Mercoledì, Agosto 23, 2017
   
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Osservatorio Planetario

CARO TOTO' RIINA, NON METTERTI ANCHE TU A FARE IL PAGLIACCIO

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IN COLLABORAZIONE CON LA TESTATA ALLNEWS ANTIMAFIA DUEMILA

 

di Saverio Lodato
Stai buono "don" Totò, non ti allargare, fatti l’ergastolo da soldatino disciplinato, quale sei sempre Stato, non metterti in testa di sottoporti a un interrogatorio in Corte d’assise; ne hanno solo da perdere i tuoi figlioli che stanno fuori e che, tra interviste alle televisioni svizzere, come Lucia, e comparsate da Bruno Vespa a "Porta a Porta" per promuovere l’opera prima, come Salvo, tentano di sbarcare il lunario; cercando di entrare in possesso di tutti i soldi che non ti hanno trovato, sperando così di affrancarsi una volta per tutte da questo cognome maledetto che li azzoppa. Insomma: non metterti anche tu in testa di fare il pagliaccio.
Ma come ti era saltato in mente, caro "don" Totò, di annunciare urbi et orbi, che eri pronto a sottoporti al fuoco di fila delle domande del presidente Alfredo Montalto, dei pubblici ministeri, Nino Di Matteo, Francesco Del Bene, Roberto Tartaglia, quando sai benissimo che non puoi dire le cose che sai?

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ESCOBAR JR: MIO PADRE SI ISPIRO' A RIINA E COSA NOSTRA

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IN COLLABORAZIONE CON LA TESTATA ANTIMAFIA DUEMILA

di Jean Georges Almendras e Matías Guffanti
Scagliandosi letteralmente contro la continuità che vuole che ogni figlio debba doverosamente seguire i passi del padre, come modello della propria vita, il figlio del più grande - e mediatico - narcotrafficante degli ultimi tempi - principalmente del Sud-America, negli anni '80 e '90 - Juan Pablo Escobar (o Sebastián Marroquín) ha presentato il suo recente libro "Pablo Escobar: In Fraganti. Lo que mi padre nuca me contó" nella città di Buenos Aires. Una pubblicazione che dà il via libera alle riconciliazioni di pace, ma allo stesso tempo - per il suo contenuto e le sue rivelazioni - apre le porte alle restrizioni, come quella di non poter mettere più piede negli Stati Uniti. Il motivo? Nel libro racconta che suo padre lavorava per la Cia vendendo cocaina per finanziare la lotta contro il comunismo in America Centrale.
A 39 anni (ne compirà 40 il prossimo 24 febbraio), Escobar jr, primogenito del capo narco, risiede in Argentina vicino alla sua famiglia. Architetto di professione e designer industriale, decide di ribaltare la situazione rispetto allo stigma di essere un Escobar, e dopo aver cambiato la propria identità (come hanno fatto sua sorella e sua madre), si appresta a stupire il mondo intero presentando nel dicembre del 2009 il documentario biografico "Pecados de mi padre", spezzando così la catena della spirale mafiosa nella quale è cresciuto fino al momento di uscire dalla Colombia, trasformandosi in un “Escobar antimafioso”, pur senza rinnegare l'affettività paterna, che valorizza e riconosce in ogni momento, nonostante la più che evidente discrepanza con il ruolo criminale del padre.
Cinque anni dopo esce il suo libro “Pablo Escobar, mi padre”, per arrivare al suo più recente lavoro “Pablo Escobar: In Fraganti. Lo que mi padre nuca me contó". Ed è proprio la presentazione di questo libro che ci porta a Buenos Aires, all'Auditorio BajaLibros, il pomeriggio del 16 Febbraio. In questa occasione Escobar jr ha dichiarato pubblicamente che suo padre si ispirava a Cosa Nostra per i metodi violenti che utilizzò in Colombia negli anni del terrore.

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ANTIMAFIA DUEMILA DOSSIER, ATTENTATO A DI MATTEO: CHI E PERCHE' VUOLE UCCIDERE IL PM DI PALERMO :

 

 

Attentato a Di Matteo: chi e perché vuole uccidere il pm di Palermo

Stillicidio: tra lettere minatorie, proiettili e pedinamenti arriva il nuovo “corvo”                                                                 Dalle minacce degli “amici romani” alla condanna di Totò Riina

Tribunale ad alta tensione: quale protezione dagli “strali” di Opera?

Scarpinato nel mirino e quel “peso” sulla coscienza di Galatolo

Dal tritolo calabrese alla lettera di “Diabolik”: le memorie del pentito dell'Acquasanta

Un cecchino al Tc2 e le parole dei collaboratori di giustizia

Attentato a Di Matteo: un colpo di Stato

 

 

di Giorgio Bongiovanni e Miriam Cuccu
Perché colpire il magistrato Nino Di Matteo? Le ripetute minacce e incursioni, i pedinamenti, le lettere anonime, fino ad arrivare agli “strali” di Totò Riina e alla rivelazione di un vero e proprio piano per ucciderlo hanno alzato fino ai massimi livelli l'allerta sulla sicurezza del pm più scortato d'Italia, tra i rappresentanti della pubblica accusa al processo trattativa Stato-mafia. Matteo Messina Denaro si giustifica, con i boss palermitani, dicendo che “Di Matteo si è spinto troppo oltre”. Parole che non sono però farina del suo sacco: qualcun altro avrebbe detto alla primula rossa di Castelvetrano di predisporre un piano di morte, con tanto di tritolo acquistato, per fermare Di Matteo costi quel che costi. Siamo a fine dicembre 2012 ma per comprendere l'escalation di pressioni ed episodi intimidatori è necessario risalire ad alcuni anni prima, per poi ripercorrere passo passo le mosse di una misteriosa “regia”, facente capo non a una singola organizzazione criminale ma a un complesso di poteri forti, che mira a bloccare l'operato di Di Matteo e non solo. Altri magistrati, giudicati “scomodi” o “pericolosi” per le carte scottanti da loro maneggiate, diventano bersagli di incursioni, scritte minacciose e strane “consegne” di ordigni esplosivi. Sono anni di fuoco tra Palermo e Reggio Calabria, che vale la pena ricordare per comprendere in quale contesto matura la volontà di eliminare un magistrato, Di Matteo, con il chiaro proposito di colpirne uno per educarne cento.

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ESCLUSIVA A PIANETA OGGI REPORTER

INTERVISTA ALLO STORICO COLLABORATORE DI GIUSTIZIA GASPARE MUTOLO REALIZZATA DAL DIRETTORE DELLA TESTATA ANTIMAFIADUEMILA.COM GIORGIO BONGIOVANNI.

www.antimafiaduemila.com

PROGRAMMA IN COLLABORAZIONE CON IL CIRCUITO RTV INTERREGIONALE TERRESTRE.

 

PRESENTAZIONE DEL LIBRO "SUICIDATE ATTILIO MANCA" PN 17 DICEMBRE 2016

 

Il progetto “Indagine sulla legalità. Percorso di educazione alla legalità e vivere civile” ideato dall’Associazione Culturale "Terra Mater" promuove la Cultura della Legalità nella realtà scolastica favorendo, nell’ambito dei valori di cittadinanza attiva, la collaborazione fra il mondo dell’associazionismo e la scuola.
Il Progetto nasce come premessa socio-culturale atta a sviluppare ed avviare negli studenti la conoscenza e la funzione delle regole, a far comprendere loro come il vivere civile si fondi su un sistema di relazioni giuridiche nella consapevolezza che valori come la dignità, la libertà, l’uguaglianza, la democrazia e la sicurezza vadano perseguiti e protetti ponendosi in contrasto contro ogni forma e fenomeno di illegalità.
Il percorso di educazione alla legalità promosso nelle scuole secondarie di primo grado dell’Istituto Comprensivo “Villa Varda” di Brugnera e dell’Istituto Comprensivo “Rita Levi Montalcini” di Fontanafredda
ha visto coinvolti più di 170 ragazzi sul tema legalità. Fotogra e, video e componimenti raccontano questa esperienza nello scenario del Canevon di Villa Varda.

SABATO 17 DICEMBRE ore 16
Introduzione a cura dell’avv. Tamara Tonus
Presentazione del libro “Suicidate Attilio Manca” (Imprimatur
editore)

Intervengono:
Lorenzo Baldo,
autore del libro
Angela Manca,
madre di Attilio Manca

Premiazione Testi Concorso “Io parlo di...Legalità”
realizzati dagli alunni delle scuole coinvolte nel progetto Intervengono:
Amministrazione Comunale di Brugnera
Amministrazione Comunale di Fontanafredda
dott. Maurizio Malachin
(dirigente I.C. Fontanafredda)
dott.ssa Armida Muz
(dirigente I.C. Brugnera)

Musiche di Pablo Perissinotto (cantautore)
Letture di Alviano Appi

 

 

STORIA DELLE APPARIZIONI

 

STORIA DELLE APPARIZIONI

 

Nostra Signora di Guadalupe è l'appellativo con cui i cattolici venerano Maria in seguito a una apparizione avvenuta in Messico nel 1531.
Secondo il racconto tradizionale, tra il 9 e il 12 dicembre 1531, sulla collina del Tepeyac a nord di Città del Messico, Maria sarebbe apparsa più volte a Juan Diego Cuauhtlatoatzin, un azteco convertito al cristianesimo. Il nome Guadalupe sarebbe stato dettato da Maria stessa a Juan Diego:
alcuni hanno ipotizzato che sia la trascrizione in spagnolo dell'espressione azteca Coatlaxopeuh, "colei che schiaccia il serpente" (cfr. Genesi 3,14-15), oltre che il riferimento al Real Monasterio de Nuestra Señora de Guadalupe fondato da re Alfonso XI di Castiglia nel comune spagnolo di Guadalupe nel 1340.

A memoria dell'apparizione, sul luogo fu subito eretta una cappella, sostituita dapprima nel 1557 da un'altra cappella più grande, e poi da un vero e proprio santuario consacrato nel 1622. Infine nel 1976 è stata inaugurata l'attuale Basilica di Nostra Signora di Guadalupe.

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APPARIZIONE DELLA MADONNA

 

   
   
   

"ATTILIO MANCA E' VIVO!"

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di Maria Marzullo
Attilio Manca è vivo. È vivo nella memoria di chi ancora, a distanza di 12 anni dal suo inscenato suicidio, cerca la Verità e insegue la Giustizia. Attilio è vivo nei ricordi della sua famiglia, dei suoi colleghi di lavoro e in quanti (pochi, troppo pochi) cercano la Verità sulla sua morte. Perché non basta che qualcuno racconti con convinzione che Attilio fosse un tossicodipendente; perché non basta iniettargli dosi di eroina in un braccio sbagliato ed una combinazione di alcolici e DIAZEPAM per affermare che si tratti di suicidio. A ricostruire i tasselli di una vicenda sulla quale il nostro Paese parrebbe avviarsi ad un’archiviazione piuttosto che ad un’indagine è il giornalista Lorenzo Baldo, vice direttore della rivista AntimafiaDuemila che nel suo ultimo libro “La mafia ordina suicidate Attilio Manca” (Imprimatur edizioni con prefazione di don Luigi Ciotti), pone l’attenzione su uno dei casi irrisolti della storia nera di questo paese. All’incontro di presentazione promosso dall’Associazione Culturale “Il Sicomoro” e svoltosi nell’ Auditorium della Regione Friuli Venezia Giulia di Pordenone sabato 12 novembre sono in molti a voler conoscere la storia di Attilio Manca. Con l’autore intervengono Gianluca Manca (fratello di Attilio), Giorgio Bongiovanni e Anna Petrozzi rispettivamente direttore e capo redattore della rivista AntimafiaDuemila. Ad introdurre la tragica storia del giovane urologo

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IN PRIMO PIANO: VINCE TRUMP, "IL CAVALLO DI TROIA".

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IN COLLABORAZIONE CON ANTIMAFIA DUEMILA.

di Giorgio Bongiovanni
Vince infine Donald Trump, il candidato repubblicano sfornato dagli Stati Uniti, colui che farà gli interessi della macroeconomia mondiale. Noto per le sue ideologie discriminatorie e nazionaliste, per ragioni meramente politiche e strategiche è colui per il quale il presidente Putin simpatizza, in quanto il neopresidente americano, durante i suoi comizi, ha dichiarato più volte che la politica estera che avrebbe portato avanti sarebbe stata di totale rispetto nei confronti della Russia, dell'Europa, dei ruoli ricoperti dalle superpotenze mondiali, tra cui la Cina. Una politica prevalentemente di osservazione, contraria ad ogni intervento militare all'estero. I disordini sociali ed economici, la sanità, l'immigrazione, la crescita sono stati infatti i punti a cui Trump ha dato maggiormente spazio durante la sua campagna. Mentre nulla ha anticipato quanto al contrasto alla criminalità organizzata o al traffico mondiale di droga, vero flagello globale di questo secolo.

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DI MATTEO RIFIUTA IL TRASFERIMENTO: "LASCIARE PALERMO SAREBBE UNA RESA"

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Il Csm aveva offerto un posto alla Dna per motivi di sicurezza
di Miriam Cuccu

Resta a Palermo Nino Di Matteo, pubblico ministero del processo trattativa Stato-mafia. Il magistrato ha rifiutato la proposta del Consiglio superiore della magistratura di essere trasferito per motivi di sicurezza. "Non sono disponibile al trasferimento d'ufficio - ha dichiarato Di Matteo - Accettare un trasferimento con una procedura straordinaria connessa solo a ragioni di sicurezza costituirebbe a mio avviso un segnale di resa personale ed istituzionale che non intendo dare. Alla direzione nazionale antimafia eventualmente andrò solo e quando supererò una procedura concorsuale".
La proposta di lasciare Palermo per la Direzione nazionale antimafia era arrivata a seguito delle parole di un boss di Cosa nostra che, intercettato, aveva detto: “A quello (Di Matteo) lo devono ammazzare”. Una frase registrata quasi per caso nell'ambito di

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CONVEGNO INTERNAZIONALE UFOLOGICO

 

La Redazione 

Oggi 29 Ottobre 2016 si sono aperti ufficialmente i lavori del Primo Convegno Internazionale dal titolo UFO: LA VISITA EXTRATERRESTRE, che ha richiamato a Cinisello Balsamo (Milano) i nomi più autorevoli nel campo della ricerca e dello studio dell’Ufologia e fenomeni connessi.
Già la mattina sono oltre 500 le persone in sala oltre ai collegati via streaming.
Moderatori dell’evento, Mauro Caruso e Barbara Drago, che hanno introdotto i diversi relatori, ad iniziare da  Antonio Urzi, organizzatore del Congresso insieme al suo gruppo “Contatto Massivo”, a prendere la parola per raccontare brevemente la sua esperienza.

La parola passa a Pier Giorgio Caria, ricercatore e documentarista, che apre il suo intervento esprimendo prima di tutto la gioia di trovarsi con tanti amici e colleghi, è la prima volta che si trovano tutti insieme in Italia, in un evento pubblico.  “I Cerchi nel grano e la simbologia sacra” è il titolo scelto da Caria che inizia dicendo che i temi oggetto di questo Convegno sono ritenuti da fuori di testa, perché l’opinione pubblica è manipolata attraverso i media, il cinema. “Le persone, sia di livello sociale medio che alto, storcono il naso quando sentono parlare di Ufo… Da un punto di vista sociologico è terribile, perché indica l’enorme potere che hanno i Media di formare la nostra personalità, la nostra visione della realtà”. Aggiunge che lui insieme ai suoi amici ricercatori come Antonio Urzi, con cui ha avuto numerosi avvistamenti, porta avanti una ricerca seria e costante sul fenomeno. “UFO vuole dire Oggetto volante non identificato, quindi in quanto tale deve essere studiato. Una volta che si tocca con mano questo fenomeno non è più questione di ‘credere’. Dal momento che è reale, dobbiamo studiarlo”.

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PABLO MEDINA LA MORTE DI UN GIUSTO

L'ex sindaco di Ypejhú, Vilmar Neneco Acosta Marques, principale sospettato del duplice assasinio Medina-Almada è stato catturato il giorno 4 marzo 2015 nella località di Naviraí dello stato brasiliano del Mato Grosso del Sur, circa 300 km a est del dipartimento di Canindeyú (Paraguay).
Vilmar Neneco Acosta, ricercato dalla polizia paraguaiana dall'ottobre scorso è stato arrestato grazie al lavoro congiunto degli agenti della Sezione di Investigación de Delitos di Asunción e degli agenti della Polizia Civile del Brasile.
Ora la giustizia paraguaiana sta attendendo l'estradizione dal Brasile per poterlo finalmente processare. Estradizione però negata pochi giorni fa dalle autorità brasiliane. A riguardo le autorità competenti non si sono ancora espresse ma il motivo potrebbe ricondursi alla questione della doppia nazionalità Paraguay - Brasile dell'ex primo cittadino di Ypejhù.
Lo stesso Vilmar Neneco Acosa infatti sosterrebbe di avere solo la nazionalità brasiliana, negando di essere un cittadino paraguaiano.
Al momento il presunto capo dei narcos e mandante dell'omicidio Medina-Almada è recluso in carcere preventivo, nella sede centrale della Polizia Federale di Campo Grande, capitale dello stato di Mato Grosso del Sud. SEGUI gli AGGIORNAMENTI sull'OMICIDIO MEDINA-ALMADA
http://www.antimafiaduemila.com/20141...

   

PABLO MEDINA IN MEMORIA DI UN GIUSTO

di AMDuemila - Segui la DIRETTA della manifestazione
Due anni fa l'omicidio del giornalista e della sua assistente
In ricordo di Pablo Medina, giornalista paraguaiano ucciso insieme all'assistente Antonia Almada il 16 ottobre 2014, la redazione ripropone il documentario che lo ricorda. Medina, cronista per diverse testate tra cui Antimafia Duemila, è stato autore di numerose inchieste sul narcotraffico in Paraguay.

Leggi il dossier: Pablo Medina, morte di un giustoLa manifestazione in diretta!

 

 

   

IL BATTITO DELLA PACE

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#Perugiassisi 2016

Il battito. Il ritmo di un fiume in piena di anime, che scandisce i passi in marcia. Passi contro l’indifferenza, contro i conflitti, contro le violenze di genere, le disparità, la morte.

marchadelapaz1Il battito. Di chi ha il coraggio di osare, di dare potere alla parola attraverso i fatti. Di chi si commuove e si muove.

Dove c’è un battito c’è una vita, c’è una forza motrice che provoca un movimento costante, incessante, che a sua volta genera calore e colore... È un flusso che non può fermarsi.

La marcia per la Pace #PerugiAssisi vuole Dare Voce alla pace, come recita lo slogan di quest’anno. Vuole portare alla ribalta il battito di un popolo che cammina ogni giorno, nelle proprie realtà, nelle scuole, nelle innumerevoli associazioni, negli enti locali, nella nostra nazione che può contare su migliaia e migliaia di persone che ogni giorno, costruiscono il cambiamento. Certo questo non fa notizia sui nostri media, come non fa notizia l’informazione sulle gravi crisi umanitarie passata dal 16,5% del 2004, al 2,7% del primo semestre di quest’anno . Ogni giorno viviamo una nuova tragedia: in Siria, Aleppo è ormai stremata, senza acqua, né cibo, né farmaci, sotto le bombe, e molti sono i dispersi civili, migliaia sono i migranti morti in mare; a Gaza, da due mesi manca l’acqua potabile, oltre 30 milioni di bambini non torneranno a scuola a causa dei conflitti in atto, di cui 3 milioni solo in Siria.

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VOGLIO LA PACE E LA GIUSTIZIA, NON LA GUERRA!

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Di Sonia Tabita Bongiovanni

La società umana moderna, che ha raggiunto la tecnologia più avanzata della storia dell'umanità e che ha realizzato dei valori di convivenza e di integrazione tra i popoli di culture e religioni diverse, è riuscita in parte ad evolversi, nonostante ciò oggi si ostina a non imparare dalla storia e quindi dalle esperienze di enorme sofferenza che ha attraversato l'umanità. Non fa tesoro della memoria e continua a percorrere un cammino sbagliato, nefasto, che può portare all'autodistruzione umana.
La società pensa di poter risolvere i problemi, i vari conflitti, le incomprensioni, le intolleranze e la stessa violenza tra le nazioni, con la guerra, nonostante la sofferenza che potrebbe provocare data la morte di migliaia e migliaia di persone, sostenendo che la cosa giusta sia avere un vinto ed un vincitore, il quale stabilirà come mandare avanti la propria nazione.
Nonostante la prima e la seconda guerra mondiale, le guerre in Siria, in Ucraina, in Afghanistan e in tante altre nazioni è stato dimostrato agli occhi del mondo intero che la situazione mondiale non è cambiata, che la guerra ha solo portato la morte di centinaia di migliaia di persone.

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LA SOCIETA' CIVILE SI MOBILITA PER NINO DI MATTEO

di AMDuemila
Al Palazzo delle Aquile torna lo striscione a sostegno dei magistrati del processo Trattativa Stato-Mafia: “Palermo sta con Di Matteo e il pool antimafia”.
Dopo l’ultimo grave allarme sul progetto di morte contro il magistrato Nino Di Matteo, emerso da un’intercettazione di poche settimane fa, il comune di Palermo ha deciso di esporre, come già in passato aveva fatto, nel balcone centrale questo chiaro messaggio di sostegno.
L’iniziativa parte dalla società civile che ieri pomeriggio si è riunita dopo che la stampa ha reso nota l’intercettazione in cui un mafioso direbbe alla moglie di non andare nei luoghi frequentati dal pm perchè “A quello (Di Matteo) lo devono ammazzare”.

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CONDANNA A MORTE PER DI MATTEO: QUEL SILENZIO (ISTITUZIONALE) COLPEVOLE

 

di Lorenzo Baldo
E' un fermo immagine. Sono poche frasi che appaiono sullo schermo nella parte finale del documentario di Al-jazeera “A very sicilian justice”. Le parole sono chiare: “I produttori del film hanno chiesto al Presidente della Repubblica Mattarella e al Primo Ministro Renzi un commento sui rischi del dott. Di Matteo”. Subito dopo appare un'altra scritta: “Un portavoce del Presidente della Repubblica ha dichiarato che Mattarella sostiene i giudici che combattono le organizzazioni criminali 'includendo, ovviamente, anche il dott. Di Matteo'”. La terza scritta è ancora più sintetica: “Il Primo Ministro Renzi non ha voluto rilasciare alcun commento”. Era il 7 luglio di quest'anno quando l'emittente televisiva Al-Jazeera trasmetteva per un'intera settimana, in diverse fasce orarie,

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