Domenica, Ottobre 22, 2017
   
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Osservatorio Planetario

ULTIMA ORA: NOVITA' ATTENTATO A PABLO MEDINA

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L’omicidio di Pablo Medina pianificato da più persone
di AMDuemila - 29 ottobre 2014
Il vice ministro per la Sicurezza Interna Javier Ibarra ha affermato che l’omicidio del giornalista Pablo Medina e della sua assistente Antonia Almada è stato premeditato e pianificato freddamente da più persone. Le indagini proseguono a ritmo serrato con ogni mezzo a disposizione, scientifico e professionale, e hanno raggiunto risultati soddisfacenti.
Il sindaco di Ipejhù, Vilmar “Neneco” Acosta  è ancora ritenuto mandante dell’omicidio e suo fratello Wilson autore materiale. Sono stati emessi ordini di cattura per entrambi, ancora latitanti.
Gli inquirenti hanno l’ordine di andare fino in fondo nelle investigazioni senza badare alle cariche delle persone coinvolte.
Dopo 11 giorni dal duplice omicidio le massime cariche del partito Colorado hanno rotto il silenzio prendendo posizione sugli eventuali casi di connivenze con il narcotraffico all’interno delle loro fila, affermando che “nessun colpevole sarà coperto, e che ci sarà la massima collaborazione con il ministro dell’interno, Francisco de Vargas”.
Nel frattempo la Commissione Esecutiva dell’ANR (Partito Colorado) ha emesso una risoluzione affinché gli antecedenti di “Neneco” Acosta, siano sottoposti all’attenzione del Tribunale de la Conducta dell’ANR e studiati all’oggetto di una possibile espulsione dal partito. Nonostante Neneco sia ancora presunto innocente, le prove di colpevolezza a suo carico sarebbero preoccupanti. Il provvedimento sarà esteso a tutti gli affiliati.
Si sta effettuando il controllo del tabulato telefonico del sindaco latitante per determinare  con chi il politico del colorado avrebbe parlato prima e dopo l’attentato a Medina.
La deputata colorada, Cristina Villalba, ritenuta vicina a Vilmar Acosata, ha ammesso di aver parlato brevemente con Neneco dopo l’omicidio e di avergli consigliato di presentarsi alla giustizia.

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NAPOLITANO CONFERMA AI GIUDICI DI PALERMO: LA MAFIA VOLEVA RICATTARE LO STATO

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di Giorgio Bongiovanni - 29 ottobre 2014
Per cominciare è doveroso fare un appunto a tutti i giornali-zerbino, agli addetti ai lavori e a coloro che, in cattiva fede, hanno insultato i pubblici ministeri di Palermo per aver osato interrogare il Presidente della Repubblica al processo trattativa Stato-mafia.
Primo, perché ricordiamo che è stato lo stesso Napolitano ad aver ragionevolmente accettato di testimoniare, rispondendo a tutte le domande (anche se, a parere nostro, in maniera non del tutto soddisfacente). Al contrario di molte voci che si sono levate contro la citazione dei pm, l’udienza di ieri è stata fondamentale. Se non altro per dimostrare all’opinione pubblica che il Capo dello Stato è un cittadino come gli altri e come tale può (deve) testimoniare a un processo qualora venisse chiamato in causa.
Secondo perché, effettivamente, Napolitano qualcosa sapeva. Della lettera ricevuta da Loris D’Ambrosio riferisce poco o nulla, sostenendo davanti ai pm che, pur avendo considerato “drammatiche” le frasi scritte dall’ex consigliere del Quirinale, in quel momento storico ha ritenuto più importante convincerlo ad evitare le dimissioni piuttosto che chiarire perché D’Ambrosio si sentisse “un ingenuo e utile scriba di cose utili a fungere da scudo per indicibili accordi”.

L’audizione del Capo dello Stato entra però nel vivo quando il teste eccellente spiega

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ISTITUITA COMMISSIONE PARLAMENTARE PER L'ASSASSINIO DI PABLO MEDINA, APPELLO DELL'UNESCO

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di AMDuemila - 27 ottobre 2014
Pablo Medina aveva raccolto prove contro Vilmar Acosta, sindaco di Ipejhù.


Alcuni documenti già in possesso degli investigatori comprometterebbero seriamente il sindaco Vilmar “Neneco” Acosta Marques, suo fratello Wilson Acosta e il figlio di quest'ultimo Gustavo Acosta. Al momento i tre risulterebbero latitanti.
Il giornalista Pablo Medina avrebbe raccolto delle prove, tra cui chiamate telefoniche, descrizioni fisiche e testimonianze che dimostrerebbero il coinvolgimento del clan “Acosta Marques” in due omicidi: l’uccisione di un avversario politico di “Neneco”, ex sindaco della stessa città, colpevole di averlo accusato di essere coinvolto nel narcotraffico, e l’assassinio di un confidente che avrebbe passato informazioni a Medina.
Nonostante fossero noti i vincoli della famiglia del sindaco Vilmar Acosta Marques con il narcotraffico e alcuni violenti omicidi lungo l'area di confine del paese, le autorità non hanno avviato mai nessuna indagine nei loro confronti.
Già nel 2010 i fratelli dell'allora candidato sindaco per il Partito Colorato, morirono sotto i colpi dei sicari di una nota famiglia di narcotrafficanti, i Gimenez Suarez. Il fatto sarebbe maturato in seguito al sequestro di 5 tonnellate di marijuana da parte degli agenti della antinarcotici.
Pablo Medina, corrispondente di ABC Color, pubblicò la notizia della morte dei due fratelli, facendo riferimento alle antiche controversie tra le due famiglie vincolate al narcotraffico. Un'azione che infastidì parecchio “Neneco” al punto di minacciare il giornalista in ripetute occasioni. Da allora gli venne assegnata la scorta poi ritirata, a quanto sembra, un anno fa.
Alcuni giorni dopo, Wilson Acosta, fratello del sindaco, attualmente sospettato di essere uno dei killer di Medina, venne arrestato in Brasile per triplice omicidio.
Nonostante le minacce, Pablo Medina non rimase mai in silenzio e continuò con le sue denunce, rimarcando che il business della marijuana continuava indisturbato ai livelli di sempre.
Nel dicembre del 2010 iniziò una serie di regolamenti di conti tra la famiglia Acosta Marques e i loro rivali del clan Giménez Suàrez, vittima anche un giovane di 18 anni, tenuto sotto sequestro per alcuni giorni e poi ucciso da uno dei fratelli Acosta.
Pochi mesi dopo Vilmar Acosta e suo padre Vidal Acosta furono arrestati dopo il ritrovamento da parte della polizia di resti umani nella proprietà di quest'ultimo.
Nonostante le accuse di omicidio VOLONTARIO a loro carico entrambi furono ASSOLTIcon la sentenza di appello. Dopo la clamorosa sentenza i tre GIUDICI del Tribunale di Appello furono processati per irregolarità, ma grazie a delle attenuanti tutto si concluse in un semplice “ammonimento”.
Le continue denunce che il giornalista pagò con la vita non impedirono però il proseguimento dei regolamenti di conti.

Intimidazioni al magistrato che segue le indagini

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19° EDIZIONE PREMIO PAOLO BORSELLINO, PESCARA 25 OTTOBRE 2014

19° edizione del Premio Nazionale “Paolo Borsellino”, dedicato alla memoria del giudice, che prevede cinque sezioni: legalità, impegno civile, cultura, giornalismo e impegno sociale.
Tra i premiati il direttore Giorgio Bongiovanni.

 

AL PREMIO PAOLO BORSELLINO STORIE D'ORGOGLIO DELLA NOSTRA VERA ITALIA

 

di Sonia Cordella - 26 ottobre 2014
E' colma l'aula consiliare del comune di Pescara tra una platea di giovani che occupa il maggior numero dei posti a sedere. Tutto è pronto per la celebrazione del 19° anno del Premio Paolo Borsellino. Apre l'evento il coordinatore della manifestazione Oscar Buonamano che cede la parola al presidente dell'associazione Falcone e borsellino, Gabriella Sperandio, organizzatrice del premio. “Benvenuti nell'aula consiliare” saluta il sindaco Marco Alessandrini “oggi c'è un colpo d'occhio veramente bellissimo! Ho salutato il nuovo governo cittadino” esclama riferendosi ai ragazzi “la nuova maggioranza e la nuova opposizione, che non prenderanno possesso di questi banchi subito ma sono loro il nostro futuro, la futura classe dirigente. Uno dei premiati ci ha ricordato la vicenda di un giornalista paraguayano, Pablo Medina, assassinato proprio qualche giorno fa” prosegue il sindaco rammentando l'importanza della libertà di informazione e della lotta contro la criminalità. Rita Borsellino trasmette il suo saluto attraverso Sabrina Dodaro che nel corso della mattinata darà voce alle motivazioni del premio consegnato a ciascun vincitore. “Questa è una delle iniziative nazionali più importanti sul tema della legalità” afferma la sorella del giudice a cui è ispirata la manifestazione “una lotta che deve tenere uniti nord e sud,  per evitare che la mafia metta le mani nei grandi affari e che si insinui nei palazzi del potere dove trova terreno fertile e linfa vitale”. Anche le parole di Lucia Borsellino, la figlia maggiore di Paolo, risuonano nella sala comunale ricordando l'importanza di investire tempo e risorse nella formazione culturale delle nuove generazioni ai quali devono essere garantite trasparenza e legalità per un futuro migliore. La targa che verrà consegnata ai vincitori del premio è dedicata dagli organizzatori al giornalista scomparso Maurizio de Luca. Il Premio per l'Impegno sociale verso i più deboli  viene consegnato alla onlus aquilana “L'Aquila per la vita”. “Questo premio ha un valore straordinario per noi perché una volta tanto alla fatidica domanda che solitamente si pone in questo paese: -Chi ti manda?- qui diventa: Che cosa hai fatto? E questo ci rende orgogliosi” dice il presidente. Il Premio alla Cultura viene consegnato al poeta, cantante e musicista Piero Nissim e al progetto teatrale 'Storie di donne morte ammazzate' contro i femminicidi sempre in crescita nel nostro Paese. Il Premio al Giornalismo viene consegnato al Direttore di Antimafia Duemila, Giorgio Bongiovanni, che con il suo gruppo -ha dimostrato una grande capacità ormai rara nel panorama giornalistico italiano, quella di riannodare con perizia e pazienza la storia d'Italia dal 19 luglio in poi partendo dal particolare della strage di via d'amelio per raggiungere l'apice di alcune delle storie più controverse degli ultimi vent'anni: la trattativa. Regalandoci tante inchieste vere di un militante che regala al giornalismo  una lezione del mestiere e di onestà-. “Voglio condividere questo premio con i miei colleghi che sono in sala Lorenzo Baldo e Anna Petrozzi. Ringrazio il sindaco per aver portato qui Paolo Medina, un amico che scriveva per la nostra rivista, ucciso dalla mafia in Paraguay” dice il direttore profondamente commosso sollevando la targa e dedicandola a questo nuovo martire della giustizia. Rivolgendosi poi ai ragazzi li esorta dicendo: “Voi dovete chiedere verità e giustizia allo stato perché dentro lo stato ci sono ancora segreti che riguardano la strage Borsellino, la strage di Capaci e quindi voi con forza mentre crescete dovete chiedere verità altrimenti la futura classe dirigente sarà ancora macchiata di segreti che non possiamo più sostenere”.


Un altro Premio al Giornalismo viene consegnato alla cronista del 'Mattino' Giuliana Covella per la sensibilizzazione della realtà napoletana nel combattere la criminalità organizzata, per l'impegno alla legalità e per aver resistito in prima linea alla prepotenza della camorra consapevole dei grandi rischi. Ancora Premio al Giornalismo è assegnato all'inviato del Tg1 Pino Scaccia. “Il grande regalo che ci ha fatto Borsellino è stato quello di scatenare la rivolta delle coscienze” afferma, “dobbiamo fare nostro, il grido di Salvatore “Io non ho paura”. Premio al Giornalismo a Dina Lauricella, autrice di inchieste sulla mafia e la 'trattativa'. “A volte bisogna avere il coraggio” afferma “quando si ha la convinzione di conoscere qualcosa, di ribaltare le proprie convinzioni e provare a raccontarle sotto una prospettiva nuova e diversa”. Il Premio Impegno civile viene consegnato ad Andrea Di Nicola, ricercatore e criminologo che si occupa di criminalità economica, organizzata, criminologia ambientale il quale ci ricorda che “La conoscenza è un grande antidoto contro la criminalità”. Ancora Premio Impegno Civile a Tiberio Bentivoglio, imprenditore reggino sotto scorta e testimone di giustizia dal luglio1992 “Borsellino fa parte di un gruppo di persone morte ma che sono più vive di tanti vivi” asserisce con intensità “ragazzi, poco fa vi hanno detto che rappresentate il futuro, oltre a questo per me rappresentate il presente. Dovete arrabbiarvi un po' di più, dovete impegnarvi di più, dovete sforzarvi a chiedere di più, fatelo perché solo così cambierà la società, non vi girate dall'altro lato, non dite che questo fenomeno non vi tocca, vi prego impegnatevi”. Premio legalità e Impegno civile vanno al Maresciallo Andrea Marino, comandante dei Carabinieri di Oppido Mamertina (Reggio Calabria), schieratosi apertamente contro le mafie nella sua terra. È  lui l'unico eroe della brutta storia dell'inchino della Madonna davanti alla casa del boss che ha abbandonato e denunciato la contestata processione. “Penso di aver fatto solamente una cosa normale” asserisce emozionato. Ancora Premio Legalità e Impegno civile a Tommaso Navarra, avvocato di parte civile nel processo sulla megadiscarica dei veleni di Bussi sul Tirino (Pescara) il quale ricorda le parole di Giovanni Falcone in risposta ad una sua domanda da studente universitario se poteva essere una buona cosa fare l'avvocato: “Qualunque cosa andrai a fare non è tanto un problema di tecnicalità ma è un problema di essere, quindi non un problema di fare ma di umanità, i tuoi principi, la tua moralità dovranno indirizzare il tuo fare. Potrai essere bravo quanto ti pare nel rappresentare una parte nel processo ma l'importante è avere delle stelle polari nel fare”. Premio Legaliltà al sindaco di Casal di Principe (Caserta) Renato Franco Natale, impegnato nella lotta alla camorra nella terra dei Casalesi. “Ritiro questo premio per i tanti casalesi che hanno combattuto contro una dittatura militare, persone che hanno perso la vita per combattere contro la criminalità organizzata”. Premio Legalità a Lea Savona, sindaco di Corleone (Palermo), capitale mondiale di Cosa Nostra, che ha coraggiosamente consegnato la città ai familiari delle vittime della mafia, chiedendo loro perdono. Le sue commosse parole hanno suscitato una standing ovation: “Questo premio mi darà la forza di stare ancora con la schiena dritta, di reagire contro i poteri forti. Ritiro questo premio contro volontà di mio padre, eludo il suo consiglio perché mi dice che prima o poi questi poteri forti mi annienteranno attraverso la denigrazione e la ridicolizzazione. Il mio impegno a costo della mia stessa vita sarà per la difesa della libertà dei cittadini onesti di Corleone e non permetterò a nessuno, ne potere politico, né mafioso, né di altro genere di potermi intimorire".
Il Premio Legalità viene assegnato a Roberto Tartaglia il più giovane del pool antimafia nel processo sulla trattativa. Giovane magistrato già vittima di pesanti minacce.

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VIDEO COMMEMORATIVO PABLO MEDINA E ANTONIA ALMADA

In ricordo del nostro amico fraterno Pablo Medina e della sua segretaria Antonia Almada.
Qui tutte le info in merito: http://www.antimafiaduemila.com/20141...

Realizzazione di Giorgio Barbagallo.

   

PIANETA OGGI TV E ANTIMAFIA DUEMILA INFORMANO

INFORMIAMO I GENTILI ASCOLTATORI CHE IN SERATA E' PREVISTA UNA SECONDA EDIZIONE STRAORDINARIA DEL NOSTRO TG RELATIVO AGLI ULTIMI AGGIORNAMENTI IMPORTANTI DEL BRUTALE ATTENTATO AL GIORNALISTA COLLABORATORE DI ANTIMAFIA DUEMILA E NOSTRO AMICO PABLO MEDINA E DELLA SUA ASSISTENTE DI REDAZIONE ANTONIA ALMADA. 

 

   

ATTENTATO A PABLO MEDINA COLLABORATORE DI ANTIMAFIA DUEMILA: ARRESTATO UNO DEI KILLER

 

MORTE DI PABLO MEDINA, ARRESTATO UNO DEI KILLER

di AMDuemila - 23 ottobre 2014
Sembra chiudersi il cerchio intorno all’omicidio del giornalista Pablo Medina e della sua assistente Antonia Almada.
Ieri è stato arrestato Carlos Umberto Acosta, nipote del sindaco di Ipehù, Vilmar “Neneco” Acosta, ancora latitante, con l’accusa di aver partecipato all’attentato. Carlos ha precedenti per narcotraffico e avrebbe dichiarato che “a Ipehù l’unica fonte di reddito sarebbe la marijuana”.
Wilson Acosta, fratello del sindaco, è stato identificato dall’unica sopravvissuta come uno degli esecutori dell’attentato.
Nel contempo, gli agenti della Narcotici hanno fatto incursione in una tenuta di proprietà del sindaco Vilmar Acosta dove hanno ritrovato uno dei più grandi centri del gruppo di narcos con oltre tre tonnellate di marijuana. Nel momento dell’irruzione alcuni operai stavano lavorando la droga. Evidentemente il sindaco non ha ritenuto necessario fermare la produzione di droga dopo l’omicidio del giornalista, nonostante fosse ricercato.
Gli articoli pubblicati da Pablo Medina sulla banda di Vilmar Acosta iniziarono proprio dalla tenuta Dos Naciones, adesso smantellata.
Intanto non sembra placarsi la protesta dei giornalisti di tutti i mezzi di comunicazione, ai quali si sono aggiunti gli studenti universitari nel chiedere che sia fatta piena luce sui mandanti e gli esecutori dell’omicidio.
Nella giornata di oggi è stata convocata una nuova manifestazione nazionale per la libertà di espressione.

 

   

IN PRIMO PIANO:

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Morte di una martire
di Giorgio Bongiovanni - 18 Ottobre 2014
Una giovane martire ha trovato la morte insieme al nostro amico e fratello Pablo Medina.
Antonia Maribel Almada Chamorro, di 19 anni, assistente del giornalista ucciso, è stata raggiunta da quattro proiettili, per mano della mafia paraguaiana.
Secondo i media, la polizia accorsa sul posto non era attrezzata per trasportarla in ospedale, dovendo attendere l’arrivo di un'ambulanza. Al suo arrivo in ospedale due ore dopo l’attentato la giovane è deceduta.    
Onore e Gloria a questa martire della giustizia, un giovane esempio Cristico di amore verso la vita e verso Dio.

 

   
   

TG - EDIZIONE STRAORDINARIA, ASSASSINATO PABLO MEDINA COLLABORATORE DI ANTIMAFIA DUEMILA

www.antimafiaduemila.com

ALLA LUCE DI QUESTO GRAVISSIMO FATTO LA NOSTRA PROGRAMMAZIONE E' SOSPESA, PREVISTI SOLO EVENTUALI AGGIORNAMENTI.

 

   

BRANCACCIO, LADRI NEL CENTRO PADRE NOSTRO DI DON PUGLISI

 

Presidente: “Sapevano dove andare e cosa cercare, istituzioni ci aiutino o ci scapperà il morto"
di AMDuemila - 14 ottobre 2014
Nuovo atto intimidatorio al Centro di accoglienza Padre Nostro (in foto), fondato da don Pino Puglisi, il prete antimafia di Brancaccio ucciso da Cosa nostra nel ’93. Dopo la sua morte il centro ha continuato a crescere e ad ospitare varie attività in special modo a favore dei più giovani, bambini e ragazzi soprattutto appartenenti al quartiere, uno dei più degradati di Palermo. Questa volta la stanza del presidente del centro, Maurizio Artale, è stata messa a soqquadro ed è stato portato via il piccolo fondo cassa per le spese correnti contenuto in un cassetto.

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LA NOTTE DELLA REPUBBLICA

 

di Giorgio Bongiovanni - 8 ottobre 2014
In ricordo della storica serie tv sugli anni di piombo scritta e condotta per la Rai dal grande giornalista Sergio Zavoli. Ora una nuova notte della Repubblica sembra voler scendere sulla lotta alla mafia.
Nel nostro bel Paese non vige soltanto il dogma della fede cattolica, che conferisce al Santo Padre l’infallibilità e l’immunità spirituale (da noi non condiviso). Abbiamo infatti “scoperto” di avere un Parlamento e un Senato tutt’altro che laici, votati ad una linea di stampo religioso estremista. Di avere una politica e una stampa prone ai piedi di un Presidente della Repubblica elevato al di sopra dei più grandi re intoccabili, quasi come un Papa. Papa Giorgio, appunto.

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IL SILENZIO CHE UCCIDE

 

I pm della trattativa pecore nere
di Giorgio Bongiovanni - 10 ottobre 2014
Dopo il rifiuto della Corte d’Assise di Palermo, che si è pronunciata escludendo i boss Riina e Bagarella – insieme all’ex ministro Mancino – dall’udienza del processo trattativa in cui testimonierà Napolitano, assistiamo ad una grande contraddizione, inquietante e drammatica, nella nostra Repubblica italiana.
Da una parte la grande stampa che, quasi all’unanimità (ad esclusione del Fatto Quotidiano), amplifica e rinvigorisce gli scellerati attacchi (non casuali) dei vari leader di destra, centro e sinistra – a parte il coraggio di qualche membro M5s – contro i pm della Procura di Palermo, in particolare i soliti Nino Di Matteo, Roberto Tartaglia, Vittorio Teresi e Francesco Del Bene. Magistrati titolari sia del processo trattativa Stato-mafia, sia (alcuni di loro) della nuova inchiesta definita giornalisticamente “trattativa bis”, all’interno della quale si indaga sul Protocollo Farfalla, su servizi segreti, logge massoniche deviate e poteri oscuri di ieri e di oggi collegati a doppio filo con le stragi del ‘92 e ‘93. Mentre è il pg di Palermo Roberto Scarpinato a condurre le indagini e il nuovo processo d’appello – insieme al collega Luigi Patronaggio – sulla mancata cattura di Bernardo Provenzano

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INTERVISTA ESCLUSIVA DI JAIME MAUSSAN A GIORGIO BONGIOVANNI STIGMATIZZATO

IL NOTO GIORNALISTA JAIME MAUSSAN INTERVISTA VIA SKYPE GIORGIO BONGIOVANNI STIGMATIZZATO A FATIMA DOPO L'APPARIZIONE DELLA CROCE SULLA FRONTE IL 3 SETTEMBRE 2014.

   

MASSIMA ALLERTA A PALERMO: PROIETTILE DA GUERRA ISRAELIANO

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E alla memoria torna l'avvertimento di Boboli
di Aaron Pettinari - 8 ottobre 2014
Nuovo allarme sicurezza al Palazzo di giustizia di Palermo. Ieri mattina è stato trovato in un’ aiuola poco distante dalla Piazza della Memoria, tra il vecchio ed il nuovo tribunale, un proiettile da guerra di grosso calibro in dotazione alle forze armate israeliane, abbastanza difficile da reperire in Sicilia. A fare la scoperta sarebbe stato un inserviente che ripuliva un' aiuola dalle sterpaglie tra le quali il proiettile era nascosto ed ha subito avvertito i carabinieri. Le ipotesi sul proiettile sono diverse. Gli investigatori non escludono che si tratti di un messaggio per dimostrare la forza di chi vuole colpire i magistrati. Da un anno a questa parte si è assistito ad una vera escalation di intimidazioni nei confronti dei pm della Procura palermitana. L'ultima, decisamente inquietante, riguardava il Pg Roberto Scarpinato a cui da venerdì è stata aumentata la scorta. I primi di settembre aveva ricevuto una lettera di minacce sulla sua scrivania mentre venti giorni dopo era stata trovata una scritta, “Accura” (stai attento in siciliano, ndr) impressa sulla polvere rimasta sulla porta di fronte al proprio ufficio. Ed è ancora più recente la notizia della scomparsa dei nastri con le immagini registrate dalla videosorveglianza. Che si tratti o meno di un guasto all'hard disk, così come ha detto di voler verificare la Procura nissena, la coincidenza è alquanto singolare ed inquietante. E il ritrovamento del proiettile si aggiunge alla lista delle circostanze misteriose.

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ANTIMAFIA DUEMILA INFO

CONFERENZA SUL TEMA DELLA LOTTA ALLE MAFIE ED EDUCAZIONE ALLA LEGALITA'

CON SALVATORE BORSELLINO, ANTONINO DI MATTEO, DOTT. SALVATORE BELLOMO SOSTITUTO PROCURATORE DI MONZA, GIORGIO BONGIOVANNI DIRETTORE DI ANTIMAFIA DUEMILA, DOTTORESSA ANNA MARIA FIORILLO SOSTITUTO PROCURATORE PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, DOTT. GIULIO CAVALLI SCRITTORE ATTORE E REGISTA, DOTT. LORENZO FRIGERIO GIORNALISTA LIBERA INFORMAZIONE, MODERATORE LORENZO BALDO VICEDIRETTORE DI ANTIMAFIA DUEMILA.

ORGANIZZATORI: ANTIMAFIA DUEMILA, AGENDE ROSSE DI SALVATORE BORSELLINO, LIBERA ASSOCIAZIONI NOMI E NUMERI CONTRO LE MAFIE.

SABATO 4 OTTOBRE A VARESE TEATRO APOLLONIO PIAZZA DELLA REPUBBLICA CON INIZIO ORE 16.00

INGRESSO LIBERO.

PER  SEGUIRE L'EVENTO CLICCA SU:

Link Diretta Streaming:
http://www.livestream.com/19luglio

 

   

DE MITA, NON VEDO, NON SENTO, NON PARLO

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Le risposte delle tre scimmiette cucite addosso all'ex statista
di Giorgio Bongiovanni - 25 settembre 2014
Vergogna! E' quanto si prova dopo aver assistito allo spettacolo ipocrita e farisaico offerto dall’ex segretario della Dc Ciriaco De Mita. Un uomo dai mille volti la cui carriera politica è iniziata negli anni ’60 e culminata tra il 1982 e il 1989, quando ha guidato da segretario la Democrazia Cristiana. Tra l'aprile 1988 al luglio 1989 ha raggiunto persino l'alta carica di Presidente del Consiglio. E' stato più volte ministro e dopo essere stato europarlamentare oggi è persino divenuto sindaco di Nusco (Avellino), suo comune di nascita. Un personaggio che può essere annoverato tra i più “grandi” politici della Storia del nostro Paese accanto ad altri big della Dc come Andreotti e Fanfani. “Non ricordo… anzi non è che non ricordo... è che non ho partecipato”, “non potete farmi queste domande”, “la strage di via D’Amelio? E’ avvenuta un anno dopo quella di Capaci”.

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RADIO VIVA ASUNCION INFO

 

Domani sabato 27 settembre, RADIO VIVA di Asuncion intervisterà per circa 20 minuti Giorgio Bongiovanni. In studio ci saranno Lorenzo Garay e Omar Cristaldo.
L'intervista è prevista alle 13:30 circa (ora italiana).
 
Link per ascoltare in diretta:
http://www.radioviva.com.py/notix/
 

 

   

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