Lunedì, Dicembre 11, 2017
   
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LA FINANZA CRIMINALE PADRONA DEL MONDO

Antimafia Duemila & Terzo Millennio

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di Giorgio Bongiovanni
I numeri del traffico di droga, il viaggio che la cocaina compie dal Sudamerica al porto di Gioia Tauro, le rotte, la rete degli affari, gli interessi dei clan, gli investimenti all’estero. Sono solo alcuni degli argomenti che il Procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, ha affrontato nell’intervista che potete leggere nel nostro giornale. Ai dati drammatici che ci ha fornito con le sue risposte si aggiungono le parole di un’altra figura autorevole nel panorama internazionale, ovvero quelle dell’economista Antonio Maria Costa, già vice segretario generale delle Nazioni Unite. Questi, interpellato dalla Fondazione Centesimus Annus pro Pontifice per approfondire sui traffici di persone e sulla criminalità economica e finanziaria, ha spiegato come collettivamente le varie forme di crimine del mondo (mafie in testa con il traffico di droga per poi passare alla corruzione ed i reati finanziari) generano un giro d’affari di oltre mille miliardi di euro l’anno. “Collettivamente, le varie forme di crimine rappresentano la più grande industria del mondo” ha detto l’economista senza mezze misure. Quindi ha snocciolato i numeri stimando il traffico di droga mondiale (abbiamo visto come la ‘Ndrangheta detiene il monopolio del traffico di cocaina in Occidente) in una cifra pari a 350 miliardi di euro l’anno. La vendita illegale di armi è stimata attorno agli 80-100 miliardi di euro l’anno, mentre il danno che produce la corruzione “secondo il Fondo Monetario Internazionale raggiunge i 1.000 miliardi di euro l’anno.


Secondo Costa, dunque, la criminalità, con tutto quel denaro, “riesce ad avere una grande influenza sulle più grandi banche del mondo”, specie in tempi di crisi come quelli che abbiamo vissuto in questi anni. Tra gli esempi riportati nell’intervista rilasciata ad avvenire.it quello della Wachovia bank di New York, poi acquistata dalla Fargo, che è stata accusata di aver riciclato 463 miliardi di dollari del cartello della droga messicano di Sinaloa.
E questi sono solo alcuni dei rischi generati dall’infiltrazione economico-mafiosa in quella che dovrebbe essere l’economia legale. Proprio il Procuratore Gratteri ha spiegato come “i miliardi del narcotraffico possono alterare una democrazia” tenuto conto del grande potere di acquisto che le stesse mafie detengono. Ed è sempre il magistrato calabrese ad aver lanciato più volte l’allarme sul fatto che la City di Londra, oggi, è uno dei centri di riciclaggio del denaro proveniente dalle criminalità organizzate.
Nei primi anni Novanta, la giornalista americana Calire Sterling scrisse un libro intitolato “Un mondo di ladri. Le nuove frontiere della criminalità internazionale” (edito da Mondadori). Una pubblicazione particolarmente criticata in cui si evidenziava come tra il 6 e l’8% del totale dei flussi finanziari mondiali (pari a centinaia di miliardi di dollari) spariva nel nulla. La Sterling sosteneva anche che le organizzazioni criminali avevano nelle mani il più grande giro d’affari (calcolato in miliardi di dollari) e sosteneva che l’economia legale mondiale già allora dipendeva dalle organizzazioni mafiose. Non solo. Riteneva che un personaggio come Totò Riina, il Capo dei Capi di Cosa nostra, fosse al vertice delle organizzazioni mafiose a livello mondiale. E al tempo anche il collaboratore di giustizia Leonardo Messina parlava di una struttura mondiale di cui Riina era il capo. Secondo la teoria della giornalista americana Giovanni Falcone e Paolo Borsellino stavano svelando questo sistema di potere e sarebbe stato per questo motivo che sono stati uccisi. Allora in molti non presero sul serio il libro della Sterling. Oggi però, rileggendo i dati forniti da autorevoli figure come Nicola Gratteri e Antonio Maria Costa si intravede più di una connessione. Parlano i numeri. Se le organizzazioni criminali mafiose hanno il potere di influenzare nei fatti l’economia planetaria, cos’altro resta? Aveva ragione la Sterling, fantasiosa, sensazionalista e visionaria: non è altro che “Un mondo di ladri”.

 

 

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