Martedì, Dicembre 11, 2018
   
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Osservatorio Planetario

Guerra nel Mediterraneo

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No all'intervento militare contro la Libia

di Giulietto Chiesa - 18 marzo 2011 - Megachip 

 

 

Mi proponevo di scadenzare i miei interventi a ritmi più lunghi, ma la crisi mondiale galoppa a tale velocità che non si può restare indietro. Poiché temo che siamo alla vigilia di una guerra, questa volta alle nostre porte, ritengo mio dovere dire cosa sta succedendo.

 

Lo faccio non da solo, ma insieme ad altre persone che stimo. Forse contiamo poco, ma, per quel poco, abbiamo deciso di far sentire la nostra voce. Per un dovere non solo politico ma soprattutto morale. Noi non usiamo due pesi e due misure. E ricordiamo, per esempio, il silenzio che accompagnò l'eccidio dei palestinesi della striscia di Gaza. Allora nessuno gridò all'intervento militare contro i massacratori e contro uno stato sovrano quale Gaza era già divenuto.

Adesso ci risiamo con gl'interventi "umanitari". Stare zitti non si può. Quello che segue è il parere comune di un gruppo di privati cittadini. Altri, se vorranno, potranno aggiungersi.

 

Dopo il voto, inaccettabile, del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che ha autorizzato, insieme alla no-flight zone, il ricorso a “tutte le misure necessarie” (di fatto il via libera ai bombardamenti), si moltiplicano le notizie di un imminente

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Nino Lezhava

Da Pordenone intervista alla soprano Nino Lezhava a cura di Massimo Bonella Direttore di www.pianetaoggitv.net A seguire un ecclatante segno nei cieli della Russia, ripreso anche dal tg della televisione russa.

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Associazione culturale Giordano Bruno informa

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COMUNICATO STAMPA

 

BUJA – UDINE

5 Marzo 2011

 

Si è svolta di pomeriggio la conferenza pubblica  LA VISITA DAL COSMO E IL RITORNO DEL CRISTO organizzata da 4 carissimi amici che da tempo avevano espresso il forte desiderio di organizzarla nella loro città situata in una vasta area  fortemente colpita dal devastante terremoto nel Friuli Venezia Giulia del 1976.

300 persone circa sono state richiamate dalla presenza di Giorgio Bongiovanni e di Pier Giorgio Caria; di spicco la presenza di tanti giovani animati dal desiderio della ricerca ed il vivo interesse del pubblico per le tematiche trattate. 

 

La presentazione di Pier Giorgio Caria, reduce da un viaggio negli Stati Uniti insieme ad

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Editoriale Antimafia Duemila

Una nota dello Sco rivela ''Le bombe erano per la trattativa.

L'Antimafia lo sapeva giÀ dal 1993'' 

di Giorgio Bongiovanni e Anna Petrozzi - 4 marzo 2011

 

“Non erano previsti i morti per le stragi. Ne a Firenze ne altrove”. Parole di Gaspare Spatuzza all’udienza del 9 febbraio scorso al processo a Francesco Tagliavia per le stragi del ’93.

Danni collaterali quindi quei corpi dilaniati dal tritolo o menomati per sempre, errori di calcolo dovuti a circostanze sfortunate, come una pattuglia di vigili troppo vicina all’obiettivo.

Un atroce dettaglio di cui i familiari delle vittime e l’opinione pubblica vengono a conoscenza solo ora, 18 anni dopo, un piano preciso di cui invece polizia e Commissione parlamentare antimafia sapevano già dal settembre 1993.

Questa volta non è questione di pentiti, a cantare è un documento scritto, protocollato e timbrato. “Protocollo 123G/731462/10/I-3. Roma, 11/9/1993”. “Oggetto: Attentati verificatisi a Roma, Firenze e Milano. Per quanto di interesse si trasmette appunto riservato concernente gli attentati”. Firmato su foglio intestato SCO, con il timbro della Commissione antimafia che attesta “arrivato il 14/9/1993”, dal “direttore del servizio”. Il contenuto è un’altra delle postume rivelazioni istituzionali di fronte alle quali si fatica a trattenere lo sdegno.

 

«Nel corso di riservata attività investigativa – si legge - funzionari del servizio hanno acquisito notizie fiduciarie di particolare interesse sull´attuale assetto e sulle strategie operative di Cosa nostra». Dopo l’attentato a Costanzo

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da Antimafia Duemila

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Frore in su nie

L'orgoglio del popolo sardo per rendere giustizia a Paolo Borsellino

di Lorenzo Baldo 

 

Le nuvole si dipanano e lasciano intravedere una terra antica baciata dal mare. La Sardegna si presenta ai nostri occhi in tutta la sua selvaggia bellezza. Giovedì 24 febbraio è la prima giornata di questo viaggio per presentare il libro “Gli ultimi giorni di Paolo Borsellino” scritto insieme a Giorgio Bongiovanni, destinazione: Sassari. Giorgio non è potuto venire per una serie di impegni legati all'organizzazione dell'Opera che lo obbligano a spostarsi costantemente tra il nord e il sud d'Italia, ma è come se fosse lì con noi. Dall'aeroporto di Cagliari saliamo su un pulmino insieme agli organizzatori di Zahr Records, Luca e Daniela, per andare a 200 km a nord di quest'isola.

Maria è seduta al mio fianco, osserva la sua terra come una figlia tenuta per mano dalla propria madre. Il legame profondo con questa terra non si spezza mai. Soprattutto per chi vive lontano da essa. Arriviamo a Sassari accompagnati da un vento pungente che non accenna a diminuire. Sento forte l'emozione dei miei genitori venuti per la prima volta ad ascoltare la presentazione di questo libro.

 

Lentamente la sala della biblioteca comunale si riempie di un centinaio di persone, qualcuno rimane in piedi. Il dibattito con il giornalista dell'Unione Sarda, Giuseppe Meloni, scorre fluido e incalzante. Il collega mi chiede di iniziare il racconto dalla parte umana del giudice Borsellino ripercorrendo gli ultimi 57 giorni di vita. Attraverso le testimonianze raccolte nel libro cerco di descrivere lo stato d'animo di un uomo consapevole dell'epilogo che lo attendeva, ma soprattutto

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Le rivolte in Africa del nord . . .

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L’INIZIO DELLA FINE

di Massimo Fini

 

Le rivolte popolari in Tunisia, Egitto, Libia, Algeria, Marocco, Bahrein segnano l'inizio della fine dell'Impero americano, e occidentale, in quelle regioni. Da quando hanno vinto la Seconda guerra mondiale gli Stati Uniti, nonostante tutte le loro belle parole di democrazia, hanno sostenuto i dittatori più infami, corrotti e sanguinari, purché gli facessero comodo, quando non hanno fomentato direttamente dei golpe militari. E questa realpolitik imperialista gli si è sempre ritorta contro o li ha messi in situazioni insostenibili. Il sostegno al dittatore cubano Batista ha generato il castrismo. Il golpe militare organizzato da Henry Kissinger contro Salvador Allende, colpevole di esser socialista e non prono agli interessi yankee, ha portato questo Paese, sia pur col tempo, nella “linea Chávez” di indipendenza di buona parte dell'America latina dall'ingombrante tutela di Washington. Il sostegno al patinato Scià di Persia che rappresentava sì e no il 2% della popolazione iraniana, una borghesia ricchissima mentre il resto del Paese moriva di fame, e che governava con la Savak, la più famigerata polizia segreta del

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Ufologia

UFO E PROVE INCONFUTABILI

                   

UFO, astronauta ESA: «Sì, abbiamo visto cose inspiegabili»

Bisogna ammetterlo: non passa giorno in cui non si parli, nel bene o nel male, del fenomeno UFO e dell'esistenza di vita intelligente oltre quella terrestre. Stiamo assistendo ad una vera e propria escalation in termini di confessioni, rivelazioni, dichiarazioni, testimonianze, interviste, foto e filmati, tutti incentrati su eventi apparentemente inspiegabili e collegabili all'Ufologia.

Oggi è il turno di Jean-François Clervoy, astronauta francece in forza all'Agenzia Spaziale Europea (ESA) dal 1992. La sua ultima esperienza spaziale risale al 1999, con la missione STS-103 il cui obiettivo era la riparazione del telescopio spaziale Hubble.

 

In una intervista pubblicata dall'edizione spagnola dell'ABC, l'astronauta ha raccontato

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Ogni giorno Gesu' viene crocifisso!

FAME E INFANZIA TRADITA

 

Fiore di pane

Questo è il significato del nome Rozigul: una bambina afgana di nove anni, ferita al torace mentre mentre portava l'acqua dal pozzo

Oggi le hanno lavato i capelli: non ha più le treccine con cui è arrivata al nostro pronto soccorso qui all'ospedale di Lashkargah, di sera tardi dopo un viaggio durato un'eternità.

Viene da Nadalì, distretto ormai tragicamente famoso per i combattimenti che vi accadono giornalmente.

Rozigul, che significa 'fiore di pane', stava portando a casa l'acqua dopo essere andata al pozzo per tutta la famiglia. Ha sentito uno sparo e pochi secondi dopo una gran fitta di dolore al braccio e al tronco. Si è accasciata a terra e ha urlato. Il papà l'ha soccorsa subito e quando hanno trovato una macchina sono partiti verso l'ospedale di Emergency a Lashkargah.

 

Il proiettile le ha bucato un avambraccio e nella sua tragica corsa ha perforato anche il torace e

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Ufologia - news flash

CHICAGO:  importante conferenza su tematiche di ufologia con il noto giornalista Jaime Maussan che da anni conduce una importante trasmissione di approfondimento alla tv intercontinentale Tele Visa Mexico 4. Tra i relatori ricordiamo il ricercatore reportagista Pier Giorgio Caria piu' volte intervistato dalla nostra emittente on line e il contattato Antonio Urzi. Da evidenziare la grande partecipazione del pubblico circa settemila persone. La società di questo pianeta si sta sempre di piu' interrogando sulla realtà extraterrestre, anche se a qualcuno da fastidio. Sempre piu' evidenti ed inconfutabili documentazioni  stanno emergendo alla luce...... Per Pianeta Oggi Tv è sempre motivo di approfondimento.

   

Antimafia Duemila www.antimafiaduemila.com

Gli ultimi giorni di Paolo Borsellino. Gli studenti di Oristano

tra memoria e sete di verità

di Caterina Cossu

 

 

Il giornalista Lorenzo Baldo parla con la voce ferma ai ragazzi del Liceo Classico De Castro di Oristano. «È stato molto difficile per me reggere l'emozione del racconto di chi aveva conosciuto Paolo Borsellino, come la fotografa Letizia Battaglia, che negli anni ’80 documentava la mattanza. Fu lei a raccontarmi che nella sua ultima conferenza stampa alla Biblioteca comunale era palpabile che sarebbe stato il prossimo a morire. Come è stato difficile vedere piangere Leonardo Guarnotta, oggi presidente del Tribunale di Palermo ma allora con Borsellino nel pool antimafia che fondò Antonino Caponnetto». Gli studenti lo ricambieranno alla fine con un

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In primo piano, Argentina: continuano a manifestarsi fenomeni particolari degni della massima attenzione

UN CRISTO DI BRONZO SANGUINA A CATAMARCA (ARGENTIN                     

 

A Belén – Catamarca (Argentina) sanguinano le ferite di un Crocifisso bronzeo.

L’ immagine si trova nel museo Sacro della Parrocchia Nuestra Señora de Belén

 

Il fenomeno impattante è stato scoperto attraverso il filmato di una turista. La gente accorre a far visita al crocifisso e a pregare.

Nel Museo Sacro della Parrocchia Nuestra Señora de Belén, una scultura di bronzo di Cristo in croce, di circa 60 cm di altezza, sanguina dalle ferite .

Il fatto miracoloso è stato videoregistrato da una signora argentina residente negli Stati Uniti che aveva insistito per visitare il Museo lunedì notte e casualmente ne è stata testimone.

La donna, che era arrivata sul posto per svolgere un lavoro documentale di tutto il museo ha ripreso il fenomeno con la sua videocamera. La Commissione che custodisce le reliquie è stata subito informata del fatto ma il giorno dopo si vedeva poco sangue sul crocifisso rispetto al video. Carlos Torrente, segretario della Commissione ricerca storica del museo, ha affermato che "con una fotocamera digitale o telefono cellulare si possono captare le ferite e il sangue" ma la signora ha risposto che erano presenti persone che hanno visto il sangue sgorgare coi propri occhi.

A seguito della notizia un numeroso gruppo di fedeli sono accorsi sul luogo per pregare e molti di loro hanno pianto di commozione. Nei giorni scorsi il museo è rimasto aperto fino alle prime ore del mattino per chi desiderava restare a pregare, ma per una questione di precauzione non è stato consentito accendere candele.

Il parroco Paolo Batallán, non avrebbe dato troppa importanza alla questione. Le autorità della diocesi di Catamarca si sono così espresse: "Lo prendiamo come un messaggio per tutta la comunità", ci ha riferito il segretario della Commissione.

Il signor Carlos Torrente ci ha informati che tutta la comunità di Belen avrà possibilità di vedere le immagini registrate del prodigio su uno schermo gigante nell'atrio del Santuario, esso visualizzerà le immagini registrate da una videocamera

Le immagini complete del video si possono osservare nella pagina Internet: lavozbelicha.com.ar.

http://www.youtube.com/watch?v=ZcPuqbfyeGM 

3 febbraio 2011

   

Dall'Argentina le statue della Madonna che piangono sangue

una STATUA  deLla MADONNA dI Fátima PIANGE sangUe A catamarca

Nella località di Londres, dipartimento Belén (Catamarca- Argentina) una statua di gesso di circa un metro della Madonna di Fatima lacrima sangue da un occhio. La statua si trova nella chiesa di  San Giovanni Battista

La scoperta è stata fatta da una donna di Tucuman, che si era recata a Londres per consegnare le donazioni della Caritas e poi era andata in chiesa a pregare e di fronte alla scoperta del fenomeno si è messa ad avvisare i passanti

Così si è deciso di prendere un campione di sangue per mandarlo ad esaminare nella capitale di Catamarca. Poi la gente ha cercato di pulire le macchie di sangue con un fazzoletto, ma ancora una volta si è formata la goccia nell’occhio.

La vicepresidente della comissione protemplo, Petrona Alaniz, ha detto che "quando l’ha vista ha sentito molta emozione pensando che la Madonna manifesta la sofferenza per qualcosa".

 

 

Una volta diffusa la notizia della statua che lacrima sangue

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La Libia oggi

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Le armi italiane potrebbero fare strage in Libia: È ora di intervenire 

da perlapace.it - 23 febbraio 2011

 

Il nostro paese è il principale partner militare del regime di Gheddafi. Rete Disarmo e Tavola della Pace chiedono il blocco immediato della vendita di armi e ogni altra forma di collaborazione militare con la Libia.

Le armi fornite dall'Italia al Colonnello Gheddafi in questi ultimi anni (in particolare elicotteri e aeromobili, bombe, razzi e missili) sono forse state in prima linea nella sanguinosa repressione di questi giorni della popolazione civile libica, che sta protestando pacificamente contro il regime.

Basterebbe questo a dare forza alla richiesta di sospensione di ogni forma di fornitura di armamenti e di cooperazione militare col governo libico che la Rete Italiana per il Disarmo (coordinamento che raccoglie oltre 30 organismi italiani impegnati sul tema del controllo degli armamenti) e la Tavola della Pace rivolgono in queste ore concitate e dolorose al Parlamento e al Governo italiano.

 

L’Italia è il principale fornitore di armi alla Libia: al regime di Tripoli

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Giulietto Chiesa

Un fantasma si aggira per il mondo arabo

di Giulietto Chiesa - 22 febbraio 2011

 

Non è quello del comunismo. E, per ora, non lo si può chiamare “fantasma della democrazia”. E’ una rivolta da fine dell’Impero.

  

E’ uno dei sintomi della crisi globale del pianeta, che progressivamente sta sostituendo, e sostituirà completamente in pochi anni, tutte le agiografie adoranti della globalizzazione imperiale.

E’ un figlio di molti fattori, che non possono essere ridotti a uno, come gran parte della stampa occidentale sta scribacchiando in questi giorni.

Non è la rivoluzione dei “social network” americani, anche se vi hanno contribuito. Non è la rivoluzione democratica all’occidentale, anche se questo aspetto fa capolino, per esempio in Egitto.

 

 

E’ piuttosto la rivoluzione di Al Jazeera. Nel senso che milioni di arabi, e non solo arabi, stanno ormai guardando quelle notizie prima d’ogni altre, e capiscono di non essere isolati. Ma è soprattutto la rivoluzione di milioni di giovani, nati guardando Al Jazeera, che vedono le ingiustizie del mondo e guardano all’occidente con disincanto, perchè l’occidente è stato amico e sodale dei loro aguzzini. Ed è anche la rivoluzione dei

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Presentazione del libro "Gli Ultimi Giorni di Paolo Borsellino

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Con la collaborazione di Mara Della Coletta e Sandra De Marco vi proponiamo la parte piu' importante dell'intervista a Giorgio Bongiovanni relativa alla presentazione del libro "Gli Ultimi Giorni di Paolo Borsellino" www.antimafiaduemila.com

D: Incontriamo Giorgio Bongiovanni. Sui temi di Antimafia. Ecco un libro molto interessante, altresì importante che hai realizzato insieme a Lorenzo Baldo. Un libro che non è solo un racconto ma anche un’inchiesta giornalistica. Ce ne puoi parlare?

 

R: Il libro s’intitola “Gli ultimi giorni di Paolo Borsellino”. È stato scritto da un mio collega e amico Lorenzo Baldo e da me, dove abbiamo con onore ospitato la prefazione di Antonio Ingroia, il giudice Antimafia che oramai tutti conoscete. In particolare il libro narra gli ultimi cinquantasette giorni della vita di Paolo Borsellino, quindi cerchiamo di far vivere minuto per minuto, giorno per giorno, ora per ora, i sentimenti, le emozioni, quello che Paolo Borsellino pensava e faceva soprattutto nel suo lavoro e con la sua famiglia.

 

Abbiamo avuto l’onore di intervistare il figlio Manfredi in un’intervista mi permetto di dire quasi esclusiva, perchè è nota la riservatezza, la discrezione e l’aristocrazia di questa famiglia che ha sofferto nel silenzio questa perdita gravissima del marito, per quanto riguarda la signora Agnese, e del padre per quanto riguarda i figli, e di un fratello per quanto riguarda i fratelli che Paolo Borsellino aveva, e di un figlio per sua madre che era viva quanto è morto Paolo. Quindi una perdita gravissima a causa di una strage, di un assassinio mafioso, ma non solo mafioso.  E quindi Manfredi si apre, senza entrare nel merito delle indagini per l’assoluto rispetto che appunto la famiglia Borsellino ha per le istituzioni e dice chiaramente, fa capire perlomeno, che il padre non è stato ucciso solo dalla mafia. Che c’era dell’altro. Noi abbiamo indagato a fondo, abbiamo cercato di leggere a fondo le migliaia di pagine delle indagini e dei processi di via D’Amelio, abbiamo intervistato alcuni collaboratori di giustizia. Io personalmente ho intervistato il pentito Salvatore Cancemi, uno dei boss mafiosi più importanti di Cosa Nostra. Mi sono incontrato con lui varie volte in sette mesi. Abbiamo dato il nostro piccolo, ma credo importante contributo nel ritrovamento di una fotografia dove un agente dei carabinieri, un funzionario dello Stato, prende la valigetta di Paolo Borsellino mentre ancora i corpi e le macchine bruciavano alcuni secondi dopo lo scoppio della bomba; valigia all’interno della quale, secondo molti investigatori, secondo noi e secondo la logica, e secondo soprattutto la famiglia che ha testimoniato, c’era la famosa agenda rossa. Infatti, in seguito al ritrovamento della foto, grazie ad una informazione pervenuta a noi giornalisti di AntimafiaDuemila, si è aperta un’indagine contro

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Argentina, un'altra Madonnina piange lacrime di sangue

Salta (Argentina). Nei primi giorni di febbraio una statuina di Santa Caterina piangeva sangue a Las Lajitas, nel quartiere San Antonio. 

Questo è il secondo fenomeno che si è manifestato nella provincia quest’anno. Affermano che la piccola statuina della Madonnina piange sangue, apre la bocca e abbassa la testa in forma di preghiera. Le immagini sono scioccanti.

I muri di mattoni senza intonaco. Candele e rose incorniciano la scena. Un piccolo tavolo e due statue di gesso: San Giorgio di forti tinte e Maria Immacolata della Medaglia Miracolosa con un manto celeste e bianco. Sembra triste, inconsolabile.

I vicini del quartiere Santa Ana assicurano che l'immagine della Madonna della Medaglia Miracolosa piange lacrime di sangue. Lourdes, proprietaria della piccola statua, è stata intervistata da El Tribuno Digital. La prima volta che notò casualmente qualcosa di strano fu l’11 di questo mese,  giorno della Madonna di Lourdes: "Ho notato che i suoi occhi erano diventati scuri”.

"Era un giorno come un altro," racconta. "Durante il giorno ho ricontrollato ed ho visto qualcosa di brutto". Stava guardando la televisione quando ha iniziato a sentirsi male. Sentì l'urgente necessità di vedere come stava la Vergine. Ha gridato a sua madre di guardarla. Così l’ha visto per la prima volta. Una lacrima rossa scorreva sulla  guancia della statuina.

Da quel giorno l'immagine ha iniziato a cambiare le espressioni del viso e la posizione della testa. Le foto la mostrano con la bocca aperta o in posizione di preghiera, con la testa reclinata. "E sorprendente vedere come cambia il viso,"  racconta Lourdes emozionata.

"La Madonna è triste. Quando me la regalarono non aveva questa espressione. Aveva un viso molto bello" ha ricordato Lourdes. "Ci sta inviando un messaggio. Desidera che miglioriamo come persone ma che iniziamo ognuno nella proria casa”.

Lourdes e la sua famiglia dicono che dall'inizio del fenomeno i vicini si recano sul posto a pregare  o semplicemente per vederla.

"Molti sentono pace quando arrivano e si trovano di fronte alla statua".

Lourdes ha ricordato che un’amica  le regalò la statua  la settimana prima dell’ 8 dicembre 2010, il giorno dell’Immacolata. "Da quel momento sento che siamo amiche".

Quando El Tribuno ha lasciato la casa di Lourdes alcuni vicini erano in attesa di vedere la Vergine. Quattro ragazzi erano assorti in preghiera.

El tribuno.com - Venerdì 18 febbraio 2011. Salta

http://www.eltribuno.info/salta/diario/hoy/salta/una-virgen-llora-mueve-la-cabeza-y-abre-la-boca

   

Il Palazzo

IL PALAZZO DA UN MILIARDO DI DOLLARI PUTIN FA IMPALLIDIRE L’AMICO B.
Residenza sul Mar Nero: “Pagata con ruberie e corruzione”
di Gian Carlo Castelli

 

Un palazzo principesco sul Mar Nero, degno di uno zar russo: così appare la “Casa di riposo Tuapse”, antico pansionat (i luoghi di villeggiatura per lavoratori nell’epoca sovietica) nella cittadina turistica di Ghelendzhik, campagna di Praskoveevka, regione di Krasnodar. Un anfiteatro all’aperto, un cinema indoor, un eliporto. E anche una piscina, una grande palestra e persino una torre dell’orologio. Le sale, in perfetto stile italiano neoclassico. Di chi è tanta lussuosa residenza che farebbe impallidire (almeno nello stile) le Ville Certose di Berlusconi, quelle col vulcano di cartapesta e il mausoleo con i loculi destinati agli amici più stretti del Cavaliere? Dello zar moderno, Vladimir Putin, giurano in molti. O, almeno, nella sua disponibilità. 

 

UN INVESTIMENTO costato un sacco di soldi che ha fatto saltare

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Biennio stragista 1992 - 1993

Il silenzio dei colpevoli

Le gravi omissioni di Nicola Mancino e Giovanni Conso sul biennio stragista '92/'93

di Giorgio Bongiovanni e Lorenzo Baldo - 18 febbraio 2011 

 

Nell'aula bunker di Firenze il senatore Nicola Mancino è tornato ad affrontare la questione della revoca del 41 bis per 140 detenuti decisa inspiegabilmente nel novembre del '93 dall'allora ministro di Grazia e Giustizia, Giovanni Conso.

 

Mancino ha affermato di non averne mai parlato con il suo collega di via Arenula, smentendo di fatto le precedenti dichiarazioni dell'ex Guardasigilli già di per sé lacunose e gravemente omertose. Le deposizioni dell'ex ministro dell'Interno hanno acuito un senso di rabbia e disgusto nei confronti di questi uomini delle istituzioni. Uomini che avevano e che hanno il dovere di essere al servizio del nostro Paese e che invece, barricandosi

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Ecuador

ECUADOR, SENTENZA STORICA CONTRO CHEVRON
L'Amazzonia e i suoi abitanti vittime dell'inquinamento sfrenato prodotto dalla multinazionale del petrolio saranno risarciti a suon di milioni

La giustizia ecuadoriana ha condannato lunedì la Chevron a pagare una multa milionaria

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M. Gorbaciov

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Gorbaciov: «Mi vergogno di Abramovich»
L’ex leader sovietico attacca il «ricco debosciato» e il suo stile di vita
 

 

MOSCA

 

— Ora che sta per compiere ottant’anni, Mikhail Gorbaciov sembra deciso ad abbandonare la prudenza che ha caratterizzato la sua condotta da quando lasciò nel 1991 il posto di presidente dell’Unione Sovietica. E spara ad alzo zero sugli oligarchi che si sono impadroniti delle ricchezze della Russia e sul tandem che guida il Paese, Vladimir Putin e Dmitrij Medvedev. «La classe dirigente di questo Paese sta mostrando a tutti noi la sua anima depravata... Il loro ideale

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