Mercoledì, Giugno 28, 2017
   
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Osservatorio Planetario

CSM BOCCIA DI MATTEO ALLA PNA: IL DISPREZZO DELLA STORIA

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di Lorenzo Baldo e Giorgio Bongiovanni - 8 aprile 2015
Alla fine quel segnale forte di vicinanza a chi è stato condannato a morte dalla mafia non c’è stato. O forse si dovrebbe pensare che si è voluto darne uno al contrario? Il Csm ha bocciato oggi la candidatura di Nino Di Matteo alla PNA. Poi, però, si è venuti a sapere che nel nuovo concorso per la PNA (dopo quello che ci sarà a breve), che si terrà entro la pausa estiva, la posizione del pm palermitano rientrerebbe a pieno titolo al primo posto. Schizofrenie istituzionali? Difficile rispondere. Sta di fatto che di fronte al curriculum di Di Matteo - oggettivamente superiore a quelli dei tre candidati Pontassuglia, Del Gaudio e Dolce - il Plenum ha scelto questi ultimi. Logiche correntizie, di mera ingerenza politica, o che altro? Cinque

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IL CSM NON DIGERISCE LA LOTTA ALLA MAFIA

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di Saverio Lodato - 9 aprile 2015
Nino Di Matteo è stato sonoramente bocciato dal CSM che non gli ha riconosciuto i requisiti per diventare sostituto procuratore nazionale antimafia. Requisiti di anzianità e di specializzazione che – sulla carta – lo vedevano prevalere incommensurabilmente rispetto ai suoi tre colleghi prescelti al posto suo. Si capisce che ormai non è più aria.
Da tempo l’antimafia non è più un’emergenza nazionale. Da tempo i magistrati siciliani sono stati ricacciati in quel ghetto dal quale, trent’anni fa, uscirono, salvo poi pagare con la vita, personalità come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Il CSM trova naturale mettere all’angolo un magistrato come Nino Di Matteo colpevole di rappresentare l’accusa nel processo che si celebra a Palermo, sulla Trattativa fra lo Stato-Mafia e la Mafia-Stato, e che vede alla sbarra non solo boss di Cosa Nostra ma uomini delle istituzioni e della politica. E non si fa scrupolo, è sempre del CSM che stiamo parlando, di aumentare esponenzialmente l’isolamento di chi ha già totalizzato non una ma più condanne a morte, avvertimenti, segnali e minacce trasversali.

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MADONNINA PIANGE LACRIME A CORDOBA (COLOMBIA)

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La tradizionale processione della Madonna Addolorata a Berástegui, comune di Ciénaga de Oro, in Colombia, si stava svolgendo regolarmente, quando si è sentita una voce che ha immediatamente attirato l’attenzione di tutta la comunità verso l’immagine: “La Madonna sta piangendo!”.  
Un paio di lacrime simili alla cera delle candele erano visibili nella figura di gesso che pochi minuti prima era stata portata in processione per le strade del paese, sotto la guida del parroco della chiesa San Francisco d’Assisi di Berástegui, come primo atto ufficiale della Settimana Santa.

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UN PARTICOLARE EPISODIO A CAORLE

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APPARE L'IMMAGINE DELLA MADONNA AL SANTUARIO DI CAORLE.

 

http://www.giorgiobongiovanni.it/segni/segni-celesti/5954-qmiracoloq-al-santuario-di-caorle-folla-di-fedeli-per-la-figura-sacra-.html

 

 

LA MORTE DI UN GIUSTO - AGGIORNAMENTI

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Brasile: inizia la battaglia per l’estradizione del boss Neneco Acosta

di AMDuemila - 31 marzo 2015
Mandante dell’omicidio del giornalista Pablo Medina
Ieri l’ambasciatore del Paraguay in Brasilia, Manuel María Cáceres, ha presentato presso la Cancelleria Nazionale del Brasile la rogatoria per la richiesta di estradizione di Vilmar Acosta Marqués, accusato della morte del giornalista Pablo Medina e della sua assistente Antonia Almada. 

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PAPA FRANCESCO E LA LOTTA ALLA MAFIA

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IN COLLABORAZIONE CON LA TESTATA ANTIMAFIA DUEMILA ONLINE.

 

di Giorgio Bongiovanni - 23 marzo 2015
In Italia le mafie, in particolare Cosa nostra, ‘Ndrangheta e Camorra, esistono da quasi 200 anni, la Chiesa Cattolica invece da oltre 2000.
Questo giornale, che ha fatto della lotta alla mafia una scelta di vita, è convinto del valore universale dell’antimafia. Pertanto, sebbene lo scrivente sia credente e segua un percorso spirituale fortemente cristiano, la testata ANTIMAFIADuemila, che, da 15 anni, ha l’onore di ospitare editorialisti e cronisti esperti di mafia, prima con l’edizione cartacea poi con la rivista e il quotidiano on line, si è imposta la regola della laicità.

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IN PRIMO PIANO, IL BRASILE NEGA L'ESTRADIZIONE IMMEDIATA DI "NENECO" ACOSTA

 

di Jean Georges Almendras - 11 marzo 2015

La speranza che le autorità brasiliane avrebbero concesso l'estradizione immediata di Vilmar Acosta è durata ben poco. Nonostante i magistrati paraguaiani si fossero trasferiti in Brasile, per gestire personalmente le pratiche, il responso negativo è stato categorico. Ad incidere in maniera significativa, secondo quanto reso noto, le affermazioni dello stesso Vilmar Acosa il quale sostiene di avere la nazionalità brasiliana, negando di essere un cittadino paraguaiano. Le autorità competenti ancora non si sono espresse in merito. Alcuni corrispondenti del diario Ultima Ora in servizio a Campo Grande, nello Stato del Mato Grosso, in Brasile, hanno chiesto i motivi della decisione negativa

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IN PRIMO PIANO: STRISCIONE CONTRO LA MAFIA E PRO DI MATTEO AL BARBERA DI PALERMO

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di Sonia Cordella - 14 marzo 2015
Uno striscione lungo 14 metri con la scritta: “NO MAFIA! PROTEGGIAMO DI MATTEO!” viene esposto nella tribuna centrale dello stadio La Favorita di Palermo durane l'attesa partita Palermo-Juventus che ha contato un grande numero di tifosi. Una delle numerose iniziative realizzata da Scorta Civica, rappresentata in campo da Alfredo Russo, Armando Carta, Adriana Gnani e Giorgio Bongiovanni, che non perde occasione per inventarsi qualsiasi attività pur di allargare quel cerchio di persone che hanno preso a cuore la sicurezza dell'uomo più esposto in questo momento nel nostro Paese: il magistrato Nino Di Matteo.

Quindici giorni fa un altro striscione con la scritta “SIAMO TUTTI DI MATTEO” calato da Monte Pellegrino, montagna che sovrasta lo stadio palermitano “Renzo Barbera”, era stato ripreso dalle telecamere di SKY durante la partita Palermo-Empoli. Vorremmo essere molto più numerosi ma si sa, la sensibilità e l'amore per la Verità e la Giustizia non appartiene a tutti, anzi, da come ultimamente vanno le cose potremo dire tranquillamente che appartiene a pochi. É molto più facile infatti chiudersi egoisticamente alle necessità della propria famiglia e dei propri interessi personali che pensare a proteggere coloro che stanno invece rinunciando al proprio tempo libero e alle loro famiglie per il futuro dei nostri figli.

PER LA FOTOGALLERY www.antimafiaduemila.com

http://www.antimafiaduemila.com/2015031454140/primo-piano/striscione-contro-la-mafia-e-pro-di-matteo-alla-qbarberaq-di-palermo.html

 

 

 

 

 

   
   

BREAKING NEWS - ASSASSINATO GERARDO SERVIAN GIORNALISTA

 

Dopo Pablo Medina un'altra voce dell’informazione stroncata
di AMDuemila - 7 marzo 2015
Si tratta del cronista Gerardo Servián, fratello del noto giornalista di radio Amambay, Kiko Servián.
Erano circa le 16 di giovedì scorso e il giornalista stava viaggiando a bordo della sua moto in direzione Pedro Juan Caballero, percorrendo la strada dal lato brasiliano quando, a soli 200 metri dal confine paraguaiano, è stato raggiunto da due individui a bordo di una motocicletta, che hanno aperto il fuoco contro di lui dandosi subito alla fuga e lasciando il corpo di Gerardo a terra ormai privo di vita. Un’immagine toccante riprende la vittima crivellata dai proiettili.
Gerardo aveva 45 anni e lavorava come cronista in diverse radio locali, ultimamente conduceva un programma nella radio Ciudad Nueva, di Zanja Pytã, una comunità del Dipartimento di Amambay, a circa dieci km dal distretto di Pedro Juan Caballero.

Al momento non si conoscono ancora le motivazioni dell’omicidio, ma si presume siano da ricercare in ambito politico e del narcotraffico.
Un duro colpo per il fratello della vittima, Kiko Servián. Meno di un anno fa, a maggio del 2014, infatti venne ucciso a casa sua, a Pedro Juan Caballero, Fausto Alcaraz , un suo collega della radio, che denunciava apertamente i narcos della zona.
Sono ormai circa una dozzina i giornalisti assassinati in Paraguay negli ultimi anni, ricordiamo l’uccisione del giornalista di ABC Color, Pablo Medina, nell’ottobre scorso. Una barbarie iniziata con la morte di Santiago Leguizamón, anche lui a Pedro Juan Caballero, il 26 aprile di 1991, proprio nella Giornata del Giornalista, divenuto poi il simbolo della lotta dei giornalisti paraguaiani.

 

   

TORINO: CONFERENZA ANTIMAFIA IN CORSO

Interverranno:Antonino Di Matteo - Sost. Procuratore di Palermo

Marco Travaglio
- Direttore de "Il Fatto Quotidiano"

Sabina Guzzanti
- Attrice e Regista del film "La Trattativa"

Renato Accorinti
- Sindaco di Messina

Salvatore Borsellino
- Fratello del giudice Paolo

 

 

http://www.antimafiaduemila.com/2015022053803/dibattiti/la-lotta-alla-mafia-un-movimento-culturale-e-morale-7-marzo.html

 

   

IN PRIMISSIMO PIANO: ARRESTATO VILMAR ACOSTA, MANDANTE DELL'OMICIDIO DEL GIORNALISTA PABLO MEDINA IN PARAGUAY

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 PABLO MEDINA NOSTRO COLLEGA ED AMICO COLLABORATORE DI ANTIMAFIA DUEMILA ONLINE.

Arrestato Vilmar Acosta, mandante dell’omicidio del giornalista Pablo Medina in Paraguay
di Jean Georges Almendras - 5 marzo 2015

"Neneco" è stato fermato in Brasile, ma gli autori materiali del crimine rimangono latitanti 
A circa 250 chilometri della città di Ypejhú, nella località di Navirai, in Brasile, è stato fermato dopo quattro mesi di latitanza Vilmar Acosta, alias "Neneco". Agenti della Polizia brasiliana, sicuramente contando anche sull'appoggio della polizia paraguaiana, hanno fermato l’ex sindaco accusato di essere il mandante  dell’omicidio a colpi d'arma da fuoco del giornalista Pablo Medina e della sua assistente Antonia Almada, avvenuto lo scorso 16 ottobre 2014 in una poco frequentata strada rurale vicina alla città di Curuguaty, nel dipartimento di Canindeyú, in territorio paraguaiano. È da quel giorno che Vilmar Acosta, che secondo l'accusa avrebbe ingaggiato i due sicari, si era dato alla latitanza. Su di lui, ed i due assassini del giornalista dell'Abc color e dell'assistente pendeva un mandato di cattura nazionale ed internazionale. Il duplice omicidio aveva causato una forte commozione nella popolazione del Paraguay ed aveva contribuito a far rappresentare a livello istituzionale, sia locale che regionale, il grave problema delle attività dei narcos, fortemente vincolati al sistema politico.

Con la cattura di “Neneco” non si interrompe certo l'attività giudiziaria e di polizia, visto che ci sono ancora da catturare due dei suoi complici più stretti, vale a dire gli autori dell'attentato mortale. Inoltre, secondo alcune fonti, la doppia nazionalità dell'ex sindaco potrebbe dare origine ad un conflitto di competenze legali con conseguenze sull'estradizione in Paraguay. Un passaggio quest'ultimo che potrebbe essere ostacolato o rallentato causando un serio e grave problema etico e giuridico, considerando che la società paraguaiana reclama ansiosamente che il crimine del giornalista non rimanga impunito. 

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"SIAMO TUTTI DI MATTEO", DAL MONTE PELLEGRINO SCORTA CIVICA LANCIA IL SUO MESSAGGIO

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“Siamo tutti Di Matteo”, dal Monte Pellegrino Scorta civica lancia il suo messaggio

di AMDuemila - 2 marzo 2015
La solidarietà al magistrato dopo le ultime notizie di minaccia
Venti metri. Tanto era lungo lo striscione srotolato ieri pomeriggio dal costone del Monte Pellegrino, visibile dallo stadio “Renzo Barbera” di Palermo, e ripreso dalle telecamere di Sky durante il match che ha visto il Palermo affrontare l'Empoli. “Siamo tutti Di Matteo” il messaggio che gli attivisti di Scorta civica hanno voluto lanciare per manifestare sostegno al magistrato del pool trattativa Stato-mafia oggetto di una vera e propria condanna a morte. “E allora organizziamola questa cosa! Facciamola grossa e non ne parliamo più” diceva il “Capo dei capi” Totò Riina al boss della Sacra Corona Unita Alberto Lorusso durante quella che viene definita l'ora della 'socialità' nel carcere milanese di Opera. E poi ancora: “Questo Di Matteo non se ne va, gli hanno rinforzato la scorta e allora, se fosse possibile, ad ucciderlo... Una esecuzione come eravamo a quel tempo a Palermo con i militari. Ti farei diventare il primo tonno, il tonno buono”.

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SABINA GUZZANTI A ZUGLIANO - UDINE

Vi informiamo che domani 26 Febbraio ore 20.30, ci sarà a Zugliano - Udine presso il Centro Balducci la proiezione del film "La Trattativa" alla presenza di Giorgio Bongiovanni e Sabina Guzzanti.

Per seguire lo streaming del dibattito:

- accesso al sito del Centro Balducci http://www.centrobalducci.org/

   

PIANETA OGGI REPORTER

UFOLOGIA

INTERVISTA AL NOTO RICERCATORE PIER GIORGIO CARIA DOCUMENTARISTA E REPORTAGISTA A CURA DI PAOLO GAVASSO DELL'EMITTENTE RADIOFONICA DI FONTANAFREDDA.

IN STUDIO MASSIMO BONELLA DIRETTORE DI PIANETA OGGI TV ONLINE ALLNEWS.

 

   

IN PRIMO PIANO: CHIUDE L'ORA: SI SPEGNE UNA VOCE LIBERA

 

di AMDuemila - 20 febbraio 2015

"Fine di un giornale eretico" scrive Sandra Rizza nel suo editoriale. Da oggi il sito de l'Ora Quotidiano non verrà più aggiornato. Dopo quattro mesi si spegne quindi una voce libera nel panorama dell'informazione siciliana. "Chiudiamo un giornale che ha fatto nell'ultimo mese un milione di visualizzazioni - scrive la Rizza -, e che in quasi quattro mesi di vita (di cui tre sotto la mia direzione) ha scalato il vertice delle classifiche regionali dell'informazione online. È forse la prima volta che un giornale chiude mentre il bacino dei suoi lettori cresce a dismisura". Il direttore della testata on line spiega che la ragione "è meramente finanziaria". "Gli inserzionisti più impegnati - si legge nell'editoriale -, quelli che avevano assicurato il loro sostegno etico ad un progetto di informazione indipendente in Sicilia, attraverso l'acquisto di spazi pubblicitari, all'inizio di quest'anno non hanno più rinnovato i contratti".

L'Ora Quotidiano chiude, resta la grande amarezza per i tanti giovani che hanno lavorato a questo progetto (al quale anche Antimafia Duemila ha collaborato durante la reggenza Lo Bianco-Rizza-Corradino) ai quali viene impedito di poter proseguire questa avventura editoriale. A tutti loro va la nostra piena solidarietà nella speranza che si possa ricostruire al più presto un'alternativa a questa ferita della libera informazione che si è venuta a creare.
La Redazione

Info: loraquotidiano.it

 

   

OMICIDIO MEDINA, SI CERCANO ANCORA I RESPONSABILI

 

A quattro mesi dall'attentato del giornalista restano ancora impuniti

di AMDuemila – 22 febbraio 2015
Sono trascorsi quattro mesi dall’omicidio del giornalista Pablo Medina e della sua assistente Antonia Almada, crivellati di colpi da sicari del narcotraffico lo scorso 16 ottobre mentre in macchina ritornavano da un servizio giornalistico. L’agguato è avvenuto a Villa Ygatimí, a circa 45 km da Curuguaty, nel Dipartimento di Canindeyú. Il giornalista era oggetto di continue minacce da parte della criminalità organizzata.

Il  caso è praticamente chiuso, sono stati identificati sia il mandante che gli esecutori del duplice omicidio con numerose prove a loro carico. Si tratta dell’ex sindaco di Ypejhù, Vilmar “Neneco” Acosta, capo dell’omonimo clan, suo fratello Wilson e suo nipote Flavio Acosta (quest’ultimi esecutori materiali). È noto che le stesse armi hanno ucciso almeno cinque persone, tra cui l’ex sindaco di Ypejhú Julián Núñez, ma fino a questo momento, solo un membro del clan Acosta, Arnaldo Cabrera Lopez, ex autista di Vilmar, è stato arrestato

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IN PRIMO PIANO LA MORTE DI UN GIUSTO

 

Vedova di Pablo Medina chiede di essere intervistata dal direttore di ANTIMAFIADuemila

di Omar Cristaldo e Jorge Figueredo
La vedova del giornalista Pablo Medina, Olga Bianconi (in foto) ha richiesto ai giornalisti di Antimafia Dos Mil - Redazione del Paraguay, andati a trovarla nel suo domicilio di Curuguaty, di avere un colloquio con il direttore e fondatore della Rivista AntimafiaDuemila in Italia, Giorgio Bongiovanni. Ci ha pregato di informare il direttore che Pablo Medina non aveva soltanto una figlia, Dyrsen, ma anche altri due figli nati dal suo secondo matrimonio. Ha aggiunto anche che suo marito era un uomo integro ed unico.

La mattina del sabato 31 gennaio 2015, ci siamo recati dalla vedova del giornalista Pablo Medina, Olga Bianconi, presso il suo domicilio al centro della Città di Curuguaty.  La donna si è rivolta subito a Jorge Figueredo dicendo: “Figueredo, è da tempo che avevo bisogno di parlare con lei e con il direttore italiano di AntimafiaDuemila.

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LOTTA ALLA MAFIA PRIORITARIA? SPERIAMO!

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di Giorgio Bongiovanni - 3 febbraio 2015
Il neo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, oggi a Palazzo Montecitorio dove ha prestato giuramento, ha pronunciato un discorso tecnicamente ineccepibile. Toccati tutti i punti “dolenti”: la sofferenza di un’Italia provata dalla crisi economica, il sostegno ai cittadini, il lavoro ai giovani, la scuola, la sanità, la complessa situazione internazionale… ma anche un punto nodale e, oseremo dire, storico: la lotta alla mafia e alla corruzione (“priorità assolute”), il ricordo dei giudici Falcone e Borsellino, l’incoraggiamento per la magistratura e le forze dell’ordine che combattono la criminalità organizzata.
Cosa speriamo del nuovo Capo dello Stato? Che “faccia atti”, come ha auspicato Salvatore Borsellino commentandone il discorso. Perché gli appelli non sono sufficienti.

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BUSTA CON POLVERE DA SPARO PER PROCURATORE DI MARSALA E DI GIROLAMO

 

Recapitata a giornalista. Minacce anche a sezione Pg della Gdf
di AMDuemila - 3 febbraio 2015
Marsala (Trapani). Pervenuta presso l'abitazione del giornalista Giacomo Di Girolamo una lettera contenente minacce di morte indirizzate al procuratore capo di Marsala, Alberto Di Pisa, e alla sezione di pg della Guardia di finanza. La busta gialla lasciata nella cassetta delle lettere del giornalista, direttore del sito tp24.it, contiene l'invito a recapitare la missiva "al procuratore Di Pisa e ai caini dei finanziEri della Procura".

Di Girolamo ieri dopo averla trovata l'ha consegnato alla sezione di pg delle Fiamme Gialle. Nel plico c'era un'altra busta con polvere da sparo e un foglio con la scritta "Ne abbiamo tanta... Boom!". La frase è stata scritta con un normografo. "Sono sereno- ha scritto il giornalista su Facebook ringraziando tutti per la solidarietà-" Ho ancora molte cose da raccontare e da scrivere, su Marsala, Trapani, la Sicilia, le vecchie e nuove mafie e tutto il resto."

La redazione tutta esprime la propria solidarietà per il vile atto subito. Ci auguriamo che si faccia presto chiarezza su tale minaccia.

 

   

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