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Osservatorio Planetario

NON SOLO MAFIA E NARCOS NELL'OMICIDIO DI PABLO MEDINA

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di Giorgio Bongiovanni - 15 novembre 2014

Asunción (Paraguay).
Al nostro arrivo, vediamo una miseria sempre più grave: ogni volta che mettiamo piede in questo Paese l'immagine che abbiamo di fronte è quella di un intero popolo schiacciato da una classe dirigente opulenta e dedita unicamente ai propri affari personali.
C'è una grande attesa per la manifestazione organizzata da ANTIMAFIADuemila in Plaza de la Democracia ad Asunción, "Justicia Ya!" per chiedere verità sull'assassinio del giornalista Pablo Medina. Un omicidio, ha dichiarato il pubblico ministero Jorge Figueredo, amico personale di Pablo, "di chiara origine politico-mafiosa". Secondo il giudice, (che ad ogni modo non è il titolare delle indagini sull'assassinio di Medina) esistono prove evidenti del fatto che Pablo Medina non è stato ucciso solo dal sindaco di Ypehjú "Neneco" Acosta, attualmente latitante e accusato di essere il mandante dell'attentato insieme al fratello e al nipote, considerati gli esecutori. "Probabilmente - ha continuato Figueredo - personaggi potenti hanno incaricato questa famiglia mafiosa".
Medina, prima di essere ucciso, aveva tra le mani un'inchiesta che coinvolgeva personaggi potenti del Paraguay appartenenti alla politica, alla finanza ed ai poteri occulti del paese, che sarebbero

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MINACCE DI MORTE A DI MATTEO

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Quello che il popolo italiano non deve sapere
di Giorgio Bongiovanni - 16 novembre 2014
Nell'era dell'informazione che viaggia sulla rete si può essere in ogni angolo del globo per essere raggiunti da una notizia e farsi un'idea di quel che sta accadendo. La notizia di un nuovo progetto di attentato nei confronti del magistrato, Nino Di Matteo, mi raggiunge qui in Paraguay, ad Asunción, la terra dove poco tempo fa è stato ucciso il nostro collega ed amico Pablo Medina. In Italia ancora una volta, centinaia di chili di tritolo vengono nascosti nella città di Palermo. La condanna a morte lanciata dal carcere di Opera, da parte di Totò Riina, nei confronti del magistrato che indaga sulla trattativa Stato-mafia, appare materializzarsi nelle parole del neo pentito, Vito Galatolo. Ai pm dice che a volere la morte del sostituto procuratore ci sono “entità esterne oltre Cosa nostra”.

La famiglia Galatolo, inserita da tempo nell'organizzazione criminale, già all'epoca del “regno” di Riina (ammesso che si sia mai concluso) è da sempre legata con i Servizi segreti. Basti pensare al

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MINACCE DI MORTE A DI MATTEO

Quello che il popolo italiano non deve sapere
di Giorgio Bongiovanni - 16 novembre 2014
Nell'era dell'informazione che viaggia sulla rete si può essere in ogni angolo del globo per essere raggiunti da una notizia e farsi un'idea di quel che sta accadendo. La notizia di un nuovo progetto di attentato nei confronti del magistrato, Nino Di Matteo, mi raggiunge qui in Paraguay, ad Asunción, la terra dove poco tempo fa è stato ucciso il nostro collega ed amico Pablo Medina. In Italia ancora una volta, centinaia di chili di tritolo vengono nascosti nella città di Palermo. La condanna a morte lanciata dal carcere di Opera, da parte di Totò Riina, nei confronti del magistrato che indaga sulla trattativa Stato-mafia, appare materializzarsi nelle parole del neo pentito, Vito Galatolo. Ai pm dice che a volere la morte del sostituto procuratore ci sono “entità esterne oltre Cosa nostra”.

La famiglia Galatolo, inserita da tempo nell'organizzazione criminale, già all'epoca del “regno” di Riina (ammesso che si sia mai concluso) è da sempre legata con i Servizi segreti. Basti pensare al fallito attentato all'Addaura, che Falcone aveva dichiarato essere opera di “menti raffinatissime”, organizzato proprio da quella famiglia.

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MORTE DI UN GIUSTO

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di Giorgio Bongiovanni - 15 novembre 2014
Asunción (Paraguay).
Al nostro arrivo, vediamo una miseria sempre più grave: ogni volta che mettiamo piede in questo Paese l'immagine che abbiamo di fronte è quella di un intero popolo schiacciato da una classe dirigente opulenta e dedita unicamente ai propri affari personali.
C'è una grande attesa per la manifestazione organizzata da ANTIMAFIADuemila in Plaza de la Democracia ad Asunción, "Justicia Ya!" per chiedere verità sull'assassinio del giornalista Pablo Medina. Un omicidio, ha dichiarato il pubblico ministero Jorge Figueredo, amico personale di Pablo, "di chiara origine politico-mafiosa". Secondo il giudice, (che ad ogni modo non è il titolare delle indagini sull'assassinio di Medina) esistono prove evidenti del fatto che Pablo Medina non è stato ucciso solo dal sindaco di Ypehjú "Neneco" Acosta, attualmente latitante e accusato di essere il mandante dell'attentato insieme al fratello e al nipote, considerati gli esecutori. "Probabilmente - ha continuato Figueredo - personaggi potenti hanno incaricato questa famiglia mafiosa".
Medina, prima di essere ucciso, aveva tra le mani un'inchiesta che coinvolgeva personaggi potenti del Paraguay appartenenti alla politica, alla finanza ed ai poteri occulti del paese, che sarebbero coinvolti nel giro del narcotraffico. Tra questi, anche rappresentanti dell'attuale governo. Intanto,

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GRANDE MANIFESTAZIONE IN PARAGUAY CONTRO IL BRUTALE ATTENTATO AL GIORNALISTA PABLO MEDINA COLLABORATORE DI ANTIMAFIA DUEMILA E NOSTRO AMICO E AD ANTONIA ALMADA ASSISTENTE DI REDAZIONE DI PABLO MEDINA

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Il 18 novembre 2014 alle ore 18:30 è indetta una manifestazione in Plaza de la Democracia (Asunción) per chiedere giustizia per Pablo Medina, giornalista paraguayano ucciso lo scorso 16 ottobre insieme all’assistente Antonia Almada. Da tempo Medina, corrispondente per ABC Color, era minacciato per le sue indagini su gruppi di narcotrafficanti che controllano la produzione di marjuana locale.

Alla manifestazione, organizzata dalla rivista Antimafia Duemila, hanno aderito diversi coordinamenti di giornalisti, avvocati e studenti del Paraguay. Tutti per chiedere che si accerti la verità sull’assassinio di Medina e degli altri giornalisti, uccisi per difendere quell’informazione libera in cui anche Pablo credeva.

L'evento sarà trasmesso in diretta streaming!

Migliaia i volantini distribuiti in tutta la città di Asunción

PREVISTA ANCHE LA DIRETTA DI PIANETA OGGI TV IN COLLABORAZIONE CON SAIUZ WEB NETWORK

 

 

RISCHIO ATTENTATO PER DI MATTEO: INTERROGAZIONE PARLAMENTARE PER IL BOMB JAMMER

 

di Lorenzo Baldo - 13 novembre 2014
Sono quindici i parlamentari che hanno firmato l’interrogazione parlamentare a “carattere di urgenza” (Campanella, Pepe, Vacciano, Bencini, Molinari, Maurizio Romani, Girotto, Orellana, Bocchino, Bignami, Gambaro, Cervellini, Scilipoti, Cappelletti e Mussini). Chiedono espressamente di sapere quali siano le misure che i Ministri dell'Interno e della Giustizia intendono adottare “per garantire la massima protezione nei confronti del dottor Nino Di Matteo e della sua scorta”. Nel documento i firmatari chiedono altresì ai due ministri di sapere “se non ritengano di dover dotare con la massima urgenza il convoglio utilizzato dal pubblico ministero del dispositivo bomb jammer e quali siano ad oggi le valutazioni che lascerebbero preferire di non muoversi in tal senso”. L’interrogazione reca la data di ieri, giusto poche ore dopo la diffusione delle notizie del progetto di attentato da fare a Palermo o a Roma nei confronti del pm palermitano Nino Di Matteo. Nel documento viene evidenziato che è cresciuta “l'allerta intorno al palazzo di giustizia, anche a causa delle minacce di Salvatore Riina, delle incursioni di estranei nei diversi uffici giudiziari e di falsi allarmi bomba, mentre ad oggi il Pm Antonino Di Matteo non è stato dotato di alcuno strumento di tipo bomb jammer atto a scongiurare attentati”.

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MORTE DI UN GIUSTO

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Riera, giudici corrotti in Paraguay: “Siamo al 25 percento”
Le dichiarazioni del presidente del Consiglio della Magistratura


Componenti del Consiglio della Magistratura riuniti con Horacio Cartes

Traduzione a cura di AMDuemila - 12 novembre 2014
Il presidente del Consiglio della Magistratura Enrique Riera, designato dal Governo di Horacio Cartes per rinnovare l’obsoleta Giustizia del paese, afferma che la corruzione interessa un 25 percento dei giudici.  
"Da quando sono in carica abbiamo constatato un 25 percento che secondo il mio criterio giuridico dovremmo avere sanzionato", ha dichiarato in un'intervista a Efe. Riera ha affermato che molti dei magistrati in questione riescono a sfuggire alla sospensione grazie ai voti del tribunale del “Jurado de Enjuiciamiento” (Csm, ndr).
Secondo il Consiglio della Magistratura, ci sono circa 1.300 funzionari giudiziari in Paraguay, tra giudici, pubblici ministeri e difensori pubblici, dei quali circa 500 sono stati denunciati dinnanzi al “Jurado de Enjuiciamiento dei Magistrati” per corruzione, narcotraffico ed altri presunti reati.

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SCORTA CIVICA SEMPRE VICINA A NINO DI MATTEO

 

In programma una manifestazione, sabato 15, per esprimergli solidarietà
di AMDuemila - 12 novembre 2014
Palermo. L’allarme per la vita del magistrato Nino Di Matteo, pubblico ministero del processo sulla Trattativa Stato-mafia, per il quale ci sarebbe già pronto il tritolo per un attentato, fa mobilitare Scorta Civica, il coordinamento di associazioni, movimenti, organizzazioni e semplici cittadini che dal 20 gennaio si riunisce in un presidio simbolico davanti al Palazzo di Giustizia di Palermo.
In programma, sabato 15 novembre, una manifestazione che chiama a raccolta l’intera cittadinanza, per esprimere solidarietà al dott. Di Matteo e dimostrare, a chi intende impedire l’operato di magistrati come lui che stanno cercando di arrivare alla verità sul biennio stragista ‘92/’93, che c’è una larga fetta di società civile decisa a fare di tutto per  liberare il nostro Paese da una mafia sempre più infiltrata nei gangli vitali della nostra società.
Il concentramento è previsto alle 9.30 a Piazza Croci, da dove ci si muoverà per raggiungere quanti più possibile al Tribunale.
Per organizzare al meglio il tutto, alle 21 di oggi, mercoledì 12 novembre, nella sede di Libero Futuro, a piazza Alcide De Gasperi 53, è indetta una riunione, aperta all’intera cittadinanza.

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Allarme tritolo per Di Matteo: è già a Palermo


A Palermo il tritolo per uccidere Di Matteo

 

   

IN PRIMO PIANO: ALLARME TRITOLO PER DI MATTEO: E' GIA' A PALERMO

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di AMDuemila - 12 novembre 2014
Ancora allarmi per il magistrato Nino Di Matteo, pubblico ministero del processo trattativa Stato-mafia. Secondo quanto scrive Repubblica, una fonte considerata “molto attendibile” dagli inquirenti ha rivelato che il tritolo per organizzare un attentato a Di Matteo si troverebbe già a Palermo, situato in diversi punti. Raccolto da diversi mesi, ormai, dalle famiglie mafiose palermitane. Le dichiarazioni della fonte in questione sono però poste sotto un rigido segreto investigativo.
È stato Leonardo Agueci, procuratore facente funzioni a Palermo, a comunicare l’emergenza

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CARO PABLO DI SONIA TABITA

 

La morte di un giusto. La morte di una vita innocente, di una persona umile, che denunciava uno tra i problemi più grandi di questo mondo, la mafia. Codardi! Solo questo sapete essere, siete codardi, ipocriti, assassini. Come si fa ad uccidere un uomo così, un uomo pieno di vita, di allegria, di serenità. In confronto a voi che non sapete cosa sono i colori, i colori delle giornate piene di vita, non sapete nemmeno qual'è la vita vera, non avete idea di cosa sia l'amicizia, l'amore, il vero amore, quello sincero, quello che ti riempie e non ti fa mai sentire solo. Diversamente da lui, Pablo Medina, che ricordiamo e onoriamo con tutto il nostro amore. Grazie Pablo, per averci insegnato insieme a tutte le altre vittime della mafia qual è il vero senso della vita, il vero senso per continuare a vivere in questo mondo sporco, pieno di crudeltà, delinquenza. Vivi nella luce cristica insieme al tuo angelo custode, Antonia Almada, martire insieme te. Grazie Pablo. Rimarrai per sempre dentro i nostri cuori.

 

   

TG - EDIZIONE STRAORDINARIA IMPORTANTI NOVITA' SUL BRUTALE ATTENTATO A PABLO MEDINA COLLABORATORE DI ANTIMAFIA DUEMILA E NOSTRO AMICO

IN COLLEGAMENTO DALLA TRASMISSIONE SPAZIO APERTO DI SAIUZ WEB NETWORK GIORGIO BONGIOVANNI DIRETTORE DI ANTIMAFIA DUEMILA

www.antimafiaduemila.com

   

SPAZIO APERTO

NELLA TRASMISSIONE DI OGGI PARLEREMO DEL BRUTALE ATTENTATO A PABLO MEDINA COLLABORATORE DI ANTIMAFIA DUEMILA E NOSTRO AMICO  ED ALLA SUA ASSISTENTE DI REDAZIONE ANTONIA ALMADA. IN COLLEGAMENTO DA PALERMO IL DIRETTORE DI ANTIMAFIA DUEMILA GIORGIO BONGIOVANNI.

   

LA VERGINE PIANGE LACRIME DI SANGUE A GUADALAJARA (MESSICO)

Guadalajara, Jalisco (Messico). Centinaia di fedeli hanno affollato la scorsa notte fino alla mattina di oggi l’atrio del tempio dell’Immacolata Concezione, situato a pochi passi dal santuario della Vergine di Guadalupe, poiché una statua ha cominciato a versare lacrime di sangue.

La notizia si è diffusa rapidamente, il fenomeno si sarebbe verificato questo martedì pomeriggio. Si può apprezzare del liquido rosso sul volto della statua, fatta di marmo, oltre che nelle mani e sul manto.
L'immagine è attualmente sottoposta ad analisi per capire la natura del prodigio.
29 Ottobre 2014

 

   

I DELIRI DEL PRESIDENTE DELLA CORTE SUPREMA DEL PARAGUAY CONTRO PABLO MEDINA

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di Giorgio Bongiovanni - 5 novembre 2014
Il Ministro della Corte Suprema Víctor Núñez ha attaccato duramente durante una conferenza stampa questo martedì il lavoro del giornalista ucciso Pablo Medina.
“Pablo Medina ha scritto con leggerezza su fatti che non conosceva”, ha esordito il ministro, che ha lamentato di essere vittima di una persecuzione politica nei suoi confronti in questi ultimi anni per essere stato accusato di essere vicino ai narcotrafficanti.
Núñez ha cercato di svincolarsi dalle responsabilità attribuitegli di avere favorito nel 2011 la sentenza assolutoria nei confronti di Vilmar Acosta, ritenuto mandante del duplice omicidio Medina-Almada, e di suo padre Vidal, allora detenuti nel carcere di Coronel Oviedo con l’accusa di omicidio dopo il ritrovamento di resti umani nel cortile di Vidal Acosta.
Núñez ha attaccato gli articoli pubblicati da Medina sul tema affermando che non c’è stata mai una denuncia contro l’allora giudice garante José Benitez.
Il giornalista ucciso aveva infatti denunciato che Núñez si era incontrato con Benitez giorni prima che il Tribunale firmasse la liberazione degli imputati. Poi però i tre giudici del Tribunale di Appello Rosalina Guens, Justo Pastor Benítez e Venancio López furono processati e ritenuti colpevoli di irregolarità, anche se beneficiarono delle attenuanti e la questione si concluse con un semplice “ammonimento”.
Il ministro Núñez ha inoltre dichiarato che non si sottometterà ad alcun processo politico, da lui ritenuto un “circo”, e che “solo Dio può allontanarlo dalla sua carica”.
Alex Lee, sottosegretario agli Affari Esteri per l’emisfero Occidentale degli Stati Uniti, in visita ad Asuncion, ha dichiarato che l’omicidio del giornalista del ABC “è intollerabile e che il Governo deve essere in grado di portare i colpevoli dinnanzi alla giustizia”. Ha aggiunto che la stampa libera è vitale per una società democratica e che questa tragedia deve tradursi in determinazione per proteggere e tutelare il lavoro dei giornalisti e dei mezzi di comunicazione. “Il Governo ha tutti i mezzi a disposizione per indagare e far prevalere la giustizia” ha concluso.

 

   

LA NASA AMMETTE, SU MARTE C'E' STATA LA VITA E C'E' ANCORA

 

Dichiarazioni del direttore della Nasa Charles F. Bolden
In una recentissima intervista del 09/10/14 fatta da una TV inglese al direttore della NASA Charles F. Bolden, egli fa straordinarie affermazioni sulla presenza della vita su Marte. Bolden dichiara: “La gente fa sempre la domanda "Perché Marte?!" Per diverse ragioni: per primo, Marte è molto simile alla Terra, o almeno era un tempo molto simile alla Terra.

Si tratta di un pianeta, un pianeta “gemello” della Terra. Nel nostro Sistema Solare è il pianeta che con più alta probabilità ospitava la vita un tempo, e la vita potrebbe esserci anche ora .

TRADUZIONE DI PIER GIORGIO CARIA RICERCATORE REPORTAGISTA.

 

 

   

LA VERGINE MARIA, SANTA E ADDOLORATA LAGRIMA SANGUE

 

GIAMPILIERI: LA VERGINE INSISTE

Dopo quasi 20 anni torniamo a Giampilieri Marina, qualche km a sud di Messina, poichè i fenomeni prodigiosi che si sono prodotti senza soluzione di continuità in tutti questi anni nella piccola ed umile stanzetta della abitazione della sig.a Pina Micali hanno tracciato una rilevante e significativa attività dimostrativa.
Ricordiamo in passato, tra le altre cose accadute..., di come mura, quadri e immagini religiose e soprattutto del cotone, venissero invisibilmente rigati e segnati con del sangue... scaturito dal nulla... sangue che sovente disegnava misteriosi geroglifici e parole di richiamo al "sacro"  e che inequivocabilmente diffondeva lo stesso identico profumo che ben conosciamo in tutti i simili casi e soprattutto negli Stigmatizzati, come il nostro Giorgio. Comunemente lo definiamo "odore di rose".

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PABLO MEDINA COLLABORATORE DI ANTIMAFIA DUEMILA, NOSTRO AMICO, LUTTO PER IL GIORNALISMO ONESTO

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Pablo Medina, lutto per il giornalismo onesto
di Omar Cristaldo - 17 ottobre 2014
Nel pomeriggio di giovedì 16 ottobre 2014, Pablo Medina, giornalista del quotidiano ABC Color è stato assassinato mentre percorreva la strada verso Villa Ygatimí. L’attentato a colpi di fucile sarebbe avvenuto alle 14:55 circa. Era alla guida della sua macchina, in compagnia di una giovane donna colpita anch’essa da quattro spari. Si tratta di una dirigente campesina che è stata trasportata d’urgenza all'Ospedale di Curuguaty dove è deceduta.
Pablo Medina, collaboratore ed amico di ANTIMAFIADuemila, ha partecipato a diversi congressi, come ad esempio quello organizzato nella città di Rosario dove egli parlò di come è perché era stato ucciso il fratello Salvador Medina, assassinato il 5 gennaio del 2001. Medina è ricordato per le sue denunce contro la mafia del narcotraffico attraverso i mezzi di comunicazione.
Dolore e tristezza inondano il nostro cuore di fronte a fatti che vestono a lutto il giornalismo onesto. Un giornalismo che mira a smascherare con le proprie denunce il potere nascosto della mafia del narcodollaro che impera sovrano nel nostro paese, il Paraguay, mimetizzato nella società e protetto dal potere complice di molti politici.
Che Dio accolga nella sua pace questo combattente colpito dal braccio criminale delle mafie, impegnato fino all’ultimo respiro per il benessere di tanti innocenti.

 

   

ULTIMA ORA: NOVITA' ATTENTATO A PABLO MEDINA

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L’omicidio di Pablo Medina pianificato da più persone
di AMDuemila - 29 ottobre 2014
Il vice ministro per la Sicurezza Interna Javier Ibarra ha affermato che l’omicidio del giornalista Pablo Medina e della sua assistente Antonia Almada è stato premeditato e pianificato freddamente da più persone. Le indagini proseguono a ritmo serrato con ogni mezzo a disposizione, scientifico e professionale, e hanno raggiunto risultati soddisfacenti.
Il sindaco di Ipejhù, Vilmar “Neneco” Acosta  è ancora ritenuto mandante dell’omicidio e suo fratello Wilson autore materiale. Sono stati emessi ordini di cattura per entrambi, ancora latitanti.
Gli inquirenti hanno l’ordine di andare fino in fondo nelle investigazioni senza badare alle cariche delle persone coinvolte.
Dopo 11 giorni dal duplice omicidio le massime cariche del partito Colorado hanno rotto il silenzio prendendo posizione sugli eventuali casi di connivenze con il narcotraffico all’interno delle loro fila, affermando che “nessun colpevole sarà coperto, e che ci sarà la massima collaborazione con il ministro dell’interno, Francisco de Vargas”.
Nel frattempo la Commissione Esecutiva dell’ANR (Partito Colorado) ha emesso una risoluzione affinché gli antecedenti di “Neneco” Acosta, siano sottoposti all’attenzione del Tribunale de la Conducta dell’ANR e studiati all’oggetto di una possibile espulsione dal partito. Nonostante Neneco sia ancora presunto innocente, le prove di colpevolezza a suo carico sarebbero preoccupanti. Il provvedimento sarà esteso a tutti gli affiliati.
Si sta effettuando il controllo del tabulato telefonico del sindaco latitante per determinare  con chi il politico del colorado avrebbe parlato prima e dopo l’attentato a Medina.
La deputata colorada, Cristina Villalba, ritenuta vicina a Vilmar Acosata, ha ammesso di aver parlato brevemente con Neneco dopo l’omicidio e di avergli consigliato di presentarsi alla giustizia.

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NAPOLITANO CONFERMA AI GIUDICI DI PALERMO: LA MAFIA VOLEVA RICATTARE LO STATO

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di Giorgio Bongiovanni - 29 ottobre 2014
Per cominciare è doveroso fare un appunto a tutti i giornali-zerbino, agli addetti ai lavori e a coloro che, in cattiva fede, hanno insultato i pubblici ministeri di Palermo per aver osato interrogare il Presidente della Repubblica al processo trattativa Stato-mafia.
Primo, perché ricordiamo che è stato lo stesso Napolitano ad aver ragionevolmente accettato di testimoniare, rispondendo a tutte le domande (anche se, a parere nostro, in maniera non del tutto soddisfacente). Al contrario di molte voci che si sono levate contro la citazione dei pm, l’udienza di ieri è stata fondamentale. Se non altro per dimostrare all’opinione pubblica che il Capo dello Stato è un cittadino come gli altri e come tale può (deve) testimoniare a un processo qualora venisse chiamato in causa.
Secondo perché, effettivamente, Napolitano qualcosa sapeva. Della lettera ricevuta da Loris D’Ambrosio riferisce poco o nulla, sostenendo davanti ai pm che, pur avendo considerato “drammatiche” le frasi scritte dall’ex consigliere del Quirinale, in quel momento storico ha ritenuto più importante convincerlo ad evitare le dimissioni piuttosto che chiarire perché D’Ambrosio si sentisse “un ingenuo e utile scriba di cose utili a fungere da scudo per indicibili accordi”.

L’audizione del Capo dello Stato entra però nel vivo quando il teste eccellente spiega

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ISTITUITA COMMISSIONE PARLAMENTARE PER L'ASSASSINIO DI PABLO MEDINA, APPELLO DELL'UNESCO

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di AMDuemila - 27 ottobre 2014
Pablo Medina aveva raccolto prove contro Vilmar Acosta, sindaco di Ipejhù.


Alcuni documenti già in possesso degli investigatori comprometterebbero seriamente il sindaco Vilmar “Neneco” Acosta Marques, suo fratello Wilson Acosta e il figlio di quest'ultimo Gustavo Acosta. Al momento i tre risulterebbero latitanti.
Il giornalista Pablo Medina avrebbe raccolto delle prove, tra cui chiamate telefoniche, descrizioni fisiche e testimonianze che dimostrerebbero il coinvolgimento del clan “Acosta Marques” in due omicidi: l’uccisione di un avversario politico di “Neneco”, ex sindaco della stessa città, colpevole di averlo accusato di essere coinvolto nel narcotraffico, e l’assassinio di un confidente che avrebbe passato informazioni a Medina.
Nonostante fossero noti i vincoli della famiglia del sindaco Vilmar Acosta Marques con il narcotraffico e alcuni violenti omicidi lungo l'area di confine del paese, le autorità non hanno avviato mai nessuna indagine nei loro confronti.
Già nel 2010 i fratelli dell'allora candidato sindaco per il Partito Colorato, morirono sotto i colpi dei sicari di una nota famiglia di narcotrafficanti, i Gimenez Suarez. Il fatto sarebbe maturato in seguito al sequestro di 5 tonnellate di marijuana da parte degli agenti della antinarcotici.
Pablo Medina, corrispondente di ABC Color, pubblicò la notizia della morte dei due fratelli, facendo riferimento alle antiche controversie tra le due famiglie vincolate al narcotraffico. Un'azione che infastidì parecchio “Neneco” al punto di minacciare il giornalista in ripetute occasioni. Da allora gli venne assegnata la scorta poi ritirata, a quanto sembra, un anno fa.
Alcuni giorni dopo, Wilson Acosta, fratello del sindaco, attualmente sospettato di essere uno dei killer di Medina, venne arrestato in Brasile per triplice omicidio.
Nonostante le minacce, Pablo Medina non rimase mai in silenzio e continuò con le sue denunce, rimarcando che il business della marijuana continuava indisturbato ai livelli di sempre.
Nel dicembre del 2010 iniziò una serie di regolamenti di conti tra la famiglia Acosta Marques e i loro rivali del clan Giménez Suàrez, vittima anche un giovane di 18 anni, tenuto sotto sequestro per alcuni giorni e poi ucciso da uno dei fratelli Acosta.
Pochi mesi dopo Vilmar Acosta e suo padre Vidal Acosta furono arrestati dopo il ritrovamento da parte della polizia di resti umani nella proprietà di quest'ultimo.
Nonostante le accuse di omicidio VOLONTARIO a loro carico entrambi furono ASSOLTIcon la sentenza di appello. Dopo la clamorosa sentenza i tre GIUDICI del Tribunale di Appello furono processati per irregolarità, ma grazie a delle attenuanti tutto si concluse in un semplice “ammonimento”.
Le continue denunce che il giornalista pagò con la vita non impedirono però il proseguimento dei regolamenti di conti.

Intimidazioni al magistrato che segue le indagini

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