Domenica, Ottobre 22, 2017
   
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Osservatorio Planetario

E' DECEDUTO LO STORICO GIUSEPPE CASARUBBEA

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A 69 anni se ne va un grande esempio di impegno civile
di AMDuemila - 8 giugno 2015
Si è spento ieri sera , all'età di 69 anni, lo storico Giuseppe Casarrubea. L' impegno civile e la continua ricerca di verità lo hanno da sempre contraddistinto rendendolo un punto di riferimento importante per tutti coloro che si avvicinano all'antimafia e non solo. E' stato un nostro collaboratore e non possiamo non ricordare il suo importantissimo lavoro di approfondimento sulla strage di Portella della Ginestra e Salvatore Giuliano, il bandito di Montelepre. Fu autore di diverse pubblicazioni (tra le più importanti ricordiamo ‘Portella della Ginestra. Microstoria di una strage di Stato’), l’ultima sul sociologo Danilo Dolci.
Il suo archivio storico (casarrubea.wordpress.com), sorto per dare seguito ad uno dei punti statutari dell’Associazione “Non solo Portella onlus” fondata nel 1998 con lo scopo di rappresentare i familiari delle vittime della strage di Portella della Ginestra (1° maggio 1947), e degli assalti contro le Camere del Lavoro del 22 giugno 1947, ha raccolto una mole di documenti preziosissima (circa 25mila) sulla storia del Ventesimo Secolo. Tra questi vi sono atti del processo di Viterbo sulla strage di Portella della Ginestra, svoltosi negli anni Cinquanta a Viterbo e a Roma (circa 14 faldoni comprendenti i rapporti giudiziari, gli atti dell’istruttoria, i dibattimenti e le sentenze). Documenti provenienti dai Servizi segreti italiani, della Commissione Parlamentare Antimafia. E poi tantissime altre carte statunitensi, britanniche, slovene, ungheresi.
Un archivio che Casarrubea voleva mettere a disposizione di storici, ricercatori, docenti, studenti e operatori dell’informazione (quotidiani, tv e siti web) per sviluppare iniziative di ricerca e intervenire a livello sociale, scolastico e formativo per la salvaguardia della memoria delle lotte per la democrazia in Italia. La camera ardente è stata allestita nella sua abitazione di via Catania a Partinico dove tanti amici stanno facendo visita per un ultimo saluto. Tutta la nostra redazione di stringe attorno ai familiari nel ricordo di un uomo che aveva impegnato se stesso nella lotta per la verità e la giustizia.

Di seguito proponiamo l'ultima riflessione di Casarrubea pubblicata sul suo blog.

Personaggi
di Giuseppe Casarrubea

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LA MADONNINA APPARE AD UNA BAMBINA

Dal 6 febbraio 2015 uno strano fenomeno mistico si verifica nella statuina della Madonna di Lourdes di proprietà di Giuseppe e Crocifissa Cosenza, in via Montalto a Piazza Armerina

ALTRE INFO:

http://www.giorgiobongiovanni.it/messaggi-2015/6062-piazza-armerina-la-madonna-appare-ad-una-bambina.html

 

SAIUZWEBNETWORK INFO

DIRETTA IN CORSO DELLE 11.30 CON LA PARTECIPAZIONE DI GIORGIO BONGIOVANNI DIRETTORE DI ANTIMAFIA DUEMILA SULLA STRAGE DI CAPACI.

www.saiuzwebnetwork.it

 

 

 

LE NOTTI DELLA MEMORIA , IV EDIZIONE 23 MAGGIO

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Diretta streaming!
Arte, Musica, Parole, ...interrogativi e riflessioni.

E’ così che noi, semplici cittadini, vogliamo onorare il ricordo di Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo, e dei ragazzi della sua scorta, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Rocco Dicillo.

Per questo motivo, a 23 anni dalle stragi del 1992, il 23 maggio 2015, il Comitato Ventitre’ Maggio, il gruppo Agende Rosse 'Paolo Borsellino' Palermo e l'Associazione Culturale Falcone e Borsellino, con il Patrocinio del Comune e l’adesione di altre associazioni e liberi cittadini, organizzano la IV Edizione de “Le Notti della Memoria”.

L’evento - ad ingresso gratuito (pre-registrazione online, per prenotazione posti, al link sottostante) - avrà inizio alle ore 21:00 e si terrà al CineTeatro Golden di Palermo, in Via Terrasanta n. 60.

La serata prevede due momenti di spettacolo, intervallati da uno di riflessione.

Tra gli Artisti interverranno:
Ernesto Maria Ponte, La Bottega Retrò, Lucia Garsia, Stefania Blandeburgo, Duo Surreale & The Zaga Group, Fabrizio Corona e Marta Favarò, Federica Maggì.

Conduttore della serata:
Cocò Gulotta

Il dibattito, intitolato “23 maggio, 23 anni dopo - La parola a chi chiede Verità e Giustizia", avrà ospiti:

- Leoluca Orlando – Sindaco di Palermo
- Leonardo Guarnotta – Magistrato
- Brizio Montinaro – Fratello di Antonio Montinaro
- Giuseppe Sammarco – Caposcorta di Giovanni Falcone
- Luigi Lombardo – Segretario Provinciale SIAP Palermo
- Giorgio Bongiovanni – Giornalista, direttore di AntimafiaDuemila
- Giuseppe Pipitone – Giornalista

Moderatore:
Aaron Pettinari – Giornalista

Ingresso Gratutito con Posti Riservati, accesso al Teatro entro le ore 20:30, mediante la registrazione al link: docs.google.com/forms/d

Oltre le 20:30, si accederà liberamente ai posti non assegnati, fino ad esaurimento.

Sul palco saranno esposte le opere del pittore Gaetano Porcasi.
 
Tutti gli aggiornamenti: facebook.com/events/386460128222346

L'evento sarà trasmesso in diretta streaming!

 

 

IN PRIMO PIANO, ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI CAPACI

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DOMANI SU RADIO1 RAI PUNTATA SPECIALE DI VOCI DEL MATTINO DEDICATA ALL'ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI CAPACI

Voci del Mattino, la trasmissione che dalle 6.05 alle 8.00 apre la programmazione di Radio1 Rai, domani sarà dedicata all'anniversario della strage di Capaci. Paolo Salerno proporrà le interviste alle vedove di due degli agenti della scorta di Giovanni Falcone, Vito Schifani e Antonio Montinaro, e avrà come ospiti Alfredo Morvillo, magistrato e fratello della moglie di Falcone, e Carla Del Ponte, ex magistrato svizzero, che collaborò con Falcone e insieme a lui sfuggì all'attentato dell'Addaura. Con Lorenzo Baldo, vicedirettore di "Antimafiaduemila", farà il punto inoltre sulle vicende giudiziarie che in questi 23 anni hanno seguito la strage.

Info: http://www.vocidelmattino.rai.it/dl/portaleRadio/Programmi/Page-5c4e8953-5462-4826-b440-26edcce67d5e.html?set=ContentSet-2f152232-9e71-4ab5-976c-3aa0486edb99&type=A

 

 

CHIANCIANO TERME INFO

 

COMUNICATO STAMPA
Venerdì 22 maggio 2015 – ore 14:00

Sabato 23 maggio 2015 ore 16.30 Museo civico Archeologico di Chianciano Terme

Cultura: Rassegna “Poesie in Terrazza” con la poetica di Mario Ferri

Mezzadro a Villa Simoneschi ha scritto, oltre alle poesie, canzoni per il ballo lisco e l’inno “Dai forza Chianciano” per la squadra di calcio “Virtus Chianciano 1945”
Chianciano Terme (Siena) – Prosegue la rassegna “Poesie in Terrazza”, promossa dall’Assessorato alla Cultura, in collaborazione con il Museo civico Archeologico e la Biblioteca comunale di Chianciano Terme. Il prossimo appuntamento si terrà sabato 23 maggio 2015 alle ore 16,30, sempre al Museo civico Archeologico (Viale Dante). In questo appuntamento il protagonista è Mario Ferri, figura importante per Chianciano Terme negli anni della mezzadria in quanto fu Fattore di Villa Simoneschi.

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CONFERENZA A BUJA CON GIULIETTO CHIESA E GIORGIO BONGIOVANNI MODERA MARGHERITA FURLAN

 

Trasmesso dal vivo in streaming il 15 mag 2015

Dall'Ucraina alla Terza Guerra Mondiale.
Relatori:
Giulietto Chiesa, Giorgio Bongiovanni.
Modera: Margherita Furlan
Venerdì 15 Maggio 2015 ore 20:45
Casa della Gioventù - Strade dal Plevan - Buja (UD)
INGRESSO LIBERO Organizzano: Alternativa - Friuli Venezia Giulia, Associazione Mandi Dal Cil

 

 

 

   

IN PRIMO PIANO: GIULIETTO CHIESA INTERVISTA NINO DI MATTEO

Un'esclusiva Pandora tv. Giunto a Roma per presentare il suo libro "Collusi", il PM titolare del processo sulla "Trattativa", si è confrontato con Giulietto Chiesa sull'importanza di un'informazione corretta intorno processi in corso, sulle strategie che potrebbero spezzare i rapporti tra potere e criminalità, sul ruolo della corruzione e sulla necessità di ricostruire un'etica pubblica che vada oltre le sentenze.

   

PRESENTAZIONE DEL LIBRO "COLLUSI. PERCHE' POLITICI, UOMINI DELLE ISTITUZIONI E MANAGER CONTINUANO A TRATTARE CON LA MAFIA" - 12 MAGGIO

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Presentazione del libro ''Collusi. Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano a trattare con la mafia'' - 12 Maggio

Martedì 12 maggio 2015 dalle ore 18:00alle ore 20:00, presso l'hotel Residenza di Ripetta (Via Ripetta, 231), a Roma, si terrà la presentazione del nuovo libro ''Collusi. Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano a trattare con la mafia'', del magistarto Antonino Di Matteo e del giornalista Salvo Palazzolo.


"Collusi", conoscere Cosa nostra e i suoi legami con il potere


di Giorgio Bongiovanni
La lettura del libro “Collusi” del pm Nino Di Matteo e del giornalista Salvo Palazzolo (editore Bur Rizzoli, euro 16,50) è una scorrevolissima guida alla portata di tutti, dagli “addetti ai lavori” ai più giovani, agli studenti delle scuole, una combinazione di emozioni e sentimenti.
Paura. Perché Di Matteo, diversamente da Falcone e Borsellino, nostri martiri uccisi dalla mafia (e dallo Stato, come alcuni processi in corso stanno cercando di dimostrare) è un magistrato condannato a morte in diretta. Condannato dal capo di Cosa nostra, Totò Riina, in carcere sepolto dagli ergastoli. Una sentenza di morte poi confermata dalle recenti dichiarazioni di un pentito “doc” quale è Vito Galatolo, ex boss di una delle più potenti famiglie mafiose di Palermo. Condannato, secondo quanto dice Galatolo, da poteri esterni oltre che da uno dei capi supremi di Cosa nostra tuttora latitante, protetto da personaggi dello Stato di altissimo livello: Matteo Messina Denaro, colui che ha ordinato l’attentato. Paura, perché nella città di Palermo, in caso di eventuale strage esplosiva, l’attentato a Di Matteo sarebbe accompagnato dalla morte degli agenti di scorta e di altre vittime innocenti, cittadini che in quel momento potrebbero trovarsi nel luogo in cui accade l’irreparabile.

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IN PRIMO PIANO, " L'ATTENTATO"

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di Giorgio Bongiovanni e Lorenzo Baldo - 7 maggio 2015

Palermo. Surreale. E’ questa l’atmosfera che si respira oggi all’aula bunker dell’Ucciardone. Ennesima udienza al processo trattativa Stato-mafia. In videoconferenza c’è il collaboratore di giustizia Vito Galatolo. Sugli schermi si intravede l’uomo di spalle con un cappello in testa. Le sue parole colpiscono duro. Il progetto di attentato nei confronti del pm Nino Di Matteo prende forma. Il procuratore aggiunto Vittorio Teresi lo incalza con domande serrate alle quali il pentito non si sottrae. Di Matteo andava ucciso “perché stava andando troppo oltre” nel suo lavoro, soprattutto per quanto riguarda le indagini “di questo processo”. Galatolo parla di 200 kg di tritolo destinati al magistrato palermitano. Secondo il figlio del boss dell’Acquasanta, Vincenzo Galatolo, lo stragista Matteo Messina Denaro avrebbe messo a disposizione un suo artificiere.

“Avevamo l'ordine che non dovevamo presentarci con questa persona – spiega il collaboratore di giustizia –. Ci stupiva il fatto che non dovevamo sapere chi era questo uomo di Messina Denaro... Noi capimmo che era esterno a Cosa Nostra e che poteva essere qualcuno dello Stato che era interessato a fare questa strage”. Galatolo specifica inoltre che, attraverso le missive di cui era venuto a conoscenza, Messina Denaro aveva tranquillizzato i suoi sodali evidenziando che “facendo quell’attentato (a Di Matteo, ndr) non ci dovevamo preoccupare perché questa volta saremmo stati coperti”. Si tratta di quelle “coperture” di cui lo stesso collaboratore di giustizia aveva già sentito parlare in prossimità della strage di via D’Amelio dal boss Filippo Graviano? “Al fondo Pipitone, dove abitavamo, si riuniva il gotha di Cosa Nostra – sottolinea di seguito il figlio di Vincenzo Galatolo –. A volte venivano anche altre persone. Per una famiglia mafiosa, mantenere contatti con uomini dei Servizi segreti, significava ottenere una sorta di 'protezione'.

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IN PRIMO PIANO, "L'ATTENTATO"

 

L'attentato

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di Giorgio Bongiovanni e Lorenzo Baldo - 7 maggio 2015

Palermo. Surreale. E’ questa l’atmosfera che si respira oggi all’aula bunker dell’Ucciardone. Ennesima udienza al processo trattativa Stato-mafia. In videoconferenza c’è il collaboratore di giustizia Vito Galatolo. Sugli schermi si intravede l’uomo di spalle con un cappello in testa. Le sue parole colpiscono duro. Il progetto di attentato nei confronti del pm Nino Di Matteo prende forma. Il procuratore aggiunto Vittorio Teresi lo incalza con domande serrate alle quali il pentito non si sottrae. Di Matteo andava ucciso “perché stava andando troppo oltre” nel suo lavoro, soprattutto per quanto riguarda le indagini “di questo processo”. Galatolo parla di 200 kg di tritolo destinati al magistrato palermitano. Secondo il figlio del boss dell’Acquasanta, Vincenzo Galatolo, lo stragista Matteo Messina Denaro avrebbe messo a disposizione un suo artificiere.

“Avevamo l'ordine che non dovevamo presentarci con questa persona – spiega il collaboratore di giustizia –. Ci stupiva il fatto che non dovevamo sapere chi era questo uomo di Messina Denaro... Noi capimmo che era esterno a Cosa Nostra e che poteva essere qualcuno dello Stato che era interessato a fare questa strage”. Galatolo specifica inoltre che, attraverso le missive di cui era venuto a conoscenza, Messina Denaro aveva tranquillizzato i suoi sodali evidenziando che “facendo quell’attentato (a Di Matteo, ndr) non ci dovevamo preoccupare perché questa volta saremmo stati coperti”. Si tratta di quelle “coperture” di cui lo stesso collaboratore di giustizia aveva già sentito parlare in prossimità della strage di via D’Amelio dal boss Filippo Graviano? “Al fondo Pipitone, dove abitavamo, si riuniva il gotha di Cosa Nostra – sottolinea di seguito il figlio di Vincenzo Galatolo –. A volte venivano anche altre persone. Per una famiglia mafiosa, mantenere contatti con uomini dei Servizi segreti, significava ottenere una sorta di 'protezione'.

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"COLLUSI" CONOSCERE COSA NOSTRA E I SUOI LEGAMI CON IL POTERE

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"Collusi", conoscere Cosa nostra e i suoi legami con il potere

Il nuovo libro del pm Nino Di Matteo con Salvo Palazzolo

di Giorgio Bongiovanni - 7 maggio 2015
La lettura del libro “Collusi” del pm Nino Di Matteo e del giornalista Salvo Palazzolo (editore Bur Rizzoli, euro 16,50) è una scorrevolissima guida alla portata di tutti, dagli “addetti ai lavori” ai più giovani, agli studenti delle scuole, una combinazione di emozioni e sentimenti.
Paura. Perché Di Matteo, diversamente da Falcone e Borsellino, nostri martiri uccisi dalla mafia (e dallo Stato, come alcuni processi in corso stanno cercando di dimostrare) è un magistrato condannato a morte in diretta. Condannato dal capo di Cosa nostra, Totò Riina, in carcere sepolto dagli ergastoli. Una sentenza di morte poi confermata dalle recenti dichiarazioni di un pentito “doc” quale è Vito Galatolo, ex boss di una delle più potenti famiglie mafiose di Palermo. Condannato, secondo quanto dice Galatolo, da poteri esterni oltre che da uno dei capi supremi di Cosa nostra tuttora latitante, protetto da personaggi dello Stato di altissimo livello: Matteo Messina Denaro, colui che ha ordinato l’attentato. Paura, perché nella città di Palermo, in caso di eventuale strage esplosiva, l’attentato a Di Matteo sarebbe accompagnato dalla morte degli agenti di scorta e di altre vittime innocenti, cittadini che in quel momento potrebbero trovarsi nel luogo in cui accade l’irreparabile.

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IL CASO GIORGIO BONGIOVANNI STIGMATIZZATO, IL PARERE DEL NOTO GIORNALISTA JAIME MAUSSAN DELLA TV MESSICANA

LA SPIEGAZIONE DEL GIORNALISTA JAIME MAUSSAN NOTO A LIVELLO INTERNAZIONALE, ALTRESI' MOLTO STIMATO.

IL CASO GIORGIO BONGIOVANNI ANALIZZATO DALLA SCIENZA, DA PERSONE COMPETENTI, SPECIALIZZATE IN MATERIA.

 

   

IL CASO GIORGIO BONGIOVANNI STIGMATIZZATO A FATIMA CON LE IMMAGINI DI APERTURA DURANTE L'INCONTRO CON MICHAIL GORBACIOV

Giorgio Bongiovanni a Pianeta Oggi Reporter a seguire una estrapolazione delle analisi alle stigmate con i pareri di alcuni medici. A cura di Massimo Bonella. 

In collaborazione con il circuito RTV Interregionale Terrestre.

   

ANALISI DELLE STIGMATE DI GIORGIO BONGIOVANNI STIGMATIZZATO A FATIMA PARTE 1

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Le interviste ai medici,ematologi e psichitri,che hanno studiato e analizzato le Sacre Stimmate di Giorgio Bongiovanni

   
   

ANALISI DELLE STIGMATE DI GIORGIO BONGIOVANNI STIGMATIZZATO A FATIMA PARTE 3

ULTIMA PARTE ANALISI DELLE STIGMATE CON INTERVISTE.

   

1° MAGGIO, CONFERENZA AD ORISTANO UFOLOGIA

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Diretta da Oristano:

 

Vi invitiamo a seguire la diretta streaming della conferenza di Giorgio Bongiovanni e Pier Giorgio Caria domani 1 Maggio ad Oristano ORE 16.00

Link streaming: http://www.livestream.com/giorgiobongiovanni

 

 

   

DA ANTIMAFIA DUEMILA, "IL POTERE (OSCENO) DEI BARONI

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di Giorgio Bongiovanni e Lorenzo Baldo - 27 aprile 2015
Succede a Palermo. Dopo tanti anni di conferenze organizzate da Antimafia Duemila alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo in occasione degli anniversari delle stragi di Capaci e via D’Amelio (e ancora prima alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo, ed anche a Palazzo Steri del Rettorato), arriva uno stop “ad personam”. In realtà si tratta di un’operazione molto più subdola, un’entrata a gamba tesa da parte del prof. Giovanni Fiandaca. L’illustre giurista è l’attuale delegato del rettore Roberto Lagalla “per le attività a sostegno dello sviluppo delle politiche a sostegno della legalità e della trasparenza, con particolare riferimento agli atti della Pubblica Amministrazione”. La cronologia dei fatti merita di essere raccontata. Dopo aver incassato un iniziale benestare dalla Presidenza dell’attuale “Scuola delle Scienze Giuridiche ed Economico - Sociali” in merito alle nostre richieste di utilizzo dell’Aula Magna (per il convegno in occasione dell’anniversario della strage di Capaci) e per l’utilizzo dell’Atrio (per l’anniversario della strage di via D’Amelio) ci arriva una e-mail del tutto inaspettata. Nella missiva si legge che “il Consiglio della Scuola ha deliberato all’unanimità le Vostre iniziative (22 maggio e 18 luglio, ndr) previa interlocuzione da parte degli organizzatori con il Presidente della Scuola (prof. Giuseppe Liotta, ndr) e il Delegato per il Rettore (prof. Giovanni Fiandaca, ndr) per il coordinamento delle attività in materia di legalità al fine di verificare le modalità di realizzazione delle predette manifestazioni”.

L’incontro con Liotta e Fiandaca avviene presso gli uffici dell’ex facoltà. Quest’ultimo contesta subito al nostro delegato il titolo dell’incontro e il tema trattato, anche il parterre dei relatori finisce in qualche modo per essere criticato. E cosa ci sarà mai di tanto “pericoloso” in questo convegno (che vedeva anche la collaborazione dell’associazione universitaria ContrariaMente) al quale partecipano magistrati come Nino Di Matteo, Sebastiano Ardita e Piergiorgio Morosini, assieme a giornalisti e scrittori come Giuseppe Lo Bianco e Stefania Limiti?

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SPECIALE DI PANDORA TV

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"Gli USA hanno un interesse fondamentale: ora controllano tutti gli oceani del mondo. Nessuna potenza si è mai nemmeno avvicinata a farlo".
George Friedman, consigliere politico del Dipartimento di Stato, fondatore del think tank Stratfor interviene al Chicago Council on Global Affairs.

   

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