Mercoledì, Gennaio 24, 2018
   
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Osservatorio Planetario

GIOVANNI FALCONE

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di Saverio Lodato - 21 maggio 2014
Commemorare Giovanni Falcone una volta all’ anno, in Italia, è sempre stato uno sport nazionale molto in voga. In fondo, gli anniversari del sacrificio di grandi uomini mettono i vivi nella comoda posizione di tacitare la propria coscienza con uno sforzo minimo, una sorta di "semel in anno", non carnascialesco certo, ma funerario. Semel in anno c’è posto per il ricordo delle vittime.
Semel in anno si presenta l’occasione ghiotta delle passerelle istituzionali, con gran folla di concorrenti.
Semel in anno, possono battere un colpo - quale meraviglioso attestato di esistenza! - fondazioni e centri studi che percepiscono lauti finanziamenti e qualcosa - pro forma - devono pur farla.

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GIOVANNI FALCONE

 

di Saverio Lodato - 21 maggio 2014
Commemorare Giovanni Falcone una volta all’ anno, in Italia, è sempre stato uno sport nazionale molto in voga. In fondo, gli anniversari del sacrificio di grandi uomini mettono i vivi nella comoda posizione di tacitare la propria coscienza con uno sforzo minimo, una sorta di "semel in anno", non carnascialesco certo, ma funerario. Semel in anno c’è posto per il ricordo delle vittime.
Semel in anno si presenta l’occasione ghiotta delle passerelle istituzionali, con gran folla di concorrenti.
Semel in anno, possono battere un colpo - quale meraviglioso attestato di esistenza! - fondazioni e centri studi che percepiscono lauti finanziamenti e qualcosa - pro forma - devono pur farla.
Semel in anno la voce contro la mafia ha da farsi sentire forte e chiara.
Semel in anno qualche migliaio di giovani vengono imbarcati su una grande nave perché qualcuna delle più alte cariche dello Stato possa tagliare il nastro a terra, ma arrivando dal mare.
Insomma, il concetto dovrebbe essere alla portata di tutti.

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QUANDO BORSELLINO MI DISSE: "UN AMICO MI HA TRADITO"

 

di Aaron Pettinari - 20 maggio 2014
Sentiti al processo "quater" Alessandra Camassa e Massimo Russo

A chi si riferiva Paolo Borsellino quando, di fronte ai magistrati Alessandra Camassa e Massimo Russo, in un momento di scoramento disse: “un amico mi ha tradito”? E' questo uno dei tanti misteri  e segreti che, purtroppo, non è mai stato svelato dalla morte del magistrato di Palermo, nel luglio 1992. E' di questo episodio che oggi si è parlato innanzi alla Corte d'assise di Caltanissetta tramite l'audizione dei testi Alessandra Camassa e Massimo Russo, sostituti procuratori di Paolo Borsellino quando questi era procuratore capo a Marsala.

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MAURO ROSTAGNO, IL MISSIONARIO LAICO UCCISO DALLA MAFIA

 

di Giorgio Bongiovanni - 16 maggio 2014
Finalmente dopo 26 lunghissimi anni Mauro Rostagno potrà riposare in pace. Anni interminabili per la famiglia e gli amici che hanno atteso di vedere la parola giustizia alla fine di un’epopea giudiziaria risultato di depistaggi, false testimonianze e ogni espediente possibile per infangare la memoria di Mauro.
Forse, considerata la particolare storia del personaggio Rostagno, dovremmo dire che la pace scenderà finalmente nei cuori di chi lo ha amato che potrà così cercare di sanare l’iniqua perdita con la dignità restituita ad un altro dei nostri eroi del quotidiano, ucciso perché amava fare il suo lavoro con intelligenza, onestà e senza codardia.
Per Mauro Rostagno invece che credeva nell’eternità dello spirito e nel ciclo delle molte esperienze di vita forse la morte sarà stata un semplice passaggio a quella dimensione dei giusti cui si arriva dopo aver messo in pratica gli insegnamenti profondi della spiritualità universale.

Per chi come me condivide questi concetti e li vive è quasi naturale immedesimarsi nella figura di questo martire laico che ha testimoniato con il sacrificio della propria vita l’essenza di quello che per me è il cristianesimo. Cioè impegnarsi personalmente in una causa giusta per mettere in pratica il principio fondamentale su cui è impostata tutta la predicazione del Maestro Gesù Cristo: ama il prossimo tuo come te stesso.

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DA ANTIMAFIA DUEMILA

 

di Rino Giacalone - 13 maggio 2014
Oggi ultime repliche, le difese insistono su altre piste, la Corte di Assise in camera di consiglio


Vito Mazzara, l’imputato, già ergastolano perché autore di omicidi di mafia, accusato del delitto di Mauro Rostagno oggi è comparso nell’aula bunker del carcere di San Giuliano intestata ad una delle sue vittime, l’agente di polizia penitenziaria Giuseppe Montalto. Oggi nell’aula Montalto si è tenuta l’ultima udienza del processo per il delitto di Mauro Rostagno, il giornalista e sociologo ammazzato il 26 settembre 1988. Ci sono voluti 23 anni per arrivare al dibattimento, avviato nel febbraio 2011: Mazzara è imputato quale esecutore del delitto, l’altro imputato è Vincenzo Virga, ergastolano anche lui, il capo del mandamento di Trapani, colui il quale nel tempo ha dato diversi ordini di morte a Mazzara, sentenze inappellabili, secondo l’accusa del processo per il delitto Rostagno Virga avrebbe dato a Mazzara anche l’ordine di questa esecuzione.

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PRESENTAZIONE DEL LIBRO "LA MAFIA NON LASCIA TEMPO" - 10 MAGGIO

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Palermo, 10 maggio 2014 ore 17.30, l'Istituto Gramsci Siciliano e i Cantieri culturali alla Zisa ospitano in via Paolo Gili 4 (ingresso libero) la presentazione del libro edito dalla Rizzoli La Mafia non lascia tempo firmato Anna Vinci. L’evento è organizzato dall'Istituto Gramsci Siciliano, dai Cantieri culturali alla Zisa e dall'Associazione Culturale Falcone e Borsellino, con il contributo dell’assessorato regionale Beni Culturali e Identità siciliana.
Nel libro “La Mafia non lascia tempo” la scrittrice siciliana Anna Vinci dà voce all’ex braccio destro di Totò Riina: Gaspare Mutolo. “Mi dissocio formalmente dall’organizzazione Cosa Nostra". Dopo aver pronunciato queste parole, la vita di Gaspare Mutolo non fu più la stessa. Mutolo è cambiato molto da quando, nel 1992, è diventato il primo pentito dei corleonesi, iniziando il suo percorso di collaboratore di giustizia con Paolo Borsellino.

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INTERVISTA AD ANTONIO INGROIA

Il CSM blocca le nuove indagini sulla trattativa stato-mafia

 

   

UNA CIRCOLARE CONTRO IL POOL, MESSINEO: SCRIVERO' AL CSM!"

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di Lorenzo Baldo - 7 maggio 2014
Il procuratore di Palermo assicura il massimo impegno per evitare che le nuove indagini sulla Trattativa vengano tolte a Di Matteo, Del Bene e Tartaglia
Palermo. “Le posso promettere che il ‘quesito’ sarà studiato e particolarmente motivato. Poi il Consiglio Superiore, nella sua autonoma valutazione, potrà dare la risposta che ritiene più aderente.  Le assicuro tutto il nostro impegno per superare questa difficoltà processuale di cui avvertiamo il peso”. E’ stato alquanto esplicito il procuratore di Palermo, Francesco Messineo, nel rispondere alla nostra osservazione sull’importanza di un suo intervento al Csm, attraverso il cosiddetto “quesito”, finalizzato a far comprendere la necessità di continuare ad “applicare” i pm Di Matteo e Tartaglia (tra un mese anche Del Bene) nelle indagini “bis” e “ter” dell’inchiesta sulla Trattativa.

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DALLE STRAGI DEL 1992 ALLA TRATTATIVA STATO - MAFIA. INTERVISTA A SAVERIO LODATO

IN COLLABORAZIONE CON ANTIMAFIA DUEMILA E ANLG.

Intervista a Saverio Lodato che ripercorre gli anni degli assassini eccellenti e delle stragi del '92 fino ad arrivare alla trattativa stato-mafia

   

IL RIESAME RESPINGE IL RICORSO CONTRO L'ARRESTO DI DELL'UTRI

 

di AMDuemila - 28 aprile 2014
Il Tribunale del Riesame di Palermo ha respinto il ricorso contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dalla Corte d'Appello di Palermo lo scorso 8 aprile per “pericolo di fuga” nei confronti di Marcello Dell'Utri. La richiesta di annullare il provvedimento era stata presentata dai legali dell'ex senatore, attualmente ricoverato per problemi di salute nel reparto detenuti di un ospedale di Beirut, la città dove è stato arrestato lo scorso 12 aprile.
La Procura generale, rappresentata da Luigi Patronaggio, la scorsa settimana, durante l’udienza del Tribunale del Riesame, aveva depositato altri atti della Dia per chiedere la conferma del provvedimento di arresto. Mentre i legali, Giuseppe Di Peri e Nicoletta Piergentili Piromallo, avevano sostenuto la tesi che Dell’Utri non avesse alcuna intenzione di fuggire.

Il Riesame, presieduto da Giacomo Montalbano che ha svolto anche le funzioni di relatore, ha così confermato l'ordine di custodia cautelare emesso dalla Corte di appello di Palermo ed é motivato proprio col pericolo di fuga di Dell'Utri in vista della pronuncia della Cassazione, prevista per il 9 maggio, che potrebbe definitivamente confermare la condanna a sette anni

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INIZIATIVE A SOSTEGNO DEL GIUDICE ITALIANO CONDANNATO A MORTE DALLA MAFIA

 

di Paulo Menotti - 21 aprile 2014
Abbraccio solidale davanti al Consolato italiano a Rosario, a sostegno di Nino Di Matteo
"Il giudice Antonino Di Matteo è in questo momento il simbolo della lotta antimafia in Sicilia ed è stato condannato a morte da tutti i capi di mafia", ha affermato Giorgio Bongiovanni, direttore della rivista AntimafiaDuemila. In  appoggio al magistrato, Bongiovanni ed il giudice santafesino Juan Alberto Rambaldo hanno richiamato sabato scorso ad un abbraccio solidale di fronte al Consolato di quel paese a Rosario. L'atto ha visto la partecipazione di tante persone di Santa Fe, Buenos Aires e Cordoba, nonchè dell'Uruguay e Paraguay che hanno esibito un cartellone che recitava: "Tutti siamo il giudice Di Matteo”.  
"Il motivo dell’iniziativa era appunto riunire persone di diversi luoghi dell’America latina, Uruguay, Paraguay ed Argentina, di fronte al Consolato Italiano a Rosario per manifestare la propria solidarietà al giudice antimafia Di Matteo", ha raccontato Bongiovanni.

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PIANETA OGGI REPORTER

VERSIONE TELEVISIVA DI PIANETA OGGI REPORTER IN COLLABORAZIONE CON IL CIRCUITO TERRESTRE RTV - WEB

TEMA: SIT IN A TRIESTE PER LA DIFESA DEI MAGISTRATI ANTIMAFIA DI PALERMO E LA RICHIESTA DEL BOMB JAMMER (DISPOSITIVO ANTI BOMBA) DA DARE ALLA SCORTA DEL GIUDICE NINO DI MATTEO ALLA LUCE DELLE SERIE MINACCE DI TOTO RIINA.

INTERVISTE ED IMMAGINI . . .

A CURA DI MASSIMO BONELLA DIRETTORE DI PIANETA OGGI TV

APRILE 2014

 

 

   

TRATTATIVA STATO - MAFIA: IL PROCESSO DI PALERMO NON SI TOCCA!

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La Cassazione rigetta l’istanza di rimessione avanzata dai legali di Mori, De Donno e Subranni
di Giorgio Bongiovanni e Lorenzo Baldo - 18 aprile 2014
Roma. E’ bastata poco più di un’ora e mezza al presidente della VI sezione penale della Suprema Corte di Cassazione, Antonio Stefano Agrò, per mettere fine all’ultimo tentativo (intrapreso dai legali degli ex ufficiali del Ros Mario Mori, Giuseppe De Donno e Antonio Subranni) di bloccare il processo sulla trattativa Stato-mafia facendolo spostare da Palermo ad altra sede per “motivi di sicurezza”. La logica e il buon senso hanno prevalso sul “gioco sporco”. Il ricorso è stato rigettato in quanto ritenuto “inammissibile”. Il processo resta quindi a Palermo.

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UFO SOPRA CITTA' DEL MESSICO

TRATTO DAL PROGRAMMA DEL NOTO GIORNALISTA JAIME MAUSSAN DI TELEVISA4

   

PROGRAMMA NO COMMENT - ANTIMAFIA DUEMILA

Pm Di Matteo: "Liberazione dalla mafia attraverso rivoluzione culturale"
di Matilde Geraci - 10 aprile 2014
Il magistrato ospite d'onore alla terza Giornata Università dell'Antimafia. Presto un'aula dedicata ai giudici Falcone e Borsellino alla facoltà di Giurisprudenza di Palermo

   

IN PRIMO PIANO: BOMB JAMMER A NINO DI MATTEO, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!

 

di Miriam Cuccu - 12 aprile 2014
La manifestazione a Roma organizzata da “Agende Rosse” e “Scorta Civica”
L'immagine di un Salvatore Borsellino che davanti ai manifestanti in piazza Beniamino Gigli a Roma, in prossimità del Viminale, chiede di restare uniti perchè “c'è ancora troppo da fare”, per “non perdere la speranza”, è l'appello ad una società civile che non può restare indifferente. Mai come ora è chiamata a fare fronte comune per sostenere i magistrati che si occupano del processo trattativa, e in particolare per chiedere che al pm Nino Di Matteo venga assegnato il “jammer”, il dispositivo che neutralizza i segnali radio e dunque gli esplosivi collegati a un telecomando, indispensabile per la sua sicurezza. A questo è stata dedicata la manifestazione organizzata dalle “Agende Rosse” e dalla “Scorta Civica”, le quali hanno dato appuntamento ai cittadini di tutta Italia per prendere una posizione “prima che sia troppo tardi”. Prima di dover vedere nuovi funerali di Stato, come accadde a ridosso delle stragi di Capaci e via D'Amelio quando la gente, in un impeto di dignità e rabbia bruciante, scese nelle strade e nelle piazze contro quello Stato che aveva permesso il sacrificio dei loro uomini migliori.

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FINE CORSA: DELL'UTRI ARRESTATO IN UN HOTEL DI BERIUT

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Il ministro Orlando rientra a Roma per chiedere l'estradizione
di Aaron Pettinari - 12 aprile 2014
Si è conclusa questa mattina la “latitanza lampo” dell'ex senatore Marcello Dell'Utri. E' stato fermato dalla polizia libanese attorno alle dieci del mattino (in Italia erano le 9.30) nell “ultrastellato” hotel di Beirut, InterContinental Phoenicia. Un'operazione che ha avuto luogo dopo il mandato di cattura internazionale che era stato emanato nella giornata di ieri. Dell'Utri, condannato in secondo grado a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa, in attesa che la Corte di Cassazione si pronunci il prossimo 15 aprile, si trova in questo momento negli uffici della sezione intelligence della polizia libanese.

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PM DI MATTEO: "LIBERAZIONE DALLA MAFIA ATTRAVERSO LA RIVOLUZIONE CULTURALE"

 

di Matilde Geraci - 10 aprile 2014
Il magistrato ospite d’onore alla terza Giornata Università dell’Antimafia. Presto un’aula dedicata ai giudici Falcone e Borsellino alla facoltà di Giurisprudenza di Palermo
Un atrio della facoltà di Giurisprudenza di Palermo intitolato ai magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. È questa la richiesta annunciata da Salvo Di Chiara, consigliere nazionale degli Studenti Universitari, in occasione della terza edizione della Giornata Universitaria dell’Antimafia, dal titolo “La mafia è una montagna di merda – Dieci anni dopo”, organizzata dall’associazione ContrariaMente, nel decimo anniversario della sua fondazione, in collaborazione con la Rete Universitaria Mediterranea. « Già le aule principali delle Facoltà di Giurisprudenza de La Sapienza di Roma e dell’Università di Brescia portano il nome di Falcone e Borsellino.

È incredibile, invece, che proprio il luogo dove si sono formati i due giudici, emblemi in tutto il mondo della lotta alla mafia, non porti un segno che li ricordi – ha detto Di Chiara, presidente di RUM – La nostra richiesta è stata inoltrata al Ministero della Pubblica Istruzione. Essa prevede che la cerimonia di intitolazione avvenga il 23 maggio, durante le celebrazioni in onore di Giovanni Falcone». «Sarà un grande evento di sensibilizzazione per la cittadinanza e per il mondo accademico soprattutto»

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PRESIDIO 12 APRILE A ROMA: "PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI"

 

di Movimento Agende Rosse - 9 aprile 2014
Sabato 12 aprile avrà luogo a Roma il "PRESIDIO NAZIONALE ANTIMAFIA - "PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI". Il ritrovo dei partecipanti sarà in Piazza Beniamino Gigli (via del Viminale) davanti al Teatro dell'Operaalle ore 12.00 (vedi mappa in fondo al post). Lì, consegneremo le deleghe di chi non è potuto essere fisicamente presente alla manifestazione, a Salvatore Borsellino.

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PIANETA OGGI REPORTER

INTERVISTA A ANDREA DEL ZOZZO DEL MOVIMENTO AGENDE ROSSE

SIT IN A ROMA IL 12 APRILE 2014 A SEGUIRE COLLEGAMENTO CON PANDORA TV - RT PTV/NEWS

A CURA DI MASSIMO BONELLA

APRILE 2014.

   

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