Mercoledì, Gennaio 16, 2019
   
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Osservatorio Planetario

PIANETA OGGI REPORTER - SPECIALE

 

DA VENEZIA - S. MARCO INTERVISTA AL SOSTITUTO PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA ANTONINO DI MATTEO, A SEGUIRE

SAVERIO LODATO NOTO GIORNALISTA SCRITTORE ANTIMAFIA.

IN OCCASIONE DELLA PRESENTAZIONE DEL LORO LIBRO "IL PATTO SPORCO".

PROGRAMMA IN COLLABORAZIONE CON IL CIRCUITO RTV D.T. INTERREGIONALE, AM R.D.E. DIFFUSIONE EUROPEA E WEB RST SAIUZ.

REALIZZAZIONE MASSIMO BONELLA DIRETTORE DELLA TESTATA PIANETA OGGI TV ALLNEWS.

 

 

 

PIANETA OGGI REPORTER - SPECIALE

DA VENEZIA - S. MARCO INTERVISTA AL SOSTITUTO PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA ANTONINO DI MATTEO, A SEGUIRE

SAVERIO LODATO NOTO GIORNALISTA SCRITTORE ANTIMAFIA.

IN OCCASIONE DELLA PRESENTAZIONE DEL LORO LIBRO "IL PATTO SPORCO".

PROGRAMMA IN COLLABORAZIONE CON IL CIRCUITO RTV D.T. INTERREGIONALE, AM R.D.E. DIFFUSIONE EUROPEA E WEB RST SAIUZ.

REALIZZAZIONE MASSIMO BONELLA DIRETTORE DELLA TESTATA PIANETA OGGI TV ALLNEWS.

 

 

LIBRO "LA BESTIA": INTERVISTA ALL'AUTORE CARLO PALERMO, DI GIORGIO BONGIOVANNI DIRETTORE DI ANTIMAFIA DUEMILA ONLINE

Carlo Palermo, già giudice istruttore presso il Tribunale di Treno (prima) e di Trapani (poi), ha scritto un libro (La Bestia-ed. Sperling & Kupfer) in cui ripercorre diversi accadimenti che lo hanno visto protagonista anche in prima persona. Palermo, oggi avvocato, è infatti un sopravvissuto di quella strage dl 2 aprile 1985, anche nota come strag di Pizzolungo, che lo vedeva come obiettivo e che spazzò via le vite di Barbara Rizzo, 30 anni, e dei suoi figli, i gemellini Salvatore e Giuseppe Asta, di appena 6 anni. A 33 anni di distanza la richiesta di verità e giustizia su quel delitto è ancora forte ed è più che mai necessario comprendere ciò che è avvenuto in merito a questa storia. Una vicenda che ha segnato profondamente Carlo Palermo il quale, anche dopo aver lasciato la magistratura nel 1990, non ha mai smesso di indagare sui rapporti tra mafia e Stato. Anche se per l'attentato sono stati condannati i boss mafiosi, appare evidente che a voler eliminare il magistrato non fosse solo Cosa nostra. Di questo abbiamo parlato direttamente con Carlo Palermo, affrontando le tematiche del libro ma anche altro.

IN STUDIO

AARON PETTINARI CAPOREDATTORE DI ANTIMAFIA DUEMILA

 

DA VENEZIA S.MARCO, PRESENTAZIONE DEL LIBRO " IL PATTO SPORCO" - VENEZIA 2018

Giovedì 20 dicembre si e' tenuta a Venezia presso la Sala del Portego del Palazzo Cavalli-Franchetti, S. Marco 2847, la presentazione del libro “Il Patto Sporco. Il processo Stato-mafia nel racconto di un suo protagonista” (ed. Chiarelettere). All'evento, organizzato dall'Associazione culturale Falcone e Borsellino, l’Associazione Agende Rosse Venezia, la casa editrice Chiarelettere e il Movimento Culturale Internazionale Our Voice, interverranno gli autori; il sostituto procuratore nazionale antimafia, Nino Di Matteo, ed il giornalista e scrittore, Saverio Lodato. Previsto l’intervento del direttore di ANTIMAFIADuemila Giorgio Bongiovanni assieme al collega vice-direttore Lorenzo Baldo che modera la presentazione. Ad accompagnare i relatori durante la serata ci saranno le letture dell’attrice Lunetta Savino.

LA DIRETTA VERRA' TRASMESSA DAL CIRCUITO RST SAIUZ, PREVISTI SERVIZI DI APPROFONDIMENTO SUL CIRCUITO PIANETA OGGI TV DIGITALE TERRESTRE ED AM RDE - DIFFUSIONE EUROPEA.

 

 

PRESENTAZIONE DEL LIBRO "IL PATTO SPORCO" - VENEZIA 20 DICEMBRE 2018

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20181220 il patto sporco veneziaGiovedì 20 dicembre si terrà a Venezia alle ore 18.30, presso la Sala del Portego del Palazzo Cavalli-Franchetti, S. Marco 2847, la presentazione del libro “Il Patto Sporco. Il processo Stato-mafia nel racconto di un suo protagonista” (ed. Chiarelettere). All'evento, organizzato dall'Associazione culturale Falcone e Borsellino, l’Associazione Agende Rosse Venezia, la casa editrice Chiarelettere e il Movimento Culturale Internazionale Our Voice, interverranno gli autori; il sostituto procuratore nazionale antimafia, Nino Di Matteo, ed il giornalista e scrittore, Saverio Lodato. Previsto l’intervento del direttore di ANTIMAFIADuemila Giorgio Bongiovanni assieme al collega vice-direttore Lorenzo Baldo che modera la presentazione. Ad accompagnare i relatori durante la serata ci saranno le letture dell’attrice Lunetta Savino.Entrata libera.
L'evento facebook.com/events/725985207777768
La presentazione sarà trasmessa in diretta streaming!
Sinossi

“Chiediamoci perché politica, istituzioni, cultura, abbiano avuto bisogno delle parole dei giudici per cominciare finalmente a capire... Un manipolo di magistrati e di investigatori ha dimostrato di non aver paura a processare lo Stato. Ora anche altri devono fare la loro parte”.

Nino Di Matteo“Volevo che nelle pagine di questo libro parlasse il magistrato, parlasse l’uomo, protagonista e testimone di un processo destinato a lasciare il segno”.
Saverio LodatoGli attentati a Lima, Falcone, Borsellino, le bombe a Milano, Firenze, Roma, gli omicidi di valorosi commissari di polizia e ufficiali dei carabinieri. Lo Stato in ginocchio, i suoi uomini migliori sacrificati. Ma mentre correva il sangue delle stragi c’era chi, proprio in nome dello Stato, dialogava e interagiva con il nemico.
La sentenza di condanna di Palermo, contro l’opinione di molti “negazionisti”, ha provato che la trattativa non solo ci fu ma non evitò altro sangue. Anzi, lo provocò. Come racconta il pm Di Matteo a Saverio Lodato in questa appassionata ricostruzione, per la prima volta una sentenza accosta il protagonismo della mafia a Berlusconi esponente politico, e per la prima volta carabinieri di alto rango, Subranni, Mori e De Donno, sono ritenuti colpevoli di aver tradito le loro divise. Troppi i non ricordo e gli errori di politici e forze dell’ordine dietro vicende altrimenti inspiegabili come l’interminabile latitanza (43 anni!) di Provenzano, la cattura di Riina e la mancata perquisizione del suo covo, il siluramento del capo delle carceri, Nicolò Amato, la sospensione del carcere duro per 334 boss mafiosi.
Anni di silenzi, depistaggi, pressioni ai massimi livelli (anche dell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano), qui documentati, finalizzati a intimidire e a bloccare le indagini. Ora, dopo questa prima sentenza che si può dire storica, le istituzioni appaiono più forti e possono spazzare via per sempre il tanfo maleodorante delle complicità e della convivenza segreta con la mafia.Gli autori

Nino Di Matteo
Sostituto procuratore della Repubblica a Caltanissetta e poi a Palermo, Nino Di Matteo è ora sostituto procuratore alla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo. Ha indagato sulle stragi dei magistrati Chinnici, Falcone, Borsellino e delle loro scorte, e sull’omicidio del giudice Saetta. Pm in processi a carico dell’ala militare di Cosa Nostra, si è occupato anche dei processi a Cuffaro, al deputato regionale Mercadante, al funzionario dei servizi segreti D’Antone, e alle “talpe” alla procura di Palermo. Diverse amministrazioni comunali (tra queste Roma, Milano, Torino, Bologna, Genova) gli hanno conferito la cittadinanza onoraria per il suo impegno nella ricerca della verità. È autore dei libri “Assedio alla toga” (con Loris Mazzetti, Aliberti) e “Collusi” (con Salvo Palazzolo, Rizzoli).Saverio Lodato

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CATTOLICA CONTRO LA MAFIA - 11 DICEMBRE 2018

 

20181211 cattolica contro mMartedì 11 dicembre a Cattolica Our Voice, assieme all’Associazione Culturale Falcone e Borsellino, Funima International ONLUS e Radio Talpa, farà “sentire la propria voce” nella giornata intitolata “Cattolica contro la mafia”. La giornata si svolge come segue:

- dalle ore 9 alle ore 13 presentazione di “Menti Colpevoli”: spettacolo teatrale replicato 2 volte nel corso della mattinata, per le classi seconde e terze medie dell’Istituto Comprensivo Emilio Filippini;

- alle ore 21 ci sarà la presentazione del libro "Quel terribile '92" Imprimatur editore, dove il giovane autore, il giornalista Aaron Pettinari, caporedattore di ANTIMAFIADuemila, dialogherà con Giorgio Bongiovanni, direttore di ANTIMAFIADuemila, sul potere delle mafie in Italia e nel mondo. Ad onorare la serata la partecipazione di Salvatore Borsellino, fratello del giudice tragicamente scomparso nella strage di via d’Amelio assieme ai suoi agenti di scorta il 19 luglio 1992. Ad aprire la presentazione ci saranno i giovani di Our Voice, con un estratto del loro spettacolo “Menti colpevoli”.

Clicca qui per seguire la diretta streaming della mattinata!

Anche l'evento serale sarà in diretta streaming sul sito della rivista ANTIMAFIADuemila.

LO SPETTACOLO: “MENTI COLPEVOLI”

Lo spettacolo spiega attraverso le arti della recitazione, del canto e del ballo, i punti ed i momenti salienti di quella che è stata la Trattativa tra lo Stato e la Mafia del biennio ‘92-’94, che una sentenza di primo grado espressa dalla Corte d'Assise di Palermo, il 20 aprile corrente anno, attesta esserci stata. Il tema verrà trattato con un linguaggio idoneo e adattato all’età degli alunni e dei docenti che aderiranno. L’obiettivo che ci si propone è coinvolgere e suscitare interesse, domande e approfondimenti ai giovani studenti grazie all’informazione sulle gravi tragiche vicende che sono accadute negli ultimi 25/30 anni della storia del nostro paese, facendo memoria e onorando le tante vittime di mafia.

Tratto da: ourvoice.it

 

   

IL PATTO SPORCO

 

Presentazione del libro ''Il Patto Sporco'' - Palermo, 18 Dicembre

20181218 il patto sporco palermo teatro biondo
                vertMartedì 18 dicembre si terrà a Palermo alle ore 17.30, presso il Teatro Biondo (Via Roma, 258), la presentazione del libro “Il Patto Sporco. Il processo Stato-mafia nel racconto di un suo protagonista” (ed. Chiarelettere). All'evento interverranno gli autori Nino Di Matteo, sostituto procuratore nazionale antimafia, e Saverio Lodato, giornalista e scrittore.
Parteciperanno, insieme agli autori, Giuseppe Lombardo, procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Carlo Smuraglia, Presidente emerito A.N.P.I., e Armando Sorrentino, avvocato. Ad accompagnare gli interventi vi saranno anche le letture degli attori Claudio Gioè e Carmelo Galati. L'incontro sarà moderato dal direttore di ANTIMAFIADuemila Giorgio Bongiovanni.

Entrata libera.

L'evento facebook.com/events/335709297026004


Sinossi

“Chiediamoci perché politica, istituzioni, cultura, abbiano avuto bisogno delle parole dei giudici per cominciare finalmente a capire... Un manipolo di magistrati e di investigatori ha dimostrato di non aver paura a processare lo Stato. Ora anche altri devono fare la loro parte”.

Nino Di Matteo

“Volevo che nelle pagine di questo libro parlasse il magistrato, parlasse l’uomo, protagonista e testimone di un processo destinato a lasciare il segno”.
Saverio Lodato

Gli attentati a Lima, Falcone, Borsellino, le bombe a Milano, Firenze, Roma, gli omicidi di valorosi commissari di polizia e ufficiali dei carabinieri. Lo Stato in ginocchio, i suoi uomini migliori sacrificati. Ma mentre correva il sangue delle stragi c’era chi, proprio in nome dello Stato, dialogava e interagiva con il nemico.
La sentenza di condanna di Palermo, contro l’opinione di molti “negazionisti”, ha provato che la trattativa non solo ci fu ma non evitò altro sangue. Anzi, lo provocò. Come racconta il pm Di Matteo a Saverio Lodato in questa appassionata ricostruzione, per la prima volta una sentenza accosta il protagonismo della mafia a Berlusconi esponente politico, e per la prima volta carabinieri di alto rango, Subranni, Mori e De Donno, sono ritenuti colpevoli di aver tradito le loro divise. Troppi i non ricordo e gli errori di politici e forze dell’ordine dietro vicende altrimenti inspiegabili come l’interminabile latitanza (43 anni!) di Provenzano, la cattura di Riina e la mancata perquisizione del suo covo, il siluramento del capo delle carceri, Nicolò Amato, la sospensione del carcere duro per 334 boss mafiosi.
Anni di silenzi, depistaggi, pressioni ai massimi livelli (anche dell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano), qui documentati, finalizzati a intimidire e a bloccare le indagini. Ora, dopo questa prima sentenza che si può dire storica, le istituzioni appaiono più forti e possono spazzare via per sempre il tanfo maleodorante delle complicità e della convivenza segreta con la mafia.

Gli autori

Nino Di Matteo
Sostituto procuratore della Repubblica a Caltanissetta e poi a Palermo, Nino Di Matteo è ora sostituto procuratore alla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo.

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LADRI "PROFESSIONISTI" IN CASA DI ANTONIO INGROIA

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ingroia antonio c imagoeconomica 4

di Lorenzo Baldo
Rubate alcune pendrive dell’ex pm (senza scorta) con documenti su importanti inchieste

Ladri all’opera. Che non hanno lasciato impronte, anzi, una sola, “guantata”. Dei veri “professionisti”, non si sa se del mestiere o se di altri “uffici”. Certo è che ad Antonio Ingroia hanno portato via alcune pendrive contenenti atti processuali del periodo in cui era magistrato e di quelli attuali da avvocato. Ma ci sono anche suoi appunti e considerazioni su inchieste delicate. A dare la notizia è l’edizione odierna del Fatto Quotidiano che sottolinea alcune peculiarità di questo furto. Nella notte tra martedì e mercoledì scorso, dopo che Ingroia aveva lasciato Roma alle due del pomeriggio per una trasferta di lavoro in Sicilia (di due giorni) assieme alla moglie, i ladri sono entrati da una terrazza condominiale sul tetto. Non hanno forzato nulla, hanno unicamente segato le grate divisorie dell’appartamento all’ultimo piano. Una volta entrati hanno messo a soqquadro la casa del legale di alcuni familiari di vittime di mafia come Attilio Manca e Angelo Vassallo per poi portare via la preziosa refurtiva. Proprio in merito all’omicidio del sindaco pescatore, qualche giorno fa l’ex pm aveva rilasciato un’intervista spiegando che nel suo ruolo di avvocato di parte civile nell’inchiesta bis sull’assassinio Vassallo sarebbe andato fino in fondo per cercare la verità. Meno di una settimana fa al processo calabrese “’Ndrangheta stragista”, durante le audizioni dell’ex ambasciatore Francesco Fulci e del Generale dell’Arma, Giampaolo Ganzer, Antonio Ingroia (legale di parte civile dei familiari dei carabinieri Fava e Garofalo uccisi negli attentati), aveva affrontato i tanti misteri che ruotano attorno ai ruoli ambigui del Sisde e del Sismi nelle stragi del ‘92 e del ‘93 arrivando a lambire il campo minato della mancata

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UFOLOGIA, CONVEGNO A PORTOGRUARO

CERCHI NEL GRANO Il linguaggio codificato della civiltà extraterrestre Domenica 2 dicembre 2018 ore 15:30 Conferenza con Giorgio Bongiovanni, stigmatizzato Pier Giorgio Caria, documentarista Antonio Urzi, contattato Luogo Palazzina POLINS, Eastgate Park Via Adriano Olivetti, 1 PORTOGRUARO  Info ed iscrizioni Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. – 347 2381180 – 338 2424364 Ingresso Libero Clicca qui per il Flyer dell’iniziativa.

PREVISTO UN NOSTRO SPECIALE.

PRESENTE PIANETA OGGI TV ALLNEWS CON RST SAIUZ E LA NUOVA EMITTENTE INTERREGIONALE IN AM R.D.E. RADIO DIFFUSIONE EUROPEA

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ESTERI

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Aumenta il business delle armi italiane verso il Medio Oriente

di Margherita Furlan

Rwm, la fabbrica di bombe situata a Domusnovas in Sardegna, triplicherà la sua produzione e aprirà due nuovi reparti produttivi nel comune di Iglesias. La richiesta di autorizzazione all’ampliamento è stata formulata in modo che i due nuovi reparti impiegati nel processo di miscelazione, caricamento e finitura di materiali esplodenti non vengano inquadrati come impianti chimici, così da eludere le valutazioni d’impatto ambientale e il coinvolgimento della Regione Sardegna. La produzione passerà da 5mila a 15mila bombe all’anno.

La fabbrica è una filiale dell’azienda tedesca di armamenti Rheinmetall, il cui presidente Papperger già a maggio scorso dichiarava, durante il consiglio di amministrazione, il rinnovo di investimenti per il sito di Domusnovas. I progetti di espansione oggi però vanno nella direzione contraria a quella indicata dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, che in relazione al caso Kashoggi ha minacciato di sospendere il commercio di armi con l’Arabia Saudita. Di fatto però la Merkel sa benissimo che in mancanza di una regolamentazione definita sulle filiali all’estero, le grosse aziende tedesche di armi possono continuare a commerciare impunite.

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FURGONE SOSPETTO NEI PRESSI DELLA CASA DEL PM NINO DI MATTEO, SCATTA L'ALLARME BOMBA

 

 

di matteo nino c imagoeconomica 1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo gli accertamenti pericolo rientrato.
di AMDuemila
Un allarme bomba è scattato questa sera a Palermo in via Principe di Paternò, nei pressi dell'abitazione del magistrato antimafia Nino Di Matteo, oggi sostituto procuratore della Procura nazionale antimafia. A far scattare l'allarme la presenza di un furgone sospetto parcheggiato in una zona vietata, all'incrocio con via Sciuti nei pressi si un vecchio distributore di benzina dismesso. Immediatamente ha fatto scattare le misure di sicurezza previste in questi casi, e la strada è stata interdetta al traffico ma anche al passaggio dei pedoni per effettuare la bonifica. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, gli artificieri, i vigili del fuoco ed il 118 per compiere tutti gli accertamenti sul veicolo. La strada è stata riaperta poco dopo le venti, quando è stato appurato che non c'erano rischi.Il servizio al Tgr Sicilia

 

   

OUR VOICE SPETTACOLO "LIMBO" : VOI DA CHE PARTE STATE?

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di Jamil El Sadi* -
Un racconto avvincente che pone l’attenzione sui decenni bui della storia sudamericana
E' andato in scena venerdì sera in Uruguay, presso il teatro “Stella di Italia” della capitale Montevideo, lo spettacolo "Limbo". Come aveva detto la fondatrice del movimento, Sonia Tabita Bongiovanni, tre giorni fa ai microfoni della rivista "La Izquierda Diario", il messaggio di questo spettacolo consiste "nel risvegliarci come giovani di fronte a ciò che accade nella società e diffondere gli ideali ed i valori che continuano a farci restare umani". Uno spettacolo che dura un'ora, ma che narra vicende e fatti che attraversano decenni di storia politico-sociale del continente sudamericano. Dittatura, desaparecidos, omicidi, e poi torture, corruzione politica e criminalità. Tutto racchiuso in un unica parola: "Limbo". Lo spettacolo è ambientato in due mondi (la vita reale e quella surreale) e racconta la storia di tre fratelli che rappresentano tre distinte parti della società e dell'umanità. "Impavida" è interpretata dalla giovane fondatrice di Our Voice ed incarna la società che si ribella e vuole distruggere il limbo in cui è incastrata. "Dogma" è rappresentato da Leandro Gomez, ed incarna il dogma della società che si lascia trasportare e avvolgere dalle tentazioni. Un personaggio, quest'ultimo, impostato, fermo nelle sue convinzioni sbagliate, difficile al cambiamento, all’antitesi della sorella. Poi c'è il giovane Diego Grachot, a cui spetta l'interpretazione di "Popolo" l'ultimo dei fratelli che, come suggerisce il nome, raffigura il popolo. Un popolo che ha il potere di decidere e distruggere il limbo nel quale vivono i tre fratelli ma che, purtroppo, rimane indifferente a tutto e senza mai voler reagire. L'intero dialogo fra i tre fratelli è ambientato nella loro casa, lasciatagli dalla madre “Libertà”, con la quale ognuno di loro ha un rapporto ed una reazione differente. E' così che ha avuto inizio la storia. Il sipario si è aperto con "Popolo" solo sul palco scenico mentre impugnava una lettera, che dà di fatto il via allo spettacolo. "Ciò che è dentro di noi è dentro tutti. Io non farò assolutamente nulla..." sono le poche semplici parole che aprono ad un flashback, come si dice in gergo, durato per tutto lo spettacolo.La storia

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SPETTACOLO "LIMBO" : VOI DA CHE PARTE STATE?

 

DSC 2433di Jamil El Sadi* -
Un racconto avvincente che pone l’attenzione sui decenni bui della storia sudamericana
E' andato in scena venerdì sera in Uruguay, presso il teatro “Stella di Italia” della capitale Montevideo, lo spettacolo "Limbo". Come aveva detto la fondatrice del movimento, Sonia Tabita Bongiovanni, tre giorni fa ai microfoni della rivista "La Izquierda Diario", il messaggio di questo spettacolo consiste "nel risvegliarci come giovani di fronte a ciò che accade nella società e diffondere gli ideali ed i valori che continuano a farci restare umani". Uno spettacolo che dura un'ora, ma che narra vicende e fatti che attraversano decenni di storia politico-sociale del continente sudamericano. Dittatura, desaparecidos, omicidi, e poi torture, corruzione politica e criminalità. Tutto racchiuso in un unica parola: "Limbo". Lo spettacolo è ambientato in due mondi (la vita reale e quella surreale) e racconta la storia di tre fratelli che rappresentano tre distinte parti della società e dell'umanità. "Impavida" è interpretata dalla giovane fondatrice di Our Voice ed incarna la società che si ribella e vuole distruggere il limbo in cui è incastrata. "Dogma" è rappresentato da Leandro Gomez, ed incarna il dogma della società che si lascia trasportare e avvolgere dalle tentazioni. Un personaggio, quest'ultimo, impostato, fermo nelle sue convinzioni sbagliate, difficile al cambiamento, all’antitesi della sorella. Poi c'è il giovane Diego Grachot, a cui spetta l'interpretazione di "Popolo" l'ultimo dei fratelli che, come suggerisce il nome, raffigura il popolo. Un popolo che ha il potere di decidere e distruggere il limbo nel quale vivono i tre fratelli ma che, purtroppo, rimane indifferente a tutto e senza mai voler reagire. L'intero dialogo fra i tre fratelli è ambientato nella loro casa, lasciatagli dalla madre “Libertà”, con la quale ognuno di loro ha un rapporto ed una reazione differente. E' così che ha avuto inizio la storia. Il sipario si è aperto con "Popolo" solo sul palco scenico mentre impugnava una lettera, che dà di fatto il via allo spettacolo. "Ciò che è dentro di noi è dentro tutti. Io non farò assolutamente nulla..." sono le poche semplici parole che aprono ad un flashback, come si dice in gergo, durato per tutto lo spettacolo.La storia

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PRESENTAZIONE DEL GRUPPO OUR VOICE, MOVIMENTO CULTURALE INTERNAZIONALE

Trailer ufficiale del movimento Our Voice. Arte, Rivoluzione, Gioventù!

   

OUR VOICE ALLA RADIO NACIONAL DE URUGUAY

 

di Jamil El Sadi - *
Ha avuto luogo ieri l'intervista del programma radio uruguaiano "La 30 Radio Nacional" che ha avuto come ospiti i giovani membri di Our Voice, Sonia Tabita Bongiovanni, fondatrice del Movimento, Matias Guffanti, responsabile del gruppo Our Voice in Argentina ed infine Diego Grachot, responsabile del gruppo Our Voice in Uruguay. Un'intervista ricca di domande e curiosità, che si è aperta con la spiegazione generale del Movimento da parte della giovane Sonia. "Our voice è un movimento culturale internazionale composto da giovani con età che varia dai 7 anni fino ad arrivare a 30 anni di età. Il nostro - ha continuato Sonia - è un progetto che ha un obbiettivo ambizioso in particolare: quello di unirci ad altri giovani ed altri movimenti culturali giovanili, con compagnie teatrali e associazioni, che già lavorano ed operano a favore della vita, per denunciare tutte le ingiustizie sociali che, purtroppo, sono collegate tra loro e fanno parte di un unico potere criminale". Sonia ha poi tenuto a precisare che: "Il movimento è laico e apartitico, ed è aperto a qualsiasi giovane che ne condivide gli ideali e vuole farne parte". "L'unione fa la forza". Così ha concluso il suo primo intervento la giovane fondatrice, avallata da Matias Guffanti che ha affermato che "potersi unire e far parte di qualcosa insieme, che serve come esempio di unione e forza, ci ha riempiti di entusiasmo e allegria".Diego ha poi spiegato ai radio ascoltatori come il movimento Our Voice riesca a coinvolgere giovani di ogni tipo in quanto "all'interno si svolgono varie attività. Ci sono ragazzi che fanno teatro, chi invece si da alla cultura hip hop attraverso il rap, ragazzi che scrivono e chi è addirittura giornalista. Qui in Uruguay, infatti, abbiamo un programma radio fatto da ragazzi che sono inoltre bravissimi giornalisti. Sì, è un movimento principalmente artistico, - ha detto il responsabile del movimento in Uruguay - però c'è posto per qualsiasi giovane che ha la volontà e la forza di denunciare le ingiustizie sociali attraverso ogni mezzo comunicativo".intervista radio nacional uruguay gutierrez clara our voice almendras
Durante l'intervista radio è intervenuto anche Giorgio Bongiovanni, direttore della rivista ANTIMAFIADuemila e Presidente del Movimento Culturale Internazionale Our Voice, portando i saluti agli ospiti in studio e agli intervistatori. Riferendosi poi all'intervistatrice Clara Gutiérrez, figlia dell'ex presentatore TV di "Canal 4 Uruguay" e della "Radio Nacional Uruguay" Omar Humberto Gutiérrez Larré, ha ringraziato suo padre dicendo che: "Ci ha dato l'opportunità in Uruguay di dare voce a tutti, tutti coloro che avevano parole intelligenti o idee. Ha dato voce a tutte le persone - ha specificato il direttore Bongiovanni - che proponevano qualcosa di positivo per la società. - e riferendosi al Movimento Our Voice di cui è Presidente - Spero che a questi giovani la vita gli dia l'opportunità di esprimere i loro talenti".Infine, Sonia ha presentato il nuovo spettacolo teatrale intitolato "Limbo", che venerdì 23 e sabato 24 novembre verrà portato in scena rispettivamente al teatro "Stella d'Italia" alle ore 21.00 e alla "Sala de Teatro Casa Inju" alle ore 19.00, della capitale uruguaiana.  "Limbo narra la storia di 3 fratelli. Pueblo, rappresenta il popolo che non sceglie e rimane cieco ed indifferente di fronte alle decisioni e assieme a Valentina e Dogma vivono in un limbo. La vita, poi, li porta a prendere una decisione. - ha spiegato Sonia - Valentina si trasforma in una rivoluzionaria che tenta di convincere i due fratelli a prendere un cammino di vita più giusto. Purtroppo però Pueblo rimane indifferente a tutto, mentre Dogma, che vuole uscire a tutti i costi da questo limbo, che ricordo essere di una dimensione intellettuale e simbolica, alla fine tradisce i due fratelli intraprendendo un cammino dentro la corruzione politica. Naturalmente - ha concluso Sonia - si tratta di una storia inventata utilizzata, però, per raccontare fatti e tematiche sociali vere come i desaparecidos, i popoli nativi come i Mapuche e tanto altro. Tutta la rappresentazione la facciamo attraverso l’arte del canto, del ballo e della recitazione, perché l'arte è il mezzo di comunicazione più potente che esista".Jamil El Sadi, 19 anni, gruppo Our Voice Marche (Italia)

 

   

CRAXI, GLADIO, P2 E QUELLE XI TAVOLE PER INDICARE *LABESTIA

 

vecchi e nuovi protagonisti di una guerra di poteri occulti nel nuovo libro di Carlo Palermo
di Lorenzo Baldo - Seconda parte


Sfogliando le pagine del libro si arriva alla sentenza dalla Corte d’Appello di New York del 10 maggio 1984 attraverso cui la Corte distrettuale di New York condanna la Artoc Bank a restituire al Banco Ambrosiano di Roberto Calvi quindici milioni di dollari, da versare a una consociata del Banco Ambrosiano in Perù. “Mi domando dove siano finiti questi soldi dopo la sua morte - scrive Carlo Palermo - e poi lo chiedo anche al figlio di Roberto Calvi, ma senza ottenere risposte. Nel 1987 in Perù, località nemmeno rientrante nelle competenze della nostra Gladio né dell’ultima cellula operativa Scorpione, appena formata a Trapani, avverrà una strana missione segreta dei nostri servizi, su ordine di Bettino Craxi, da allora a oggi sottoposta a segreto di Stato, per contrastare, si dirà, i guerriglieri di Sendero luminoso. Tuttavia proprio in quel Paese risiedeva la 'società controllata del Banco Ambrosiano in Perù', in favore della quale la Corte distrettuale di New York pronunciava nel 1984 la sentenza di condanna”. L’immagine che esce dalla composizione di questo mosaico è quello di un potere criminale che attraversa gli stati di tutto il mondo e che obbedisce a logiche ben definite. “Dopo tanti anni - sottolinea l’ex pm - mi sembra di vedere come in un film quel giudice di Trento che si rode per lo stop inflitto all’inchiesta mentre scopre le proprietà del PSI riguardo a quelle società indagate nelle operazioni di esportazioni di armi. Lo vedo recarsi a Roma, incredulo e deciso ad andare fino in fondo, per un incontro con il ministro di Grazia e giustizia Mino Martinazzoli con in mano un esposto contro l’onorevole Craxi (che conservo come ricordo). Dopo averlo letto, il ministro mostra un volto serio e accigliato e dice: 'Se anche il presidente del Consiglio, intervenendo in quel modo, dovesse avere sbagliato, io, come ministro di Grazia e giustizia, che cosa potrei fare?'”.

Un’inchiesta smembrata
Nel 1996 un ex collega di Torre Annunziata (Na) chiede a Carlo Palermo di aiutarlo a rintracciare vecchi documenti. “Il 10 novembre (‘96, ndr) andai a Venezia. Nell’archivio del tribunale, insieme a un magistrato della locale procura e agli investigatori, scoprii che quegli atti erano quasi tutti spariti, distrutti, cancellati. Ne restavano frammenti in uno scantinato. Faldoni aperti, fogli sparpagliati a terra. L’inchiesta di Trento finita così, fatta a pezzi. La denuncia che presentai non ha mai avuto una risposta”. La consapevolezza di Carlo Palermo racchiude una profonda amarezza. “Oggi sarei un bugiardo se dicessi che già allora sapevo tutto. No, non avevo capito molto. Mi ero però imbattuto in alcuni nomi importanti, non solo italiani ma anche stranieri, e avevo intuito che tutto era collegato: dalla droga alle armi, dai servizi deviati al terrorismo e alla politica, dal Libano alla Sicilia, a Trapani, agli americani e ai russi, ai turchi e ai siriani”.



Tracce di un “depistatore”
Ma cosa c’entra con Carlo Palermo l’ex questore del capoluogo siciliano, Arnaldo La Barbera, morto nel 2002, più volte citato nell’inchiesta sul depistaggio delle indagini sulla strage di via D’Amelio?. E’ lo stesso autore a spiegarlo. “Di sicuro l’inchiesta di Trento, sin dal suo inizio, nel 1980, apparve frontalmente e formalmente contrastata dalla polizia giudiziaria e dalla magistratura di Venezia; in particolare da un dirigente ben preciso della sua Questura (più esattamente della Questura di Mestre), Arnaldo La Barbera, solo di recente individuato come possibile 'depistatore', nelle indagini sulla mafia negli anni Ottanta e Novanta.

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"IL PATTO SPORCO" AL TG2

IN COLLABORAZIONE CON LA TESTATA ANTIMAFIA DUEMILA ALLNEWS

 

di matteo lodato servizio tg2 patto sporco

E Morra annuncia "La trattativa Stato-mafia", come priorità della Commissione antimafia
di Giorgio Bongiovanni
Mercoledì, a Roma, si è tenuta la prima presentazione nazionale del libro scritto dal sostituto procuratore nazionale antimafia Antonino Di Matteo e dal saggista e scrittore (nonché nostro editorialista), Saverio Lodato, "Il Patto Sporco".
Un libro importantissimo che racchiude in duecento pagine quei fatti che si sono consumati nel triennio 1992-1994 ma anche i retroscena di cinque anni di dibattimento conclusi lo scorso 20 aprile con la condanna di capimafia, esponenti delle istituzioni e politici. Ieri sera il Tg2, in un servizio, ha raccontato della presentazione dando voce ai due autori. "Il 20 aprile scorso c'è stata una sentenza che ritengo storica - ha detto Di Matteo - Si è detto che il processo sulla trattativa fosse un processo vuoto e costruito su teoremi. Appena c'è stata la dimostrazione, con la sentenza dei giudici, della fondatezza di quel patto sporco tra lo Stato e la mafia è calata una coltre di silenzio. E lo spirito del libro è proprio quello di spezzare questa coltre". Ed è stato Saverio Lodato a ribadire il concetto di una nuova consapevolezza nella ricerca della verità. "Pier Paolo Pasolini si diceva convinto di sapere ma di non avere le prove - ha ricordato il giornalista - Adesso, possiamo dire di sapere avendo le prove". Durante la presentazione sua gli autori che gli ospiti intervenuti hanno evidenziato l'importanza del momento storico che si sta vivendo con la possibilità, anche grazie alla sentenza, di avviare nuovi spunti investigativi alla ricerca di una verità completa sulle stragi e soprattutto su quei mandanti esterni che quegli attentati li hanno voluti, appoggiati se non addirittura realizzati. Ci sono anche da approfondire le eventuali responsabilità politiche di chi al tempo era presente, di chi sapeva ed ha taciuto, voltandosi dall'altra parte. E questo accertamento può essere compiuto sicuramente dalla Commissione parlamentare antimafia, che si è insediata proprio mercoledì con l'elezione del Presidente Nicola Morra. Quest'ultimo, intervistato ieri dal Tg2 ed oggi da Il Fatto Quotidiano, ha annunciato che le priorità della Commissione parlamentare antimafia saranno la Trattativa Stato-mafia, la massoneria e le mafie straniere, con approfondimenti anche sul ruolo

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PIANETA OGGI REPORTER

ASSOCIAZIONE TERRA MATER: SESTA EDIZIONE SU "PRIMO COLORE"

DA VILLA VARDA IN BRUGNERA (PN) INTERVISTA ALLA DOTT. MARIA MARZULLO PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE TERRA MATER

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DI MATTEO: "IN QUESTO PAESE UNA VOGLIA INSANA DI ARCHIVIARE PER SEMPRE VERITA' SU STRAGI E TRATTATIVA"

 

Presentato a Roma "Il Patto Sporco" scritto con Saverio Lodato
di Aaron Pettinari - Video e Fotogallery
"La sentenza del processo sulla trattativa Stato-mafia si interseca in maniera fondamentale con le stragi del 1992-1993 e da qui dovrebbe ripartire lo slancio per comporre il percorso di verità sulle stragi. Mai siamo stati così vicini alla possibilità di completare quel percorso di verità, individuando una responsabilità al di fuori di Cosa nostra. Mancano alcuni passi ma devono essere fatti in maniera corale, senza lasciare il compito a pochi magistrati isolati. Serve intelligenza e determinazione in sede giudiziaria, politica ed istituzionale. Il grande silenzio dopo la sentenza e l'assenza, allo stato, di segnali precisi nel senso di un rinnovato slancio nella ricerca di verità mi fanno pensare che questo Paese ha ancora una voglia insana di archiviare per sempre quella pagina buia del suo recente passato, come se bastassero queste verità acquisite che sono importanti ma che, ne sono convinto, sono anche parziali". Scandisce ogni parola, il sostituto Procuratore nazionale antimafia, Nino Di Matteo, durante il suo intervento alla libreria Ibis+Libraccio di Roma, per la presentazione del libro scritto con Saverio Lodato, "Il Patto Sporco" (ed. Chiarelettere). In tanti erano presenti per ascoltare le parole del magistrato che assieme ai pm Francesco Del Bene, Vittorio Teresi e Roberto Tartaglia ha condotto l'accusa nel processo di Palermo, giunto lo scorso 20 aprile a sentenza. Una sentenza in qualche maniera storica, come hanno ribadito tutti i relatori (oltre agli autori sono intervenuti il direttore de "Il Fatto Quotidiano", Marco Travaglio, e l'attore e regista Pierfrancesco Diliberto, anche noto come Pif), non solo per le condanne che sono state emesse nei confronti degli imputati mafiosi, dei politici e dei rappresentanti delle istituzioni ma proprio per la visione di insieme che viene offerta in cinquemila pagine di motivazioni di sentenza. "Il Patto Sporco" non solo mette in fila le vicende del processo ma allarga l'orizzonte per offrire quella che Saverio Lodato chiama "una visuale dall'alto che sappia anche guardare al passato remoto". Un libro in cui vengono descritti i fatti e le sensazioni avute in cinque anni di dibattimento. Anni difficili, fatti di attacchi gratuiti, indecenti e gravi come il Conflitto di attribuzione sollevato dal Quirinale contro la Procura di Palermo. Un caso senza precedenti. Con le letture di alcuni stralci del libro Carmelo Galati e Lunetta Savino sono riusciti immediatamente a proiettare i presenti in un altro luogo come se fossero spettatori di quello scambio di pensieri e considerazioni che vedeva di fronte un giornalista (Saverio Lodato) ed un magistrato (Antonino Di Matteo) che per anni si sono occupati di mafia, stragi ed omicidi eccellenti.



Pif: "Perché negare sempre?"
Di fatto è stato Pif ad introdurre il tema della serata, con domande semplici di chi vuole capire e comprendere. "Leggendo questo libro si scoprono una serie di cose - ha detto il regista de la "Mafia uccide d'estate" - Ho sempre la sensazione che se si guardano i singoli casi, i fatti di magia, gli omicidi di mafia, la politica, non capisci. Manca sempre una prova. Poi se guardi tutto dall'alto, partendo dalla seconda guerra mondiale fino ad arrivare ai giorni nostri, trovi una linea logica e tutto sembra più chiaro. Allora capisci che non c'è solo la mafia. Ci sono gli incastri con storici politici che hanno permesso di arrivare fin qui". "La domanda che mi sono sempre fatto è perché si nega sempre, anche di fronte all'evidenza di una sentenza? - ha proseguito - In questo processo si certifica che vi è stata una trattativa ma già prima proprio le persone che erano inizialmente solo sospettate avevano ammesso di aver trattato con la mafia, parlando degli incontri con Ciancimino. E allora perché si è negato per tanto tempo?". Pif ha poi voluto sottolineare "il coraggio di quei magistrati che si sono scontrati con il potere, quello vero. Non parlo dei poteri forti, ma del potere reale. Il coraggio di certi magistrati di interrogare anche ex Presidenti della Repubblica, mettendosi contro tutti. Un aspetto che dovremmo ricordare più spesso".

Travaglio: "Si è aperto il mar Rosso. È questo il tempo per conoscere i pezzi mancanti della storia"

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OUR VOICE PRESENTA "LIMBO" AL PROGRAMMA TV "SALTA AL DIA"

di Our Voice - Video
Si è realizzata ieri, 13 novembre, l'intervista del programma tv "Salta al dia" a Sonia Tabita Bongiovanni e Leandro Gomez (rispettivamente Fondatrice del Movimento Culturale Internazionale Our Voice e responsabile del gruppo Our Voice della città di Salta, Argentina). Un intervista dove i due ragazzi hanno spiegato nel dettaglio il nuovissimo spettacolo teatrale, interpretato da 33 giovani di Our Voice provenienti dall’Italia, dall’Argentina e dall’Uruguay.
Lo show, intitolato "Limbo", si svolgerà a Salta (Argentina) quest'oggi, mercoledì 14 novembre alle ore 21, presso “El Teatriño”, in Via Aniceto Latorre 1211.
L'ingresso allo spettacolo sarà gratuito.
Si richiederà, inoltre, un alimento a lunga scadenza in beneficienza alla “Fundación los Niños de San Juan”.Tratto da: ourvoice.it

   

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