Giovedì, Aprile 19, 2018
   
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Antimafia Duemila & Terzo Millennio

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Dove sei Matteo?

Alla ricerca di Messina Denaro dai microfoni di Radio Rmc 101

di AMDuemila - 9 novembre 2011

 

Marsala (Tp). “Dove sei Matteo?” La domanda rivolta al boss di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro risuona da tre anni dagli studi di Radio Marsala Centrale, meglio nota come Rmc 101. A porla “impunemente” all’interno di una trasmissione che porta lo stesso titolo (trasmessa tre volte alla settimana) è il giovane direttore di Rmc 101, Giacomo Di Girolamo, autore del libro “Matteo Messina Denaro l’invisibile” (Editori Riuniti). “Noi siciliani non ce lo meritiamo questo cielo – scrive Di Girolamo nel suo libro –. Io non ho bisogno di chiamarti ‘Alessio’. Non è necessario che ti inventi per me un nome. Per me non sei ‘u sicco’, o ‘Diabolik’, o qualsiasi altro soprannome ti sia messo o ti abbiano dato. Per me non sei un codice; ‘123’, ‘123’… I numeri li danno gli attori mediocri, quando si scordano la battuta del copione. Ti chiamo con il tuo nome: Matteo. E il tuo cognome, doppio, aperto: Messina Denaro. Ti do del tu. Ti do un ruolo: il capo di Cosa Nostra in Sicilia, latitante dal 1993. E ti scrivo. Ti scrivo perché voglio parlare di te, con te. Perché credo che di fronte alla violenza della mafia si possa reagire solo così, ridando forza e forma alla parola. Mettendo, cioè, nero su bianco le cose accadute”. “Io ti scrivo, Matteo – prosegue il direttore di Rmc 101 – e ti racconto i frammenti della tua vita. Che poi è anche un po’ la mia. E buona parte della storia d’Italia e della Sicilia”. Nella puntata odierna della trasmissione “Dove sei Matteo?” sono intervenuti

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Genova: gli assassini della vita

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I RESPONSABILI DEI MORTI DI GENOVA COME RIINA:

DA CONDANNARE ALL’ERGASTOLO!

di Giorgio Bongiovanni – 7 novembre 2011

 

Condannare i responsabili della catastrofe di Genova per omicidio volontario (anche se l’ipotesi di reato contestabile potrà essere solo quella di omicidio colposo). Questo dovrebbero chiedere tutti i cittadini dopo quanto accaduto nei giorni scorsi. Sei persone hanno perso la vita a causa delle piogge torrenziali, ma ancora una volta l'uomo non è esente da colpe. Le grandi stragi del passato, come quella del Vajont, non hanno insegnato nulla. Non era la prima volta che il fiume Bisagno usciva dagli argini. Era già accaduto nel 1970 e oggi come allora il ponte ferroviario ha fatto da tappo, creando un muro liquido che ha impedito lo sfogo al rio Fereggiano, che si getta nel Bisagno appena un chilometro prima dello stesso. Così cinque persone sono morte in una palazzina. A individuare le cause del disastro è stato il professore Alfonso Bellini, il geologo incaricato dalla Procura, che ha aperto un fascicolo per disastro e

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"La Colpa" di Nicola Tranfaglia ed Anna Petrozzi

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Segnaliamo il libro " LA COLPA come e perchè siamo arrivati alla notte della Repubblica"
scritto da Nicola Tranfaglia ed Anna Petrozzi, Dalai editore www.bcdeditore.it

Nicola Tranfaglia e Anna Petrozzi propongono una riflessione a forma di dialogo sulla storia Italiana
dal 1943 ad oggi. Il loro esame attento e minuzioso mette in luce

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Antimafia Duemila info

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Giorgio Bongiovanni, direttore di AntimafiaDuemila, ha partecipato ieri 27 ottobre in diretta a "Parliamone insieme", programma trasmesso da Radio 100 passi di Palermo.
Un'analisi chiara, esposta con un linguaggio semplice, su alcuni degli eventi più drammatici accaduti nel nostro Paese, come le stragi del '92/'93.

 

Per ascoltare l'audio: http://www.youtube.com/watch?v=gWgeDvE52t0

 

Il caso TeleJato

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DIFENDERE TELEJATO, AD OGNI COSTO

di Lorenzo Baldo - 19 ottobre 2011

 

Partinico (PA). “Dobbiamo difendere Telejato perché è una televisione libera, non vedo altre televisioni che accusano così pesantemente la mafia. Dobbiamo scendere in piazza a difenderla ad ogni costo raccogliendo le firme e dicendo ai mafiosi, non solo ai killer, ma anche a chi sta dietro: 'Uccideteci tutti, non solo Pino, uccidete anche me e tutti quelli che difenderanno questa televisione, costi quel che costi!'”.

 

Con queste parole martedì 18 ottobre il direttore di ANTIMAFIADuemila, Giorgio Bongiovanni, ha concluso la sua partecipazione al Tg di Telejato insieme al direttore dell'emittente televisiva di Partinico, Pino Maniaci. Non è stato un semplice attestato di solidarietà nei confronti di un giornalista che rischia la vita solo per continuare a fare il proprio dovere di informazione al servizio dei cittadini, bensì un atto di sostegno forte e incondizionato a Pino, alla sua famiglia e soprattutto un segnale. Che dalle telecamere

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Violentissimo nubifragio a Roma è caos

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Roma 20/10/2011

 

Durante la mattinata di oggi un'improvviso e violentissimo nubifragio si è abbattuto nel centro di Roma

provocando anche un morto. Chiuse a singhiozzo  le stazioni della metro' A e B.

Tutte le strade principali completamente allagate, difficolta' per gli automobilisti, ritardi notevoli e disagi...La citta' nel caos.

Il sindaco ha proclamato lo stato di calamita' naturale, ai giornalisti ha detto che non era prevista una intensità di pioggia di questo genere.

Tutto questo dopo gli scontri tremendi di sabato scorso dove lo ricordiamo e' stata distrutta con inaudita violenza

una Madonnina la statua della Santissima Madre Maria Miryam e una statua del Cristo oltraggiata e spezzate le sue gambe.

 

 

   

Disordini a Roma: i maledetti anche contro Dio! Ma questa volta si sbagliano

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contri a Roma, il piano per fermare gli indignados!

17 ottobre 2011

di AMDuemila – 15 ottobre 2011 – VIDEO
La manifestazione pacifica degli indignados si è trasformata oggi a Roma in vera guerrigli urbana. Il corteo è stato praticamente spezzato in due prima a causa di danneggiamenti ad auto e vetrine in via Cavour,  poi i violenti, pare circa 500, hanno preso d’assalto piazza San Giovanni dove sono tuttora in corso veri e propri scontri con tanto di lanci di sanpietrini e cariche.

Secondo i cronisti sul posto si tratta senza dubbio di gruppi organizzati addestrati in strategia d’assalto. La gente che voleva manifestare pacificamente per i suoi diritti osserva attonita e in alcune parti della rivolta ha anche applaudito all’intervento delle forze dell’ordine che cercano di fermare i manifestanti. In altre sono loro stessi a chiedere un intervento ancora più massiccio proprio per fermare del tutto i violenti. In ogni caso si tratta di episodi gravissimi con due scopi precisi: il primo è quello di intimorire la gente onesta che vuole protestare per difendere i propri diritti e il proprio futuro;
il secondo è quello di distrarre l’opinione pubblica dai seri motivi della protesta che aveva al centro il rifiuto di accollarsi il debito creato dagli speculatori internazionali e poi scaricato sulle spalle dei cittadini. Non pagheremo questo debito era lo slogan, ma è evidente che ora si parlerà di tutt’altro.

Clicca e vedi video: http://www.youtube.com/watch?v=H3DIDi1U9-w&feature=player_embedded

Fonte:Antimafiaduemila

   

Disordini di sabato a Roma

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LA PROTESTA DEGLI INDIGNADOS SOFFOCATA DAGLI SCONTRI

Ma i pacifici gridano: "Noi il debito non lo paghiamo!"

di Lara Borsoi - 18 ottobre 2011

Roma. Ci risiamo, la storia in Italia purtroppo si ripete. La manifestazione a Roma contro il debito segue lo stesso copione del G8 di Genova di dieci anni fa. Le intenzioni dei ribelli si percepiscono sin prima di arrivare a Roma. Alcuni partecipanti, arrivati da tutta Italia, raccontano di agitazioni persino negli Autogrill.

 

Stazione Tiburtina, ore 14:00, un gruppo di ribelli invade la Metrò: sono armati, gridano, il capo coperto da berretti e sciarpe, l’adrenalina a mille. Incutono terrore e questo gli permette di entrare senza pagare. Nei paraggi nessun appartenente alle forze dell’ordine.

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LETTERA APERTA AL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA,

LA STORIA SI RIPETE?

di Giorgio Bongiovanni - 14 settembre 2011

Secondo lo statuto interno del Csm per aprire un procedimento disciplinare nei confronti di un magistrato superata una prima fasepreliminarela legge prevede chelazione deve essere promossa entro un anno dalla notizia del fatto, della quale il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione ha conoscenza a seguito dellespletamento di sommarie indagini preliminari o di denuncia circostanziata o di segnalazione del Ministro della Giustizia”.

Di fronte all'urgenza del Comitato di presidenza del Consiglio superiore della magistratura che ha comunicato latempestivitàcon la quale intende occuparsi del caso CianciminoIngroia il parallelismo con il passato ombroso del Csm scatta automatico.

E' evidente che per aprire un fascicolo su un magistrato è necessario avere degli indizi ragionevoli. Ed è a tal proposito che io mi chiedo quali siano gli indizi probatori tali da far aprire un fascicolo sul procuratore Ingroia.

 

Basta davvero un'intercettazione ambientale del dichiarante Massimo Ciancimino che parla con un indagato per mafia millantando credito per aprire un fascicolo su un procuratore aggiunto della Dda? Al di della conversazione quanto mento inopportuna e squalificante in merito alla quale hanno fatto chiarezza il procuratore di Palermo Francesco Messineo e i legali di Ciancimino quello che colpisce è propriamente latempestivitàdel Csm e l'evidente obiettivo politico di colpire

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Palermo 18 Luglio conclusioni di salvatore Borsellino

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Da Antimafia Duemila

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L'ipocrisia mafiosa del fanatismo cattolico

di Giorgio Bongiovanni

7 settembre 2011

 

 

Siracusa. “Il presidente della regione Sicilia Salvatore Cuffaro interprete autentico della devozione del popolo siciliano alla Madonna delle lacrime ha promosso il recupero di questo luogo sacro dove Maria con il segno delle lacrime ha manifestato al mondo intero il suo amore di Madre. Siracusa 8 dicembre 2007”. Osservo la targa esposta nella casa di via degli orti di San Giorgio, dove nel 1953 si è verificato il miracolo della lacrimazione della statuina della Madonna e provo un senso di profonda indignazione. Rivolgendomi ad una responsabile della struttura domando la ragione per la quale la targa non venga rimossa quando colui che ha dettato quella frase sta scontando in galera una condanna a sette anni per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra. Da cittadino italiano che crede nella giustizia e soprattutto da uomo di fede che pretende coerenza dai propri rappresentanti religiosi insisto nel ribadire che si tratta di un'aperta contraddizione mantenere una targa firmata da un condannato per mafia che non può in alcun modo rappresentare il popolo siciliano. Si avvicina una volontaria laica responsabile della casa, sorpresa per le mie affermazioni, che mi domanda se effettivamente Salvatore Cuffaro sia in galera.

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Alex Zanotelli un Uomo che sta dando tutto se stesso per la salvaguardia della Vita della nostra Madre Terra!

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GOVERNO. ZANOTELLI: «LE SPESE PER LE ARMI VALGONO UNA MANOVRA»

Ogni minuto l'Italia spende 50mila euro per la difesa

In Italia spendiamo oltre 50mila euro al minuto per la Difesa, cioè 3 milioni di euro all’ora e 76 milioni al giorno: «neanche se fossimo invasi dagli UFO». Così padre Alex Zanotelli inizia il suo nuovo appello per tagliare le spese militari e mettere più soldi sulle spese sociali. L'appello "Manovra e armi, il male oscuro" è pubblicato sul sito www.ildialogo.org e lì può essere lì sottoscritto.

«È mai possibile - si chiede Zanotelli - che a nessun politico sia venuto in mente di tagliare queste assurde spese militari per ottenere i fondi necessari per la manovra invece di farli pagare ai cittadini?». Infatti, sommando ai 27 miliardi del Bilancio Difesa 2010 anche i 17 miliardi di euro per acquistare i 131 cacciabombardieri F 35 nei prossimi anni, «vediamo che corrispondono alla manovra del 2012 e 2013».

«Mi meraviglia molto il silenzio dei nostri vescovi, delle nostre comunità cristiane, dei nostri cristiani impegnati in politica», conclude Zanotelli.

Bonelli (Verdi): il governo risponda

La stessa cifra di 43 miliardi di euro in spese militari per i prossimi anni, ha fatto impallidire nei giorni scorsi che il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, che ha commentato così le mosse della manovra: «Il governo ha deciso di salassare i cittadini e le famiglie che già stanno pagando i prezzi di tutti gli errori di questa maggioranza mentre nulla è stato fatto sulla riduzione delle spese militari che costeranno nei prossimi anni almeno 43 miliardi all'Italia».

«Vorremmo che qualcuno del governo rispondesse a questa semplice domanda - prosegue il leader ecologista -. Perché invece di una manovra fatta solo di tasse e tagli selvaggi alla spesa sociale sociale non si è deciso di tagliare i programmi per l'acquisto di 134 caccia bombardieri F-35 (15 MLD), l'ultima trance del programma per i caccia Eurofighter (5 MLD); l'acquisto di 8 aerei senza pilota (1,3 MLD); l'acquisto di 100 nuovi elicotteri NH-90 (4 MLD); l'acquisto di 10 fregate FREMM (5 MLD); 2 sommergibili militari (1 MLD); il programma per i sistemi digitali dell'Esercito che costerà alla fine oltre 12 miliardi di euro?».

«A questa domanda che ormai poniamo da mesi nessuno dal Parlamento e dal governo ha mai voluto rispondere - conclude Bonelli -. Evidentemente per il governo Berlusconi l'acquisto di caccia elicotteri, fregate e sommergibili è più importante della vita e del futuro degli italiani che sono stati spremuti come limoni per ripianare i guai di un esecutivo che fin dal primo momento ha colpevolmente sottovalutato la crisi».

26 agosto 2011

http://www.vita.it/news/view/113350

   

Alex Zanotelli un Uomo che sta dando tutto se stesso per la salvaguardia della Vita della nostra Madre Terra!

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GOVERNO. ZANOTELLI: «LE SPESE PER LE ARMI VALGONO UNA MANOVRA»

Ogni minuto l'Italia spende 50mila euro per la difesa

 

In Italia spendiamo oltre 50mila euro al minuto per la Difesa, cioè 3 milioni di euro all’ora e 76 milioni al giorno: «neanche se fossimo invasi dagli UFO». Così padre Alex Zanotelli inizia il suo nuovo appello per tagliare le spese militari e mettere più soldi sulle spese sociali. L'appello "Manovra e armi, il male oscuro" è

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Antimafia Duemila - Editoriale

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IL GENERALE DALLA CHIESA, PADRE DELLA PATRIA

Di Giorgio Bongiovanni - 2 settembre 2011

 

Il 3 settembre 1982 il generale Carlo Alberto dalla Chiesa, la sua giovane moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo venivano trucidati da un commando di Cosa Nostra.

 Sono passati 29 anni e mi chiedo: Cosa avrebbe potuto fare il Generale se non fosse stato trucidato? Se gli avessero dato quei poteri che gli avevano promesso e mai assegnato?

Penso che avrebbe stanato, uno ad uno, porta per porta, capi e gregari della mafia.

 

Li avrebbe trovati tutti, i latitanti, e avrebbe

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Intervento del Dott. Roberto Scarpinato - Palermo 18 Luglio

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In collaborazione con Megachannelzero Roma. www.youtube.com/megachannelzero

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Intervento del Dott. Antonio Ingroia 18 Luglio 2011 Palermo

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Trasmissioni in collaborazione con Megachannelzero di Roma

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Intervento del Dott. Antonino di Matteo 18 luglio 2011 Palermo

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Lo si potrebbe chiamare ANTICRISTO del Pianeta Terra...

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Vi invito caldamente a leggere e studiare l'articolo editoriale di Giulietto Chiesa Giornalista molto noto che rappresenta la vera stampa libera.  Da qui' si spiega da dove viene tutto il male del nostro Pianeta.

Massimo Bonella

Direttore di Pianeta Oggi Tv online

 

 

UDITE…
di Giulietto Chiesa - 13 agosto 2011

Udite, udite, o signori e signore che leggete i giornali dei finanzieri di tutto il mondo, (cioè i “loro giornali”, cioè tutti i giornali del mainstream, e naturalmente tutte le televisioni del mainstream) adesso scoprirete il segreto, uno dei segreti, forse il più importante dei segreti, che sta dietro la crisi della finanza mondiale. Credevate che la Grecia fosse la pietra dello scandalo e che i greci, questi spendaccioni corrotti, dovessero essere salvati, sì, ma insieme privati della loro sovranità nazionale, come gli italiani, del resto, e i portoghesi e gli irlandesi?

Vi sbagliavate, ma non è colpa vostra. Le cose stanno diversamente, e tenetevi forte alle vostre sedie. Scoprirete anche come la più grande democrazia del mondo (senza scherzi, sto parlando di quella americana!) è in grado di guardarsi dentro (quasi) fino in fondo. E questo è un bene. Salvo naturalmente il fatto che nessuno lo saprà. E questo è un male. Eccetto io e voi che leggete queste righe elettroniche (questa roba non andrà mai sulla prestigiosa carta dove scrivono De Bortolis, Riotta, Pigì Battista e altri tristanzuoli che vi hanno raccontato e vi raccontano frottole tutti i giorni).

Prima di tutto la fonte, perchè non abbiate a sospettare che si tratti del solito trucco di un “complottista” inveterato. La fonte è più che ufficiale, unica e irripetibile: GAO Audit (Government Accountability Office). Il Governo è quello degli Stati Uniti d’America. L’Audit è parola inglese che sta per verifica contabile. L’Audit di cui si parla è il primo che sia stato mai effettuato da mano umana (non possiamo escludere il buon Dio) sull’attività della Federal Reserve nei quasi cento anni della sua storia.
Voi direte, stupiti: ma come è possibile? Mai nessuno è andato a guardare dentro quei conti? Risposta esatta, mai nessuno. La Federal Reserve è stata una riserva di caccia al di sopra di ogni controllo.  La seconda domanda che vi porrete è: ma perchè proprio adesso? Il fatto è, capirete, che gira il mondo un sacco di gente sospettosa. E costoro sono malfidati: visti i risultati vorrebbero dare un’occhiata alla cassaforte. Così è accaduto un accidente imprevisto.  All’inizio quelli che stavano dentro la cassaforte hanno pensato: che guardino pure, intanto non ci capiranno niente. Invece quei temerari hanno capito fin troppo bene. E’ andata così, che Ron Paul e Alan Grayson hanno fatto passare un

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Assasinata Patricia Acioli

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21 spari all'alba

di Jean Georges Almendras – 16 agosto 2011

 

Un crimine di Stato. Patricia Acioli, giudice che con coraggio lottava contro la criminalità organizzata infiltrata nelle fila della Polizia e delle istituzioni, in Brasile, è stata assassinata lo scorso 13 agosto. Uccisa da un commando mentre rientrava a casa, senza scorta, nonostante pesasse sulla sua testa una condanna a morte.

 

Come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e altri, troppi, martiri, si è battuta fino all'estremo sacrificio per affermare i valori della Verità e della

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Palermo 18 luglio 2011 quinto potere

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DALLA FACOLTA' DI GIURISPRUDENZA RICORDANDO IL GIUDICE PAOLO BORSELLINO UCCISO DALLA MAFIA

IN COLLABORAZIONE CON MEGACHANNELZERO DI ROMA.

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