Sabato, Febbraio 23, 2019
   
Text Size

Osservatorio Planetario

Il caso Pasquasia

Sicilia radioattiva: il caso Pasquasia

di Giorgio Bongiovanni e Monica Centofante

 

In tempi in cui il nucleare torna a sembrare l’unica risposta possibile al fabbisogno energetico del nostro Paese c’è una piccola località, nel cuore della Sicilia, che è pronta a dimostrare che così non può e non deve essere.

Si chiama Pasquasia, provincia di Enna, e se oggi è una cittadina sconosciuta ai più, in passato ha raggiunto una certa fama grazie alla sua miniera di Sali alcalini misti ed in particolare Kainite per la produzione di solfato di potassio. Un sito che dagli anni Sessanta fino al 1992 ha dato lavoro a migliaia di persone e che da allora, a quanto pare, semina morte.

Negli anni d’oro la Italkali, azienda gestore della miniera di superficie, era infatti la terza fornitrice di Sali potassici di tutto il mondo - la prima per qualità nel settore - e impiegava 500 dipendenti diretti e altrettanti indotti. E così avrebbe potuto continuare per decenni se in quel 1992, per cause non ancora appurate, non avesse dovuto chiudere i battenti. Senza preavviso e per sempre, mandando a casa quegli stessi dipendenti nel totale (e sospettoso) disinteresse della politica, che in un’area con un alto numero di disoccupati avrebbe dovuto come minimo creare un certo dibattito.

 

I motivi di quella improvvisa chiusura non sono mai stati

Leggi tutto: Il caso Pasquasia

 

Il caso Quirra

Il poligono della morte Salto di Quirra

di Mariella Cao - 12 apriel 2011

Quirra, una manciata di modeste case rurali sparse in una vallata racchiusa tra un aspro altopiano di selvaggia bellezza e un’ampia spiaggia da incanto, greggi al pascolo, vigneti, orti, aranceti. Un eden sconvolto da inquietanti presenze aliene: postazioni radar occupano le cime dei rilievi, il filo spinato ferisce la spiaggia, esplosioni e rombi di missili fanno tremare la terra.

Quirra si trova lungo la strada orientale di collegamento sud nord Sardegna, nel varco lasciato aperto dal Pisq (Poligono missilistico sperimentale Interforze Salto di Quirra), “il gioiello della Corona” come amano definirlo i generali, ossia il poligono terrestre, aereo e marittimo più grande d’Europa: 130 kmq a terra, laddove a mare una sola delle zone sottoposte a schiavitù militare, con i suoi 28.400 kmq, supera la superficie dell’intera Sardegna. Si articola nel poligono a mare di Capo San Lorenzo e di Perdasdefogu sull’altopiano. Il poligono, come indica bene il termine inglese bombing test range e lo spagnolo campo de bombardeo, è adibito a manovre di guerra life fire (a fuoco vivo, con vero munizionamento da guerra), sperimentazioni, collaudo di armamenti, esercitazioni delle truppe Nato e extra Nato. È a disposizione delle imprese private produttrici di sistemi d’arma al prezzo di un milione e duecentomila euro al giorno (ultimo prezzo reso noto nel 2003, però parrebbe fermo a quello richiesto negli anni ’70). Considerato che i clienti abituali (Oerlikon-Contraves, Aerospatiale, Finmeccanica, Alenia, Oto Melara, Iveco ecc.) sono in media tre per volta, il “reddito” supera i 100 milioni al giorno, un fiume di denaro che non transita in Sardegna.

Nella striscia di Quirra si muore di “sindrome Golfo-Balcani”, gli animali nascono con terribili alterazioni genetiche come i bambini di Escalaplano, paese confinante con il lato ovest del Pisq.

Indagine dei veterinari. La strage interminabile – denunciata ininterrottamente dal 2001, monitorata dalle associazioni base e dalla stampa sarda, ignorata da “quelli che contano” – di recente è diventata visibile anche fuori dall’isola grazie alla fuga da cassetti blindati dell’indagine anamnestica dei veterinari delle ASL e al suo approdo in internet e nei PC di alcuni giornalisti.

 

Lo studio esamina i ventuno allevamenti stanziali di ovini, rileva «l'insorgere contemporaneo di problematiche genetiche (malformazione) negli animali e gravi malattie tumorali nelle persone che si

Leggi tutto: Il caso Quirra

 

Ufologia: la Verita' da sotto il moggio viene alla Luce

Nelle carte Fbi nuova luce sugli Ufo

 

Corpi umanoidi in New Mexico nel 1950 e un avvistamento nello Utah nel 1949

 

MILANO - Chi crede all'esistenza degli Ufo ha ora qualche ragione in più: negli anni Quaranta ci credeva anche l'Fbi, come risulta senza ombra di dubbio dalle carte riservate, in pieno stile X-Files, appena pubblicate sul sito del Bureau, (The Vault). I documenti, scovati dal giornale Salt Lake Tribune ma accessibili a tutti, danno conto di almeno due avvistamenti, uno nello Utah e uno nel New Mexico (il famoso incidente di Roswell). Cominciamo dal secondo, di cui si parla da tempo ma adesso reso un po' più credibile appunto dai nuovi documenti. Il rapporto dell'Fbi,

Leggi tutto: Ufologia: la Verita' da sotto il moggio viene alla Luce

 

Intervista a Giulietto Chiesa

Valutazione attuale: / 2
ScarsoOttimo 

Vi spiego perché gli Usa torneranno alla Maddalena

Giulietto Chiesa analizza le crisi del mondo occidentale

Intervista Giulietto Chiesa – 8 aprile 2011 

 

Che cosa c'entra il terremoto in Giappone con quanto sta succedendo in queste ultime settimane in Nord Africa? E che relazione c'è tra lo scioglimento dei ghiacci in Antartide e il disastro ecologico nel Golfo del Messico?

 

Secondo Giulietto Chiesa - 70 anni, giornalista (per tanti anni inviato a Mosca per La Stampa), parlamentare europeo dal 2005 al 2009 - una relazione esiste. La tesi, semplice quanto terrificante, è questa:

Leggi tutto: Intervista a Giulietto Chiesa

 

Emergenze planetarie parte prima

Incontro con Giorgio Bongiovanni "Direttore della rivista Antimafia Duemila www.antimafiaduemila.com e stigmatizzato a Fatima" attento osservatore dei fatti che accadono nel mondo. Riflessioni sullo stato attuale del nostro pianeta Terra. A cura di Massimo Bonella "Direttore di Pianeta Oggi Tv online". In collaborazione con TeleIdea Chianciano e TeleJato Sicilia.

JavaScript disabilitato!
Per visualizzare il contenuto devi abilitare il JavaScript dalle opzioni del tuo browser.
 

 

Emergenze planetarie

Incontro con Giorgio Bongiovanni: riflessioni sullo stato attuale del nostro pianeta Terra. Parte 2

JavaScript disabilitato!
Per visualizzare il contenuto devi abilitare il JavaScript dalle opzioni del tuo browser.

   

Presentazione di Alternativa

Manifesto dI Alternativa 

Marzo 2011

 

Alternativa è il movimento politico e culturale fondato da Giulietto Chiesa a Roma il 17 aprile 2010. Il nostro punto di partenza è rappresentato dalla convinzione che il modello economico e sociale attualmente dominante nel mondo, basato sull'idea di una illimitata espansione di produzione e consumi, è ormai diventato una megamacchina distruttrice della natura, della società, dello stesso equilibrio psichico individuale, ed è destinato al collasso in tempi relativamente rapidi, cioè nel corso di questa e delle prossime due generazioni umane.

La causa di fondo di questa svolta è l’esaurimento delle risorse, l’apparizione simultanea dei limiti allo sviluppo in molte direzioni essenziali, il superamento delle soglie oltre le quali il pianeta e i suoi complessi ecosistemi sono in grado di rigenerarsi La transizione ad un diverso modello di produzione e consumo è inevitabile, ma sta a noi far sì che essa si traduca nel passaggio ad una società più umana e solidale e non in una drammatica e sanguinosa crisi di civiltà, esito inevitabile se la lasciamo nelle mani di coloro che ci governano..

L’unico modo per evitare una transizione catastrofica e per guidarla verso un esito che permetta di ridurre grandi sofferenze è cominciare una vasta e multilaterale opera culturale, organizzativa, trasformatrice delle attuali forme di produzione e di consumo. In particolare il criterio principale per una tale riorganizzazione sarà quello della decrescita della produzione di beni e servizi materiali e di un progressivo aumento di beni esterni alla sfera del mercato.

Il dogma della crescita è ormai il cancro che ferisce a morte la natura e l’uomo; che erode il livello di vita della maggior parte delle popolazioni; che attacca selvaggiamente tutti i beni comuni per assoggettarli allo sfruttamento privato.

 

Alternativa ritiene che, proseguendo sulla strada di uno sviluppo dissennato come l’attuale, si finirà in guerra. Il tendenziale esaurimento delle risorse, la compromissione degli equilibri climatici produrrà una crescente competizione per il controllo dei flussi delle risorse. Una politica di pace e di convivenza tra le civiltà non può essere perseguita finché non si darà vita e sostanza a una nuova architettura istituzionale internazionale basata sul rispetto dei diritti fondamentali di tutti all’esistenza, a parità

Leggi tutto: Presentazione di Alternativa

   

Megachip info

Inverecondo pasticcio all'ONU

di Giulietto Chiesa - «La Voce delle Voci»- 4 aprile 2011

 

Ha scritto molto bene il generale Fabio Mini, su Repubblica (20 marzo 2011), che stiamo assistendo, senza accorgercene, alla «trasformazione del Nord Africa in una confederazione di compagnie petrolifere», che andrà dalla ex Mauritania all’ex Egitto, all’ex Sudan, fino alla Penisola Arabica (finché continuerà a chiamarsi così).

I nuovi “stati” si chiameranno - chissà? - Total, BP, Exxon, Mobil, Chevron. Sicuramente nell’elenco non ci sarà ENI, che si è comportato male.

E non ci saranno neppure Gazprom, Lukoil, perchè Putin e Medvedev hanno votato male (cioè si sono astenuti) la risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che ha permesso “tutte le misure necessarie” contro la Libia.

Quello che è accaduto al Palazzo di Vetro sarà ricordato, senza dubbio, come il più inverecondo pasticcio mai cucinato dall’Onu in tutta la sua non sempre onorata carriera. Cioè l’Onu ha approvato un documento che viola appunto una serie di fondamentali principi dell’Onu. Cioè ancora, l’Onu si è sparato nei piedi.

 

O, forse, potremmo dire che il premio Nobel per la pace, Barack Obama, gli ha sparato nelle palle, essendo evidente che è stato lui (sebbene non sia stato così evidente...) a guidare le bellicose azioni del piccolo capo Sarkozy

Leggi tutto: Megachip info

   

"Gli Ultimi Giorni di Paolo Borsellino" di Giorgio Bongiovanni e Lorenzo Baldo

La speranza e la sete di giustizia di Paolo Borsellino

 

Venerdì 1 aprile si è svolta presso l'Auditorium della Regione di Pordenone la presentazione del libro "Gli ultimi giorni di Paolo Borsellino" scritto da Giorgio Bongiovanni e Lorenzo Baldo. Quasi 300 persone hanno partecipato all'incontro organizzato dall'associazione "Il Sicomoro", moderato dalla caporedattrice di Antimafia Duemila, Anna Petrozzi. Oltre gli autori del libro ha partecipato come relatore il fratello del giudice Paolo Borsellino, Salvatore. Riportiamo di seguito un primo estratto della serata.

 

La sala si riempie velocemente, uomini, donne, alcuni anziani e tanti giovani. La vibrazione che si percepisce dal pubblico è quella di una grande attenzione e di molta sensibilità verso i temi trattati. Giorgio riesce ad arrivare poco prima dell'inizio della conferenza nonostante grandi difficoltà e una profonda stanchezza dovuta ad un lungo periodo di continui viaggi tra il nord e il sud del nostro Paese. Salvatore arriva poco prima e anche lui porta su di sè una sorta di "accelerazione" costante dovuta alle molteplici attività che lo vedono schierato sul fronte dell'impegno civile e che lo costringeranno a ripartire al termine dell'incontro per poter essere a Milano al mattino presto. Un volta giunti, sia Salvatore che Giorgio, si scrollano di dosso ogni pensiero e preoccupazione e riacquistano quell'energia che anima i loro spiriti capace di andare oltre ogni limite umano. Ed è Domenico Santin, in rappresentanza dell'associazione "Il Sicomoro", ad introdurre la presentazione del libro dando successivamente la parola ad Anna Petrozzi che con grande maestria traccia i punti salienti che costituiscono l'ossatura del libro collegandoli agli avvenimenti attuali. Dopo un breve accenno sul significato del nostro libro e sull'importanza di una pretesa di giustizia e verità sulle stragi del '92 e del '93 passo la parola ad Anna che chiede subito a Salvatore Borsellino il ruolo della società civile in questa ricerca della verità. Salvatore osserva attentamente le persone presenti e inizia a raccontare come gli stessi magistrati impegnati nelle nuove indagini sui mandanti esterni delle stragi '92/'93 e sulla cosiddetta "trattativa" tra Stato e mafia gli abbiano trasmesso l'altissimo valore del sostegno della società civile in questa fase determinante per poter giungere alla verità. La voce di Salvatore si incrina più volte mentre racconta il periodo prima e dopo la strage di Capaci. Il fratello di Paolo Borsellino trattiene l'emozione mentre ricorda quei momenti, rivive la consapevolezza della minaccia di morte che aleggiava su Falcone e ancora di più su suo fratello dopo l'assassinio di Capaci. Tutti sapevano che il prossimo a morire sarebbe stato Paolo Borsellino ed il primo era lui. L'atto d'amore più grande di quest'uomo è racchiuso proprio nella piena coscienza della sua imminente fine di fronte alla quale non vi è alcuna resa, ma solo un ultimo incondizionato gesto d'amore verso il  prossimo che si traduce in una corsa contro il tempo per rendere giustizia al suo amico e fratello Giovanni Falcone, così come per le generazioni che verranno. Salvatore riesce a trasmetterlo con tutta l'anima, la gente applaude profondamente emozionata. Ma il grido di Salvatore è fatto anche di tanta rabbia per i misteri che ruotano attorno alla strage di via D'Amelio, uno su tutti riguarda la scomparsa dell'agenda rossa di suo fratello dentro la quale vi erano scritte le sue considerazioni più importanti sulla strage di Capaci e su quella "tratattiva" tra pezzi dello Stato e la mafia di cui verosimilmente Borsellino era stato messo a conoscenza da uomini delle istituzioni dell'epoca e contro la quale lui si sarebbe opposto con tutte le sue forze decretando così la propria morte. Salvatore sente nell'aria un clima simile a quello del 1992 e teme fortemente la possibilità di nuovi attentati nei confronti di magistrati. Nella sala non vola una mosca, quel timore appartiene a molti dei presenti. Di seguito Anna chiede a Giorgio di delineare un quadro dell'attuale situazione che ruota attorno alle nuove rivelazioni della conoscenza di una "trattativa" tra mafia e Stato

Leggi tutto: "Gli Ultimi Giorni di Paolo Borsellino" di Giorgio Bongiovanni e Lorenzo Baldo

   

"Gli Ultimi Giorni di Paolo Borsellino"

La speranza e la sete di giustizia di Paolo Borsellino

 

Venerdì 1 aprile si è svolta presso l'Auditorium della Regione di Pordenone la presentazione del libro "Gli ultimi giorni di Paolo Borsellino" scritto da Giorgio Bongiovanni e Lorenzo Baldo. Quasi 300 persone hanno partecipato all'incontro organizzato dall'associazione "Il Sicomoro", moderato dalla caporedattrice di Antimafia Duemila, Anna Petrozzi. Oltre gli autori del libro ha partecipato come relatore il fratello del giudice Paolo Borsellino, Salvatore. Riportiamo di seguito un primo estratto della serata.

 

La sala si riempie velocemente, uomini, donne, alcuni anziani e tanti giovani. La vibrazione che si percepisce dal pubblico è quella di una grande attenzione e di molta sensibilità verso i temi trattati. Giorgio riesce ad arrivare poco prima dell'inizio della conferenza nonostante grandi difficoltà e una profonda stanchezza dovuta ad un lungo periodo di continui viaggi tra il nord e il sud del nostro Paese. Salvatore arriva poco prima e anche lui porta su di sè una sorta di "accelerazione" costante dovuta alle molteplici attività che lo vedono schierato sul fronte dell'impegno civile e che lo costringeranno a ripartire al termine dell'incontro per poter essere a Milano al mattino presto. Un volta giunti, sia Salvatore che Giorgio, si scrollano di dosso ogni pensiero e preoccupazione e riacquistano quell'energia che anima i loro spiriti capace di andare oltre ogni limite umano. Ed è Domenico Santin, in rappresentanza dell'associazione "Il Sicomoro", ad introdurre la presentazione del libro dando successivamente la parola ad Anna Petrozzi che con grande maestria traccia i punti salienti che costituiscono

Leggi tutto: "Gli Ultimi Giorni di Paolo Borsellino"

   

L'industria delle armi non e' mai in crisi

Valutazione attuale: / 2
ScarsoOttimo 

Sipri: l’Unione Europea è il maggior esportatore mondiale di armamenti

Giorgio Beretta - Fonte: Unimondo - 15 marzo 2011

 

L’Unione Europea nel suo insieme è oggi il principale esportatore mondiale di armamenti. Lo si apprende analizzando con attenzione uno studio dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI), uno degli istituti tra i più autorevoli del settore, che ieri ha presentato i dati sui trasferimenti internazionali di armi convenzionali relativi al quinquennio 2006-2010 (qui il Factsheet in .pdf).

Nonostante la crisi finanziaria e la successiva recessione globale, nel quinquennio dal 2006 al 2010 il volume medio dei trasferimenti globali di sistemi militari è cresciuto del 24% rispetto al quinquennio precedente. Ed è soprattutto nell’ultimo quinquennio che – se si analizzando attentamente i dati forniti dal SIPRI Arms Transfers Database – i paesi dell’Unione Europea superano ampiamente gli Stati Uniti e la Russia nel commercio mondiale di armamenti.

Va tenuto presente che le cifre riportate dal SIPRI sono molto contenute rispetto a quelle presentate nei rapporti ufficiali internazionali e dei singoli paesi in quanto si riferiscono solo agli armamenti convenzionali e soprattutto ai “grandi sistemi d’arma” (aerei, elicotteri, navi, cannoni, missili, blindati ecc) e non riportano i dati relativi alle cosiddette “piccole armi” ad uso militare e nemmeno quelli delle singole componenti dei sistemi militari. Le cifre, inoltre, cercano di misurare “il trend del volume dei trasferimenti” più che il “valore del commercio internazionale” che nei report annuali dell’istituto di ricerca svedese è segnalato in cifre ampiamente superiori.

 

Il SIPRI – pur riportando nell’Arms Transfers Database i dati annuali – analizza nel suo studio i valori quinquennali del commercio di armamenti in quanto i dati annuali possono variare significativamente a seconda delle diverse commesse. Come mostra la Figura 1 del Factsheet (in .pdf), dal 2001 il trend dei trasferimenti dei principali sistemi di armamento convenzionali è in crescita e nel 2010 si è attestato attorno ai 25 miliardi di dollari: nel 2002, con meno 18 miliardi di dollari, era sceso al minimo storico dal periodo della Guerra Fredda, ma già dall’anno successivo – a seguito dell’effetto 11 settembre – era tornato a crescere fino al

Leggi tutto: L'industria delle armi non e' mai in crisi

   

Giulietto Chiesa

Dal disordine non programmato al disordine programmato

Intervista a Giulietto Chiesa da Agenzia Stampa Italia – Megachip – 17 marzo 2011

 

Ci sono corsi e ricorsi storici e la storia ci insegna che certi eventi sono epocali e che possono ripetersi. Nel 2001 ci fu quello che sappiamo che anticipò la crisi finanziaria che era già nei fatti in stato di maturazione, anche se non era ancora esplosa. Secondo lei, i fatti che stanno accadendo nel Nord Africa a che cosa preludono?

 

Sono sintomi generali di un disordine non programmato che deriva dall'inizio della fine del dominio imperiale statunitense. Una parte dell'umanità avverte che sta venendo meno la funzione di dominio. E comincia a cercare proprie risposte ai drammatici problemi che vive. L'età media dei paesi in rivolta è vicina ai 30 anni. Una nuova generazione – la generazione non di Twitter o di Facebook, ma di Al Jazeera, che legge gli avvenimenti mondiali su una tv in arabo.

Leggi tutto: Giulietto Chiesa

   

Guerra nel Mediterraneo

Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 

No all'intervento militare contro la Libia

di Giulietto Chiesa - 18 marzo 2011 - Megachip 

 

 

Mi proponevo di scadenzare i miei interventi a ritmi più lunghi, ma la crisi mondiale galoppa a tale velocità che non si può restare indietro. Poiché temo che siamo alla vigilia di una guerra, questa volta alle nostre porte, ritengo mio dovere dire cosa sta succedendo.

 

Lo faccio non da solo, ma insieme ad altre persone che stimo. Forse contiamo poco, ma, per quel poco, abbiamo deciso di far sentire la nostra voce. Per un dovere non solo politico ma soprattutto morale. Noi non usiamo due pesi e due misure. E ricordiamo, per esempio, il silenzio che accompagnò l'eccidio dei palestinesi della striscia di Gaza. Allora nessuno gridò all'intervento militare contro i massacratori e contro uno stato sovrano quale Gaza era già divenuto.

Adesso ci risiamo con gl'interventi "umanitari". Stare zitti non si può. Quello che segue è il parere comune di un gruppo di privati cittadini. Altri, se vorranno, potranno aggiungersi.

 

Dopo il voto, inaccettabile, del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che ha autorizzato, insieme alla no-flight zone, il ricorso a “tutte le misure necessarie” (di fatto il via libera ai bombardamenti), si moltiplicano le notizie di un imminente

Leggi tutto: Guerra nel Mediterraneo

   

Nino Lezhava

Da Pordenone intervista alla soprano Nino Lezhava a cura di Massimo Bonella Direttore di www.pianetaoggitv.net A seguire un ecclatante segno nei cieli della Russia, ripreso anche dal tg della televisione russa.

JavaScript disabilitato!
Per visualizzare il contenuto devi abilitare il JavaScript dalle opzioni del tuo browser.

   

Associazione culturale Giordano Bruno informa

Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 

COMUNICATO STAMPA

 

BUJA – UDINE

5 Marzo 2011

 

Si è svolta di pomeriggio la conferenza pubblica  LA VISITA DAL COSMO E IL RITORNO DEL CRISTO organizzata da 4 carissimi amici che da tempo avevano espresso il forte desiderio di organizzarla nella loro città situata in una vasta area  fortemente colpita dal devastante terremoto nel Friuli Venezia Giulia del 1976.

300 persone circa sono state richiamate dalla presenza di Giorgio Bongiovanni e di Pier Giorgio Caria; di spicco la presenza di tanti giovani animati dal desiderio della ricerca ed il vivo interesse del pubblico per le tematiche trattate. 

 

La presentazione di Pier Giorgio Caria, reduce da un viaggio negli Stati Uniti insieme ad

Leggi tutto: Associazione culturale Giordano Bruno informa

   

Editoriale Antimafia Duemila

Una nota dello Sco rivela ''Le bombe erano per la trattativa.

L'Antimafia lo sapeva giÀ dal 1993'' 

di Giorgio Bongiovanni e Anna Petrozzi - 4 marzo 2011

 

“Non erano previsti i morti per le stragi. Ne a Firenze ne altrove”. Parole di Gaspare Spatuzza all’udienza del 9 febbraio scorso al processo a Francesco Tagliavia per le stragi del ’93.

Danni collaterali quindi quei corpi dilaniati dal tritolo o menomati per sempre, errori di calcolo dovuti a circostanze sfortunate, come una pattuglia di vigili troppo vicina all’obiettivo.

Un atroce dettaglio di cui i familiari delle vittime e l’opinione pubblica vengono a conoscenza solo ora, 18 anni dopo, un piano preciso di cui invece polizia e Commissione parlamentare antimafia sapevano già dal settembre 1993.

Questa volta non è questione di pentiti, a cantare è un documento scritto, protocollato e timbrato. “Protocollo 123G/731462/10/I-3. Roma, 11/9/1993”. “Oggetto: Attentati verificatisi a Roma, Firenze e Milano. Per quanto di interesse si trasmette appunto riservato concernente gli attentati”. Firmato su foglio intestato SCO, con il timbro della Commissione antimafia che attesta “arrivato il 14/9/1993”, dal “direttore del servizio”. Il contenuto è un’altra delle postume rivelazioni istituzionali di fronte alle quali si fatica a trattenere lo sdegno.

 

«Nel corso di riservata attività investigativa – si legge - funzionari del servizio hanno acquisito notizie fiduciarie di particolare interesse sull´attuale assetto e sulle strategie operative di Cosa nostra». Dopo l’attentato a Costanzo

Leggi tutto: Editoriale Antimafia Duemila

   

da Antimafia Duemila

Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 

Frore in su nie

L'orgoglio del popolo sardo per rendere giustizia a Paolo Borsellino

di Lorenzo Baldo 

 

Le nuvole si dipanano e lasciano intravedere una terra antica baciata dal mare. La Sardegna si presenta ai nostri occhi in tutta la sua selvaggia bellezza. Giovedì 24 febbraio è la prima giornata di questo viaggio per presentare il libro “Gli ultimi giorni di Paolo Borsellino” scritto insieme a Giorgio Bongiovanni, destinazione: Sassari. Giorgio non è potuto venire per una serie di impegni legati all'organizzazione dell'Opera che lo obbligano a spostarsi costantemente tra il nord e il sud d'Italia, ma è come se fosse lì con noi. Dall'aeroporto di Cagliari saliamo su un pulmino insieme agli organizzatori di Zahr Records, Luca e Daniela, per andare a 200 km a nord di quest'isola.

Maria è seduta al mio fianco, osserva la sua terra come una figlia tenuta per mano dalla propria madre. Il legame profondo con questa terra non si spezza mai. Soprattutto per chi vive lontano da essa. Arriviamo a Sassari accompagnati da un vento pungente che non accenna a diminuire. Sento forte l'emozione dei miei genitori venuti per la prima volta ad ascoltare la presentazione di questo libro.

 

Lentamente la sala della biblioteca comunale si riempie di un centinaio di persone, qualcuno rimane in piedi. Il dibattito con il giornalista dell'Unione Sarda, Giuseppe Meloni, scorre fluido e incalzante. Il collega mi chiede di iniziare il racconto dalla parte umana del giudice Borsellino ripercorrendo gli ultimi 57 giorni di vita. Attraverso le testimonianze raccolte nel libro cerco di descrivere lo stato d'animo di un uomo consapevole dell'epilogo che lo attendeva, ma soprattutto

Leggi tutto: da Antimafia Duemila

   

Le rivolte in Africa del nord . . .

Valutazione attuale: / 4
ScarsoOttimo 

L’INIZIO DELLA FINE

di Massimo Fini

 

Le rivolte popolari in Tunisia, Egitto, Libia, Algeria, Marocco, Bahrein segnano l'inizio della fine dell'Impero americano, e occidentale, in quelle regioni. Da quando hanno vinto la Seconda guerra mondiale gli Stati Uniti, nonostante tutte le loro belle parole di democrazia, hanno sostenuto i dittatori più infami, corrotti e sanguinari, purché gli facessero comodo, quando non hanno fomentato direttamente dei golpe militari. E questa realpolitik imperialista gli si è sempre ritorta contro o li ha messi in situazioni insostenibili. Il sostegno al dittatore cubano Batista ha generato il castrismo. Il golpe militare organizzato da Henry Kissinger contro Salvador Allende, colpevole di esser socialista e non prono agli interessi yankee, ha portato questo Paese, sia pur col tempo, nella “linea Chávez” di indipendenza di buona parte dell'America latina dall'ingombrante tutela di Washington. Il sostegno al patinato Scià di Persia che rappresentava sì e no il 2% della popolazione iraniana, una borghesia ricchissima mentre il resto del Paese moriva di fame, e che governava con la Savak, la più famigerata polizia segreta del

Leggi tutto: Le rivolte in Africa del nord . . .

   

Ufologia

UFO E PROVE INCONFUTABILI

                   

UFO, astronauta ESA: «Sì, abbiamo visto cose inspiegabili»

Bisogna ammetterlo: non passa giorno in cui non si parli, nel bene o nel male, del fenomeno UFO e dell'esistenza di vita intelligente oltre quella terrestre. Stiamo assistendo ad una vera e propria escalation in termini di confessioni, rivelazioni, dichiarazioni, testimonianze, interviste, foto e filmati, tutti incentrati su eventi apparentemente inspiegabili e collegabili all'Ufologia.

Oggi è il turno di Jean-François Clervoy, astronauta francece in forza all'Agenzia Spaziale Europea (ESA) dal 1992. La sua ultima esperienza spaziale risale al 1999, con la missione STS-103 il cui obiettivo era la riparazione del telescopio spaziale Hubble.

 

In una intervista pubblicata dall'edizione spagnola dell'ABC, l'astronauta ha raccontato

Leggi tutto: Ufologia

   

Ogni giorno Gesu' viene crocifisso!

FAME E INFANZIA TRADITA

 

Fiore di pane

Questo è il significato del nome Rozigul: una bambina afgana di nove anni, ferita al torace mentre mentre portava l'acqua dal pozzo

Oggi le hanno lavato i capelli: non ha più le treccine con cui è arrivata al nostro pronto soccorso qui all'ospedale di Lashkargah, di sera tardi dopo un viaggio durato un'eternità.

Viene da Nadalì, distretto ormai tragicamente famoso per i combattimenti che vi accadono giornalmente.

Rozigul, che significa 'fiore di pane', stava portando a casa l'acqua dopo essere andata al pozzo per tutta la famiglia. Ha sentito uno sparo e pochi secondi dopo una gran fitta di dolore al braccio e al tronco. Si è accasciata a terra e ha urlato. Il papà l'ha soccorsa subito e quando hanno trovato una macchina sono partiti verso l'ospedale di Emergency a Lashkargah.

 

Il proiettile le ha bucato un avambraccio e nella sua tragica corsa ha perforato anche il torace e

Leggi tutto: Ogni giorno Gesu' viene crocifisso!

   

Pagina 29 di 31

CONDIVIDI / SOCIAL NETWORK

Video in evidenza

Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie. Cookie Policy.