpo politico dello Stato; che bei ceffi quei pubblici ministeri, da Nino Di Matteo a Vittorio Teresi, da Francesco Del Bene a Roberto Tartaglia, che si erano trasformati in cacciatori di farfalle, pur di dimostrare l’indimostrabile; riscrivere la storia degli anni ’90 con il carbone e il catrame della cronaca nera; mescolare a piacimento i “valori alti” della politica con la barbarie del delitto e delle stragi.

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PANDORA TV SPECIALE

TRATTATIVA STATO - MAFIA: I NUMERI DEL PROCESSO.

   

IN PRIMO PIANO: MICHAIL GORBACIOV: SITUAZIONE MONDIALE DRAMMATICA

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(IN COLLABORAZIONE CON LA TESTATA ANTIMAFIA DUEMILA)

Un'inattesa conversazione telefonica con il presidente
di Giulietto Chiesa

Squilla il cellulare mentre sono a Roma, in taxi, di ritorno da Kaliningrad. "Dove sei?".
La voce è inconfondibile. È Michail Sergeevič. Il presidente Gorbaciov.
Scambio di notizie sulla reciproca salute, come è ormai d'obbligo. Ma non è per questo che mi telefona. È preoccupato per le notizie che si accavallano, dalla Siria e non soltanto.
Mi congratulo con lui per le sue recenti dichiarazioni a diverse agenzie di stampa russe. Soprattutto quella in cui ha duramente criticato l'ultimo bombardamento sulla Siria, deciso da Donald Trump. "Sì, l'ho definito una specie di esercitazione militare in preparazione di qualcosa di molto più serio. È preoccupante".
Concordo. E lui continua:

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LEGALITA', GIUSTIZIA, INFORMAZIONE. QUANDO PARLARE CANCELLA IL SILENZIO UTILE AI POTERI CRIMINALI

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Di Maria Marzullo

Si è concluso domenica 22 aprile il progetto LE.GI.IN. (LEgalità, GIustizia, INformazione) promosso dalle associazioni culturali “Terra Mater”, “Mandi dal Cil” e “Il Sicomoro” di Pordenone. Il percorso di educazione alla legalità avviato nel Liceo “M.Grigoletti” di Pordenone, nel Liceo artistico “G. Sello” di Udine, nell’Istituto Statale di Istruzione Superiore “Magrini Marchetti” di Gemona del Friuli e nella “La Scuoletta” di Pagnacco (UD) ha coinvolto studenti ed insegnanti in un nuovo percorso di riflessione ed azione. L’iniziativa è stata promossa in collaborazione con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e con l’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare.
Parlare di legalità, di giustizia e di informazione è fondamentale anche in una calda giornata di primavera che già prelude ad un pieno clima estivo. Nel contempo, se da un lato è evidente la varietà di proposte locali pseudo-culturali all’aria aperta, maratone, fiere, mercatini agroalimentari, spensieratezza e bollenti campagne elettorali, dall’altro organizzatori, giornalisti, docenti e giovani fiduciosi che un cambiamento possa essere attivato, si sono ritrovati a Brugnera (PN) per riflettere, proporre e raccontare l’informazione proprio all’indomani di un dispositivo di sentenza che nel silenzio più assordante durato cinque anni, pronuncia i nomi, i fatti e le condanne dei protagonisti di una vicenda che va sotto il nome di Trattativa Stato-mafia. E già il titolo enuncia una relazione inaccettabile per gli stessi soggetti. Eppure, nella tacita accettazione di buona parte del Paese ignaro e molto più disinteressato alla questione, la Trattativa ci fu e le vittime, anche nel sangue, pure.
Gli organizzatori della manifestazione LE.GI.IN. si sono chiesti se anche la musica potesse raccontare la legalità... E così coinvolgendo il Complesso Musicale Bandistico “Amici della Musicadi Tamai di Brugnera, la narrazione si è fatta concreta ed armonica sulle note di brani come il Il padrino, Caruso, Morricone, Mediterraneo. I suoni degli strumenti sono seguiti ai passi estrapolati dai ricordi riportati nelle Lettere di Paolo Borsellino, dalle parole di Salvatore Borsellino affiorate dalla notizia della morte del fratello, dalla lettera scritta dalla moglie Agnese in occasione dell’anniversario ventennale della morte del magistrato e dalle parole dei giovani di un Movimento Culturale Internazionale che oggi manifestano la loro voce sotto il nome di OurVoice.
La mattinata è proseguita con l’intervento della giornalista Stefania Limiti che presentando il suo ultimo libro “La strategia dell’inganno. 1992-’93 le bombe, i tentati golpe e la guerra psicologica in Italia” ha dialogato con Giorgio Bongiovanni, direttore della rivista AntimafiaDuemila che ha aperto l’intervista ringraziando i magistrati del pool di Palermo e tutti coloro che hanno sostenuto il processo sulla Trattativa Stato-mafia all’indomani della sentenza.

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LA SENTENZA DI PALERMO: ...E ADESSO I MANDANTI ESTERNI DELLE STRAGI

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di Giorgio Bongiovanni
Che quella del processo trattativa Stato-mafia sia una sentenza “storica” non ci sarebbe neanche bisogno di ripeterlo, talmente la pronuncia del giudice Alfredo Montalto (giudice a latere Stefania Brambille, insieme ai giudici popolari) abbia tracciato una sorta di spartiacque, condannando per lo stesso reato i boss di Cosa nostra Bagarella e Cinà (non i capi Riina e Provenzano, perché deceduti) insieme ad alti funzionari di Stato, gli ufficiali del Ros (Mori, Subranni, De Donno) e i politici (Dell’Utri).
Questo, però, non può essere che l’inizio di un percorso di ricerca della verità che avalla quanto già “teorizzato” da addetti ai lavori di tutto rispetto. Parliamo di un “Principe” che da sempre si serve delle organizzazioni criminali nostrane per fare politica a colpi di delitti eccellenti, per dirla con le parole di Roberto Scarpinato nel volume scritto a quattro mani con Saverio Lodato (Il ritorno del Principe, Chiarelettere). O di una mafia-braccio armato dello Stato, quando l’allora procuratore di Palermo Pietro Grasso (sperando non abbia cambiato idea) riferiva al coautore Saverio Lodato che “Cosa Nostra, molto spesso, è stata lo Stato. E ha sempre avuto la tendenza ad avere uomini delle istituzioni che potessero via via farla partecipare al sistema di potere” (La mafia invisibile, Mondadori).

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INTERVISTA ESCLUSIVA A STEFANIA LIMITI, DI OUR VOICE

Domenica 22 aprile in occasione dell'evento LE.GI.IN "Legalità, giustizia, informazione" svoltosi a Pordenone, abbiamo intervistato la scrittrice e giornalista romana Stefania Limiti. Grande autrice di libri d'inchiesta, tra cui l'ultimo "La strategia dell'inganno", presentato nella mattinata di domenica assieme al direttore di ANTIMAFIADuemila Giorgio Bongiovanni. Invitiamo tutti ad acquistarlo!

   

DA BRUGNERA - PN PROGETTO LE.GI.IN. 22 APRILE 2018 PRIMA PARTE

LE.GI.IN. LEGALITA', GIUSTIZIA, INFORMAZIONE

   

DA BRUGNERA - PN PROGETTO LE.GI.IN. 22 APRILE 2018

SI RINGRAZIA PER LA COLLABORAZIONE L'ASSOCIAZIONE TERRA MATER DI BRUGNERA DOTT. MARIA MARZULLO.

www.blogterramater.it

LE.GI.IN - Legalità, Giustizia, Informazione

   

PROCESSO TRATTATIVA STATO-MAFIA

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"E ORA DITE CHE NELLA TRATTATIVA NON C'E' STATO!"

La Corte d'Assise condanna Dell’Utri, Mori, De Donno, Subranni e i boss. Assolti Mancino e Brusca. Ciancimino condannato per la calunnia
di Lorenzo Baldo e Aaron Pettinari - Foto e Video
Bagarella, Cinà, Mori, De Donno, Subranni, Dell’Utri. Colpevoli. E’ questa la decisione della Corte d’Assise di Palermo (formata dal presidente Alfredo Montalto dal giudice a latere Stefania Brambille e dai giudici popolari) che ha emesso sentenza di condanna per gli imputati al processo trattativa Stato-mafia.
Aspettando di leggere le motivazioni della sentenza che spiegheranno in che termini quella trattativa si è consumata, si può ribadire con forza che “trattativa ci fu”. Anzi viene sancito che gli imputati mafiosi, Bagarella e Cinà, alcuni ufficiali dei Carabinieri (Mori, De Donno e Subranni), e l’ex Senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri sono colpevoli di minaccia o attentato a Corpo politico dello Stato. A dimostrazione che, a differenza di quanto venne detto a più riprese anche da professori universitari, storici e benpensanti giustificazionisti, il reato contestato dai pm Nino Di Matteo, Vittorio Teresi, Francesco Del Bene e Roberto Tartaglia era quello corretto.

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UFO FILMATO

CINISELMO BALSAMO - VIDEO URZI/SIBILLA

 

   

ANTIMAFIA DUEMILA TV

A venticinque anni di distanza dalle stragi di Capaci e via d’Amelio, che hanno portato alla morte di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli agenti di scorta, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, sono ancora diversi i pezzi mancanti che si intravedono sotto le macerie. Quali sono queste “verità scomode” celate? Si potrà mai raggiungere una completa verità? Perché quello della mafia è un fenomeno che resiste nel nostro Paese da oltre 150 anni? Sono questi alcuni temi affrontati a Pavia, nella meravigliosa aula del ‘400, in occasione dell’ultimo incontro organizzato per la XIII edizione di "Mafie, Legalità ed Istituzioni" 2017, dedicato alla memoria del Prof. Grevi, ed intitolato “25 anni alla ricerca di una scomoda verità”. Da una parte Saverio Lodato, giornalista, scrittore, autore del best seller “Quarant'anni di mafia” ed editorialista della nostra testata. Dall’altra Nino Di Matteo, sostituto procuratore nazionale antimafia, pm di punta del pool impegnato nel processo sulla trattativa Stato-mafia e per anni pm nella indagini sulla ricerca dei mandanti delle stragi. A seguito della condanna a morte di Totò Riina, e con l’arrivo a Palermo di duecento chili di tritolo per compiere un attentato nei suoi confronti, Di Matteo è diventato il magistrato più scortato d’Italia. Con le sue domande, di fronte ad una platea composta soprattutto da giovani universitari, Lodato e Di Matteo hanno fatto il punto sulla lotta alla mafia sottolineando come l’impegno nel contrasto sia un preciso dovere non solo per gli addetti ai lavori ma, soprattutto, per la politica. Un impegno che ogni singolo cittadino deve pretendere in questa lotta per i diritti e per la libertà.

   

IN DIRETTA DA ACIREALE - LA CIVILTA' OLTRE LA TERRA

RELATORE PIER GIORGIO CARIA REPORTAGISTA DOCUMENTARISTA

GIORGIO BONGIOVANNI STIGMATIZZATO A FATIMA.

 

   

"VICTORIA". L'INFERNO UMANO DENTRO LA ESMA ARGENTINA.

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di Jean Georges Almendras - all'interno il filmato.


“Stare là dentro all’ESMA era come vivere in una strana dimensione tra la vita e la non esistenza. Avere un cappuccio in testa, essere ridotto ad un numero, ti faceva sentire paralizzato, privato di una qualsiasi interazione, praticamente un nulla. Far parte, quindi, di un processo assolutamente disumano, dove   non avevamo alcuna capacità di decisione (...) Ciò che ci rimaneva era il nostro mondo interiore che loro puntavano a distruggere completamente, era difficile non impazzire stando incappucciato, incatenato e sequestrato. Credo che la nostra condizione non era chiaramente definita, perché per la società eravamo desaparecidos, ma là dentro, cosa eravamo?”.
(Testimonianza di Fernando Kron, sopravvissuto. Sequestrato dal 14 giugno 1977 all’11 febbraio 1978, al processo ESMA. Causa 1270, 27/8/2010)
Per i giovani del Movimento Culturale Our Voice essere lì, nel vecchio edificio dell’ESMA, in questo mese di aprile 2018, ha significato rivivere (tra virgolette) ciò che altri esseri umani hanno vissuto. Per loro, essere lì, è stato come il sentire nel profondo le indescrivibili sofferenze patite non solo dalle 5.000 persone che sono passate dalle viscere  di questo edificio divoratore di esseri umani, ma anche dalle milioni di persone che oggi vivono in diversi luoghi del mondo: ingiustizie, persecuzioni, soprusi, carenze educative, culturali ed economiche.
La storia, prevalentemente scritta dai giovani Sonia Tabita Bongiovanni e Matías Guffanti, del Movimento Our Voice, si chiama “Victoria”. Una storia che racchiude in sé varie storie.
Storie portate in scena sul palco della sala adibita a teatro dell’edificio del Centro Cultural de la Memoria Haroldo Conti, ex ESMA, nell’Av. Libertador, nell’ambito del Primo Festival Internazionale di Stop Motion, nel cuore della capitale argentina.
Si chiama “Victoria” la bambina protagonista della storia. Una proposta di teatro amatoriale con la forza della gioventù che cerca di raggiungere l’apice della comunicazione e dell’impegno, come forma di denuncia. Una proposta che ha conquistato lo spettatore per il valore scenico, interpretativo, e per la sensibilità dimostrata in ogni momento, in tutti i 60 minuti della durata dello spettacolo.
È stato compito di Matías Guffanti aprire lo spettacolo, con quella forza indispensabile per far sì che i minuti a seguire avessero la cornice giusta ed i messaggi di ogni storia facessero vibrare la parte più intima dell’essere di ognuno degli spettatori.
Un grande esordio che ha dato il via alle storie, una dietro l’altra, portate in scena con una forza indescrivibile.

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OUR VOICE IN SCENA ALL'EX ESMA DI BUENOS AIRES

 

diOur Voice - Diretta streaming!
Vi aspettiamo domenica prossima 8 aprile alle ore 18 (alle 23 ora italiana) al Centro Cultural Horaldo Conti(Ex-Esma) a Buenos Aires, in occasione del nostro festivalOur Fest, dove presenteremo il nuovo spettacolo musicale e teatrale: “Victoria”.
La nostra nuova opera teatrale tocca diverse problematiche di chi vive e ha vissuto l’Argentina e il mondo, dai tempi della dittatura all’attuale democrazia.
Nella storia dell’umanità sono state molte le Vittorie che hanno sconfitto un mondo che offriva solo menzogne, dolore e morte; educando e mantenendo in vita l’idea di una realtà migliore, in cui verità e giustizia vincono su qualsiasi arma, autorità e inganno.
Quest’opera fa parte della nostra serie di presentazioni denominate “RevoluciónArte”, dove i giovani di tutti i gruppi del nostro movimento si riuniscono in una sola creazione artistica, unendoci in una sola voce.
Non mancate! Vi aspettiamo!
L’ingresso è libero, gratuito e aperto a tutti.Info: ourvoice.itSpettacolo in diretta streaming del Movimento culturale Our Voice (alle 23 ora italiana)

 

 

   

DI MATTEO: "LA PRIORITA' E' LA LOTTA ALLA MAFIA E ALLA CORRUZIONE"

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(In collaborazione con la Testata Antimafia Duemila).

 

Il sostituto procuratore nazionale Antimafia è intervenuto al “Sum#02-Capire il futuro”
di Giorgio Bongiovanni - Video all'interno!
Poco più di un mese è passato dalle elezioni e in queste settimane le attenzioni degli italiani sono rivolte particolarmente alle consultazioni del Quirinale che dovranno portare alla formazione di un nuovo governo. Difficile dire quel che accadrà con esattezza nei prossimi giorni e se si tornerà a nuove elezioni nel breve termine. Intanto però c’è chi non resta con le mani in mano. Chi ascolta e, magari, potrebbe raccogliere gli appelli di chi rappresenta le istituzioni ed è in prima linea nel contrasto alla mafia ed alla corruzione. Tante volte si è detto che questi dovrebbero essere i primi punti di un qualsiasi programma politico.

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LOMBARDO: "SERVONO PIU' RISORSE NELLA LOTTA ALLA 'NDRANGHETA"

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di AMDuemila
Il procuratore aggiunto reggino commenta la cattura di Pelle

"Mi dispiace dirlo ma ho la sensazione che a livello centrale non si sia davvero capito quale è il lavoro che si svolge qui”. E’ questo il grido d’allarme del Procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, commentando la cattura del latitante Giuseppe Pelle, ribadendo la necessità di nuove risorse per la lotta alla criminalità organizzata.

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