Sabato, Agosto 19, 2017
   
Text Size

Antimafia Duemila & Terzo Millennio

NIENTE DNA PER DI MATTEO: GIOCO SEMPRE PIU' SPORCO

Antimafia Duemila & Terzo Millennio

Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 

 

IN COLLABORAZIONE CON LA TESTATA GIORNALISTICA ANTIMAFIA DUEMILA

Il pm: “Non fuggo da Palermo, né dal processo sulla trattativa”
di Giorgio Bongiovanni
  e Lorenzo Baldo.
“Nessuna volontà di fuggire da Palermo. Ho già rifiutato, nei mesi scorsi, la proposta del Csm di essere trasferito altrove per 'eccezionali ragioni di sicurezza'”. E' il pm Nino Di Matteo ad affidare all'Adnkronos la sua replica dopo gli articoli di stampa usciti oggi su una sua possibile “fuga” da Palermo - e soprattutto dal processo sulla trattativa - a seguito dell'ennesima azione pilatesca in merito alla sua domanda di nomina alla Dna. La scena che si consuma davanti agli occhi di un'opinione pubblica anestetizzata è tanto semplice quanto machiavellica. Mentre si attende l’udienza del Tar Lazio sul ricorso del pm contro il Csm, il Consiglio giudiziario decide di non esprimere alcun parere e di rimettere gli atti al Csm. Il Consiglio avrebbe motivato la decisione spiegando che nella domanda per la nomina alla Dna mancherebbe il parere per merito e attitudini del mini Csm del distretto giudiziario di Palermo, Agrigento e Trapani. O meglio, il parere ottenuto da Di Matteo quando si era candidato per la procura di Enna non basta più. Il cavillo burocratico sul quale fa perno il Consiglio giudiziario girerebbe attorno al fatto che Enna è un ufficio di piccole e medie dimensioni mentre il posto di Consigliere alla Dna riguarda un ufficio classificato come “specializzato”. In soldoni: viene modificata una clausola relativa alla presentazione di un'istanza di avanzamento di carriera e invece di avvisare il diretto interessato in tempo reale, affinchè possa aggiungere alla sua domanda quanto richiesto ex-novo, lo si informa a giochi fatti per dirgli

Leggi tutto: NIENTE DNA PER DI MATTEO: GIOCO SEMPRE PIU' SPORCO

 

MAFIA: ARRESTATO AVVOCATO PALERMITANO, GESTIVA AFFARI CLAN

Antimafia Duemila & Terzo Millennio

IN COLLABORAZIONE CON ANTIMAFIA DUEMILA www.antimafiaduemila.com

 

Attentato a Di Matteo: soldi per tritolo da vendita garage
di AMDuemila

Secondo gli inquirenti gestiva gli affari dei boss del clan Acquasanta di Palermo. La Guardia di Finanza ha arrestato l’avvocato palermitano, Marcello Marcatajo, 69 anni, insieme al quale sono finite in carcere altre otto persone, accusate a vario titolo di associazione mafiosa.
Il legale, che si sarebbe occupato soprattutto della gestione degli immobili del costruttore mafioso Vincenzo Graziano e del boss Vito Galatolo, è accusato di riciclaggio e reimpiego di capitali illeciti, con l'aggravante di aver agevolato Cosa nostra.

Il ruolo di Marcatajo negli affari del clan sarebbe emerso da alcuni documenti sequestrati all'imprenditore dagli investigatori e poi confermato da Galatolo, passato tra le fila dei collaboratori di giustizia. Il professionista è stato intercettato per mesi: dalle conversazioni registrate emergono i timori di Marcatajo che, dopo il pentimento del capomafia, era preoccupato di essere arrestato. In carcere è finito anche un ingegnere,

Leggi tutto: MAFIA: ARRESTATO AVVOCATO PALERMITANO, GESTIVA AFFARI CLAN

 

INTERVISTA ESCLUSIVA AL MAGISTRATO DI PALERMO ANTONINO DI MATTEO

Antimafia Duemila & Terzo Millennio

A CURA DI GIULIETTO CHIESA

ESCLUSIVA DI PANDORA TV - ROMA.

 

IL NATALE DEGLI AYLAN DIMENTICATI

Antimafia Duemila & Terzo Millennio

IN COLLABORAZIONE CON ANTIMAFIA DUEMILA

 

di Massimo Del Papa
Era l'estate che declinava, era il 3 di settembre quando il mondo si vergognò davanti alla fotografia di un piccolo profugo senza vita sulla spiaggia turca di Bodrum.
E ancora non si sapeva che anche il suo fratellino di cinque anni aveva subito la stessa sorte, insieme alla mamma. Si vergognava il mondo e promise a se stesso: mai più bambini spiaggiati, mai più fotografie come questa. Le foto sono finite, i bambini hanno continuato ad affogare e a spiaggiarsi, ogni giorno, ogni notte. E noi non siamo più “tutti Aylan”.
E questo è un Natale negato, rinnegato perché dobbiamo sapere, perché non possiamo non sapere che quest'anno sono già troppi. Uno è già troppo, ma sono più di 700 gli Aylan senza nome, senza storia. Senza foto.

Leggi tutto: IL NATALE DEGLI AYLAN DIMENTICATI

 

INTERVISTA A SAVERIO LODATO ANTIMAFIA DUEMILA TV

Antimafia Duemila & Terzo Millennio

"ROMPIAMO IL SILENZIO CON SAVERIO LODATO GIORNALISTA DI ANTIMAFIA DUEMILA E GIULIETTO CHIESA GIORNALISTA".

A CURA DI GIORGIO BONGIOVANNI DIRETTORE DI ANTIMAFIA DUEMILA ALL NEWS.

 

 

LA FINE DI GELLI, LE PAROLE DI VERITA' DI TINA ANSELMI

Antimafia Duemila & Terzo Millennio

 

IN COLLABORAZIONE CON ANTIMAFIA DUEMILA

 

di Anna Vinci
È morto Licio Gelli, nella sua casa, era il 15 dicembre del 2015.
Che riposi in pace. Ogni morte chiede rispetto e preghiere, per chi crede. Resta che se i morti sono tutti uguali, appunto bisognosi di rispetto, le vite restano diverse.
Una impronta di un uomo che ha voluto segnare la vita del nostro paese non è  quella caduca sulla neve di primavera. Resta e va mantenuta “viva”. Purtroppo c’è una tradizione nel nostro paese: sulle impronte nefaste si tenta di gettare il fango dell’oblio, è fatto di fango infatti, e uso un eufemismo, quel procedimento per cui si vuole celare, confondere: tutti in qualche modo, colpevoli, nessuno colpevole fino in fondo.
Ho conosciuto Gelli attraverso i tanti colloqui avuti con Tina Anselmi, una donna che lo ha combattuto a viso aperto, in prima persona, durante la sua presidenza della Commissione Bicamerale inquirente sulla loggia Massonica P2 di Licio Gelli. E forte di ciò, mi permetto alcune considerazioni, nella speranza che servano, se non altro a far sentire una voce, e quanto autorevole – parlo di Tina – a cui cerco di dare parola

Leggi tutto: LA FINE DI GELLI, LE PAROLE DI VERITA' DI TINA ANSELMI

   

GINO STRADA, UNA DELLE ULTIME SPERANZE PER L'UMANITA'

Antimafia Duemila & Terzo Millennio

Gino Strada, chirurgo e fondatore di EMERGENCY, è tra i vincitori del Right Livelihood Award 2015, il "premio Nobel alternativo", "per la sua grande umanità e la sua capacità di offrire assistenza medica e chirurgica di eccellenza alle vittime della guerra e dell'ingiustizia, continuando a denunciare senza paura le cause della guerra"

   

PTV SPECIALE

Antimafia Duemila & Terzo Millennio

«Che importanza ha per la Nato il Montenegro, l’ultimo degli Stati formatisi in seguito alla disgregazione della Federazione Jugoslava, demolita dalla Nato con l’infiltrazione e la guerra?»
L'analisi di Manlio Dinucci in merito all'ingresso del Montenegro nell'Alleanza Atlantica

In collaborazione con Pandora Tv Roma.

   

PROCESSO CATTAFI, LA CORTE D'APPELLO ORDINA LA SCARCERAZIONE

Antimafia Duemila & Terzo Millennio

Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 

IN COLLABORAZIONE CON ANTIMAFIA DUEMILA www.antimafiaduemila.com

 

di Aaron Pettinari
E' possibile che un condannato per mafia, seppur non in via definitiva, passi dal regime di detenzione al 41 bis alla libertà perché non ci sarebbe il pericolo delle reiterazione del reato per il quale è stato condannato in secondo grado a 7 anni di carcere? In Italia sì, accade anche questo.
La Corte d’Appello di Messina ha infatti disposto la scarcerazione di Rosario Pio Cattafi, detenuto in regime di carcere duro dal 24 luglio del 2012, quando fu arrestato con l’accusa di essere il capo della mafia di Barcellona Pozzo di Gotto, anello di congiunzione con i clan di Catania e Palermo.

Leggi tutto: PROCESSO CATTAFI, LA CORTE D'APPELLO ORDINA LA SCARCERAZIONE

   

RE GIORGIO E LA FATTORIA DEGLI ANIMALI

Antimafia Duemila & Terzo Millennio

Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 

 

di Saverio Lodato
Detesta giudici, Tribunali e Corti d’Assise. Ha una personalissima concezione del principio che la legge è uguale per tutti. Si considera detentore di un posto speciale nella fattoria degli animali; se per investitura divina, per il nome che porta, per la carica eccellente che una volta ha ricoperto, per il totale delle cariche istituzionali e politiche che per oltre mezzo secolo ha ricoperto e continua a ricoprire, per la pesantezza dei segreti che custodisce, questo nessuno di noi comuni mortali è in grado di spiegarlo. E’ così, e basta. Impossibile spiegarlo. Meglio: è proibito persino domandarselo.
Fatto sta che da una parte ci sono sessanta milioni di italiani che hanno tutti i medesimi obblighi di legge; e dall’altra c’è

Leggi tutto: RE GIORGIO E LA FATTORIA DEGLI ANIMALI

   

CONSEGNATELO! EDITORIALE DI GIORGIO BONGIOVANNI DIRETTORE DI ANTIMAFIA DUEMILA

Antimafia Duemila & Terzo Millennio

 

Consegnatelo!

 

Pubblicato: 01 Dicembre 2015

Matteo Messina Denaro, boss assassino e stragista
di Giorgio Bongiovanni
Da Riina a Matteo Messina Denaro, passando per Provenzano. Storie di latitanze decennali, fondate
su una fitta rete di protezioni politico-istituzionali, ma anche da un consenso ben lungi dall'essere scalfito. Cambiano i volti ma le domande sono sempre le stesse. Chi c'è dietro al latitante più ricercato d'Italia? Di quali protezioni gode? Perché non si è arrivati ancora al suo arresto? “Totò u' curtu” si nascondeva in una villa a Palermo, “Binnu u' tratturi” in una masseria a Montagna dei Cavalli (contrada distante appena due chilometri da Corleone). E Matteo Messina Denaro?
C'è chi dice che è all'estero, chi in qualche città italiana, chi nella sua terra, nel suo paese natale, Castelvetrano.
Identikit dopo identikit la ricerca del boss trapanese non si è mai fermata ed è stata persino messa una taglia con tanto di ricompensa nei confronti di chi può fornire importanti elementi per arrivare alla cattura. Sulle sue tracce in Sicilia sono impegnati poliziotti, carabinieri, guardia di finanza e corpi speciali, sotto il coordinamento della Procura di Palermo.
Eppure, nonostante questo spiegamento di forze dal 1993 ad oggi, l'arresto appare come una chimera. La dottoressa Teresa Principato, procuratore aggiunto titolare delle indagini per la cattura del superlatitante, ha parlato apertamente di “protezioni ad altissimo livello tra borghesia mafiosa, massoneria deviata e politica”. Protezioni istituzionali che vanno oltre a quella rete che in questi anni è stata duramente colpita dagli stessi inquirenti.
Leggendo tra le righe della storia delle latitanze spaventose che abbiamo vissuto (basti pensare ai 23 anni di Riina o ai 40 di Provenzano), si scorgono le coperture su cui i boss hanno potuto contare. C'è un processo in corso a Palermo (in appello) sulla mancata cattura di Provenzano a Mezzojuso, nel 1995: un'azione frutto di quella trattativa tra Stato e mafia che c'è stata nei primi anni Novanta? Che potrebbe ripetersi con la mancata cattura di Matteo Messina Denaro?
C'è però un'altra responsabilità di cui si è parlato poco in questi anni sul perché i boss di Cosa nostra, Matteo Messina Denaro in testa, possono darsi alla latitanza senza colpo ferire: il consenso e l'omertà della gente.
Come Riina e Provenzano è altamente probabile che Matteo Messina Denaro si nasconda

Leggi tutto: CONSEGNATELO! EDITORIALE DI GIORGIO BONGIOVANNI DIRETTORE DI ANTIMAFIA DUEMILA

   

ARGENTINA: MACRI PROMETTE AI POPOLI INDIGENI LA RESTITUZIONE DELLE LORO TERRE

Antimafia Duemila & Terzo Millennio

Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 

 

di Giorgio Bongiovanni e Matias Guffanti
Il neo presidente eletto ha firmato un contratto dopo mesi di proteste

Il presidente appena eletto in Argentina, Mauricio Macri, a pochi giorni dal ballottaggio che lo ha portato, grazie ad una manciata di voti in più rispetto al suo avversario, ad occupare la massima carica dello Stato, ha promesso alle popolazioni autoctone di restituire le terre a loro sottratte dal governatore della provincia di Formosa, Gildo Insfrán. Durante l’incontro con il leader della protesta, Félix Díaz, durato circa 25 minuti, Macri ha firmato un contratto che contempla l’avvio del dialogo e la cessione delle terre nelle mani dei popoli originari e all'Istituto di Asuntos Indígenas.  


Sono quattro le comunità indigene (Qom, Pilagá, Wichí e Nivaclé), che da nove mesi si sono istallate con alcune tende in un accampamento permanente in pieno centro a Buenos Aires, in condizioni precarie ed alla mercè di un clima a volte ostile, ma non vi è stata ancora alcuna risposta dal governo nazionale né da quello provinciale. Non solo, non sono mancati gli ostacoli nel tentativo di fermare la loro insistente rivendicazione delle terre sottratte loro con persecuzioni, uccisioni, di fronte ad una assoluta omertà da parte dei mezzi di comunicazione e delle autorità giudiziarie.


Ed è lì, lungo il famoso viale 9 de Julio, ad alcuni metri dall'Obelisco, a Buenos Aires, sotto un clima gradevole che preannuncia l’intensa estate della capitale, che siamo andati per toccare con mano questa ingiusta e spietata realtà che le popolazioni native affrontano quotidianamente, supportati dalla solidarietà di quei cittadini sensibili che portano loro cibo, acqua ed indumenti. Arrivati sul posto, i rappresentanti aborigeni ci hanno accolto con educazione e rispetto, all’interno di un tendone colmo di sofferenza, dolore e pianto, al suono della loro antica musica impegnati a vendere i loro prodotti artigianali. Epifanio, uno dei leader ci ha raccontato in brevi parole perché sono lì e cosa rivendicano.   

Perché siete qui?

Noi siamo qui da 9 mesi per reclamare le terre delle popolazioni indigene che il governatore di Formosa, da tempo sta sottraendo

Leggi tutto: ARGENTINA: MACRI PROMETTE AI POPOLI INDIGENI LA RESTITUZIONE DELLE LORO TERRE

   

STRAGI ANNUNCIATE E SILENZI DI STATO. UN FIUME DI GENTE PER DI MATTEO

Antimafia Duemila & Terzo Millennio

IN COLLABORAZIONE CON ANTIMAFIA DUEMILA

VIDEO DELLA MANIFESTAZIONE DURANTE IL CORTEO A ROMA DAL COLOSSEO A PIAZZA VENEZIA.

http://www.antimafiaduemila.com/home/primo-piano/57704-stragi-annunciate-e-silenzi-di-stato-un-fiume-di-gente-per-di-matteo.html

 

   
   
   

LOTTA ALLA MAFIA A MONTEPULCIANO (SI)

Antimafia Duemila & Terzo Millennio

 

COMUNE DI MONTEPULCIANO

Provincia di Siena

COMUNICATO STAMPA

Sabato 14 novembre, alle 10.00, al Teatro Poliziano si parla di lotta alla mafia

Un magistrato può essere una persona normale: Marzia Sabella e “Nostro Onore”

Incontro con gli studenti e la comunità, partecipa anche l’On. Rosy Bindi

La lotta alla mafia raccontata dalla viva voce di chi, ogni giorno, si misura con il principale nemico dello Stato ma cerca di rimanere ancorato ad una vita per quanto possibile normale.

Leggi tutto: LOTTA ALLA MAFIA A MONTEPULCIANO (SI)

   

SPECIALE: ROMPIAMO IL SILENZIO ATTORNO AL MAGISTRATO DI PALERMO ANTONINO DI MATTEO

Antimafia Duemila & Terzo Millennio

ROMPIAMO IL SILENZIO CON ALESSANDRO DI BATTISTA E GIULIA SARTI.

IN COLLABORAZIONE CON ANTIMAFIA DUEMILA TV

NOV 2015

   

SPECIALE: ROMPIAMO IL SILENZIO ATTORNO AL MAGISTRATO DI PALERMO ANTONINO DI MATTEO

Antimafia Duemila & Terzo Millennio

INTERVISTA AD ANTONIO INGROIA A CURA DI AARON PETTINARI ANTIMAFIA DUEMILA.

IN COLLABORAZIONE CON ANTIMAFIA DUEMILA TV ALLNEWS.

NOVEMBRE 2015

   

SPECIALE: ROMPIAMO IL SILENZIO ATTORNO AL MAGISTRATO DI PALERMO ANTONINO DI MATTEO

Antimafia Duemila & Terzo Millennio

IN COLLABORAZIONE CON ANTIMAFIA DUEMILA TV PALERMO

   

DIRETTA DA UDINE 4 NOVEMBRE 2015

Antimafia Duemila & Terzo Millennio

Un dibattito pubblico con la partecipazione di Sabina Guzzanti, Giorgio Bongiovanni (Direttore del periodico "Antimafia Duemila") e Cristian Sergo Portavoce regionale del MoVimento5stelle in Friuli.Inizio ore 21:30/22:00Il dibattito segue la proiezione dell film documentario di Sabina Guzzanti "La Trattativa".

   

Pagina 6 di 36

CONDIVIDI / SOCIAL NETWORK

Video in evidenza

Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie. Cookie Policy.