Domenica, Ottobre 22, 2017
   
Text Size

Osservatorio Planetario

DIRETTA DA UDINE 4 NOVEMBRE 2015

Un dibattito pubblico con la partecipazione di Sabina Guzzanti, Giorgio Bongiovanni (Direttore del periodico "Antimafia Duemila") e Cristian Sergo Portavoce regionale del MoVimento5stelle in Friuli.Inizio ore 21:30/22:00Il dibattito segue la proiezione dell film documentario di Sabina Guzzanti "La Trattativa".

 

SAVERIO LODATO: 40 ANNI DI STATO - MAFIA

INTERVISTA AL GIORNALISTA SCRITTORE SAVERIO LODATO A CURA DI GIORGIO BONGIOVANNI DIRETTORE DI ANTIMAFIA DUEMILA

www.antimafiaduemila.com

 

SPECIALE: ROMPIAMO IL SILENZIO ATTORNO AL MAGISTRATO DI PALERMO ANTONINO DI MATTEO

Continua la campagna delle Agende Rosse e Scorta Civica per diffondere l'appello #Rompiamo il silenzio attorno al pm Nino Di Matteo raccogliendo le testimonianze di personaggi pubblici della società civile, istituzioni e mondo dello spettacolo. Questa volta a richiamare tutti a Roma è il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e l'attore Giorgio Tirabassi che nelle miniserie Tv "Paolo Borsellino", andata in onda nel novembre 2004 su Canale 5 e in replica quattro anni più tardi su Rete4, ha interpretato il giudice palermitano ucciso dalla mafia. A sottolineare l'importanza di esprimere il sostegno al magistrato Di Matteo ci sono anche altri uomini dello spettacolo: Giulio Cavalli, Maurizio Bologna e Marco Manera. Il primo è attore teatrale e scrittore che oltre a mettere in scena diversi spettacoli per denunciare le realtà di mafia e corruzione ha scritto alcuni libri. Ultima sua opera letteraria uscita a settembre è il romanzo "Mio padre in una scatola da scarpe". Il secondo anch'esso attore e autore oltre che regista ha recentemente partecipato a due film importanti sul tema mafia: “La mafia uccide solo d’estate” di Pif e “La Trattativa” di Sabina Guzzanti, dove interpreta la parte di Marcello Dell’Utri. Infine a chiudere l'appello c'è appunto Marco Manera, coinvolgente attore comico palermitano che si occupa anche di teatro e cabaret.Questo entusiasmo contagiante che si sta diffondendo tra cittadini e personaggi pubblici speriamo che coinvolga il più possibile e stimoli la cittadinanza ad una partecipazione cosciente e massiva che riempia la piazza romana il 14 novembre prossimo.

 

PABLO MEDINA COLLEGA ED AMICO GIORNALISTA ANTIMAFIA, IL RICORDO

DUCUMENTARIO DI JEAN GIORGES ALMENDRAS

IN COLLABORAZIONE CON ANTIMAFIA DUEMILA.

 

INTERVISTA A DON LUIGI CIOTTI"NOI STIAMO CON DI MATTEO"

IN COLLABORAZIONE CON LA TESTATA ANTIMAFIA DUEMILA www.antimafiaduemila.com

ANTIMAFIA DUEMILA TV.

 
   

PRESENTAZIONE DEL LIBRO "COLLUSI" OGGI A VENEZIA

 

Presentazione del libro 'Collusi' - Venezia, 5 Ottobre

Dettagli

Pubblicato: 22 Settembre 2015

Il Movimento Agende Rosse di Venezia - gruppo Eddie Walter Cosina è lieto di invitarvi all'incontro 'Il gioco grande del malaffare - Perché parlare ancora di mafia?' Il dibattito sarà l'occasione per presentare il libro 'Collusi' scritto da Antonino di Matteo e Salvo Palazzolo (Ed. BUR).
L'incontro avrà luogo lunedì 5 ottobre 2015 alle ore 18.30 presso l'Hotel Cà Sagredo a Venezia (Campo Santa Sofia,

Ca' D'Oro, Cannaregio 4198).

L'evento sarà trasmesso in diretta streaming!

 

   

SAVIANO E DI MATTEO

 

di Sabina Guzzanti
Aiutatemi a capire.
Oggi si parla di SAVIANO che avrebbe plagiato delle notizie e ne avrebbe riportate altre senza citare le fonti.
Se ne parla perché ne ha parlato il Daily Beast, ma è una notizia vecchia come il cucco, che non riguarda solo zero zero zero, ma anche e soprattutto Gomorra e le osservazioni fatte dal giornalista americano le ha fatte in modo assai più puntuale e documentato Alessandro Dal lago in un libro intitolato Eroi di Carta, a suo tempo accusato nemmeno troppo velatamente di complicità con la camorra, quando le sue osservazioni erano di semplice buon senso.
C'è un libro di Balestrini, che si intitola Sandokan che contiene molti episodi identici a Gomorra ed è uscito nel 2004.
Oggi però è uscita anche UN'ALTRA notizia di cui non parla nessuno se non Repubblica e solo nell’edizione di Palermo.
La notizia è che “L’ESPLOSIVO per l’attentato al pm Nino Di Matteo è stato trasferito in un altro nascondiglio sicuro” a detta di un mafioso.
E’ il terzo pentito che parla del progetto di questo attentato se

Leggi tutto: SAVIANO E DI MATTEO

   

UN ALTRO PENTITO CONFERMA: C'E' L'ESPLOSIVO PER DI MATTEO"

 

Si tratta di Francesco Chiarello: “E' stato trasferito in un nascondiglio sicuro”
di Aaron Pettinari
“L’esplosivo per l’attentato al pm Nino Di Matteo è stato trasferito in un altro nascondiglio sicuro”. E' la rivelazione dell'ultimo pentito, ex boss di Borgo Vecchio, Francesco Chiarello. A dare la notizia è il quotidiano La Repubblica, incredibilmente soltanto nell'edizione locale di Palermo e non in quella nazionale, che mette in evidenza come il collaboratore di giustizia, con le sue dichiarazioni, ha già fatto riaprire le indagini sull'omicidio dell'avvocato Enzo Fragalà. In particolare Chiarello riferisce di aver appreso dell'esistenza dell'esplosivo dal suo compagno di cella, Camillo Graziano, figlio di quel Vincenzo Graziano accusato dal pentito Vito Galatolo di aver conservato l'esplosivo, acquistato in Calabria tra il 2012 ed il 2013, che doveva essere usato contro il pm del pool trattativa Stato-mafia. “Camillo Graziano – ha detto il pentito ai pm di Palermo Caterina Malagoli e Francesca Mazzocco, che stanno raccogliendo le sue dichiarazioni - mi disse che per fortuna suo padre era stato scarcerato, così aveva potuto spostare il tritolo”. Immediatamente il verbale su Vincenzo Graziano è stato trasmesso alla Procura di Caltanissetta che indaga proprio sul progetto di attentato nei confronti di Di Matteo.

Si tratta di un importante riscontro a quanto dichiarato da Vito Galatolo lo scorso anno. L'ex boss dell'Acquasanta, saputo che Graziano era stato scarcerato nel luglio dal tribunale del riesame, aveva deciso di collaborare con i giudici di Palermo. Con una lettera aveva chiesto un

Leggi tutto: UN ALTRO PENTITO CONFERMA: C'E' L'ESPLOSIVO PER DI MATTEO"

   

TRITOLO PER DI MATTEO, SILENZIO DI MORTE

Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 

 

di Giorgio Bongiovanni
“I centocinquanta chili di tritolo per uccidere Nino Di Matteo? Non si trovano, le ricerche non hanno dato esito. Sicuri che esistono?”. Nessuno lo ha detto direttamente ma non sono mancati i “perbenisti” e “benpensanti” che hanno parlato di “psicosi dilagante” fatta di continui allarmi “il cui protrarsi da alcuni anni può indurre al dubbio” sul rischio che il magistrato che indaga sulla trattativa Stato-mafia corre da quando il Capo dei capi, Totò Riina, ha lanciato i suoi strali di morte dal carcere “Opera” di Milano.
Cosa diranno oggi che un nuovo pentito, l'ex boss di Borgo Vecchio Francesco Chiarello, conferma in qualche modo quanto riferito dai collaboratori di giustizia Vito Galatolo, Antonino Zarcone e Carmelo D'Amico? Forse che Nino Di Matteo “si è fatto il pentito da solo”. Ce lo aspettiamo da un momento all'altro che qualcuno, qualche “mente raffinatissima”, qualche oscuro potente, “giovane rampante” o “vecchio saggio”, dica che “il pm della trattativa si crea pentiti a suo uso e consumo”.
Chiarello dice chiaramente che il tritolo si trova in qualche luogo di questa disgraziata città, nascosto chissà dove. E la sua fonte altri non è che il figlio del boss dell'Acquasanta Vincenzo Graziano. Proprio quest'ultimo, arrestato nel dicembre 2014, secondo quanto riportato da Vito Galatolo, era l'uomo incaricato di custodire i centocinquanta chili di esplosivo. In un primo momento erano stati nascosti dentro dei barili. Oggi ancora non è dato saperlo.
La notizia delle nuove rivelazioni di Chiarello viene riportata dal quotidiano

Leggi tutto: TRITOLO PER DI MATTEO, SILENZIO DI MORTE

   

ALMENO 700 MORTI ALLA MECCA

Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 

 

CALCA DI FEDELI ALLA MECCA, ALMENO 700 MORTI


Strage nella città saudita nel primo giorno della Festa del Sacrificio. Centinaia i feriti


Strage alla Mecca nella Festa del Sacrificio, il momento culminante del pellegrinaggio al luogo santo dell’Islam: alle porte della città saudita, la ressa di fedeli che si accalcavano per il rituale della “lapidazione di Satana” ha provocato almeno 717 morti e oltre 800 feriti.  


LA RESSA  
L’incidente è avvenuto nella valle di Mina, a una decina di chilometri dalla Mecca, mentre i fedeli si riversavano dai campi dove dormono al luogo dove compiono il rito della lapidazione dei tre pilastri che rappresentano le tentazioni del diavolo. La calca si è formata intorno alle 7 all’incrocio tra le strade 204 e 223. La 204 è una delle principali arterie che portano dai campi di Mina a Jamarat, il luogo dove i pellegrini lapidano il diavolo: la ressa si è scatenata quando centinaia persone che si allontanavano si sono scontrate con l’enorme flusso di pellegrini che vi volevano accedere.


LA STRAGE PIÙ GRAVE  

Leggi tutto: ALMENO 700 MORTI ALLA MECCA

   

IN PRIMO PIANO: GIORNALISTA COLOMBIANA UCCISA, ANCORA LACRIME IN AMERICA LATINA

 

Giornalista colombiana uccisa, ancora lacrime in America Latina

Dettagli

Pubblicato: 17 Settembre 2015

di Jean Georges Almendras
Flor Alba Núñez Vargas, 28 anni, cammina lentamente verso la sede della stazione radio “La Preferida”, nel dipartimento di Huila – al centro della Colombia - dove lavora come giornalista e direttrice. La giornalista indossa una maglietta bianca e non può immaginare che dietro, a pochi metri, è inseguita da un uomo con il viso coperto da un casco da motociclista. Sono passate le 11 e 30 della mattina di giovedì 10 settembre del 2015.
Una videocamera a circuito chiuso di un negozio situato di fronte all’ingresso della radio filma il momento in cui la giornalista entra alla stazione radio dalla porta principale, a sud della città di Pitalito, nel quartiere Cálamo.
Si vede Flor Alba Núñez attraversare la soglia d’ingresso della radio, di spalle alla strada, e attendere qualche secondo che qualcuno apra la porta. In quel preciso istante lo sconosciuto con il casco, giacca nera e bordi di colore azzurro, si avvicina a lei, estrae un'arma da fuoco - una pistola di grosso calibro – e le spara dietro la schiena. Un colpo alla nuca e l'altro alla zona dorsale. L'autore degli spari si gira e torna sui suoi passi. Lascia dietro il corpo di Flor Alba dissanguardi sul pavimento della radio.
I suoi colleghi, vincendo lo shock, si apprestano a portarla in un ospedale vicino. Ma è già tardi, i proiettili hanno distrutto gli organi vitali.
Flor Alba è morta.

Ancora una volta il giornalismo dell'America Latina deve registrare una nuova perdita

Leggi tutto: IN PRIMO PIANO: GIORNALISTA COLOMBIANA UCCISA, ANCORA LACRIME IN AMERICA LATINA

   

SPECIALE DI PANDORA TV

TUTTO L' 11 SETTEMBRE IN 5 MINUTI (CORBETT REPORT).

 

   

PTV NEWS - TELEGIORNALE

 

   

RT SAT NEWS/PANDORA TV

IN COLLABORAZIONE CON PANDORA TV ALLNEWS ROMA

Assad, il presidente siriano ,intervistato da RT illustra la strategia del terrore occidentale.

   

I DE STEFANO. LA 'NDRANGHETA E I POTENTI "INVISIBILI"

 

di Giorgio Bongiovanni
Tornano in libertà i boss De Stefano, un cognome e una garanzia negli ambienti di 'ndrangheta, una delle colonne portanti dell'organizzazione criminale calabrese. Orazio, Giovanni, Carmine tra meno di due anni, e poi c'è Paolo Rosario, inserito fino al 2009 nell’elenco dei trenta latitanti più pericolosi d’Italia e a piede libero da alcuni giorni per liberazione anticipata, dovuta ad una brillante carriera universitaria iniziata dietro le sbarre. Dal 2008, dopo l'arresto del cugino Giuseppe, aveva assunto il ruolo di guida della cosca fino al momento della sua cattura.
Purtroppo, non crediamo che il provocatorio appello lanciato da Klaus Davi a Paolo Rosario ("Ci può dire se rinnega la 'ndrangheta?") verrà mai raccolto dal laureando in giurisprudenza. Le regole dell'organizzazione sono troppo ferree, al pari di quelle di Cosa nostra, per poter pensare che un De Stefano decida, dalla sera alla mattina, di tagliare i ponti con la famiglia di sangue e di mafia, essendo insieme ai suoi consanguinei tra i rappresentanti della 'ndrangheta a livello mondiale. Da lì si può uscire solo collaborando totalmente con la giustizia. Oppure da morto.

Leggi tutto: I DE STEFANO. LA 'NDRANGHETA E I POTENTI "INVISIBILI"

   

SCIACALLI DELLA NOTIZIA

IN COLLABORAZIONE CON PANDORA TV - GIULIETTO CHIESA

 

   

AYLAN, AMORE MIO DI ERIKA PAIS

Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 

 

AYLAN:  


CARO AYLAN, AMORE MIO, NON MERITO DI PRONUNCIARE IL TUO DOLCE NOME.  
NON SONO DEGNA DI VEDERE UNA ED UN'ALTRA VOLTA IL TUO PICCOLO CORPO SULLA SABBIA.  
SEMBRI ADDORMENTATO IN UN DOLCE SONNO. L'ACQUA TI BAGNA UNA ED UN'ALTRA VOLTA. QUELLA STESSA ACQUA CHE HA INGHOTTITO LA TUA INFANZIA, ORA TI BATTEZZA DOLCEMENTE ACCOMPAGNANDO IL TUO CAMMINO VERSO IL PADRE.  
PERDONAMI CARO AYLAN. PERDONA IL FATTO CHE TI SCRIVO. PERDONA CHE MENTRE TU AGONIZZAVI RESPIRANDO L'ODIO SFRENATO DI QUESTA UMANITÀ DELLA QUALE IO FACCIO PARTE, IO STAVO SICURAMENTE PENSANDO A QUALCHE PROBLEMA SUPERFLUO O ERO PREOCCUPATA PER QUALCHE SCIOCCHEZZA.  
PERMETTIMI MIO PICCOLO ANGELO, D’IMMAGINARE CHE ADESSO GIOCHI IN QUELLA SABBIA CHE IERI È STATA LA TUA TOMBA.  
LASCIAMI IMMAGINARE PER UN SECONDO CHE

Leggi tutto: AYLAN, AMORE MIO DI ERIKA PAIS

   

HANNO UCCISO DIO!

Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 

 

LA SPIAGGIA SU CUI MUORE L’EUROPA

Mentre la polizia ceca “marchia” i migranti, Italia, Francia e Germania chiedono all’Ue
di rivedere le norme sull’asilo. Una foto scuote il mondo
Di Mario Calabresi


Si può pubblicare la foto di un bambino morto sulla prima pagina di un giornale? Di un bambino che sembra dormire, come uno dei nostri figli o nipoti? Fino a ieri sera ho sempre pensato di no. Questo giornale ha fatto battaglie perché nella cronaca ci fosse un limite chiaro e invalicabile, dettato dal rispetto degli esseri umani. La mia risposta anche ieri è stata la stessa: «Non la possiamo pubblicare».  
Ma per la prima volta non mi sono sentito sollevato, ho sentito invece che nascondervi questa immagine significava girare la testa dall’altra parte, far finta di niente, che qualunque altra scelta era come prenderci in giro, serviva solo a garantirci un altro giorno di tranquilla inconsapevolezza.

Leggi tutto: HANNO UCCISO DIO!

   

FULVIO GRIMALDI: "MALEDETTA PRIMAVERA"

 IN COLLABORAZIONE CON PANDORA TV ONLINE ALLNEWS - GIUGLIETTO CHIESA.

L'aggressione della Nato alla Libia come nessun media occidentale l'ha raccontata. Un film straziante e imperdibile per capire il presente drammatico del Mediterraneo.

 

 

   

Pagina 5 di 27

CONDIVIDI / SOCIAL NETWORK

Video in evidenza

Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie. Cookie Policy.