Mercoledì, Gennaio 16, 2019
   
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Osservatorio Planetario

I MESSAGGI SEGRETI DELLA MADONNA

DOCUMENTO

 

 

EDUCAZIONE ALLA CULTURA DELLA LEGALITA' CON STUDENTI UNIVERSITARI A VILLARRICA

 

Di Omar Cristaldo

Nel primo pomeriggio di venerdì 16 agosto 2016, ci incontriamo nuovamente: io (Omar Cristaldo) e Jorge Figueredo al punto stabilito, Avda. Eusebio Ayala y Chóferes del Chaco, dove ci raggiunge puntualmente il Senatore Arnaldo Giuzzio, che aveva espresso il desiderio che lo accompagnassimo alla città di Villarrica, a circa 150 km da Asunción, dove avrebbe parlato agli studenti universitari dell'UNVES (Università Nazionale di Villarrica dello Spirito Santo).   

Durante il tragitto intratteniamo un’animata conversazione anche sul tema da trattare con i ragazzi e sulle attività che la Rivista Antimafiadosmilparaguay sta portando avanti, ricevendo dal Senatore tutto il suo appoggio nelle attività che organizzeremo nel mese di ottobre in ricordo di Pablo Medina.

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UN MESSAGGIO DAL CIELO, INCONTRO CON GLI STUDENTI

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IL MESSAGGIO DAL CIELO ALLA TERRA ED IL RITORNO DI GESÙ. INCONTRO CON GLI STUDENTI DI VILLA HAYES-CHACO

Di Omar Cristaldo

Lunedì 19 settembre abbiamo organizzato un incontro audiovisivo con gli studenti dell’Istituto Dr. Blas Garay, nella città di Villa Hayes, regione del Chaco, Paraguay, accogliendo l’invito della direttrice dell’Istituto Isabel Molinas. Alle 7:00 siamo stati ricevuti dalla direttrice e dal corpo docente, i quali ci hanno accompagnato nel salone dove si sarebbe svolto l’incontro, e dove ho allestito l’attrezzatura audiovisiva per le immagini ed i video di supporto allo stesso.

La direttrice dell’Istituto Isabel Molinas, sollecitando gli alunni a prestare molta attenzione data l’importanza degli argomenti che avrebbero ascoltato, ci ha invitati ad aprire il nostro discorso. È nato un piacevole e profondo dialogo spirituale con i giovani sui temi “Il Cosmo-La Creazione universale” e “Dove vai Umanità? E una sintesi degli ultimi eventi mondiali del mese di Agosto 2016, interrogandoci su: “A cosa andrà incontro l’uomo se non cambia?” Questo è il tempo del Ritorno del Maestro Gesù. I segni che si manifestano in tutto il mondo ci parlano per prepararci a questo evento”.
Erano presenti i ragazzi di 1ª, 2ª e 3ª Media, i quali hanno seguito con molto rispetto ed attenzione per tutta la durata dell’incontro.

Abbiamo proiettato un video realizzato da alcuni giornalisti sugli eventi mondiali, focalizzandoci su quelli accaduti nel mese di agosto di quest’anno. Nello stesso si osserva la reazione della natura nei suoi diversi aspetti, piogge torrenziali, temporali, tornado, voragini, grandi incendi, ecc.

Abbiamo proseguito analizzando il Cosmo, le leggi universali che lo regolano e che sono immutabili e basate sulla Giustizia, la Pace e l’amore ed abbiamo realizzato un viaggio immaginario attraverso il cosmo, grazie ai video ed alle foto grafiche che la scienza ci offre: il nostro pianeta Azzurro, la Madre Terra, la bellezza e lo splendore dei suoi campi verdi, montagne, laghi e fiumi, tante specie di animali, i bambini felici che giocando così come i giovani, perché siamo nati per essere felici e servire, servire la vita, servire Cristo.

Abbiamo parlato delle bombe atomiche e delle conseguenze dell’uso di questa energia, la relazione con il terzo messaggio della Madonna di Fatima,

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SU LA 7 IL "TG PORCO" DI SABINA GUZZANTI

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Nel caos italiano uno dei pochi telegiornali attendibili
di Giorgio Bongiovanni
Sbarca in tv il Tg Porco dell'attrice Sabina Guzzanti. E lo farà, il 22 settembre, negli studi di Piazza pulita, programma televisivo di La7 condotto da Corrado Formigli, che da sempre tratta con grande professionalità temi di politica, terrorismo, criminalità, mafia. E che ora ha dato spazio al telegiornale della Guzzanti (la cui assenza dagli schermi è stata per lungo tempo voluta e programmata) che grazie alla sua grande presenza artistica racconterà anche in tv fatti e verità con un'impronta fortemente satirica. Così come già fa sulla rete, dove il Tg Porco ha  un numerosissimo seguito. E questo in un'Italia che, d'altra parte, tende ad essere un Paese senza memoria, dove buona parte della rappresentanza politica è ben lungi dall'essere onesta e trasparente, e ciò che riguarda episodi di mafia e corruzione finisce con l'essere relegato in ultima pagina (eccetto pochissimi giornali che hanno fatto dell'informazione seria la propria bandiera).

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LA MADONNA PIANGE SANGUE A TREVIGNANO

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Frotte di pellegrini per una statua di Medjugorje come quella di Civitavecchia Ma la Diocesi ci
va con i piedi di piombo. Il sindaco nel panico per la viabilità.
Se sono lacrime di sangue vero nessuno lo sa davvero. Ma a Trevignano Romano si grida già al miracolo per una nuova statua della Madonna che piangerebbe sporcandosi il volto, proprio come quella di Civitavecchia che lacrimò per 14 volte nel 1995. Anche questa immagine sacra arriva da Medjugorje, proprio come la statuina della città portuale, approdo di crocieristi in visita alla Capitale. Ma la sua proprietaria entrerebbe anche in trance, ricevendo messaggi terribili, impressi sulla sua pelle, che farebbero presagire alla fine del mondo, attraverso predizioni di catastrofi naturali: tsunami e terremoti, che fanno più paura dopo le scosse che hanno martoriato Amatrice e il cuore dell’Italia.
Non ci sono boschi come quelli di Forio d’Ischia, dove la tragedia delle Torri Gemelle di New York sarebbe stata rivelata dalla Vergine ad alcune bambine sei anni prima del tremendo attacco all’America. Con la visione preveggente del fuoco e dei crolli davanti agli occhi di una delle tre ragazzine che andavano a pregare nella radura per la salvezza dell’umanità.

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IL TRADIMENTO DELLE COOP ED IL RAZZISMO DI STATO

 

di Giorgio Bongiovanni

"Sono riuscito a entrare e uscire, così come fanno gangster nigeriani che vanno a prelevare le ragazzine da prostituire nelle bidonville. Qualche volta ci sono regolamenti di conti nei confronti delle persone indifese che non vogliono sottostare alle regole dei caporali". Così il collega Fabrizio Gatti ha descritto, a SkyTg24, i suoi quattro giorni (interamente raccontati su L'Espresso) al Cara di Borgo di Mezzanone, vicino a Foggia, dove è entrato come sudafricano diretto a Londra. "Si sono accorti della mia presenza - ha detto - e mi hanno interrogato. Non la polizia, ma uno sgherro della mafia nigeriana". Perché lì, i militari, stanno di guardia unicamente dell'ingresso. A controllare l'area, invece, è la mafia nigeriana, così come alcuni afghani. Sono i nigeriani, infatti, a gestire la prostituzione di alcune ragazze del centro, la maggior parte appena maggiorenni.

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INTERVISTA A GASPARE MUTOLO - PARTE 1.

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IN COLLABORAZIONE CON ANTIMAFIA DUEMILA DI PALERMO.

www.antimafiaduemila.com

Parla il pentito Gaspare Mutolo
di Giorgio Bongiovanni - Videointervista (Prima parte)
L’omicidio Scopelliti, i rapporti tra Cosa nostra, ‘Ndrangheta e massoneria. Sono questi alcuni dei temi affrontati nell’intervista al collaboratore di giustizia, Gaspare Mutolo, ex sicario e regista dei traffici di droga con l'Asia per i palermitani, autista personale di Riina e braccio destro di Rosario Riccobono, capomandamento di Partanna-Mondello. Dal 1991 inizia a parlare con i giudici Falcone e Borsellino e grazie alle sue dichiarazioni vengono emesse numerose ordinanze di custodia.

   

INTERVISTA A GASPARE MUTOLO - PARTE 2

IN COLLABORAZIONE CON ANTIMAFIA DUEMILA DI PALERMO.

www.antimafiaduemila.com

Dopo aver riferito in merito ai rapporti tra la mafia siciliana e quella calabrese, in particolare per quel che concerne l’omicidio del giudice Scopelliti, Gaspare Mutolo, collaboratore di giustizia dal 1991, in questa seconda parte dell’intervista parla dei rapporti tra le mafie ed i cosiddetti “poteri forti” della politica e dell’imprenditoria.

 

   

DALLA CHIESA, VIA CARINI E LA STRAGE DI STATO

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Dalla Chiesa, via Carini e la strage di Stato

03 Settembre 2016

Trentaquattro anni dopo quello che non si può dimenticare
di Giorgio Bongiovanni e Aaron Pettinari
“Appena è uscito lui con sua moglie, lo abbiamo seguito a distanza. Potevo farlo là, per essere più spettacolare, nell’albergo, però queste cose a me mi danno fastidio… L’indomani gli ho detto: ‘Pino, Pino (si riferisce a Pino Greco detto "Scarpuzzedda", uno dei più famigerati killer di Cosa Nostra) vedi di andare a cercare queste cose che … prepariamo armi'. A primo colpo, a primo colpo ci siamo andati noialtri… eravamo qualche sette, otto di quelli terribili, eravamo terribili. Nel frattempo lui era morto ma pure che era morto gli abbiamo sparato là dove stava, appena è uscito fa… ta… ta..., ta… ed è morto”.

Così il boss corleonese Totò Riina, indiscusso capo di Cosa nostra, ha descritto l’omicidio del Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, ucciso il 3 settembre 1982, assieme alla giovane moglie, Emanuela Setti Carraro, e all’agente di scorta, Domenico Russo. Un massacro avvenuto in pochi attimi quando i killer della mafia hanno affiancato le auto in movimento sparando all’impazzata con i kalashnikov AK-47.

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Diretta da Monte Urano (FM)

Conferenza: la presenza degli esseri di luce nel vangelo e la seconda venuta di Cristo.

relatori: Flavio Ciucani ricercatore storico

             Pier Giorgio caria ricercatore documentarista

             Giorgio Bongiovanni stigmatizzato a Fatima

Ingresso libero.

 

 

   

SISMA IN CENTRO ITALIA, INIZIATIVA A MONTEPULCIANO (SI)

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Bravìo delle Botti 2016 – Montepulciano (SI)

 

Comune di Montepulciano                                          Magistrato delle Contrade

 

COMUNICATO STAMPA

 

Domani, 28 agosto, la rievocazione storica porterà i segni del lutto

Le iniziative del Bravìo delle Botti di Montepulciano per i terremotati

In tutte le contrade Pici all’amatriciana a scopo benefico e raccolta di fondi

Il Bravìo delle Botti, la tipica rievocazione storica della Montepulciano del ‘300, riconosciuta “Patrimonio d’Italia” dal Ministero dei beni culturali e del turismo, si schiera con azioni concrete di solidarietà e sostegno al fianco delle popolazioni colpite dal terremoto del 24 agosto.

Domenica 28 agosto, in occasione della 43.a edizione della sfida tra le otto contrade cittadine, saranno attuate una serie di iniziative che da una parte esprimeranno la partecipazione al lutto dell’intera comunità e da un’altra punteranno ad offrire un aiuto tangibile ai terremotati.

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FIGURA DI CRISTO APRE E CHIUDE GLI OCCHI

DA MISTERIO CANAL

El 12 de diciembre fue grabado este video por turistas que visitaban la ciudad de Morelia Michoacán. Aparentemente ellos se dan cuenta del movimiento de la figura, pero después descubrieron que era una figura sin movimientos. Desconocemos la veracidad del mismo: no sabemos si se trata de un montaje, marioneta o un verdadero milagro pero te compartimos el material y al final tu tienes la última palabra.

 

   

PIANETA OGGI REPORTER SETTIMANALE

DA MEOLO (VENEZIA) INCONTRO CON L'ARTISTA VENEZIANA IRINA ZANIN

IN OCCASIONE DELLA SUA ULTIMA OPERA, "IL CASTELLANO", UN GRANDE SUCCESSO ALLE MOSTRE D'ARTE.

A CURA DI MASSIMO BONELLA.

IN COLLABORAZIONE CON IL CIRCUITO RTV INTERREGIONALE TERRESTRE E RADIO SAIUZ NETWORK.

 

   

LO GIUDICE: "FACCIA DA MOSTRO DIETRO VIA D'AMELIO"

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di AMDuemila - 09 Agosto 2016
Il pentito calabrese: "Fu lui a premere il pulsante per la strage"

Un altro pentito torna a parlare di "faccia da mostro", l'uomo dei servizi che secondo alcuni collaboratori di giustizia (tra cui i siciliani Vito Galatolo e Vito Lo Forte, e il calabrese Consolato Villani) avrebbe preso parte a molte stragi ed omicidi eccellenti. È Nino "il nano" Lo Giudice, scrive Il Fatto Quotidiano, a parlare nuovamente di quel personaggio che sarebbe stato riconosciuto nell'ex poliziotto Giovanni Aiello. “È stato il poliziotto Giovanni Aiello, alias 'faccia da mostro', a far saltare in aria Paolo Borsellino e i cinque agenti di scorta" ha detto il pentito calabrese, aggiungendo che "fu lui a schiacciare il pulsante in via d’Amelio" e a confidarglielo è stato, ha precisato, "Pietro Scotto quando eravamo in carcere all’Asinara. E anni dopo me lo confermò Aiello in persona" ma "quando ho raccontato tutto sono stato minacciato dai servizi”. Scotto, condannato in primo grado ma poi assolto in appello per aver intercettato i telefoni di casa Borsellino, è fratello di Gaetano, imputato per l’omicidio dell'agente Nino Agostino e della moglie Ida Castelluccio, uccisi da Cosa nostra nel 1989, oggi in libertà.

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IL PM CHE SMASCHERA I POTENTI DELLA 'NDRANGHETA

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IN COLLABORAZIONE CON LA TESTATA GIORNALISTICA ANTIMAFIA DUEMILA

di Giorgio Bongiovanni
La Calabria è una delle regioni dove più si tocca con mano il problema della povertà e della disoccupazione. Eppure, per il giro di denaro prodotto, questa stessa regione si qualifica come la più ricca, superiore persino alla California (lo stato più ricco degli Usa con un Pil di circa 2,2 trilioni di dollari). Parliamo di decine di miliardi di euro, cifre da capogiro di cui però la punta del nostro stivale non vede che le briciole. Perché quei miliardi sono gestiti in toto dai capi della 'Ndrangheta, i veri padroni della Calabria, che dispongono di pacchetti azionari nelle banche off shore e non solo di tutto il mondo, e denaro liquido ricavato dal traffico di droga (in particolare cocaina, di cui le cosche calabresi detengono il monopolio nel mondo occidentale). Da tempo ormai la 'Ndrangheta ha scalato la classifica nel settore del narcotraffico piazzandosi al primo posto, per anni occupato da Cosa nostra. Oggi, dai confini dell'ex Jugoslavia al Portogallo, dall'Alaska alla Terra del Fuoco, la polvere bianca viaggia per mare, terra e aria sotto l'occhio vigile dei calabresi. La 'Ndrangheta "fattura" ogni anno 70/80 miliardi di euro solo in traffico di droga. Sono dati in realtà forfettari, ricavati dai maggiori esperti a seguito dei sequestri di stupefacenti. Ma molti di più sono i carichi di cocaina purissima che riescono a passare inosservati, continuando ad alimentare quello che è il settore criminale di gran lunga più redditizio.

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IN PRIMO PIANO: STRAGE DI BOLOGNA, 36 ANNI DOPO IL DEPISTAGGIO E' LEGGE

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di Francesca Mondin
Oggi, in occasione nel giorno della memoria, il reato entra ufficialmente nel codice

2 agosto 1980. Ore 10.25 un gran boato travolge la stazione di Bologna. Un'esplosione tanto forte da investire il treno in sosta al primo binario e distruggere l’ala della sala d’aspetto, la pensilina e il parcheggio dei taxi. Ottantacinque le vite umane spezzate in un soffio, duecento le persone ferite. Un'altra tragica ferita segna l'Italia.
C'erano già state le stragi di Piazza Fontana a Milano (12 dicembre '69), quella di Piazza della Loggia a Brescia e la strage dell'Italicus nella linea ferroviaria Firenze-Bologna rispettivamente 28 maggio e 4 agosto 1974. Qualche anno più in là ci sarà la strage del Rapido 904. Altre vite umane spazzate via, ancora “strategia della tensione”. E poi, come la storia insegna per molti fatti tragici italiani, ci furono depistaggi, inter giudiziari interminabili e mandanti invisibili, ancora senza volto dopo 36 anni.
Nel 2007 la Cassazione stabilì che a portare all'interno della stazione la valigia con l'esplosivo fu Luigi Ciavardini. Assieme a lui condannati definitivamente come esecutori materiali nel '95 Francesca Mambro e Valerio Fioravanti, tutti ex terroristi neri dei Nar (nuclei armati rivoluzionari). Un inter giudiziario lungo e difficile che vide molte piste d'indagine aprirsi in uno scenario alquanto torpido. Tra le persone condannate, per aver depistato le indagini emerge il nome di Licio Gelli il fondatore della loggia massonica P2.

Un 2 agosto di speranza
Oggi però, a distanza di 36 anni, l'Italia può ricordare quella strage con la speranza che le cose possano cambiare. Finalmente dopo oltre “23 anni di attese” e ostacoli, la legge sul reato di depistaggio proprio oggi entra in vigore. "Più bello di così. Se avessimo cercato di farlo apposta non ci saremmo riusciti...una cosa eccezionale" ha detto Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione delle vittime del 2 agosto e deputato Pd, nonché primo firmatario della legge, alla celebrazione del 36° anniversario a Palazzo d'Accursio nei giorni scorsi.
Una legge ottenuta con molta fatica attraverso un iter fatto di lunghe pause e attese. Basti pensare che come ha spiegato Bolognesi

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A VERY SICILIAN JUSTICE - UNA VERA GIUSTIZIA SICILIANA

IN COLLABORAZIONE CON ANTIMAFIA DUEMILA

Il documentario sulla mafia realizzato dal regista inglese Paul Sapin e dal produttore Toby Follet.Al centro, il processo sulla trattativa Stato-mafia attraverso il racconto del Pm Nino Di Matteo e altre numerose testimonianze.

   

L'ANGELO DEL MALE

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IN COLLABORAZIONE CON ANTIMAFIA DUEMILA

Morto Provenzano, il boss sanguinario di Cosa nostra
di Giorgio Bongiovanni
Sarà anche stato l'alter ego “ragioniere” della “belva”, ovvero di Totò Riina. Ma Bernardo Provenzano, deceduto oggi al San Paolo di Milano, rimane comunque boss sanguinario di Cosa nostra, colui che non si è opposto e anzi sposò la terribile strategia stragista del compaesano corleonese, u' curtu. Del resto, il conto che gli è stato addebitato dalla giustizia è tra i più salati: venti ergastoli, 33 anni e 6 mesi di isolamento diurno, 49 anni e un mese di reclusione e 13mila euro di multa. Tra i delitti per i quali “Binnu u' Tratturi” era stato condannato ci sono la strage di Capaci, la strage di via d'Amelio, le stragi di Firenze, Milano e Roma del 1993 e altri delitti eccellenti come quello del generale Carlo Alberto dalla Chiesa, di Rocco Chinnici, Piersanti Mattarella, Pio La Torre, Cesare Terranova. Nel 2009 Provenzano era stato condannato all'ergastolo anche per la strage di viale Lazio, datata 1969 e uno dei più cruenti regolamenti di conti della storia di Cosa nostra.
E proprio nel rammentare questo suo essere sia stratega politico che autore e mandante di stragi e omicidi ci sovviene alla mente un'altra figura sanguinaria, diversa per contesto e tempo storico: quella di Heinrich Himmler, comandante della Gestapo del Terzo Reich (nominato dallo stesso Hitler, di cui era braccio destro, ministro dell'interno nel 1943) nonché uno dei maggiori responsabili dell'instaurazione del nazionalsocialismo.

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CACCIATE FUORI I SOLDI DI PROVENZANO

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IN COLLABORAZIONE CON ANTIMAFIA DUEMILA ONLINE

Un tesoro di miliardi di euro
di Saverio Lodato
Ora che Bernardo Provenzano è morto, qualche riflessione si impone. Abbiamo letto avidamente cronache e ritratti, analisi e opinioni, ricostruzioni della storia che fu e previsioni sul prossimo futuro, perché quando un gran capo muore nessun vuole mancare all'appuntamento, partecipando alle esequie mediatiche, dicendo la sua, perfino tirando ad indovinare. Non c'è da scandalizzarsi, Bernardo Provenzano avendo fatto notizia sia da vivo, sia da morto.
C'è chi lo ha descritto come la copia conforme di Totò Riina.
C'è chi lo ha rappresentato come figura silente, ma antitetica, per decenni, a quella di Riina.
Chi ha intravisto nella sua scomparsa la fine di un'epoca di Cosa Nostra.
C'è chi è convinto che il suo erede sarà naturalmente Matteo Messina Denaro e chi invece non è propenso a credere che si verificherà una sostituzione meccanica e scontata.
Tutte opinioni accettabilissime, legittime, visto e considerato che degli oltre quarant'anni vissuti in latitanza dal soggetto in questione non si sa nulla.
Persino il presidente del Senato, Piero Grasso, che l'argomento lo conosce essendosi occupato di Provenzano prima da procuratore di Palermo poi da procuratore nazionale antimafia, ha desolatamente ammesso che il morto illustre si è portato nella tomba segreti e chiavi di quei segreti. Se lo dice lui, del vero ci sarà.
Ma - e questo è ciò che adesso ci preme di più - si sarebbe persino portato dietro la chiave di quello scrigno in cui custodiva gelosamente i tesori insanguinati accumulati in mezzo secolo di Onorata Carriera Criminale.

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16 LUGLIO 2016, L'UNIONE ITALIANA COMPIE 25 ANNI

Il 16 luglio 1991 al Palazzo Modello di Fiume nasceva la nuova Unione Italiana.
25 anni fa, dopo una netta rottura con la UIIF, iniziava un nuovo percorso di emancipazione e di crescita della Comunità Nazionale Italiana, attraverso un profondo rinnovamento dell’assetto organizzativo e un necessario ricambio generazionale, a seguito delle prime libere, pluralistiche e democratiche elezioni a suffragio universale tra tutti gli appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana della allora Jugoslavia.
Sono disponibili online nelle pagine de La Voce del Popolo, della rivista Panorama e sul profilo Facebook dell'UI, gli interventi del Presidente dell’Unione Italiana, On. Furio Radin e dal Presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, in cui raccontano di questi importanti 25 anni a cavallo tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo.

   

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