Domenica, Ottobre 22, 2017
   
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Antimafia Duemila & Terzo Millennio

IN PRIMO PIANO VI SEGNALIAMO: PROIEZIONE PUBBLICA DEL FILM -LA TRATTATIVA- 10 LUGLIO

Antimafia Duemila & Terzo Millennio

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Venerdì 10 luglio 2015 alle ore 20:30 si terrà in Piazza Municipio a Napoli, la proiezione pubblica de “La Trattativa”, il film - documentario sulla trattativa Stato-Mafia realizzato nel 2014 da Sabina Guzzanti e presentato in anteprima alla 71ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

L’evento, dal titolo “Portiamo in piazza La Trattativa”, organizzato dal Comune di Napoli, sarà seguito alle ore 22:30 da un dibattito conclusivo al quale parteciperanno il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, Sabina Guzzanti, Marco Travaglio, Maurizio de Giovanni e Salvatore Borsellino (in collegamento via Skype), che assisteranno anche alla proiezione del film. Modererà il dibattito Giorgio Bongiovanni, direttore del periodico Antimafia Duemila.
Tutti potranno assistere all’evento gratuitamente. Saranno a disposizione del pubblico posti in piedi e posti a sedere (300, senza obbligo di prenotazione). Lo schermo sarà posizionato nell’area antistante Palazzo San Giacomo.

È prevista la diretta streaming dell'evento!

 

 

 

LA DEMOCRAZIA NON SI SVENDE E NON SI VENDE

Antimafia Duemila & Terzo Millennio

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da temi. repubblica.it - 27 giugno 2015
Firma anche tu l’appello di MicroMega in solidarietà con Tsipras e il popolo greco
Cari lettori, pubblichiamo la dichiarazione del capo del governo greco ai cittadini di quel paese. Pensiamo sia necessario che tutti i cittadini democratici europei lo sostengano.
Vi chiediamo di firmare con MicroMega questo brevissimo testo, da inviare alle autorità di tutte le istituzioni europee:

Siamo con la democrazia, che è sempre "giustizia e libertà", contro la protervia dei poteri finanziari che vogliono imporre al popolo greco le politiche di liberismo selvaggio che hanno scatenato la crisi mondiale e stanno distruggendo l'Europa.

FIRMA L'APPELLO

La lettera di Tsipras al popolo greco *

Greche e greci,
da sei mesi il governo greco conduce una battaglia in condizioni di asfissia economica mai vista, con l’obiettivo di applicare il vostro mandato del 25 gennaio a trattare con i partner europei, per porre fine all’austerity e far tornare il nostro paese al benessere e alla giustizia sociale. Per un accordo che possa essere durevole, e rispetti sia la democrazia che le comuni regole europee e che ci conduca a una definitiva uscita dalla crisi.

In tutto questo periodo di trattative ci è stato chiesto di applicare gli accordi di memorandum presi dai governi precedenti, malgrado il fatto che questi stessi siano stati condannati in modo categorico dal popolo greco alle ultime elezioni. Ma neanche per un momento abbiamo pensato di soccombere, di tradire la vostra fiducia.

Dopo cinque mesi di trattative molto dure, i nostri partner, sfortunatamente, nell’eurogruppo dell’altro ieri (giovedì n.d.t.) hanno consegnato una proposta di ultimatum indirizzata alla Repubblica e al popolo greco. Un ultimatum che è contrario, non rispetta i principi costitutivi e i valori dell’Europa, i valori della nostra comune casa europea. È stato chiesto al governo greco di accettare una proposta che carica nuovi e insopportabili pesi sul popolo greco e minaccia la ripresa della società e dell’economia, non solo mantenendo l’insicurezza generale, ma anche aumentando in modo smisurato le diseguaglianze sociali.

La proposta delle istituzioni comprende misure che prevedono una ulteriore deregolamentazione del mercato del lavoro, tagli alle pensioni, nuove diminuzioni dei salari del settore pubblico e anche l’aumento dell’IVA per i generi alimentari, per il settore della ristorazione e del turismo, e nello stesso tempo propone l’abolizione degli alleggerimenti fiscali per le isole della Grecia.

Queste misure violano in modo diretto le conquiste comuni europee e i diritti fondamentali al lavoro, all’eguaglianza e alla dignità; e sono la prova che l’obiettivo di qualcuno dei nostri partner delle istituzioni non era un accordo durevole e fruttuoso per tutte le parti ma l’umiliazione di tutto il popolo greco.

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INTERVENTO DEL GIUDICE NINO DI MATTEO

Antimafia Duemila & Terzo Millennio

TRATTO DAL CANALE YOUTUBE "LA COSA".

 

E' DECEDUTO LO STORICO GIUSEPPE CASARUBBEA

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A 69 anni se ne va un grande esempio di impegno civile
di AMDuemila - 8 giugno 2015
Si è spento ieri sera , all'età di 69 anni, lo storico Giuseppe Casarrubea. L' impegno civile e la continua ricerca di verità lo hanno da sempre contraddistinto rendendolo un punto di riferimento importante per tutti coloro che si avvicinano all'antimafia e non solo. E' stato un nostro collaboratore e non possiamo non ricordare il suo importantissimo lavoro di approfondimento sulla strage di Portella della Ginestra e Salvatore Giuliano, il bandito di Montelepre. Fu autore di diverse pubblicazioni (tra le più importanti ricordiamo ‘Portella della Ginestra. Microstoria di una strage di Stato’), l’ultima sul sociologo Danilo Dolci.
Il suo archivio storico (casarrubea.wordpress.com), sorto per dare seguito ad uno dei punti statutari dell’Associazione “Non solo Portella onlus” fondata nel 1998 con lo scopo di rappresentare i familiari delle vittime della strage di Portella della Ginestra (1° maggio 1947), e degli assalti contro le Camere del Lavoro del 22 giugno 1947, ha raccolto una mole di documenti preziosissima (circa 25mila) sulla storia del Ventesimo Secolo. Tra questi vi sono atti del processo di Viterbo sulla strage di Portella della Ginestra, svoltosi negli anni Cinquanta a Viterbo e a Roma (circa 14 faldoni comprendenti i rapporti giudiziari, gli atti dell’istruttoria, i dibattimenti e le sentenze). Documenti provenienti dai Servizi segreti italiani, della Commissione Parlamentare Antimafia. E poi tantissime altre carte statunitensi, britanniche, slovene, ungheresi.
Un archivio che Casarrubea voleva mettere a disposizione di storici, ricercatori, docenti, studenti e operatori dell’informazione (quotidiani, tv e siti web) per sviluppare iniziative di ricerca e intervenire a livello sociale, scolastico e formativo per la salvaguardia della memoria delle lotte per la democrazia in Italia. La camera ardente è stata allestita nella sua abitazione di via Catania a Partinico dove tanti amici stanno facendo visita per un ultimo saluto. Tutta la nostra redazione di stringe attorno ai familiari nel ricordo di un uomo che aveva impegnato se stesso nella lotta per la verità e la giustizia.

Di seguito proponiamo l'ultima riflessione di Casarrubea pubblicata sul suo blog.

Personaggi
di Giuseppe Casarrubea

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SAIUZWEBNETWORK INFO

Antimafia Duemila & Terzo Millennio

DIRETTA IN CORSO DELLE 11.30 CON LA PARTECIPAZIONE DI GIORGIO BONGIOVANNI DIRETTORE DI ANTIMAFIA DUEMILA SULLA STRAGE DI CAPACI.

www.saiuzwebnetwork.it

 

 

 

LE NOTTI DELLA MEMORIA , IV EDIZIONE 23 MAGGIO

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Diretta streaming!
Arte, Musica, Parole, ...interrogativi e riflessioni.

E’ così che noi, semplici cittadini, vogliamo onorare il ricordo di Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo, e dei ragazzi della sua scorta, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Rocco Dicillo.

Per questo motivo, a 23 anni dalle stragi del 1992, il 23 maggio 2015, il Comitato Ventitre’ Maggio, il gruppo Agende Rosse 'Paolo Borsellino' Palermo e l'Associazione Culturale Falcone e Borsellino, con il Patrocinio del Comune e l’adesione di altre associazioni e liberi cittadini, organizzano la IV Edizione de “Le Notti della Memoria”.

L’evento - ad ingresso gratuito (pre-registrazione online, per prenotazione posti, al link sottostante) - avrà inizio alle ore 21:00 e si terrà al CineTeatro Golden di Palermo, in Via Terrasanta n. 60.

La serata prevede due momenti di spettacolo, intervallati da uno di riflessione.

Tra gli Artisti interverranno:
Ernesto Maria Ponte, La Bottega Retrò, Lucia Garsia, Stefania Blandeburgo, Duo Surreale & The Zaga Group, Fabrizio Corona e Marta Favarò, Federica Maggì.

Conduttore della serata:
Cocò Gulotta

Il dibattito, intitolato “23 maggio, 23 anni dopo - La parola a chi chiede Verità e Giustizia", avrà ospiti:

- Leoluca Orlando – Sindaco di Palermo
- Leonardo Guarnotta – Magistrato
- Brizio Montinaro – Fratello di Antonio Montinaro
- Giuseppe Sammarco – Caposcorta di Giovanni Falcone
- Luigi Lombardo – Segretario Provinciale SIAP Palermo
- Giorgio Bongiovanni – Giornalista, direttore di AntimafiaDuemila
- Giuseppe Pipitone – Giornalista

Moderatore:
Aaron Pettinari – Giornalista

Ingresso Gratutito con Posti Riservati, accesso al Teatro entro le ore 20:30, mediante la registrazione al link: docs.google.com/forms/d

Oltre le 20:30, si accederà liberamente ai posti non assegnati, fino ad esaurimento.

Sul palco saranno esposte le opere del pittore Gaetano Porcasi.
 
Tutti gli aggiornamenti: facebook.com/events/386460128222346

L'evento sarà trasmesso in diretta streaming!

 

   

IN PRIMO PIANO, ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI CAPACI

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DOMANI SU RADIO1 RAI PUNTATA SPECIALE DI VOCI DEL MATTINO DEDICATA ALL'ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI CAPACI

Voci del Mattino, la trasmissione che dalle 6.05 alle 8.00 apre la programmazione di Radio1 Rai, domani sarà dedicata all'anniversario della strage di Capaci. Paolo Salerno proporrà le interviste alle vedove di due degli agenti della scorta di Giovanni Falcone, Vito Schifani e Antonio Montinaro, e avrà come ospiti Alfredo Morvillo, magistrato e fratello della moglie di Falcone, e Carla Del Ponte, ex magistrato svizzero, che collaborò con Falcone e insieme a lui sfuggì all'attentato dell'Addaura. Con Lorenzo Baldo, vicedirettore di "Antimafiaduemila", farà il punto inoltre sulle vicende giudiziarie che in questi 23 anni hanno seguito la strage.

Info: http://www.vocidelmattino.rai.it/dl/portaleRadio/Programmi/Page-5c4e8953-5462-4826-b440-26edcce67d5e.html?set=ContentSet-2f152232-9e71-4ab5-976c-3aa0486edb99&type=A

 

   

CHIANCIANO TERME INFO

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COMUNICATO STAMPA
Venerdì 22 maggio 2015 – ore 14:00

Sabato 23 maggio 2015 ore 16.30 Museo civico Archeologico di Chianciano Terme

Cultura: Rassegna “Poesie in Terrazza” con la poetica di Mario Ferri

Mezzadro a Villa Simoneschi ha scritto, oltre alle poesie, canzoni per il ballo lisco e l’inno “Dai forza Chianciano” per la squadra di calcio “Virtus Chianciano 1945”
Chianciano Terme (Siena) – Prosegue la rassegna “Poesie in Terrazza”, promossa dall’Assessorato alla Cultura, in collaborazione con il Museo civico Archeologico e la Biblioteca comunale di Chianciano Terme. Il prossimo appuntamento si terrà sabato 23 maggio 2015 alle ore 16,30, sempre al Museo civico Archeologico (Viale Dante). In questo appuntamento il protagonista è Mario Ferri, figura importante per Chianciano Terme negli anni della mezzadria in quanto fu Fattore di Villa Simoneschi.

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CONFERENZA A BUJA CON GIULIETTO CHIESA E GIORGIO BONGIOVANNI MODERA MARGHERITA FURLAN

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Trasmesso dal vivo in streaming il 15 mag 2015

Dall'Ucraina alla Terza Guerra Mondiale.
Relatori:
Giulietto Chiesa, Giorgio Bongiovanni.
Modera: Margherita Furlan
Venerdì 15 Maggio 2015 ore 20:45
Casa della Gioventù - Strade dal Plevan - Buja (UD)
INGRESSO LIBERO Organizzano: Alternativa - Friuli Venezia Giulia, Associazione Mandi Dal Cil

 

 

 

   

PRESENTAZIONE DEL LIBRO "COLLUSI. PERCHE' POLITICI, UOMINI DELLE ISTITUZIONI E MANAGER CONTINUANO A TRATTARE CON LA MAFIA" - 12 MAGGIO

Antimafia Duemila & Terzo Millennio

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Presentazione del libro ''Collusi. Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano a trattare con la mafia'' - 12 Maggio

Martedì 12 maggio 2015 dalle ore 18:00alle ore 20:00, presso l'hotel Residenza di Ripetta (Via Ripetta, 231), a Roma, si terrà la presentazione del nuovo libro ''Collusi. Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano a trattare con la mafia'', del magistarto Antonino Di Matteo e del giornalista Salvo Palazzolo.


"Collusi", conoscere Cosa nostra e i suoi legami con il potere


di Giorgio Bongiovanni
La lettura del libro “Collusi” del pm Nino Di Matteo e del giornalista Salvo Palazzolo (editore Bur Rizzoli, euro 16,50) è una scorrevolissima guida alla portata di tutti, dagli “addetti ai lavori” ai più giovani, agli studenti delle scuole, una combinazione di emozioni e sentimenti.
Paura. Perché Di Matteo, diversamente da Falcone e Borsellino, nostri martiri uccisi dalla mafia (e dallo Stato, come alcuni processi in corso stanno cercando di dimostrare) è un magistrato condannato a morte in diretta. Condannato dal capo di Cosa nostra, Totò Riina, in carcere sepolto dagli ergastoli. Una sentenza di morte poi confermata dalle recenti dichiarazioni di un pentito “doc” quale è Vito Galatolo, ex boss di una delle più potenti famiglie mafiose di Palermo. Condannato, secondo quanto dice Galatolo, da poteri esterni oltre che da uno dei capi supremi di Cosa nostra tuttora latitante, protetto da personaggi dello Stato di altissimo livello: Matteo Messina Denaro, colui che ha ordinato l’attentato. Paura, perché nella città di Palermo, in caso di eventuale strage esplosiva, l’attentato a Di Matteo sarebbe accompagnato dalla morte degli agenti di scorta e di altre vittime innocenti, cittadini che in quel momento potrebbero trovarsi nel luogo in cui accade l’irreparabile.

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IN PRIMO PIANO, " L'ATTENTATO"

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di Giorgio Bongiovanni e Lorenzo Baldo - 7 maggio 2015

Palermo. Surreale. E’ questa l’atmosfera che si respira oggi all’aula bunker dell’Ucciardone. Ennesima udienza al processo trattativa Stato-mafia. In videoconferenza c’è il collaboratore di giustizia Vito Galatolo. Sugli schermi si intravede l’uomo di spalle con un cappello in testa. Le sue parole colpiscono duro. Il progetto di attentato nei confronti del pm Nino Di Matteo prende forma. Il procuratore aggiunto Vittorio Teresi lo incalza con domande serrate alle quali il pentito non si sottrae. Di Matteo andava ucciso “perché stava andando troppo oltre” nel suo lavoro, soprattutto per quanto riguarda le indagini “di questo processo”. Galatolo parla di 200 kg di tritolo destinati al magistrato palermitano. Secondo il figlio del boss dell’Acquasanta, Vincenzo Galatolo, lo stragista Matteo Messina Denaro avrebbe messo a disposizione un suo artificiere.

“Avevamo l'ordine che non dovevamo presentarci con questa persona – spiega il collaboratore di giustizia –. Ci stupiva il fatto che non dovevamo sapere chi era questo uomo di Messina Denaro... Noi capimmo che era esterno a Cosa Nostra e che poteva essere qualcuno dello Stato che era interessato a fare questa strage”. Galatolo specifica inoltre che, attraverso le missive di cui era venuto a conoscenza, Messina Denaro aveva tranquillizzato i suoi sodali evidenziando che “facendo quell’attentato (a Di Matteo, ndr) non ci dovevamo preoccupare perché questa volta saremmo stati coperti”. Si tratta di quelle “coperture” di cui lo stesso collaboratore di giustizia aveva già sentito parlare in prossimità della strage di via D’Amelio dal boss Filippo Graviano? “Al fondo Pipitone, dove abitavamo, si riuniva il gotha di Cosa Nostra – sottolinea di seguito il figlio di Vincenzo Galatolo –. A volte venivano anche altre persone. Per una famiglia mafiosa, mantenere contatti con uomini dei Servizi segreti, significava ottenere una sorta di 'protezione'.

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IN PRIMO PIANO, "L'ATTENTATO"

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L'attentato

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di Giorgio Bongiovanni e Lorenzo Baldo - 7 maggio 2015

Palermo. Surreale. E’ questa l’atmosfera che si respira oggi all’aula bunker dell’Ucciardone. Ennesima udienza al processo trattativa Stato-mafia. In videoconferenza c’è il collaboratore di giustizia Vito Galatolo. Sugli schermi si intravede l’uomo di spalle con un cappello in testa. Le sue parole colpiscono duro. Il progetto di attentato nei confronti del pm Nino Di Matteo prende forma. Il procuratore aggiunto Vittorio Teresi lo incalza con domande serrate alle quali il pentito non si sottrae. Di Matteo andava ucciso “perché stava andando troppo oltre” nel suo lavoro, soprattutto per quanto riguarda le indagini “di questo processo”. Galatolo parla di 200 kg di tritolo destinati al magistrato palermitano. Secondo il figlio del boss dell’Acquasanta, Vincenzo Galatolo, lo stragista Matteo Messina Denaro avrebbe messo a disposizione un suo artificiere.

“Avevamo l'ordine che non dovevamo presentarci con questa persona – spiega il collaboratore di giustizia –. Ci stupiva il fatto che non dovevamo sapere chi era questo uomo di Messina Denaro... Noi capimmo che era esterno a Cosa Nostra e che poteva essere qualcuno dello Stato che era interessato a fare questa strage”. Galatolo specifica inoltre che, attraverso le missive di cui era venuto a conoscenza, Messina Denaro aveva tranquillizzato i suoi sodali evidenziando che “facendo quell’attentato (a Di Matteo, ndr) non ci dovevamo preoccupare perché questa volta saremmo stati coperti”. Si tratta di quelle “coperture” di cui lo stesso collaboratore di giustizia aveva già sentito parlare in prossimità della strage di via D’Amelio dal boss Filippo Graviano? “Al fondo Pipitone, dove abitavamo, si riuniva il gotha di Cosa Nostra – sottolinea di seguito il figlio di Vincenzo Galatolo –. A volte venivano anche altre persone. Per una famiglia mafiosa, mantenere contatti con uomini dei Servizi segreti, significava ottenere una sorta di 'protezione'.

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"COLLUSI" CONOSCERE COSA NOSTRA E I SUOI LEGAMI CON IL POTERE

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"Collusi", conoscere Cosa nostra e i suoi legami con il potere

Il nuovo libro del pm Nino Di Matteo con Salvo Palazzolo

di Giorgio Bongiovanni - 7 maggio 2015
La lettura del libro “Collusi” del pm Nino Di Matteo e del giornalista Salvo Palazzolo (editore Bur Rizzoli, euro 16,50) è una scorrevolissima guida alla portata di tutti, dagli “addetti ai lavori” ai più giovani, agli studenti delle scuole, una combinazione di emozioni e sentimenti.
Paura. Perché Di Matteo, diversamente da Falcone e Borsellino, nostri martiri uccisi dalla mafia (e dallo Stato, come alcuni processi in corso stanno cercando di dimostrare) è un magistrato condannato a morte in diretta. Condannato dal capo di Cosa nostra, Totò Riina, in carcere sepolto dagli ergastoli. Una sentenza di morte poi confermata dalle recenti dichiarazioni di un pentito “doc” quale è Vito Galatolo, ex boss di una delle più potenti famiglie mafiose di Palermo. Condannato, secondo quanto dice Galatolo, da poteri esterni oltre che da uno dei capi supremi di Cosa nostra tuttora latitante, protetto da personaggi dello Stato di altissimo livello: Matteo Messina Denaro, colui che ha ordinato l’attentato. Paura, perché nella città di Palermo, in caso di eventuale strage esplosiva, l’attentato a Di Matteo sarebbe accompagnato dalla morte degli agenti di scorta e di altre vittime innocenti, cittadini che in quel momento potrebbero trovarsi nel luogo in cui accade l’irreparabile.

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DA ANTIMAFIA DUEMILA, "IL POTERE (OSCENO) DEI BARONI

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di Giorgio Bongiovanni e Lorenzo Baldo - 27 aprile 2015
Succede a Palermo. Dopo tanti anni di conferenze organizzate da Antimafia Duemila alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo in occasione degli anniversari delle stragi di Capaci e via D’Amelio (e ancora prima alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo, ed anche a Palazzo Steri del Rettorato), arriva uno stop “ad personam”. In realtà si tratta di un’operazione molto più subdola, un’entrata a gamba tesa da parte del prof. Giovanni Fiandaca. L’illustre giurista è l’attuale delegato del rettore Roberto Lagalla “per le attività a sostegno dello sviluppo delle politiche a sostegno della legalità e della trasparenza, con particolare riferimento agli atti della Pubblica Amministrazione”. La cronologia dei fatti merita di essere raccontata. Dopo aver incassato un iniziale benestare dalla Presidenza dell’attuale “Scuola delle Scienze Giuridiche ed Economico - Sociali” in merito alle nostre richieste di utilizzo dell’Aula Magna (per il convegno in occasione dell’anniversario della strage di Capaci) e per l’utilizzo dell’Atrio (per l’anniversario della strage di via D’Amelio) ci arriva una e-mail del tutto inaspettata. Nella missiva si legge che “il Consiglio della Scuola ha deliberato all’unanimità le Vostre iniziative (22 maggio e 18 luglio, ndr) previa interlocuzione da parte degli organizzatori con il Presidente della Scuola (prof. Giuseppe Liotta, ndr) e il Delegato per il Rettore (prof. Giovanni Fiandaca, ndr) per il coordinamento delle attività in materia di legalità al fine di verificare le modalità di realizzazione delle predette manifestazioni”.

L’incontro con Liotta e Fiandaca avviene presso gli uffici dell’ex facoltà. Quest’ultimo contesta subito al nostro delegato il titolo dell’incontro e il tema trattato, anche il parterre dei relatori finisce in qualche modo per essere criticato. E cosa ci sarà mai di tanto “pericoloso” in questo convegno (che vedeva anche la collaborazione dell’associazione universitaria ContrariaMente) al quale partecipano magistrati come Nino Di Matteo, Sebastiano Ardita e Piergiorgio Morosini, assieme a giornalisti e scrittori come Giuseppe Lo Bianco e Stefania Limiti?

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IN PRIMO PIANO

Antimafia Duemila & Terzo Millennio

 

Il nostro impegno per Pablo, fino alla morte

di Sonia Cordella - 18 aprile 2015
I familiari di Pablo Medina e Antimafia Duemila chiedono giustizia a sei mesi dall'assassinio del giornalista e di Antonia Almada
“Non c'è maggiore espressione d'amore di colui che dà la vita per il proprio fratello” sono le parole pronunciate da padre Balbino Mujica, sacerdote della parrocchia di Curuguaty (Paraguay) ricordando il più grande rivoluzionario e martire di tutti i tempi, Gesù Cristo, durante la messa celebrata per la commemorazione del giornalista Pablo Medina e della sua assistente Antonia Almada a sei mesi dal loro brutale assassinio. Il sacerdote facendo riferimento all'esempio di vita del giovane nazareno che predicava la giustizia, denunciando le ingiustizie sociali,  sostenendo e difendendo i più deboli, gli umili, gli innocenti ricorda l'esempio di vita di Pablo Medina, uomo retto e sensibile che non perdeva occasione per aiutare anche attraverso il suo lavoro i sofferenti, promuovendo campagne di sensibilizzazione sociale e denunciando la criminalità nel suo paese. “La morte di Pablo è un grido per la nazione e per la nostra comunità! Chiediamo giustizia! Chiediamo al governo che possa cessare questa violenza! Basta impunità!” tuona il sacerdote esortando la società civile a non avere paura di denunciare le ingiustizie provocate dalla corruzione.

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ULTIME NOTIZIE DEL NOSTRO AMICO COLLEGA GIORNALISTA PABLO MEDINA

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Il mandante dell'omicidio Medina-Almada vicino all'estradizione?
di Jean Georges Almendras - 18 aprile 2015

Sarà che veramente l'estradizione al Paraguay dell'ex sindaco di Ypejhú, Vilmar "Neneco" Acosta, sta per concretizzarsi e cogliamo all'orizzonte una meritata giustizia per l’omicidio del giornalista Pablo Medina e della sua assistente Antonia Almada, avvenuto il 16 ottobre dello scorso anno. Sarà che le notizie che giungono in Paraguay, sulla risoluzione del Supremo Tribunale Federale del Brasile, che nega la richiesta di sospendere le pratiche per l’estradizione di Acosta, è l'anticamera dell’atteso trasferimento dell'ex politico e capo narcotrafficante per sedersi sul banco degli accusati? Sarà che forse non ci saranno altri ostacoli nel cammino? Le notizie che ci giungono dal Brasile sono in verità una buona novella per tutti noi, e per le famiglie di Pablo Medina ed Antonia Almada.
Poco dopo la settimana Santa le agenzie stampa paraguaiane ed internazionali hanno reso noto che il magistrato brasiliano José Antonio Dias Toffoli, responsabile del caso, ha rifiutato la richiesta della difesa che asserisce che Acosta gode anche della nazionalità brasiliana, fattore che ostacolerebbe la sua estradizione.

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ANTIMAFIA DUEMILA INFO

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ARTICOLI DA LEGGERE


- Chi non vuole fermare le stragi nel Mediterraneo (Fiorella Mannoia)

http://www.antimafiaduemila.com/2015042054795/parla/chi-non-vuole-fermare-le-stragi-nel-mediterraneo.html

 

- Le ragioni della tragedia dei migranti (Nicola Tranfaglia)

http://www.antimafiaduemila.com/2015041954788/politica/le-ragioni-della-tragedia-dei-migranti.html

 

- Hanno vinto gli Stati Uniti o Cuba? (Gianni Minà)

http://www.antimafiaduemila.com/2015041954794/estero/hanno-vinto-gli-stati-uniti-o-cuba.html

Proiezione del film ''La Trattativa'' - 21 e 22 Aprile

E' prevista la diretta streaming dell'evento al seguente link:  original.livestream.com/antimafiaduemila

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ANTIMAFIA DUEMILA INFO

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Minacce a Di Matteo: Scorta Civica scende in Piazza - 21 Aprile

Un anno fa, Scorta Civica unita con le altre associazioni sul territorio nazionale ha organizzato una grande manifestazione a Roma per chiedere al Ministro Alfano chiarimenti sulla mancata attribuzione del Jammer a Nino Di Matteo. In quell'occasione il Ministro dell'Interno non incontrò la delegazione preposta presieduta da Salvatore Borsellino che venne ricevuta da due ausiliare in un "ufficio secondario".

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IL RICORDO DEL NOSTRO AMICO E COLLEGA GIORNALISTA: "LA MORTE DI UN GIUSTO"

Antimafia Duemila & Terzo Millennio

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"Non si può far tacere la verità"
di AMDuemila - 16 aprile 2015
Il ricordo di Pablo Medina a sei mesi dall'omicidio
A sei mesi dall’omicidio del giornalista Pablo Medina e Antonia Almada, avvenuto in Paraguay lo scorso 16 ottobre, la rivista Antimafia Dos Mil del Paraguay ed i familiari del giornalista ucciso hanno organizzato una giornata in loro memoria a Curuguaty. Il corrispondente di ABC Color fu vittima di un’imboscata lungo una strada rurale, per mano di sicari del clan Acosta. Vilmar Acosta, ex sindaco di Ypejhú, considerato mandante dell'assassinio, è stato recentemente arrestato e si trova detenuto in Brasile in attesa di essere estradato.

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CONFERENZA: MAFIE ED ECOMAFIE. IL BUSINESS DELLA CRIMINALITA' NELL'AMBIENTE CHE CI CIRCONDA

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Le associazioni Culturali Il Sicomoro   &  Terra Mater

in collaborazione con la testata giornalistica Antimafiaduemila

ed il contributo e patrocinio della Regione Autonoma FVG

 

Venerdì 10 aprile alle 20:30 via Roma, 2 – Pordenone

AUDITORIUM DELLA REGIONE FVG

 “Mafie ed Ecomafie. Il business della criminalità nell’ambiente che ci circonda”

-Conferenza promossa nell’ambito del progetto “Costruire Legalità”-

Relatori

Rita Ugolini Pm della Procura di Venezia

Antonio Pergolizzi Coordinatore Osservatorio Nazionale Ecomafie di Legambiente

Giorgio Bongiovanni Direttore della rivista AntimafiaDuemila

Lorenzo Baldo  viceDirettore della rivista AntimafiaDuemila

Int. Tamara Tonus  avv. e referente “Cultura della legalità” per classi coinvolte nel progetto

 

Nell’ambito del progetto “Costruire Legalità” realizzato col contributo e patrocinio della Regione Autonoma FVG è promossa una conferenza sul tema della legalità e delle ecomafie finalizzata alla conoscenza del sistema criminale e del business economico che ruota intorno alla questione rifiuti a danno dell’ambiente e della salute.

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