Sabato, Agosto 19, 2017
   
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Antimafia Duemila & Terzo Millennio

DA ANTIMAFIA DUEMILA, "IL POTERE (OSCENO) DEI BARONI

Antimafia Duemila & Terzo Millennio

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di Giorgio Bongiovanni e Lorenzo Baldo - 27 aprile 2015
Succede a Palermo. Dopo tanti anni di conferenze organizzate da Antimafia Duemila alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo in occasione degli anniversari delle stragi di Capaci e via D’Amelio (e ancora prima alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo, ed anche a Palazzo Steri del Rettorato), arriva uno stop “ad personam”. In realtà si tratta di un’operazione molto più subdola, un’entrata a gamba tesa da parte del prof. Giovanni Fiandaca. L’illustre giurista è l’attuale delegato del rettore Roberto Lagalla “per le attività a sostegno dello sviluppo delle politiche a sostegno della legalità e della trasparenza, con particolare riferimento agli atti della Pubblica Amministrazione”. La cronologia dei fatti merita di essere raccontata. Dopo aver incassato un iniziale benestare dalla Presidenza dell’attuale “Scuola delle Scienze Giuridiche ed Economico - Sociali” in merito alle nostre richieste di utilizzo dell’Aula Magna (per il convegno in occasione dell’anniversario della strage di Capaci) e per l’utilizzo dell’Atrio (per l’anniversario della strage di via D’Amelio) ci arriva una e-mail del tutto inaspettata. Nella missiva si legge che “il Consiglio della Scuola ha deliberato all’unanimità le Vostre iniziative (22 maggio e 18 luglio, ndr) previa interlocuzione da parte degli organizzatori con il Presidente della Scuola (prof. Giuseppe Liotta, ndr) e il Delegato per il Rettore (prof. Giovanni Fiandaca, ndr) per il coordinamento delle attività in materia di legalità al fine di verificare le modalità di realizzazione delle predette manifestazioni”.

L’incontro con Liotta e Fiandaca avviene presso gli uffici dell’ex facoltà. Quest’ultimo contesta subito al nostro delegato il titolo dell’incontro e il tema trattato, anche il parterre dei relatori finisce in qualche modo per essere criticato. E cosa ci sarà mai di tanto “pericoloso” in questo convegno (che vedeva anche la collaborazione dell’associazione universitaria ContrariaMente) al quale partecipano magistrati come Nino Di Matteo, Sebastiano Ardita e Piergiorgio Morosini, assieme a giornalisti e scrittori come Giuseppe Lo Bianco e Stefania Limiti?

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IN PRIMO PIANO

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Il nostro impegno per Pablo, fino alla morte

di Sonia Cordella - 18 aprile 2015
I familiari di Pablo Medina e Antimafia Duemila chiedono giustizia a sei mesi dall'assassinio del giornalista e di Antonia Almada
“Non c'è maggiore espressione d'amore di colui che dà la vita per il proprio fratello” sono le parole pronunciate da padre Balbino Mujica, sacerdote della parrocchia di Curuguaty (Paraguay) ricordando il più grande rivoluzionario e martire di tutti i tempi, Gesù Cristo, durante la messa celebrata per la commemorazione del giornalista Pablo Medina e della sua assistente Antonia Almada a sei mesi dal loro brutale assassinio. Il sacerdote facendo riferimento all'esempio di vita del giovane nazareno che predicava la giustizia, denunciando le ingiustizie sociali,  sostenendo e difendendo i più deboli, gli umili, gli innocenti ricorda l'esempio di vita di Pablo Medina, uomo retto e sensibile che non perdeva occasione per aiutare anche attraverso il suo lavoro i sofferenti, promuovendo campagne di sensibilizzazione sociale e denunciando la criminalità nel suo paese. “La morte di Pablo è un grido per la nazione e per la nostra comunità! Chiediamo giustizia! Chiediamo al governo che possa cessare questa violenza! Basta impunità!” tuona il sacerdote esortando la società civile a non avere paura di denunciare le ingiustizie provocate dalla corruzione.

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ULTIME NOTIZIE DEL NOSTRO AMICO COLLEGA GIORNALISTA PABLO MEDINA

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Il mandante dell'omicidio Medina-Almada vicino all'estradizione?
di Jean Georges Almendras - 18 aprile 2015

Sarà che veramente l'estradizione al Paraguay dell'ex sindaco di Ypejhú, Vilmar "Neneco" Acosta, sta per concretizzarsi e cogliamo all'orizzonte una meritata giustizia per l’omicidio del giornalista Pablo Medina e della sua assistente Antonia Almada, avvenuto il 16 ottobre dello scorso anno. Sarà che le notizie che giungono in Paraguay, sulla risoluzione del Supremo Tribunale Federale del Brasile, che nega la richiesta di sospendere le pratiche per l’estradizione di Acosta, è l'anticamera dell’atteso trasferimento dell'ex politico e capo narcotrafficante per sedersi sul banco degli accusati? Sarà che forse non ci saranno altri ostacoli nel cammino? Le notizie che ci giungono dal Brasile sono in verità una buona novella per tutti noi, e per le famiglie di Pablo Medina ed Antonia Almada.
Poco dopo la settimana Santa le agenzie stampa paraguaiane ed internazionali hanno reso noto che il magistrato brasiliano José Antonio Dias Toffoli, responsabile del caso, ha rifiutato la richiesta della difesa che asserisce che Acosta gode anche della nazionalità brasiliana, fattore che ostacolerebbe la sua estradizione.

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ANTIMAFIA DUEMILA INFO

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ARTICOLI DA LEGGERE


- Chi non vuole fermare le stragi nel Mediterraneo (Fiorella Mannoia)

http://www.antimafiaduemila.com/2015042054795/parla/chi-non-vuole-fermare-le-stragi-nel-mediterraneo.html

 

- Le ragioni della tragedia dei migranti (Nicola Tranfaglia)

http://www.antimafiaduemila.com/2015041954788/politica/le-ragioni-della-tragedia-dei-migranti.html

 

- Hanno vinto gli Stati Uniti o Cuba? (Gianni Minà)

http://www.antimafiaduemila.com/2015041954794/estero/hanno-vinto-gli-stati-uniti-o-cuba.html

Proiezione del film ''La Trattativa'' - 21 e 22 Aprile

E' prevista la diretta streaming dell'evento al seguente link:  original.livestream.com/antimafiaduemila

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ANTIMAFIA DUEMILA INFO

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Minacce a Di Matteo: Scorta Civica scende in Piazza - 21 Aprile

Un anno fa, Scorta Civica unita con le altre associazioni sul territorio nazionale ha organizzato una grande manifestazione a Roma per chiedere al Ministro Alfano chiarimenti sulla mancata attribuzione del Jammer a Nino Di Matteo. In quell'occasione il Ministro dell'Interno non incontrò la delegazione preposta presieduta da Salvatore Borsellino che venne ricevuta da due ausiliare in un "ufficio secondario".

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IL RICORDO DEL NOSTRO AMICO E COLLEGA GIORNALISTA: "LA MORTE DI UN GIUSTO"

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"Non si può far tacere la verità"
di AMDuemila - 16 aprile 2015
Il ricordo di Pablo Medina a sei mesi dall'omicidio
A sei mesi dall’omicidio del giornalista Pablo Medina e Antonia Almada, avvenuto in Paraguay lo scorso 16 ottobre, la rivista Antimafia Dos Mil del Paraguay ed i familiari del giornalista ucciso hanno organizzato una giornata in loro memoria a Curuguaty. Il corrispondente di ABC Color fu vittima di un’imboscata lungo una strada rurale, per mano di sicari del clan Acosta. Vilmar Acosta, ex sindaco di Ypejhú, considerato mandante dell'assassinio, è stato recentemente arrestato e si trova detenuto in Brasile in attesa di essere estradato.

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CONFERENZA: MAFIE ED ECOMAFIE. IL BUSINESS DELLA CRIMINALITA' NELL'AMBIENTE CHE CI CIRCONDA

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Le associazioni Culturali Il Sicomoro   &  Terra Mater

in collaborazione con la testata giornalistica Antimafiaduemila

ed il contributo e patrocinio della Regione Autonoma FVG

 

Venerdì 10 aprile alle 20:30 via Roma, 2 – Pordenone

AUDITORIUM DELLA REGIONE FVG

 “Mafie ed Ecomafie. Il business della criminalità nell’ambiente che ci circonda”

-Conferenza promossa nell’ambito del progetto “Costruire Legalità”-

Relatori

Rita Ugolini Pm della Procura di Venezia

Antonio Pergolizzi Coordinatore Osservatorio Nazionale Ecomafie di Legambiente

Giorgio Bongiovanni Direttore della rivista AntimafiaDuemila

Lorenzo Baldo  viceDirettore della rivista AntimafiaDuemila

Int. Tamara Tonus  avv. e referente “Cultura della legalità” per classi coinvolte nel progetto

 

Nell’ambito del progetto “Costruire Legalità” realizzato col contributo e patrocinio della Regione Autonoma FVG è promossa una conferenza sul tema della legalità e delle ecomafie finalizzata alla conoscenza del sistema criminale e del business economico che ruota intorno alla questione rifiuti a danno dell’ambiente e della salute.

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CSM BOCCIA DI MATTEO ALLA PNA: IL DISPREZZO DELLA STORIA

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di Lorenzo Baldo e Giorgio Bongiovanni - 8 aprile 2015
Alla fine quel segnale forte di vicinanza a chi è stato condannato a morte dalla mafia non c’è stato. O forse si dovrebbe pensare che si è voluto darne uno al contrario? Il Csm ha bocciato oggi la candidatura di Nino Di Matteo alla PNA. Poi, però, si è venuti a sapere che nel nuovo concorso per la PNA (dopo quello che ci sarà a breve), che si terrà entro la pausa estiva, la posizione del pm palermitano rientrerebbe a pieno titolo al primo posto. Schizofrenie istituzionali? Difficile rispondere. Sta di fatto che di fronte al curriculum di Di Matteo - oggettivamente superiore a quelli dei tre candidati Pontassuglia, Del Gaudio e Dolce - il Plenum ha scelto questi ultimi. Logiche correntizie, di mera ingerenza politica, o che altro? Cinque

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IL CSM NON DIGERISCE LA LOTTA ALLA MAFIA

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di Saverio Lodato - 9 aprile 2015
Nino Di Matteo è stato sonoramente bocciato dal CSM che non gli ha riconosciuto i requisiti per diventare sostituto procuratore nazionale antimafia. Requisiti di anzianità e di specializzazione che – sulla carta – lo vedevano prevalere incommensurabilmente rispetto ai suoi tre colleghi prescelti al posto suo. Si capisce che ormai non è più aria.
Da tempo l’antimafia non è più un’emergenza nazionale. Da tempo i magistrati siciliani sono stati ricacciati in quel ghetto dal quale, trent’anni fa, uscirono, salvo poi pagare con la vita, personalità come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Il CSM trova naturale mettere all’angolo un magistrato come Nino Di Matteo colpevole di rappresentare l’accusa nel processo che si celebra a Palermo, sulla Trattativa fra lo Stato-Mafia e la Mafia-Stato, e che vede alla sbarra non solo boss di Cosa Nostra ma uomini delle istituzioni e della politica. E non si fa scrupolo, è sempre del CSM che stiamo parlando, di aumentare esponenzialmente l’isolamento di chi ha già totalizzato non una ma più condanne a morte, avvertimenti, segnali e minacce trasversali.

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LA MORTE DI UN GIUSTO - AGGIORNAMENTI

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Brasile: inizia la battaglia per l’estradizione del boss Neneco Acosta

di AMDuemila - 31 marzo 2015
Mandante dell’omicidio del giornalista Pablo Medina
Ieri l’ambasciatore del Paraguay in Brasilia, Manuel María Cáceres, ha presentato presso la Cancelleria Nazionale del Brasile la rogatoria per la richiesta di estradizione di Vilmar Acosta Marqués, accusato della morte del giornalista Pablo Medina e della sua assistente Antonia Almada. 

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PAPA FRANCESCO E LA LOTTA ALLA MAFIA

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IN COLLABORAZIONE CON LA TESTATA ANTIMAFIA DUEMILA ONLINE.

 

di Giorgio Bongiovanni - 23 marzo 2015
In Italia le mafie, in particolare Cosa nostra, ‘Ndrangheta e Camorra, esistono da quasi 200 anni, la Chiesa Cattolica invece da oltre 2000.
Questo giornale, che ha fatto della lotta alla mafia una scelta di vita, è convinto del valore universale dell’antimafia. Pertanto, sebbene lo scrivente sia credente e segua un percorso spirituale fortemente cristiano, la testata ANTIMAFIADuemila, che, da 15 anni, ha l’onore di ospitare editorialisti e cronisti esperti di mafia, prima con l’edizione cartacea poi con la rivista e il quotidiano on line, si è imposta la regola della laicità.

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IN PRIMO PIANO, IL BRASILE NEGA L'ESTRADIZIONE IMMEDIATA DI "NENECO" ACOSTA

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di Jean Georges Almendras - 11 marzo 2015

La speranza che le autorità brasiliane avrebbero concesso l'estradizione immediata di Vilmar Acosta è durata ben poco. Nonostante i magistrati paraguaiani si fossero trasferiti in Brasile, per gestire personalmente le pratiche, il responso negativo è stato categorico. Ad incidere in maniera significativa, secondo quanto reso noto, le affermazioni dello stesso Vilmar Acosa il quale sostiene di avere la nazionalità brasiliana, negando di essere un cittadino paraguaiano. Le autorità competenti ancora non si sono espresse in merito. Alcuni corrispondenti del diario Ultima Ora in servizio a Campo Grande, nello Stato del Mato Grosso, in Brasile, hanno chiesto i motivi della decisione negativa

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IN PRIMO PIANO: STRISCIONE CONTRO LA MAFIA E PRO DI MATTEO AL BARBERA DI PALERMO

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di Sonia Cordella - 14 marzo 2015
Uno striscione lungo 14 metri con la scritta: “NO MAFIA! PROTEGGIAMO DI MATTEO!” viene esposto nella tribuna centrale dello stadio La Favorita di Palermo durane l'attesa partita Palermo-Juventus che ha contato un grande numero di tifosi. Una delle numerose iniziative realizzata da Scorta Civica, rappresentata in campo da Alfredo Russo, Armando Carta, Adriana Gnani e Giorgio Bongiovanni, che non perde occasione per inventarsi qualsiasi attività pur di allargare quel cerchio di persone che hanno preso a cuore la sicurezza dell'uomo più esposto in questo momento nel nostro Paese: il magistrato Nino Di Matteo.

Quindici giorni fa un altro striscione con la scritta “SIAMO TUTTI DI MATTEO” calato da Monte Pellegrino, montagna che sovrasta lo stadio palermitano “Renzo Barbera”, era stato ripreso dalle telecamere di SKY durante la partita Palermo-Empoli. Vorremmo essere molto più numerosi ma si sa, la sensibilità e l'amore per la Verità e la Giustizia non appartiene a tutti, anzi, da come ultimamente vanno le cose potremo dire tranquillamente che appartiene a pochi. É molto più facile infatti chiudersi egoisticamente alle necessità della propria famiglia e dei propri interessi personali che pensare a proteggere coloro che stanno invece rinunciando al proprio tempo libero e alle loro famiglie per il futuro dei nostri figli.

PER LA FOTOGALLERY www.antimafiaduemila.com

http://www.antimafiaduemila.com/2015031454140/primo-piano/striscione-contro-la-mafia-e-pro-di-matteo-alla-qbarberaq-di-palermo.html

 

 

 

 

 

   
   

BREAKING NEWS - ASSASSINATO GERARDO SERVIAN GIORNALISTA

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Dopo Pablo Medina un'altra voce dell’informazione stroncata
di AMDuemila - 7 marzo 2015
Si tratta del cronista Gerardo Servián, fratello del noto giornalista di radio Amambay, Kiko Servián.
Erano circa le 16 di giovedì scorso e il giornalista stava viaggiando a bordo della sua moto in direzione Pedro Juan Caballero, percorrendo la strada dal lato brasiliano quando, a soli 200 metri dal confine paraguaiano, è stato raggiunto da due individui a bordo di una motocicletta, che hanno aperto il fuoco contro di lui dandosi subito alla fuga e lasciando il corpo di Gerardo a terra ormai privo di vita. Un’immagine toccante riprende la vittima crivellata dai proiettili.
Gerardo aveva 45 anni e lavorava come cronista in diverse radio locali, ultimamente conduceva un programma nella radio Ciudad Nueva, di Zanja Pytã, una comunità del Dipartimento di Amambay, a circa dieci km dal distretto di Pedro Juan Caballero.

Al momento non si conoscono ancora le motivazioni dell’omicidio, ma si presume siano da ricercare in ambito politico e del narcotraffico.
Un duro colpo per il fratello della vittima, Kiko Servián. Meno di un anno fa, a maggio del 2014, infatti venne ucciso a casa sua, a Pedro Juan Caballero, Fausto Alcaraz , un suo collega della radio, che denunciava apertamente i narcos della zona.
Sono ormai circa una dozzina i giornalisti assassinati in Paraguay negli ultimi anni, ricordiamo l’uccisione del giornalista di ABC Color, Pablo Medina, nell’ottobre scorso. Una barbarie iniziata con la morte di Santiago Leguizamón, anche lui a Pedro Juan Caballero, il 26 aprile di 1991, proprio nella Giornata del Giornalista, divenuto poi il simbolo della lotta dei giornalisti paraguaiani.

 

   

TORINO: CONFERENZA ANTIMAFIA IN CORSO

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Interverranno:Antonino Di Matteo - Sost. Procuratore di Palermo

Marco Travaglio
- Direttore de "Il Fatto Quotidiano"

Sabina Guzzanti
- Attrice e Regista del film "La Trattativa"

Renato Accorinti
- Sindaco di Messina

Salvatore Borsellino
- Fratello del giudice Paolo

 

 

http://www.antimafiaduemila.com/2015022053803/dibattiti/la-lotta-alla-mafia-un-movimento-culturale-e-morale-7-marzo.html

 

   

IN PRIMISSIMO PIANO: ARRESTATO VILMAR ACOSTA, MANDANTE DELL'OMICIDIO DEL GIORNALISTA PABLO MEDINA IN PARAGUAY

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 PABLO MEDINA NOSTRO COLLEGA ED AMICO COLLABORATORE DI ANTIMAFIA DUEMILA ONLINE.

Arrestato Vilmar Acosta, mandante dell’omicidio del giornalista Pablo Medina in Paraguay
di Jean Georges Almendras - 5 marzo 2015

"Neneco" è stato fermato in Brasile, ma gli autori materiali del crimine rimangono latitanti 
A circa 250 chilometri della città di Ypejhú, nella località di Navirai, in Brasile, è stato fermato dopo quattro mesi di latitanza Vilmar Acosta, alias "Neneco". Agenti della Polizia brasiliana, sicuramente contando anche sull'appoggio della polizia paraguaiana, hanno fermato l’ex sindaco accusato di essere il mandante  dell’omicidio a colpi d'arma da fuoco del giornalista Pablo Medina e della sua assistente Antonia Almada, avvenuto lo scorso 16 ottobre 2014 in una poco frequentata strada rurale vicina alla città di Curuguaty, nel dipartimento di Canindeyú, in territorio paraguaiano. È da quel giorno che Vilmar Acosta, che secondo l'accusa avrebbe ingaggiato i due sicari, si era dato alla latitanza. Su di lui, ed i due assassini del giornalista dell'Abc color e dell'assistente pendeva un mandato di cattura nazionale ed internazionale. Il duplice omicidio aveva causato una forte commozione nella popolazione del Paraguay ed aveva contribuito a far rappresentare a livello istituzionale, sia locale che regionale, il grave problema delle attività dei narcos, fortemente vincolati al sistema politico.

Con la cattura di “Neneco” non si interrompe certo l'attività giudiziaria e di polizia, visto che ci sono ancora da catturare due dei suoi complici più stretti, vale a dire gli autori dell'attentato mortale. Inoltre, secondo alcune fonti, la doppia nazionalità dell'ex sindaco potrebbe dare origine ad un conflitto di competenze legali con conseguenze sull'estradizione in Paraguay. Un passaggio quest'ultimo che potrebbe essere ostacolato o rallentato causando un serio e grave problema etico e giuridico, considerando che la società paraguaiana reclama ansiosamente che il crimine del giornalista non rimanga impunito. 

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"SIAMO TUTTI DI MATTEO", DAL MONTE PELLEGRINO SCORTA CIVICA LANCIA IL SUO MESSAGGIO

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“Siamo tutti Di Matteo”, dal Monte Pellegrino Scorta civica lancia il suo messaggio

di AMDuemila - 2 marzo 2015
La solidarietà al magistrato dopo le ultime notizie di minaccia
Venti metri. Tanto era lungo lo striscione srotolato ieri pomeriggio dal costone del Monte Pellegrino, visibile dallo stadio “Renzo Barbera” di Palermo, e ripreso dalle telecamere di Sky durante il match che ha visto il Palermo affrontare l'Empoli. “Siamo tutti Di Matteo” il messaggio che gli attivisti di Scorta civica hanno voluto lanciare per manifestare sostegno al magistrato del pool trattativa Stato-mafia oggetto di una vera e propria condanna a morte. “E allora organizziamola questa cosa! Facciamola grossa e non ne parliamo più” diceva il “Capo dei capi” Totò Riina al boss della Sacra Corona Unita Alberto Lorusso durante quella che viene definita l'ora della 'socialità' nel carcere milanese di Opera. E poi ancora: “Questo Di Matteo non se ne va, gli hanno rinforzato la scorta e allora, se fosse possibile, ad ucciderlo... Una esecuzione come eravamo a quel tempo a Palermo con i militari. Ti farei diventare il primo tonno, il tonno buono”.

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SABINA GUZZANTI A ZUGLIANO - UDINE

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Vi informiamo che domani 26 Febbraio ore 20.30, ci sarà a Zugliano - Udine presso il Centro Balducci la proiezione del film "La Trattativa" alla presenza di Giorgio Bongiovanni e Sabina Guzzanti.

Per seguire lo streaming del dibattito:

- accesso al sito del Centro Balducci http://www.centrobalducci.org/

   

IN PRIMO PIANO: CHIUDE L'ORA: SI SPEGNE UNA VOCE LIBERA

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di AMDuemila - 20 febbraio 2015

"Fine di un giornale eretico" scrive Sandra Rizza nel suo editoriale. Da oggi il sito de l'Ora Quotidiano non verrà più aggiornato. Dopo quattro mesi si spegne quindi una voce libera nel panorama dell'informazione siciliana. "Chiudiamo un giornale che ha fatto nell'ultimo mese un milione di visualizzazioni - scrive la Rizza -, e che in quasi quattro mesi di vita (di cui tre sotto la mia direzione) ha scalato il vertice delle classifiche regionali dell'informazione online. È forse la prima volta che un giornale chiude mentre il bacino dei suoi lettori cresce a dismisura". Il direttore della testata on line spiega che la ragione "è meramente finanziaria". "Gli inserzionisti più impegnati - si legge nell'editoriale -, quelli che avevano assicurato il loro sostegno etico ad un progetto di informazione indipendente in Sicilia, attraverso l'acquisto di spazi pubblicitari, all'inizio di quest'anno non hanno più rinnovato i contratti".

L'Ora Quotidiano chiude, resta la grande amarezza per i tanti giovani che hanno lavorato a questo progetto (al quale anche Antimafia Duemila ha collaborato durante la reggenza Lo Bianco-Rizza-Corradino) ai quali viene impedito di poter proseguire questa avventura editoriale. A tutti loro va la nostra piena solidarietà nella speranza che si possa ricostruire al più presto un'alternativa a questa ferita della libera informazione che si è venuta a creare.
La Redazione

Info: loraquotidiano.it

 

   

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