Mercoledì, Maggio 22, 2019
   
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Osservatorio Planetario

BONGIOVANNI A SICILIA HD: "APPARATI DELLO STATO HANNO PARTECIPATO ALLA STRAGE DI CAPACI"

 

Domani alle ore 17 la conferenza alla facoltà di giurisprudenza
di AMDuemila - Video

"Nella strage di Capaci ci sono stati apparati deviati dello Stato che probabilmente, non solo sono stati concorrenti ma hanno partecipato all'attentato". A dirlo il direttore di ANTIMAFIADuemilaGiorgio Bongiovanni intervistato in diretta su Sicilia HD, nel programma "La tana del lupo". Per questo motivo, ha continuato il giornalista, "finchè non si dirà la verità su chi ha commesso le stragi insieme a Cosa nostra questo paese non si libererà mai della mafia". Insieme a lui è intervenuta anche la figlia Sonia, direttrice del movimento culturale internazionale Our Voice, che ha parlato del ruolo dei giovani nella lotta in difesa della legalità. "Oggi purtroppo si parla poco di legalità sprattutto tra noi giovani che invece ci dobbiamo rendere conto che dobbiamo essere i protagonisti di un cambiamento culturale e sociale non del futuro ma del presente. Quindi riuscire a cambiare le nostre abitudini ed essere rivoluzionari andando contro quella parte marcia del sistema alla quale fa comodo che non ci informaiamo su quello che succede nel nostro paese, le realtà oscure e i segreti di Stato che nasconde". E proprio di segreti di Stato si discuterà, insieme ad altri "fatti ben precisi", come le stragi del '92-'93 e la trattativa Stato-mafia, domani pomeriggio presso la facoltà di giurisprudenza di Palermo alle ore 17 con ospiti illustri del mondo dell'antimafia e non solo. La conferenza, organizzata da ANTIMAFIADuemila dal titolo "Strage di Capaci. Gli assassini di Stato del giudice Falcone. Il ruolo dell'informazione ieri ed oggi", vuole distinguersi da "eventi di commemorazione che a volte sono delle passerelle dando un titolo provocatorio - ha concluso Bongiovanni - perchè dopo molte sentenze e indagini di giudici coraggiosi ormai sappiamo che la strage di Capaci non è solo una strage di mafia".

 

 

 

SAVERIO LODATO: GIOVANNI FALCONE MI CHIAMO' PER RACCONTARMI DELLE MENTI RAFFINATISSIME

(DA ANTIMAFIA DUEMILA PUBBLICHIAMO)

di AMDuemila - Video

http://www.antimafiaduemila.com/home/primo-piano/74558-saverio-lodato-giovanni-falcone-mi-chiamo-per-raccontarmi-delle-menti-raffinatissime.html


Strage di Capaci: le verità scomode, Andrea Purgatori ieri su La7

Giovanni Falcone, a un certo punto, capisce che tirando il bandolo della parola mafia in realtà vengono dietro una serie di fili che sono ben più complessi e corposi come Gladio. Questa è la ragione per cui Falcone deve morire, non più soltanto perchè si era permesso di sfidare il braccio militare della mafia”. Sono parole che fanno riflettere, con un senso di sgomento, quelle pronunciate dal giornalista e scrittore Saverio Lodato, seduto insieme al collega Andrea Purgatori davanti all’unica cosa tangibile che permane all’umanità della strage di il patto sporco integraleCapaci di cui ormai a breve, il prossimo 23 maggio, ci si accinge a ricordare. La carcassa della Fiat Croma bianca che venne colpita nell’attentato, sulla quale il giudice Giovanni Falcone sedeva assieme alla moglie Francesca Morvillo e all’autista giudiziario Giuseppe Costanza. Saverio Lodato, in un’ampia intervista racchiusa all’interno dello speciale intitolato “Capaci: le verità nascoste" del programma Atlantide, del giornalista Andrea Purgatori, trasmesso ieri in prima serata su La 7, ha parlato di Falcone, con il quale condivideva “un rapporto di stima reciproca”, degli anni difficili che precedettero la sua morte e di quelli ancora coperti da un velo di mistero che la seguirono. Come gli anni delle stragi nel continente o quelli della latitanza di Matteo Messina Denaro, fino ad arrivare alla “madre di tutti i processi” quello sulla trattativa Stato-mafia, tematica scottante che Saverio Lodato ha ampiamente affrontato nel suo ultimo libro “Il Patto Sporco”, scritto insieme al pm Nino Di Matteo che di quel processo è stato protagonista indiscusso per 5 anni.

Dossier Giovanni Falcone

 

 

STANTON FRIEDMAN, UN ALTRO GRANDE PROTAGONISTA CI HA LASCIATO!

Di Pier Giorgio Caria

Il fisico nucleare Stanton Terry Friedman, ufologo e famoso ricercatore a livello mondiale, è morto all'età di 84 anni lo scorso lunedì 13 maggio 2019, all'aeroporto internazionale Pearson di Toronto. A dare la notizia è stata sua figlia Melissa Friedman la quale ha detto che il padre è deceduto mentre rientrava a casa, a Fredericton, di rientro dall'Ohio, dove aveva partecipato ad una cerimonia di fidanzamento.

Nato ad Elizabeth, nel New Jersey, nel 1934, è stato un ferreo sostenitore della realtà scientifica della visita extraterrestre e della censura imposta al tema dai poteri mondiali, in primis da quello statunitense. Friedman, era ritenuto tra i più autorevoli esperti sul tema UFO, ed in particolare sul caso dell'UFO crash avvenuto a Roswell l'8 luglio del 1947.

Dopo aver preso, nel 1955, il Bachelor of Science all'Università di Chicago e l'anno dopo il Master in fisica nucleare, grazie a questa professionalizzazione, Friedman si è occupato tra le varie cose, di missili e di aerei a propulsione nucleare e, nella sua straordinaria carriera professionale, ha ricoperto ruoli di primo piano lavorando per importanti industrie come la General Electric, la General Motors, la TRW Systems, l'Aerojet General Nucleonics, la Westinghouse e la McDonnell Douglas. Grazie a tutto ciò è stato membro dell'American Nuclear Society, dell'American Physical Society e dell'American Institute of Aeronautics and Astronautics.

Sicuramente uno de rari casi in cui un autorevole scienziato ha dato credito al tema extraterrestre che ben sappiamo come viene trattato negli ambienti dell'ortodossia scientifica. Friedman iniziò ad interessarsi al fenomeno UFO nel 1958, divenendo nel tempo, uno dei massimi esperti a livello mondiale. La sua convinzione sulla realtà della presenza degli oggetti volanti non identificati di natura extraterrestre nel nostro pianeta era basata sui dati scientifici ottenuti nell'arco degli oltre settant'anni di ricerca dell'ufologia moderna. Convinzione, come già scritto, confortata dalla consapevolezza dell'esistenza di un ferreo cover-up, di una censura pervasiva, adottata dal governo americano e da tutte le maggiori potenze del mondo. Per esporre le sue convinzioni e mostrare le prove a sostegno, Friedman ha tenuto conferenze in tutto il mondo, ha realizzato decine di articoli per diverse riviste e ha scritto 5 libri tradotti in varie lingue. Con la scomparsa di Friedman, viene a mancare un altro grande protagonista di uno dei temi più controversi della storia moderna, un altro caposaldo che stenterà a trovare un degno sostituto in un panorama internazionale sempre più carente di personalità di rilievo.

pierentrevista

In una recente intervista che gli ho fatto durante una sua visita in Italia, al simposio internazionale di San Marino del 2017, organizzato dal Centro Ufologico Nazionale, ho raccolto, tra le altre, queste sue affermazioni in cui spiega l'autenticità del recupero dell'UFO a Roswell e anche i motivi del Cover-Up: “Possiamo dire con certezza che un disco volante sia stato recuperato a Roswell, almeno uno, ma più probabilmente due o tre. Ricordiamo ancora che lì a quel tempo, c'era la sede dell'unico gruppo di bombardieri al mondo, non solo degli Stati Uniti, munito di bomba atomica! Quindi, (i militari) dovevano fare qualcosa a riguardo, e lo fecero: costituirono un gruppo chiamato "Operazione Majestic 12", ad alto livello di segretezza. Ci sono stati tanti avvistamenti UFO nei dintorni, ma c'è una bella differenza tra avvistare un disco volante e recuperare un relitto di un disco, come è accaduto a Roswell, e anche dei corpi, il che collocava il caso in una categoria completamente diversa, così il livello di segretezza su quello che è stato recuperato, è stato reso ancora più elevato, si voleva capire la loro tecnologia se possibile!”

Grazie Stanton, il tuo coraggioso e pionieristico lavoro rimarrà nella memoria.

PG Caria, 16 maggio 2019

 

 

MINACCE DI MORTE ALLA CANDIDATA SINDACO DI PAESE ROSELLA LORENZETTO. ANDREA ZANONI (PD): SONO VICINO A ROSELLA E AI SUOI FAMIGLIARI, CREDO CHE I COLPEVOLI ABBIANO LE ORE CONTATE".

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In merito alle gravissimi minacce di morte recapitate a Rosella Lorenzetto, candidata sindaco di Paese per la coalizione di centrosinistra, formata delle liste Paese Democratico, Ambiente Sostenibile e Rosella Lorenzetto Sindaco, interviene Andrea Zanoni, consigliere regionale e Vice presidente della Commissione Ambiente.

 “Esprimo massima solidarietà e soprattutto vicinanza a Rosella Lorenzetto e ai suoi cari per le gravi e pesanti minacce ricevute, questo è un atto vigliacco, direi di stampo mafioso e gravemente intimidatorio, dato che le hanno recapitato fisicamente a casa le minacce di morte - ha dichiarato Zanoni -  la invito a tenere duro e a non farsi intimorire. La battaglia che sta conducendo Rosella con la nostra coalizione è sacrosanta, evidentemente a qualcuno ha dato molto fastidio il contenuto del volantino, nel quale sono state scritte le minacce, intitolato “Basta torturare il nostro territorio e trascurare la salute dei cittadini”. Un volantino relativo al disastro ambientale di cava campagnole di Padernello di Paese dove sono arrivati illegalmente 200.000 tonnellate rifiuti poi sequestrati grazie alla Procura Distrettuale Antimafia di Venezia,

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DA ANTIMAFIA DUEMILA VI SEGNALIAMO

" ATLANTIDE RACCONTA, CAPACI: LE VERITA' NASCOSTE"

Su La7 puntata speciale nel programma di Andrea Purgatori
di Giorgio BongiovanniVentisette anni dopo la strage di Capaci, a pochi giorni dall'inizio delle commemorazioni, sabato 18 maggio, alle 21.15, Andrea Purgatori torna su La7 con un nuovo appuntamento di Atlantide con uno speciale dal titolo "Capaci: le verità nascoste".
il patto sporco integraleUna puntata in cui vengono messi in fila dubbi e sospetti, cercando di dare risposta ai tanti "perché" ancora oggi presenti sull'attentato che ha ucciso Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti di scorta.
Come annunciato dallo stesso Purgatori sarà un "lungo racconto" con un'intervista esclusiva al sostituto procuratore nazionale antimafia, Antonino Di Matteo e che vedrà anche l'intervento di un altro "testimone" dell'epoca, il giornalista e scrittore Saverio Lodato, coautore con Di Matteo del libro "Il Patto Sporco" (ed. Chiarelettere).Dossier Giovanni Falcone

 

STRAGE DI CAPACI: GLI ASSASSINI DI STATO DEL GIUDICE FALCONE. IL RUOLO DELL'INFORMAZIONE IERI ED OGGI - PALERMO, 22 MAGGIO

 

 

20190522 strage capaci informazioneIn occasione del 27° anniversario della strage di Capaci martedì 22 maggio, presso l'Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza di Palermo (via Maqueda, 172), alle ore 17, avrà luogo la conferenza dal titolo “Strage di Capaci. Gli assassini di Stato del giudice Falcone. Il ruolo dell’informazione ieri ed oggi”, organizzata dall'Associazione culturale Falcone e Borsellino in collaborazione con Rete Universitaria Mediterranea e ContrariaMente. Un'occasione per fare memoria ma anche discutere sui molti interrogativi che in questi anni sono rimasti aperti.
Dopo inchieste e processi, ci sono ancora molte verità nascoste e da individuare ci sono ancora i volti di quei soggetti esterni a Cosa nostra che si intravedono sullo sfondo dell'eccidio. Chi ha voluto la morte di Falcone? Chi ha manomesso i supporti informatici del giudice presso il suo ufficio del Ministro di Grazia e Giustizia? E che ruolo possono avere gli organi di informazione nell'accertamento della verità?

Interverranno in qualità di relatori l’ex magistrato, oggi avvocato, sopravvissuto alla strage di Pizzolungo, Carlo Palermo; il direttore della sede siciliana della RAI, Salvatore Cusimano, e il giornalista di Rai3 - Report, Paolo Mondani.

Alla conferenza moderata dal direttore di ANTIMAFIADuemila, Giorgio Bongiovanni, saranno proiettati anche dei contributi video del procuratore aggiunto di Firenze, Luca Tescaroli, dell’autore e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci e del giornalista-scrittore, Giulietto Chiesa.

Parte integrande dell'incontro, il movimento giovanile Our Voice, che dedicherà un monologo ai caduti della strage del 23 maggio in cui persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, insieme agli agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.

La pagina Facebook dedicata

INGRESSO LIBERO

L'evento sarà trasmesso in diretta streaming!

http://www.antimafiaduemila.com/home/ci-vediamo-a/240-am-duemila/74508-strage-di-capaci-gli-assassini-di-stato-del-giudice-falcone-il-ruolo-dell-informazione-ieri-ed-oggi-palermo-22-maggio.html

 

   

STRAGE DI CAPACI E VIA D'AMELIO, 27 ANNI DOPO AD UN PASSO DALLA VERITA'

DA ANTIMAFIA DUEMILA PUBBLICHIAMO:

 

Non è generoso affermare che non è stato fatto nulla
Magistrati ancora a rischio della vita
di Giorgio Bongiovanni

Ventisette anni sono passati da quel 1992 di sangue e bombe. Come ogni anno, da allora, si avvicinano i giorni delle commemorazioni che inizieranno il 23 maggio, nel ricordo di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, e che si concluderanno 57 giorni dopo, il 19 luglio, quando verrà il tempo della memoria di Paolo Borsellino, e gli agenti Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Ventisette anni di misteri, interrogativi ed inquietanti verità taciute e nascoste.
Vicende che vanno ricordate se non si vuole assistere all'ennesimo trionfo dell’ipocrisia, della sterile retorica e dei molti che fingono di commemorare i morti dopo averli mortificati da vivi. Da quando è uscito il primo numero di ANTIMAFIADuemila abbiamo sempre cercato di trovare una risposta a queste domande cercando di dare il nostro piccolo contributo nella ricerca della verità sui mandanti esterni delle stragi del 1992-1993 perché, ne siamo fermamente convinti, è in quel biennio che il potere ha costruito la sua nuova immagine.
In questi ventisette anni, diversamente da quanto sostenuto anche di recente, in un articolo scritto su MicroMega, da Fiammetta Borsellino, non è vero che non si è fatto molto o che "dopo tutti questi anni, si può parlare solo di depistaggi ed errori giudiziari".
Dal 1992 ad oggi, grazie ad uno sforzo importante ed impegnativo di molti magistrati ed investigatori, con i processi che si sono celebrati sulle stragi del ’92 e ‘93, sono stati raggiunti dei risultati importanti, non affatto scontati e che sarebbe profondamente ingiusto sottovalutare. In un Paese come quello italiano, dove non mancano le stragi impunite, non è certo poca cosa la condanna definitiva di quei mandanti ed esecutori mafiosi che hanno partecipato a vario titolo a quei delitti. Ma non ci si ferma qui perché processi come quelli sulla strage di Capaci, il Borsellino ter, quelli sulle bombe in "Continente", le inchieste successive che poi hanno portato anche al processo trattativa Stato-mafia ed anche al Borsellino quater, hanno fatto emergere, nelle stragi, sempre più evidenti responsabilità di ambienti e uomini estranei a Cosa Nostra.
Sono veramente numerosi e concreti gli spunti, gli indizi ed i fatti che, messi in fila, permettono di comprendere il reale motivo per cui quelle stragi possono considerarsi a tutti gli effetti come stragi di Stato. Elementi che oggi, anche grazie al contributo della Procura nazionale antimafia che ha ufficialmente predisposto un pool di magistrati che potrà occuparsi di stragi e mandanti esterni offrendo impulsi investigativi anche alle procure competenti, potranno avere ulteriori approfondimenti per completare in maniera definitiva il percorso di ricerca della verità.
montalto sentenza trattativa aprile 2018Il giudice Alfredo Montalto legge la sentenza del processo trattativa Stato-mafia
Ripartire dalla "trattativa" Stato-mafia

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PIANETA OGGI REPORTER

"AUSER DI FOSSALTA DI PIAVE, CIRCOLO AUSER A.P.S. MOSTRA DI ICONE SACRE"

INTERVISTA ALL' AUTRICE MARIA PACE BARBIERO SCHIAVON, A SEGUIRE LE CONSIDERAZIONI DEL SINDACO DI FOSSALTA DI PIAVE MASSIMO SENSINI.

SI RINGRAZIA PER LA COLLABORAZIONE IL DOTT. GIOVANNI SGNAOLIN.

   

IL CONSIGLIO DI STATO DA RAGIONE AD ANTONIO INGROIA: "SIA RIPRISTINATA LA SCORTA"

 

di Aaron Pettinari
Ribaltata la decisione del Tar del Lazio

L'ex magistrato Antonio Ingroia, oggi avvocato, avrà nuovamente il servizio di tutela. Lo ha deciso il Consiglio di Stato, presieduto da Franco Frattini, dopo il ricorso presentato dallo stesso a seguito della decisione del Tar del Lazio che si era espresso negando la sospensione del provvedimento con il quale gli era stata revocata la misura di sicurezza personale e, in particolare, della misura di 4° livello, in quanto i giudici non ravvisano i presupposti per il ripristino immediato.
In particolare i giudici, valutando l'attività istruttoria svolta dal Ministero in seguito alle sollecitazioni dello stesso Ingroia, hanno ravvisato come la stessa "ha mostrato che un rischio non possa ritenersi ad oggi del tutto escluso".
Rischi per l'incolumità che possono essere connessi "alla sua pregressa attività di magistrato", tenuto conto che si tratta di un "soggetto che è stato a lungo impegnato nella lotta contro la mafia". Pertanto i giudici hanno disposto il ripristino immediato del servizio di tutela, chiedendo al contempo all'Ucis comunque di riesaminare il caso in maniera più approfondita, tenendo conto proprio delle indicazioni precedenti.

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ASSOCIAZIONE TERRA MATER INFO

"PRIMO COLORE"

 

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ORARIO SEGRETERIA 

PORDENONE, Piazza XX Settembre 6

dal Mercoledì al Venerdì dalle 15:30 alle 18:30

 

   

ASSOCIAZIONE TERRA MATER INFO

 

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ORARIO SEGRETERIA 

PORDENONE, Piazza XX Settembre 6

dal Mercoledì al Venerdì dalle 15:30 alle 18:30

 

   

PIANETA OGGI REPORTER

DAL FRIULI V.G. INCONTRO CON L'ARTISTA TIZIANO COSSETTINI

IN OCCASIONE DI UNO SPETTACOLO TEATRALE IN BENEFICENZA ALL'ASSOCIAZIONE FUNIMA INTERNATIONAL ONLUS

www.funimainternational.org

A SEGUIRE INTERVISTA ALLA SIGNORA SABRINA CICCOTTI CHE RAPPRESENTA L'ASSOCIAZIONE FUNIMA CON CRISTINA CASTENETTO.

IN COLLABORAZIONE CON IL CIRCUITO RTV INTERREGIONALE WEB RST SAIUZ E IN ONDE MEDIE CON RDE DIFFUSIONE EUROPEA.

SI RINGRAZIA PER LA COLLABORAZIONE GIORNALISTICA FRANCESCA CORADAZZI.

 

   

RITA E IL GIUDICE - LOTTA ALLA MAFIA

 

Reading teatrale

RITA E IL GIUDICE – LOTTA ALLA MAFIA
Piazzetta Aldo Moro Treviso (TV)

01 maggio 2019 ore 10.00

Organizzato dal CGIL Treviso, Cisl Belluno Treviso, UIL Belluno Treviso in occasione della FESTA DEI LAVORATORI in collaborazione con Luisa Trevisi-Idee che danno spettacolo, il reading teatrale RITA E IL GIUDICE – LOTTA ALLA MAFIA di e con Marco Artusi e Evarossella Biolo della compagnia Matàz Teatro.

“Forse un mondo onesto non esisterà mai, ma chi ci impedisce di sognare forse, se ognuno di noi prova a cambiare forse, ce la faremo”.

Queste le parole di Rita Atria figlia e sorella di mafiosi e testimone di giustizia, nel tema di maturità, poco prima di togliersi la vita.

Fatale la notizia della morte di colui che l’ha guidata e protetta dopo la coraggiosa scelta di Rita di ribellarsi alla mafia: Paolo Borsellino.

Rita aveva diciassette anni, capelli castani e una incredibile voglia di vivere la sua breve vita, fatta di amore, coraggio, ribellione e senso di giustizia è intessuta in un periodo della storia italiana tra i più intensi degli ultimi decenni.

Periodo che ha visto nascere e crescere un fortissimo bisogno di legalità e onestà.

Evarossella Biolo

Laureata in Sc. dell’Educazione e Dottoressa in Sc. Storiche specializzata in ricerche su teatro e territorio.

Attrice professionista e formatrice.

Nell’ambito del teatro si è formata principalmente con Eugenio Allegri, Carlos Alsina, Enrico Bonavera, Cristina Pezzoli sul lavoro d’attore.

Ha approfondito per diversi anni il clown con alcuni insegnanti della scuola francese di stampo lecoquiano tra cui Giovanni Fusetti, Paola Coletto, Ted Kaijser, Andres Casaca.

Ha costantemente lavorato sul corpo approfondendone le possibilità espressive con la danza di Carolin Carson, attraverso il teatro-danza e il canto con la compagnia il Balletto Civile diretto da Michela Lucenti e, negli ultimi anni, con il danzatore butoh Atsushi Takenouchi.

Ha approfondito il lavoro sul racconto e sulla scrittura con Laura Curino, Roberto Anglisani ma soprattutto con Ascanio Celestini e Giuliana Musso, due artisti che uniscono ricerca e teatro, seguendoli e studiando anche da un punto di vista accademico il loro approccio.

Collabora con l’Università di Padova (Dipartimento di Geografia): l’ambito di ricerca è il teatro e le relazioni con il territorio.

Fa parte di Manonuda Teatro. Manonuda Teatro è un contenitore nel quale sviluppano i propri progetti, in costante dialogo e confronto ma in autonomia, il danzatore e formatore Alberto Cacopardi e l’attore e formatore Mirco Trevisan.

Ha collaborato con La Piccionaia-I Carrara al progetto di compagnia giovane La Piccionaia-Tradimenti, con la quale ha prodotto spettacoli sia come attrice sia come ideazione e regia.

Produce spettacoli di clown con il C’art (Castelfiorentino - FI) e di teatro con Matàz (Dueville - Vicenza).

In ambito formativo si occupa di racconto a diversi livelli: sia con professionisti che all’interno di scuole e progetti di teatro sociale. Il filo conduttore è la persona, posta al centro del percorso: fare teatro è un’occasione di scambio e di messa in gioco che non può risolversi nella costruzione di forme estetiche.

Marco Artusi

Attore e regista.

Inizia il proprio percorso artistico con la danza, lavorando in seguito con diverse compagnie, tra le quali: compagnia Comini, compagnia ErAcquario, Tanzprojekt di München.

Si diploma nel 1992 alla scuola del Teatro stabile di Genova.

Da allora entra in pianta stabile nella compagnia La Piccionaia –

i Carrara, lavorando con registi quali Armando Carrara, Marcello Bar- toli, Enrico Bonavera, Mirko Artuso, Tonino Conte, Antonella Cirigliano, Flavio Albanese, Maril Van den Broek.

Sua la regia de “La seconda sorella” su testo di F. Bertozzi che vince il premio Palcoscenico 2004 di Bassano Operaestate 2004.

Dal 2002 al 2005 collabora, in qualità di regista e direttore artistico, con il gruppo sloveno di teatrodanza Skysma col quale nel 2005 vince il premio Župancic con lo spettacolo “Pogon” di cui cura la regia.

Lo spettacolo “Corpo in affitto” è finalista del “Premio Off del Teatro Stabile del Veneto”, sua la regia.

A febbraio di quest’anno ha debuttato con la compagnia Matàz Teatro con lo spettacolo "Sogno di mezz'estate" scritto e diretto da Andrea Pennacchi.

Promozione e organizzazione: Luisa Trevisi 347/8217393 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

   

IL NOTO GIORNALISTA JAIME MAUSSAN INTERVISTA GIORGIO BONGIOVANNI: 30 ANNI CON LE STIGMATE

Di La Redazione

Oggi 16 aprile 2019, Giorgio Bongiovanni è stato intervistato dal giornalista e ricercatore messicano Jaime Maussan. Dal 1993 amico personale di Giorgio ha seguito da allora la missione e l’opera di divulgazione che porta avanti dal 1989, quando ricevette le stigmate a Fatima.
Insieme hanno parlato dei 30 anni di stigmate, con molta emozione da parte dello stesso Jaime, dell’essenza della missione di Giorgio, della promessa di Cristo di ritornare con Potenza e Gloria sulle nubi del Cielo e dell’ansia dell’attesa di questo giorno in cui Gesù Cristo farà giustizia per i tanti esseri umani che soffrono le ingiustizie di questo mondo.
Domani sarà pubblicata una prima parte dell’intervista (https://www.youtube.com/user/tercermilenio) e domenica verranno editati degli estratti nel suo programma Tercer Milenio in TV Azteca (canale a+ 7.2 di TV Azteca).
Nei prossimi giorni l’intervista completa sarà caricata nel canale you tube di Jaime Maussan.La Redazione
16 aprile 2019

- Tercer Milenio Noticias con Jaime Maussan – 16 de abril 2019
Prima parte dell'intervista a Giorgio Bongiovanni al minuto 19:15
https://www.youtube.com/watch?v=RU7Ovj8HZWY&feature=youtu.be

 

   

IN 25 MILA CON GRETA THUMERG A ROMA: "SIAMO A UN BIVIO PER L'UMANITA'"

IN COLLABORAZIONE CON ANTIMAFIA DUEMILA.

 

di Karim El Sadi - Video e Foto
Il Friday For Future celebrato in Piazza del Popolo insieme alla piccola attivista svedese

What do we want? Climate justice! When do we want it? Now!”. E' un coro potente, quello gridato dai 25 mila manifestanti (secondo gli organizzatori) presenti in Piazza del Popolo a Roma ieri mattina in occasione del “Fridays for future”. Un coro tutto in inglese a dimostrazione dell’internazionalità dell’emergenza climatica, sentita in tutto il globo soprattutto tra i giovani, coloro che potrebbero essere in futuro i primi testimoni di una devastazione mondiale frutto dell’avarizia e della negligenza umana. Per l’occasione in piazza del Popolo è stato installato un rivoluzionario palco a pedali, ovvero alimentato dall’energia delle persone in sella a 128 biciclette collegate a una dinamo e a un generatore, sul quale sono intervenuti i diversi responsabili del movimento Friday’s For Future in Italia. Un movimento nato spontaneamente su idea di Greta Thunberg, la famosa sedicenne svedese, (indicata per il Premio Nobel per la Pace), che dallo scorso anno, ogni venerdì, si presenta silenziosamente, armata solo di un cartellone, sotto il Parlamento a Stoccolma per denunciare l’inquinamento e di conseguenza il cambio climatico mondiale. I 25 mila sono venuti da tutto da tutta Italia anche per lei; per vedere di persona chi, con tanta umiltà e coraggio, è riuscita, nonostante le difficoltà (Greta soffre di Sidnrome di Asperger), a scuotere le alte sfere del potere svedese, europeo (memorabile il suo discorso al Cop24 a Katowice in Polonia) e mondiale. Attimi entusiasmanti e calorosi, sia per il sole ormai estivo, che per gli interventi dei bambini e ragazzi sul palco, hanno preceduto l’arrivo di Greta Thunberg in Piazza del Popolo.Tutti interventi duri contro la politica e certi media, i primi responsabili dell’assopimento su quanto accade in tutto il globo. "Siamo semplici studenti, ci hanno detto che siamo un po' ignoranti non andiamo da nessuna parte. Dimostriamo il contrario” ha detto una ragazza al microfono.
Non è un gioco, dunque, o un’occasione per saltare ore di scuola, come accusa qualche opinionista o quotidiano, ma un’opportunità per denunciare anche quelle ingiustizie climatiche riguardanti in maniera diretta e in primo luogo l’Italia, come la Tav, il Mose, gli inceneritori, l’Ilva, il capitalismo e le infrastrutture in genere. Temi questi che i ragazzi sul palco hanno denunciato uno ad uno con grande determinazione. All’ora di pranzo il calore della folla ha raggiunto l’apice quando il pubblico ha iniziato a chiamare a gran voce Greta, ancora in attesa degli ultimi interventi degli organizzatori del Fryday For Future di Roma. Greta Thunberg è salita sul palco insieme alla sua famiglia e alla giovane amica belga, nonché compagna di battaglie, Anuna De Wever, accolta dal coro “con Greta salviamo il pianeta”. Momenti emozionanti che hanno raccolto migliaia e migliaia di giovani uniti da una stessa causa, quella della difesa del pianeta e la salvaguardia del futuro delle nuove generazioni. Greta, a dispetto dell'età, dal palco ha mostrato quella maturità di chi è consapevole delle parole dette, fendenti contro l’ignoranza, la negligenza e contro tutti coloro che si ostinano incredibilmente a negare l’emergenza climatica mondiale.


Qui ci sono ragazzi di tutte le età, tanti piccoli e tanti anche intorno ai 20. - ha esordito l’attivista - È una bella età con tutta la vita davanti a noi. Ma il nostro futuro è stato venduto perché poche persone possano fare molti soldi. Quando ci dicono che il cielo è l'unico limite ci dicono una bugia. L'unica cosa di cui abbiamo veramente bisogno è il futuro. Molti di noi lo capiranno quando sarà troppo tardi. Siamo a un bivio per l'umanità. È ora che dobbiamo scegliere il sentiero da prendere. Siamo qui ora per scegliere e per invitare gli altri a seguire il nostro esempio. È un problema che accomuna tutti i paesi. Ancora non c'è nessun cambiamento concreto in vista. Le emissioni continuano a crescere. Il nostro movimento deve continuare. Non basteranno le settimane o i mesi. Non protestiamo perché gli adulti si facciano i selfie con noi. Noi bambini lo facciamo perché si agisca in concreto. Non siamo noi ad aver causato questa crisi. Ci siamo solo nati in mezzo. E vediamo - ha concluso - che le promesse che ci vengono fatte non vengono rispettate. Ma noi continueremo a combattere per il nostro futuro e il nostro pianeta".

Una volta terminato il discorso seguito da uno scroscio di applausi i 25 mila manifestanti tra studenti, bambini, boy scout, mamme e papà hanno alzato ancor di più i coloratissimi striscioni e la voce e piano piano hanno iniziato a svuotare la piazza per fare ritorno a casa. Cosa che non ha potuto fare Greta che, invece di tornare in Svezia, è dovuta partire subito per l’Inghilterra dove si terrà un altro venerdì per il clima la prossima settimana. Perché non c’è tempo da perdere se si vuole fare il possibile per evitare ciò che è “quasi inevitabile”. Le previsioni degli esperti dell’Ipcc, il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite, sono spaventose. I dati dicono che “ci restano 11 anni per salvare il pianeta dalla catastrofe climatica” e se i trend rimarranno come quelli attuali (o peggio), la temperatura media globale aumenterà di 1,5 °C e a quel punto l’umanità non potrà più far nulla.

 

Foto © Imagoeconomica

   

OUR VOICE IN ARGENTINA, LE MADRI DEI DESAPARECIDOS NON SI ARRENDONO

 

di Sonia Bongiovanni
Occhi di madre che raccontano storie indelebili, vite spezzate, ma ancora vive.
Pugni chiusi che ispirano lotta, giurano resistenza e gridano giustizia.
Viso soave e coraggioso, rughe di saggezza che insegnano perseveranza.
Sangue di un figlio che rimarrà vivo in eterno; ricordo che vola, sorride e respira nell’aria. Voce che trema, ma resta sicura; risuona nelle menti e con speranza canta vittoria: in realtà è certezza, perché loro hanno già vinto. Anima pura e libera, viva per amore.
Meraviglia e forza.
Corpo gracile che ogni mattina si alza, mano che sfiora quel panno bianco e lo afferra, lo sente, lo stringe, lo abbraccia, lo vive; lo lega al capo ancora una volta e cammina, a testa alta.


Lo scorso 24 marzo a Buenos Aires abbiamo partecipato alla 43esima Marcia per la Memoria che ricorda i “desaparecidos” durante l’ultima dittatura militare Argentina. Abbiamo avuto l’onore di intervistare tante persone importanti nella lotta a favore dei diritti umani, tra queste una delle tante madri del movimento “Madres y Abuelas de Plaza De Mayo” che marciano ogni giovedì della settimana chiedendo verità e giustizia per i propri figli e nipoti.

Tratto da: ourvoice.it

 

   

SEMINARIO ANTIMAFIA IN ARGENTINA

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Obbiettivi comuni ma l'Italia si appella all'assoluta indipendenza della magistratura
di Jean Georges Almendras - Foto

Mentre nei pressi del Congresso Nazionale della Repubblica Argentina, si svolgeva una massiccia e rumorosa mobilitazione di lavoratori dell'industria del pneumatico, una in più, delle tante proteste sociali che si fanno quasi quotidianamente nell'Argentina di oggi, frutto della crisi economica e sociale che sta facendo stragi nei settori popolari di tutto il territorio, nelle viscere dell'edificio annesso dell'edificio legislativo, della strada Rivadavia, si chiudeva il Seminario Antimafia italo-argentino, che è stato inaugurato il passato 25 marzo dal presidente della Nazione, Mauricio Macri. L'ultima giornata comprese relazioni e successivamente un dibattito-discussione, ed infine un epilogo con alte autorità del governo nazionale e del Potere Giudiziale. E fu precisamente in questa cornice che ad uno dei principali conferenzieri della delegazione italiana abbiamo sollecitato una sua riflessione finale. Il nostro intervistato fu il Magistrato Antonino Di Matteo le cui parole definirono con nitidezza ammirabile il vero significato dell'incontro, dal suo particolare, e molto preciso, punto di vista, che si è caratterizzato sempre per il suo senso di equanimità, professionalità e trasparenza indiscutibili.
"La riflessione finale è che abbiamo avuto un bel scambio di esperienze e di conoscenze. Penso senza voler peccare di presunzione che il sistema italiano, sia nel suo aspetto investigativo che giudiziale può costituire un esempio da seguire - per chi voglia seguirlo - in Argentina ed in tutti i paesi del Sud-America. Penso anche che per ottenere qualunque risultato davvero incisivo nella lotta contro la mafia - che ha la capacità di condizionare il potere e la politica - si deve innanzitutto portare avanti la lotta per la riaffermazione di una vera indipendenza della magistratura in tutti i paesi latinoamericani. La lotta contro la mafia e l'indipendenza della magistratura devono correre in parallelo. Per quel motivo credo che il lavoro che hanno davanti i paesi del Sud-America sarà lungo e complesso, ma spero che lo facciano. Come italiano convinto delle bontà del sistema italiano, siamo venuti con la speranza di lavorare insieme, affinché esso possa essere conosciuto ed adottato. Penso che il magistrato che voglia essere realmente indipendente può esserlo. Sicuramente a volte a costo di molti sacrifici, perfino isolamento, ma nelle nostre leggi e nella nostra Costituzione il magistrato trova sempre la protezione per mantenersi autonomo ed indipendente da ogni influenza politica. Credo che sia anche necessario dotarla di risorse sufficienti per mantenere davvero autonoma alla magistratura".



L'inviato Almendras intervista il Procuratore Nazionale Antimafia, Federico Cafiero de Raho

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300MILA IN PIAZZA A BUENOS AIRES. A 43 ANNI DALLA DITTATURA ARGENTINA IL POPOLO RESISTE CONTRO L'AUTORITARISMO

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di Jean Georges Almendras - Foto e video
Giovani di Our Voice a Plaza de Mayo, per i 30.000 desaparecidos

È difficile camminare tra la moltitudine, ma dovevamo farlo. Abbiamo camminato in mezzo a centinaia di persone nelle prime ore del pomeriggio di domenica 24 marzo: ricorrevano 43 anni dal colpo di stato militare in Argentina. E non si tratta di un festeggiamento, ma di una mobilitazione di massa (che si ripete ogni anno), per dire sostanzialmente che 30.000 desaparecidos erano presenti e per lottare tutti con lo stesso slogan: per l'unità e per la memoria. Abbiamo continuato ad approssimarci alla storica Plaza de Mayo. Alle mie spalle, in fila indiana (e chiedendo continuamente permesso, ma senza spintoni di alcun tipo), i giovani di Our Voice. Membri del Movimento che per la prima volta partecipavano ad una manifestazione di questa natura. Sotto un sole splendente, ci siamo fatti strada camminando sul prato della Piazza, superando famiglie, altri giovani, bambini, adulti, attivisti di sindacati, studenti, lavoratori.
In poche parole: il popolo. Un popolo consapevole del fatto che sono già trascorsi 43 anni dalla dittatura militare e coscienti del fatto che l'autoritarismo macrista non è tanto diverso dagli anni del terrorismo di Stato di 43 anni fa. Pensando a tutto ciò continuavamo ad aprirci la strada tra la folla. Una moltitudine di cittadini liberi che rivendicavano libertà e che venga preservata la memoria dei desaparecidos. Una moltitudine che si è riunita lì, pacificamente. Una moltitudine, di cui facevamo parte anche noi come giornalisti di Antimafia Dos Mil e come giovani del Movimento Our Voice. La leader e fondatrice del gruppo, Sonia Bongiovanni, ha condiviso con noi questa esperienza insieme a compagni della sua amata Italia, del Paraguay, dell'Uruguay e dell'Argentina.
Una esperienza di impegno, solidarietà e denuncia. Ma fondamentalmente di esercizio della libertà in un paese: dove le ingiustizie sociali sono la normalità; dove le proteste sociali sono soffocate duramente dalle forze di sicurezza (o dell’insicurezza?); dove i popoli originari sono assoggettati cinicamente come all’epoca orrenda della colonizzazione in America Latina ed in Africa; dove la povertà sta toccando livelli preoccupanti; dove il giornalismo è soffocato e dove il giornalismo asservito al sistema e al potere si rende complice dell'autoritarismo imposto dalla Casa Rosada (sede del governo), da loschi personaggi, come il Ministro della Sicurezza Patrizia Bullrich e lo stesso presidente della Nazione, Mauricio Macri; dove la Corte Suprema di Giustizia si rende complice dello Stato (del terrorismo di Stato in tempo di democrazia) favorendo la cultura dell'impunità, ponendo ostacoli all’avvio di processi contro militari repressori o alla ricerca dei nipoti e delle nipoti delle Nonne di Plaza de Mayo; dove ci sono obiettori di coscienza e dove c’è sopraffazione a diversi livelli e ambiti della vita nazionale.

 

Dove i tentacoli dell'impero del Nord, Stati Uniti, ovviamente (non poteva essere altrimenti), sono presenti con diverse forme: nell’ingerenza nel modello economico di un paese (attraverso il FMI), a scapito dei settori della società più vulnerabili e tra altre cose con la presenza di truppe nordamericane in diverse parti del territorio, con l’avallo del parlamento e dei poteri dello Stato. Con questi pensieri, continuavamo il nostro percorso fino a giungere ai piedi del palco da dove venivano lette le adesioni dei comitati, sindacati e associazioni; da dove veniva ricordato continuamente che i 30.000 desaparecidos sono presenti (Ora e sempre!!).

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IL DEPISTAGGIO DI VIA D'AMELIO

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La nefasta “vicenda Scarantino” non sia alibi per delegittimare la ricerca dei mandanti esterni della strage che ha assassinato Paolo Borsellino e gli agenti di scorta
di Giorgio Bongiovanni
In attesa che la Prima Commissione del Csm decida se archiviare o meno la pratica sui depistaggi nelle indagini sulla strage in cui persero la vita Paolo Borsellino e gli agenti di scorta (Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Eddie Walter Cosina e Claudio Traina), aperta nella consiliatura precedente sulla base dell'esposto presentato dalla figlia del giudice, Fiammetta Borsellino, che chiedeva conto delle eventuali responsabilità dei magistrati che si occuparono delle indagini su via d'Amelio, sembra opportuno fare un pò di chiarezza su certi fatti che in tutta la vicenda della strage non possono essere dimenticati e che, a nostro avviso, si stanno tenendo gravemente in secondo piano.
Da inchieste e processi appare ormai evidente che l'eccidio del 19 luglio 1992 sia stato parte di un disegno stragista che andava ben oltre alla semplice vendetta personale della mafia nei confronti di un giudice. Le stragi del biennio '92-'93 rappresentano un momento chiave della storia politica del nostro Paese e non vi sono dubbi che sul sangue di quelle vittime sia stata sancita la fine della Prima Repubblica con la conseguente nascita della Seconda.
Frammenti di questo passaggio sono stati ricostruiti nel corso di questi ventisei anni e la sentenza dello scorso anno, del processo trattativa Stato-mafia, mette in fila diversi pezzi partendo dall'analisi dei motivi che portarono all'accelerazione dell'attentato contro Paolo Borsellino. Anche il processo Borsellino quater ha fornito elementi di verità importanti sulla strage ma ancora oggi non abbiamo una verità completa su quei fatti.
Essa potrà essere raggiunta quando conosceremo tutti i nomi dei concorrenti esterni che hanno partecipato a quella strage. Soggetti appartenenti a settori dello Stato deviato, dei servizi segreti, dell'alta finanza e dei poteri occulti;

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8 MARZO FESTA DELLA DONNA

POESIA DI OSCAR MOROSINI

 

DONNE

AUGURI A VOI
DONNE,
PROFUMATE COME ROSE,
BELLE COME DEE,
ELEGANTI COME STELLE,
COME IL SOLE È SPLENDENTE IL VOSTRO SORRISO,
SIETE AFFASCINANTI COME LA LUNA E STUPENDE COME LA PRIMAVERA.
MERAVIGLIOSE CREATURE DA AMARE...
GRAZIE DI ESISTERE E DI ALLIETARE LA NOSTRA ESISTENZA
.
Oscar Morosini
8 Marzo 2019

 

   

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