Martedì, Gennaio 22, 2019
   
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Osservatorio Planetario

Apparizione della Madonna

 

APARICION DE LA VIRGEN EN CENTENO (ARGENTINA)

Inédito fenómeno de fe a 100 km de Rosario

 

Nel piccolo paese di Centeno (Argentina) il 6 Aprile 2010 la Madonna è apparsa a María José Reinoso madre di tre figli. La donna afferma di aver visto la Vergine che si è presentata come Maria Rosa Mistica e ha chiesto la costruzione di un santuario che oggi, ogni 13 del mese, riceve migliaia di fedeli. La Vergine inoltre ha istruito la donna a lavarsi nella sorgente d’acqua benedetta e a prepararsi a svolgere il compito di sanatrice. I devoti accorrono numerosi e aspettano che la donna stenda le braccia per toccarli, ma lei precisa: “Non sono io a toccare le persone, è Lei, io sono una semplice mediatrice”.

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Madonnina piange lacrime di sangue

Dal Telegiornale . . . in lingua spagnola.

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Il ricatto occupazionale di Danilo Lollobrigida

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Governo Monti oggi. Commento del Direttore di Antimafia Duemila Giorgio Bongiovanni

 

COSA CAMBIA CON IL GOVERNO MONTI?

di Nicola Tranfaglia - 18 novembre 2011

Se qualcuno avesse conservato ancora qualche dubbio sul nuovo governo, il discorso tenuto dal presidente del Consiglio Mario Monti, in poco più di cinquanta minuti al Senato, avrà dovuto francamente ricredersi di fronte al clima nuovo, agli atteggiamenti dei ministri e alle parole fondamentali e condivisibili dalle più diverse posizioni politiche, pronunciate dal capo dell’esecutivo, enunciando il programma del suo gabinetto.

I media in generale hanno tentato in ogni modo di limitare il senso dell’operazione contrapponendo il governo tecnico ai governi politici e cercando di limitare il senso di un impegno nazionale e corale fino alla chiusura della legislatura che emerge dal discorso di Monti e porta finalmente sulla scena parole (che fino a ieri erano proibite o comunque accantonate) come le esigenze della crescita non soltanto economica, ma anche morale e culturale del paese, i bisogni delle nuove generazioni e del genere femminile fino a questo punto mortificato dalla politica populistica, quelle donne che pure costituiscono la metà abbondante della popolazione italiana.

E poi il bisogno, a lungo maturato negli ultimi anni, di una politica economica che sia nello stesso tempo rigorosa ed equa, attenta a distribuire sacrifici e rinunce tra i diversi strati della popolazione nazionale e cercare in ogni modo di restituire alla politica il senso di un dovere esercitato a vantaggio della collettività piuttosto che per un gruppo ristretto di persone che fanno parte delle oligarchie ancora così diffuse e potenti nel nostro paese.

Ho sentito nelle ultime ore, parlando con le persone più diverse, una sorta di sollievo e di speranza che non sentivo da molto tempo: il sollievo di non dover parlare delle ultime imprese pubbliche ma soprattutto private del leader populista che ha occupato da anni le maggiori televisioni e i più grandi giornali (tranne qualche eccezione), l’idea di poter ritornare alla normale dialettica tra i partiti, le forze politiche ma anche tra quelli che vivono nella società civile.

Una dialettica che nasce dalla discussione sempre aperta sui problemi gravi della nostra Italia che richiedono quella “coesione sociale” di cui il nuovo capo dell’esecutivo ha potuto parlare grazie soprattutto all’opera di un Capo dello Stato particolarmente vigile e attento. Monti ha ritenuto di dover dedicare al tema della “coesione sociale” addirittura un ministero, suscitando l’ira della sola opposizione parlamentare rimasta, di quella Lega Nord che ha generato a sua volta, con le minacce di secessione, incubi e brutti sogni nei cittadini italiani rimasti fedeli alla costituzione repubblicana e all’unità del nostro paese.

Ma non sappiamo ancora che cosa succederà nelle prossime settimane di fronte ai proclami combattivi di Silvio Berlusconi che sembra aver già superato il trauma delle improvvise dimissioni e ha contrapposto al messaggio moderato, inviato domenica scorsa, il proposito opposto dicendo di voler ritornare in piazza e di gridare alla democrazia sospesa.

Una pretesa assurda da parte di un imprenditore-politico che ha dominato la scena per quasi un ventennio e ha distrutto la credibilità internazionale dell’Italia di fronte ai principali paesi dell’Europa e dell’Occidente ma che, grazie al suo persistente conflitto di interessi, può disporre di tre canali televisivi e dell’appoggio della maggior parte dei quotidiani e dei periodici che gli italiani trovano ogni giorno o ogni settimana in edicola.

Ormai è quasi impossibile scrivere per i giornali (anche piccoli) se non si è parte di una corporazione o di un partito. Non ci resta che la rete, unico strumento che permette ancora quella libertà che le testate in circolazione non lasciano più o perché continuano a guardare al leader del populismo italiano o perché devono rispettare gerarchie e graduatorie fissate dalle forze politiche presenti in parlamento.

Dove è finita la libertà di informazione che l’articolo 21 della nostra costituzione afferma di voler conservare e tutelare?

A una simile domanda oggi è difficile rispondere perché in un momento, che è insieme incerto e delicato, anche la più piccola smagliatura può creare problemi e occorre prenderne atto dopo inutili tentativi compiuti negli ultimi tempi. Già, in un momento come questo, non si può svolgere un compito di osservazione critica della realtà della realtà sulla base di principi chiari e fondati come quelli del dettato costituzionale.

Se non si fa parte di una squadra o di un partito non si può parlare. Una simile condizione rischia di abrogare i nostri principi costituzionali e c’è da sperare che si tratti di una condizione temporanea dalla quale potremo uscire quando il populismo sarà finalmente sconfitto. Non sarà facile non solo perché il populismo è ferito ma non sconfitto ma anche per l’influenza molto negativa sulle libertà civili che ha esercitato in questi anni il regime berlusconiano anche sugli avversari sconfitti attraverso la grande vittoria dell’aprile 2008 e le successive vittorie parziali conseguite in questi anni.

La verità è che sarà necessario lavorare in un ampio schieramento per il ripristino della normale dialettica democratica di fronte a chi difende l’egemonia del populismo e di quelle regole non scritte che escludono la società civile e i battitori liberi da ogni dialogo sul presente e sul futuro dell’Italia contemporanea.

Questo compito è urgente e c’è da sperare che tutti gli spiriti liberi lavorino per uscire dalla attuale impasse (di cui sono complici non solo i seguaci di Berlusconi ma tutti quelli che hanno paura di accantonare i vincoli dell’attuale sistema politico e parlamentare) e continuino ad ispirarsi ai principali fondamentali del dettato costituzionale del 1948.

Un traguardo - non possiamo dimenticarlo - a cui si giunse dopo una guerra sanguinosa e vent’anni di una dittatura feroce ed oppressiva.

Commento di Giorgio Bongiovanni

 

Pubblichiamo sempre con grande piacere e con onore gli scritti, gli insegnamenti del professor Tranfaglia che è per noi oltre che un amico, un maestro. Quindi volentieri accogliamo questo suo ulteriore spunto di riflessione sul neo governo Monti, ma in questo caso, mi permetto anch’io di dire la mia e per una volta di dissentire dalla sua opinione. Posso comprendere che l’uscita di scena, almeno temporanea, di Berlusconi e della sua patetica compagnia di nani e ballerine, abbia ingenerato in tutti noi un sospiro di sollievo, ma questo, a mio avviso, non significa che possiamo abbassare la guardia. Anzi!

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Da MegaChannelZero Editoriale di Marino Badiale

Pianeta Oggi Tv online  in collaborazione con Megachannelzero rete You Tube.

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FM AZ Radio de Rosario Argentina info

COMUNICADO 


NOTICIA DE ROSARIO - ARGENTINA

 

Entrevista a Giorgio Bongiovanni

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Antimafia presentazione del libro "Gli Ultimi Giorni di Paolo Borsellino"

 

L'emittente etnea Video Star intervista Giorgio Bongiovanni, Lorenzo Baldo e Salvatore Borsellino in occasione della conferenza di presentazione del libro «Gli ultimi giorni di Paolo Borsellino», tenuta a Catania lo scorso 5 Novembre 2011 presso l'Auditorium "De Carlo" della Facoltà di Lettere e Filosofia.

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Intervista a Giulietto Chiesa

 

"CON MONTI E DRAGHI L'ITALIA È IN MANO A POTERI ESTERNI

CHE CI PORTERANNO ALLA CATASTROFE"

Intervista a Giulietto Chiesa a cura di Ignazio Dessì - tiscali.it.

 

Mario Monti, il presidente del governo tecnico, incaricato di salvare l’Italia dai colpi dello spread, dagli scricchiolii della Borsa e dall’incedere del debito pubblico, insomma dalla crisi, ha annunciato agli italiani che occorreranno molti sacrifici per rivedere il sereno e tornare a crescere. E’ giusto dunque dare con fiducia un contributo nell’interesse generale o bisogna preoccuparsi? Ne abbiamo parlato con Giulietto Chiesa, il noto giornalista, scrittore e politico, che più volte ha puntato il dito contro i giochi speculativi dei potentati finanziari internazionali.

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Giulietto Chiesa - Editoriale

 

E’ IL GOVERNO NAPOLITANO-MONTI-GOLDMAN SACHS

di Giulietto Chiesa - 13 novembre 2011

 

Vincendo la nausea affacciamoci sul dopo Berlusconi.

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UFOLOGIA PARTE 1 "Importanti analisi sulle foto scattate dal noto italiano Antonio Urzi"

 

IL NOSTRO AMICO JAIME MAUSSAN È UNO TRA I PIÙ IMPORTANTI INVESTIGATORI UFOLOGICI AL MONDO. HA TRASMESSO ATTRAVERSO IL SUO PROGRAMMA “TERCER MILENIO – TELEVISA” A DECINE DI MILIONI DI TELESPETTATORI DEL MESSICO E DEGLI STATI UNITI LE ULTIME ANALISI EFFETTUATE SULLE FOTOGRAFIE SCATTATE DA ANTONIO URZI LO SCORSO 19 SETTEMBRE 2011.

ECCO A VOI AMICI, AMICI SCETTICI: LA VERITÀ, TUTTA LA VERITÀ

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UFOLOGIA PARTE 2 "importanti analisi sulle foto scattate dal noto italiano Antonio Urz

 

IL NOSTRO AMICO JAIME MAUSSAN È UNO TRA I PIÙ IMPORTANTI INVESTIGATORI UFOLOGICI AL MONDO. HA TRASMESSO ATTRAVERSO IL SUO PROGRAMMA “TERCER MILENIO – TELEVISA” A DECINE DI MILIONI DI TELESPETTATORI DEL MESSICO E DEGLI STATI UNITI LE ULTIME ANALISI EFFETTUATE SULLE FOTOGRAFIE SCATTATE DA ANTONIO URZI LO SCORSO 19 SETTEMBRE 2011.

ECCO A VOI AMICI, AMICI SCETTICI: LA VERITÀ, TUTTA LA VERITÀ

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Giulietto Chiesa "la situazione planetaria - editoriale"

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Giulietto Chiesa - editoriale

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www.antimafiaduemila.com

 

Dove sei Matteo?

Alla ricerca di Messina Denaro dai microfoni di Radio Rmc 101

di AMDuemila - 9 novembre 2011

 

Marsala (Tp). “Dove sei Matteo?” La domanda rivolta al boss di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro risuona da tre anni dagli studi di Radio Marsala Centrale, meglio nota come Rmc 101. A porla “impunemente” all’interno di una trasmissione che porta lo stesso titolo (trasmessa tre volte alla settimana) è il giovane direttore di Rmc 101, Giacomo Di Girolamo, autore del libro “Matteo Messina Denaro l’invisibile” (Editori Riuniti). “Noi siciliani non ce lo meritiamo questo cielo – scrive Di Girolamo nel suo libro –. Io non ho bisogno di chiamarti ‘Alessio’. Non è necessario che ti inventi per me un nome. Per me non sei ‘u sicco’, o ‘Diabolik’, o qualsiasi altro soprannome ti sia messo o ti abbiano dato. Per me non sei un codice; ‘123’, ‘123’… I numeri li danno gli attori mediocri, quando si scordano la battuta del copione. Ti chiamo con il tuo nome: Matteo. E il tuo cognome, doppio, aperto: Messina Denaro. Ti do del tu. Ti do un ruolo: il capo di Cosa Nostra in Sicilia, latitante dal 1993. E ti scrivo. Ti scrivo perché voglio parlare di te, con te. Perché credo che di fronte alla violenza della mafia si possa reagire solo così, ridando forza e forma alla parola. Mettendo, cioè, nero su bianco le cose accadute”. “Io ti scrivo, Matteo – prosegue il direttore di Rmc 101 – e ti racconto i frammenti della tua vita. Che poi è anche un po’ la mia. E buona parte della storia d’Italia e della Sicilia”. Nella puntata odierna della trasmissione “Dove sei Matteo?” sono intervenuti

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Genova: gli assassini della vita

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I RESPONSABILI DEI MORTI DI GENOVA COME RIINA:

DA CONDANNARE ALL’ERGASTOLO!

di Giorgio Bongiovanni – 7 novembre 2011

 

Condannare i responsabili della catastrofe di Genova per omicidio volontario (anche se l’ipotesi di reato contestabile potrà essere solo quella di omicidio colposo). Questo dovrebbero chiedere tutti i cittadini dopo quanto accaduto nei giorni scorsi. Sei persone hanno perso la vita a causa delle piogge torrenziali, ma ancora una volta l'uomo non è esente da colpe. Le grandi stragi del passato, come quella del Vajont, non hanno insegnato nulla. Non era la prima volta che il fiume Bisagno usciva dagli argini. Era già accaduto nel 1970 e oggi come allora il ponte ferroviario ha fatto da tappo, creando un muro liquido che ha impedito lo sfogo al rio Fereggiano, che si getta nel Bisagno appena un chilometro prima dello stesso. Così cinque persone sono morte in una palazzina. A individuare le cause del disastro è stato il professore Alfonso Bellini, il geologo incaricato dalla Procura, che ha aperto un fascicolo per disastro e

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"La Colpa" di Nicola Tranfaglia ed Anna Petrozzi

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Segnaliamo il libro " LA COLPA come e perchè siamo arrivati alla notte della Repubblica"
scritto da Nicola Tranfaglia ed Anna Petrozzi, Dalai editore www.bcdeditore.it

Nicola Tranfaglia e Anna Petrozzi propongono una riflessione a forma di dialogo sulla storia Italiana
dal 1943 ad oggi. Il loro esame attento e minuzioso mette in luce

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Disordini a Roma l'editoriale di Giulietto Chiesa

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Giulietto Chiesa - Editoriale

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Antimafia Duemila info

Giorgio Bongiovanni, direttore di AntimafiaDuemila, ha partecipato ieri 27 ottobre in diretta a "Parliamone insieme", programma trasmesso da Radio 100 passi di Palermo.
Un'analisi chiara, esposta con un linguaggio semplice, su alcuni degli eventi più drammatici accaduti nel nostro Paese, come le stragi del '92/'93.

 

Per ascoltare l'audio: http://www.youtube.com/watch?v=gWgeDvE52t0

   

Il caso TeleJato

DIFENDERE TELEJATO, AD OGNI COSTO

di Lorenzo Baldo - 19 ottobre 2011

 

Partinico (PA). “Dobbiamo difendere Telejato perché è una televisione libera, non vedo altre televisioni che accusano così pesantemente la mafia. Dobbiamo scendere in piazza a difenderla ad ogni costo raccogliendo le firme e dicendo ai mafiosi, non solo ai killer, ma anche a chi sta dietro: 'Uccideteci tutti, non solo Pino, uccidete anche me e tutti quelli che difenderanno questa televisione, costi quel che costi!'”.

 

Con queste parole martedì 18 ottobre il direttore di ANTIMAFIADuemila, Giorgio Bongiovanni, ha concluso la sua partecipazione al Tg di Telejato insieme al direttore dell'emittente televisiva di Partinico, Pino Maniaci. Non è stato un semplice attestato di solidarietà nei confronti di un giornalista che rischia la vita solo per continuare a fare il proprio dovere di informazione al servizio dei cittadini, bensì un atto di sostegno forte e incondizionato a Pino, alla sua famiglia e soprattutto un segnale. Che dalle telecamere

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