Martedì, Maggio 22, 2018
   
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Osservatorio Planetario

IN PRIMO PIANO: DIFFAMAZIONE CONTRO DI MATTEO, CONDANNATI SGARBI E SALLUSTRI

 

www.antimafiaduemila.com

Su "Il Giornale" Riina veniva definito "complice" del magistrato
di Aaron Pettinari*
Vittorio Sgarbi, ex assessore regionale alla Cultura in Sicilia ed oggi deputato, è stato condannato a 6 mesi di reclusione per aver diffamato, su "Il Giornale", il sostituto procuratore nazionale antimafia, Antonino Di Matteo. A tre mesi, per omesso controllo, è stato invece condannato il direttore del quotidiano Alessandro Sallusti. E' questa la decisione del giudice monocratico di Monza, Francesca Bianchetti. Se venissero confermate in secondo grado e in Cassazione le condanne entrambi dovrebbero scontare la pena in carcere, qualora non chiedessero una misura alternativa alla detenzione, come l'affidamento in prova. Inoltre dovranno risarcire i danni al pm, da liquidarsi in sede civile.
L'accusa nei confronti di Sgarbi traeva origine da quanto messo nero su bianco nella rubrica "Sgarbi quotidiani", pubblicata nel gennaio 2014.
Un articolo in cui il noto critico andava ben oltre il "diritto di critica" o di "opinione". “Gli unici complici che ha Riina sono i magistrati che diffondono i suoi pensieri - scriveva allora - Se Riina è reso inoffensivo dallo Stato che lo ha arrestato, perché dobbiamo ritenerlo pericoloso e potente anche in carcere? Perché dobbiamo alimentarne la leggenda? Riina non è, se non nelle intenzioni, nemico di Di Matteo. Nei fatti è suo complice. Ne garantisce il peso e la considerazione”. Ed ancora insinuava: "c’è qualcosa di inquietante nella vocazione al martirio (del magistrato ndr)".
Parole incresciose in un momento storico in cui erano emersi i contenuti delle parole che il Capo dei capi aveva espresso durante il passeggio con il compagno d'ora d'aria al carcere Opera di Milano, Alberto Lorusso.
"Di questo processo - diceva il boss corleonese, oggi deceduto - questo pubblico ministero di questo processo, che mi sta facendo uscire pazzo, per dire, come non ti verrei ad ammazzare a te, come non te la farei venire a pescare, a prendere tonni. Ti farei diventare il primo tonno, il tonno buono. Ancora ci insisti? Minchia... perché me lo sono tolto il vizio? Me lo toglierei il vizio? Inizierei domani mattina”.
E poi ancora. “Ed allora organizziamola questa cosa. Facciamola grossa e dico e non ne parliamo più”. Dal canto suo Alberto Lorusso risponde affermativamente con la testa. Riina insiste: “Perché questo Di Matteo non se ne va, ci hanno chiesto di rinforzare... gli hanno rinforzato la scorta, e allora se fosse possibile... ad ucciderlo... un’esecuzione come eravamo a quel tempo a Palermo partivamo la mattina da Palermo a Mazara, c’erano i soldati poverini a fila indiana a quel tempo”. “Ecco perché incominciamo da Di Matteo - proseguiva l’anziano boss - , perché in questi giorni Di Matteo, Di Matteo perché Di Matteo tutte, tutte, tutte le cosa le impupa lui. Perché... perché lui pensa ma se questo è Riina ma questo è così freddoso, così terrificante, ma così malvagio... questo, ci macina a tutti e ci mette a tutti sotto i piedi, a tutti... minchia”.
di matteo nino c imagoeconomica 0La difesa di Sgarbi, rappresentata dall'avvocato Marco Milani, ovviamente durante la discussione ha cercato di sminuire il significato delle considerazioni espresse dal critico d'arte come se non vi fosse alcun attacco "personale" o "denigratorio". Ma come si può ritenere una semplice "critica" l'affermazione per cui "Riina non è, se non nelle intenzioni, nemico di Di Matteo. Nei fatti è suo complice"?
Anche recentemente l'ex assessore regionale si era reso protagonista di affermazioni deliranti nei confronti del magistrato ribadendo che “Di Matteo ha tratto beneficio dalle minacce di morte ricevute dal carcere da Totò Riina. Ha cavalcato l'onda per fare il martire”. E come dimenticare i ripetuti attacchi contro lo stesso Processo trattativa ed i magistrati che hanno sostenuto l'accusa (oltre a Di Matteo i pm Francesco Del Bene, Vittorio Teresi e Roberto Tartaglia) dichiarando che "Il Tribunale di Palermo non può processare lo Stato” e che nel comportamento della Procura “ci sono profili eversivi"? Affermazioni fatte proprio mentre era in corso la requisitoria dei magistrati.
Il processo contro Sgarbi e Sallusti ha avuto inizio lo scorso 24 gennaio con l’esposizione da parte dello stesso Di Matteo dei motivi che lo portarono alla querela. Il pm aveva rilevato che il titolo stesso dell'articolo, "Quando la mafia si combatte solo a parole", riferito alla sua persona offendeva la propria dignità di uomo e di magistrato. In quell'udienza Di Matteo aveva anche ricordato le vicissitudini successive a quelle minacce di Riina, a cominciare dalle Commissioni speciali per la Sicurezza convocate sia a Roma che a Palermo, non certo su sua iniziativa. Da allora vi fu un potenziamento della scorta con tanto di assegnazione (seppur dopo un lunghissimo iter) del bomb jammer.
Anche l'accusa ieri, durante la discussione, ha ribadito quanto esposto da Di Matteo, aggiungendo che il mezzo della stampa è stato usato al solo scopo di attaccare il Magistrato ("E’ stato indicato un uomo delle

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ESCE IL LIBRO DI LODATO: AVANTI MAFIA! (PERCHE' LE MAFIE HANNO VINTO)

 

20180527 avanti mafia palermoA Palermo il 27 maggio con Nino Di Matteo, Pif, Lunetta Savino, Carmelo Galati e Leoluca Orlando
di Giorgio Bongiovanni
Esce per la prima volta alla Biblioteca Casa Professa il nuovo libro di Saverio Lodato. Dopo il successo di “Quarant’anni di mafia” si attendeva da tempo di poter immergerci nuovamente nelle parole e nelle analisi dello scrittore e giornalista esperto di mafia. Una raccolta, introdotta dalla prefazione del magistrato Nino Di Matteo, degli articoli che Lodato ha scritto dal 2012 ad oggi sul nostro giornale, dalla quale emerge, grazie alla penna perspicace tipica dell’autore, un grido di sarcastico ammonimento: Avanti mafia! (Perché le mafie hanno vinto).
Sì, proprio quando l’onda del “ben pensare comune” spinge, più o meno esplicitamente, all’idea che la mafia è in ritirata e i pezzi grossi sono in carcere o morti, Saverio Lodato, uscendo dagli schemi, sostiene che la mafia è più forte di prima. E lo spiega con lo scandire del tempo e dei fatti raccolti in questo libro che siamo onorati di esserne gli editori assieme alla casa editrice Corsiero.
In queste pagine si può leggere l’opinione di un giornalista e scrittore che ha conosciuto personalmente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e che ha raccolto le parole e i vissuti di grandi pentiti come Buscetta e Brusca. Un opinione basata su fatti. E di fronte al fatto che la mafia: ’Ndrangheta, Camorra, Cosa nostra e Sacra corona Unita, è la holding criminale più potente del mondo non possiamo che consigliare di leggere l’analisi di chi ha vissuto a Palermo negli anni del pool antimafia di Falcone e Borsellino e di tutte le stragi dagli anni ’80 ad oggi seguendo fino ai giorni nostri l’evolversi della mafia.
SINOSSI
2012-2018. Anni di fatti, inchieste, stravolgimenti politici, promesse, rivelazioni ed evoluzioni. Anni di mafia e di antimafia.
avanti mafia internaUn fenomeno quello della criminalità organizzata che, nonostante gli arresti continui, resiste da oltre centocinquant’anni di storia d’Italia. Un fenomeno che mostra sempre più quei sintomi, fino quasi a confondersi con quell’altra metastasi chiamata corruzione. Lo dicono gli addetti ai lavori e lo dimostrano i numeri. In questo spazio-tempo si inserisce l’occhio dell’osservatore esterno che si trova ad analizzare gli accadimenti.
La penna è quella di Saverio Lodato che di questi temi, con analisi spesso spietate, si è occupato a lungo nella propria carriera di giornalista e scrittore.
È così che nasce questa raccolta di articoli. È l’occasione per offrire un punto di vista ulteriore, magari “controcorrente” su argomenti sempre più spesso accantonati dal grande mainstream. Un modo per ribadire che ad oltre vent’anni dalle stragi che hanno insanguinato il Paese nei primi anni Novanta, c’è ancora molto da fare e che “antimafia” non è una parola morta. Perché, come spiega lo stesso Lodato “il bello non è scrivere per scrivere. Il bello è scrivere per scrivere ciò che si pensa”.
L'AUTORE
Saverio Lodato è tra le più autorevoli firme del giornalismo italiano in materia di mafia e di antimafia, ha iniziato a scrivere nel 1979 sul quotidiano “L’Ora”. Per trent’anni inviato de “l’Unità” a Palermo, oggi scrive sul sito www.antimafiaduemila.com.
È autore di articoli e saggi in cui affronta e sviluppa i temi e le connessioni della politica italiana, con particolare attenzione alla mafia. È autore di una cronaca del fenomeno mafioso, continuamente aggiornata; l’ultima edizione (Quarant’anni di mafia, Rizzoli) è stata pubblicata nel 2018. lodato saverio autore avanti mafiaTra le sue opere più note: I miei giorni a Palermo. Storie di mafia e di giustizia raccontate a Saverio Lodato (con Antonino Caponnetto, 1992, Garzanti), Potenti. Sicilia, anni Novanta (1992, Garzanti), Vademecum per l’aspirante detenuto (1993, Garzanti), Dall’altare contro la mafia (1994, Rizzoli), C’era una volta la lotta alla mafia (con Attilio Bolzoni, 1998, Garzanti), Ho ucciso Giovanni Falcone (con Giovanni Brusca, 1999, Mondadori), La mafia ha vinto (con Tommaso Buscetta, 1999, Mondadori), La Linea della Palma. Saverio Lodato fa raccontare Andrea Camilleri (con Andrea Camilleri, 2002, Rizzoli), Intoccabili (con Marco Travaglio, 2005, Rizzoli), Il ritorno del principe (con Roberto Scarpinato, 2008, Chiarelettere; 2012, Tea) Un inverno italiano (con Andrea Camilleri, 2009, Chiarelettere; 2011, Tea), Di testa nostra (con Andrea Camilleri, 2010, Chiarelettere).

 

 

SPECIALE UFO

INTERVISTA AD ANTONIO URZI A CURA DI PIER GIORGIO CARIA DOCUMENTARISTA.

 

PIANETA OGGI SETTIMANALE PROGETTO LE.GI.IN.

LEGALITA', GIUSTIZIA, INFORMAZIONE

INTERVISTA A PINO ROVEREDO  "GARANTE PER I DIRITTI DEI DETENUTI IN FVG", A CURA DI MARIA MARZULLO PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE  TERRA MATER DI BRUGNERA (PN)  www.blogterramater.it

A SEGUIRE, LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO "QUEL TERRIBILE '92" DI AARON PETTINARI. www.antimafiaduemila.com

IMPORTANATE INTERVENTO DI BEATRICE DEL GRUPPO OUR VOICE MOVIMENTO CULTURALE INTERNAZIONALE.

IN  COLLABORAZIONE CON IL CIRCUITO RTV TERRESTRE INTERREGIONALE ED RST SAIUZ ONLINE

 

 

 

PIANETA OGGI SETTIMANALE PROGETTO LE.GI.IN.

LEGALITA', GIUSTIZIA, INFORMAZIONE

INTERVISTA A ANTONIO FOJADELLI "RESPONSABILE DELLA PROCURA DISTRETTUALE ANTIMAFIA DI VENEZIA NEGLI ANNI '90" A CURA DI MARIA MARZULLO "PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE TERRA MATER DI BRUGNERA (PN).

www.blogterramater.it

IN  COLLABORAZIONE CON IL CIRCUITO RTV TERRESTRE INTERREGIONALE ED RST SAIUZ ONLINE

 

 

PIANETA OGGI SETTIMANALE PROGETTO LE.GI.IN.

LEGALITA', GIUSTIZIA, INFORMAZIONE

INTERVISTA A MARCELLO M. FRACANZANI  "COMPONENTE DEL COMITATO SCIENTIFICO DELL'OSSERVATORIO SULLA CRIMINALITA' IN AGRICOLTURA E AGROALIMENTARE"

INTERVISTA A STEFANIA LIMITI  "SCRITTRICE" A CURA DEGLI OUR VOICE.

IN  COLLABORAZIONE CON IL CIRCUITO RTV TERRESTRE INTERREGIONALE ED RST SAIUZ ONLINE

   

PIANETA OGGI SETTIMANALE PROGETTO LE.GI.IN.

LEGALITA', GIUSTIZIA, INFORMAZIONE

SENTENZA STORICA DEL PROCESSO STATO - MAFIA

IN  COLLABORAZIONE CON IL CIRCUITO RTV TERRESTRE INTERREGIONALE ED RST SAIUZ ONLINE

   

RST SPAZIO 7

IN STUDIO ROSARIO MORENO

EDITORE DI RST SAIUZ

ALL'INTERNO IL SERVIZIO GIORNALISTICO DI PIANETA OGGI TV SUL PROGETTO LE.GI.IN. - PN

www.radiosaiuz.it

   

GOVERNO DI MAIO - SALVINI: NO MAFIA!

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di Giorgio Bongiovanni
Non è una bella notizia la riabilitazione di Silvio Berlusconi, che su decisione dei giudici del Tribunale di Sorveglianza di Milano torna ad essere nuovamente candidabile. Un verdetto pronunciato proprio nei giorni in cui l’intesa M5S-Lega è ormai in stato d’avanzamento. Sembra, infatti, che già dalla prossima settimana vedremo le prime mosse di un governo firmato da Di Maio e Salvini, una coalizione che, ad oggi, pare tutt’altro che chiarificatrice: come scrive Saverio Lodato, resta appunto il “mistero fitto” sulla sua composizione, dal nome del futuro premier in giù.
Ci sono però alcune questioni che, a “trattativa” ancora in corso, Di Maio dovrebbe tenere a mente sul suo interlocutore. E, ancor di più, riferire ai cittadini italiani, soprattutto a quel 32% che l’ha votato.
Il leader M5S è tenuto a ribadire, prima di tutto, se nell’agenda di governo resta ai primi punti la lotta alla mafia e alla corruzione. Precisiamo: non prima alla corruzione e poi alla mafia. E non si tratta di un gioco di parole, perché mafia significa 150 miliardi di euro di “fatturato” annuo, ricavato di ogni sorta di crimine, a partire dal traffico di droga. Significa stragi e mandanti esterni in combutta con i mafiosi, significa trattative tra lo Stato e la mafia, appalti, racket, e così via. Mafia è questo e molto altro.

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PEPPINO, HAI VINTO

di Sonia Bongiovanni
Quarant'anni fa Peppino Impastato ha perso la vita. Una vita spezzata da un momento all'altro, ingiustamente. D'altronde da quarant'anni a questa parte, ci è mai successo di vedere con i nostri stessi occhi girandoci attorno, anche solo un briciolo di giustizia?
Una società assente. Una società priva di valori, senza un fine e una morale. Una società persa: nei pensieri, nel profondo e nell'azione. Una società nella quale non si riconosceva Peppino. Peppino lottava, Peppino gridava, Peppino amava. Si ribellava e risvegliava le coscienze, moltiplicava le masse, rinnegava l'indifferenza, l'incoerenza e la partecipazione verso quel sistema di potere criminale che da sempre uccide e violenta i combattenti e gli innocenti.
Peppino ha dato vita al nostro senso di giustizia. Grazie a lui, oggi abbiamo una ragione per cui lottare a favore di chi merita quella stessa giustizia in nome della quale innumerevoli uomini e donne si sono battuti. Noi giovani non abbandoneremo mai le redini della sua lotta che sentiamo radicata nella nostra pelle.
A voi, che ci avete insegnato a combattere per una vita vera.
A voi, che ci date il motivo per trasformare i nostri più grandi sogni in realtà.
A te, Peppino. Oggi più che mai possiamo dirti: hai vinto.

   

IN PRIMO PIANO, LO SFRUTTAMENTO MINORILE, UN CRIMINE CONTRO L'UMANITA'

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Il documentario di Pecoraro de “Le Iene” una grande testimonianza di verità
di Giorgio Bongiovanni
Lo sfruttamento minorile è un fenomeno che coinvolge i bambini di età compresa fra i 5 e i 16 anni in tutto il mondo. Paesi in via di sviluppo come la Colombia, il Pakistan, il Brasile o l'India sono tra le aree principalmente interessate da questo fenomeno ma neanche gli Stati Uniti e l'Europa sono esclusi da esso.
Ieri, durante la trasmissione “Le Iene”, è andato in onda il servizio di Gaetano Pecoraro che ci ha mostrato il dramma dei “bambini minatori” impegnati nell'estrazione della mica, un minerale quasi sconosciuto, ma che utilizziamo tutti quanti ogni giorno.
Infatti è presente nei nostri elettrodomestici, nella vernice delle nostre auto, nel dentifricio e, soprattutto, nei cosmetici femminili.
Pecoraro ha mostrato gli affari delle grandi multinazionali che, nonostante nello Stato indiano, estrarre la mica in Bihar e Jharkhand è illegale, proseguono le loro attività lavorando nelle miniere senza i permessi. Ed ha anche dimostrato che esiste un'alternativa all'uso della mica.

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IN PRIMO PIANO, I BAMBINI SCHIAVI, COSI' L'UOMO HA UCCISO DIO

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DI GIORGIO BONGIOVANNI.

GUARDATE QUESTO VIDEO E DITECI CHI SIETE E DOVE ANDRETE.
DIO È MORTO? SAREBBE LA GIOIA DI MOLTI ASSASSINI DELLA VITA LA SCOMPARSA DI DIO DAL MONDO E DALL’UNIVERSO. PUTROPPO PER VOI, ASSASSINI DELLA VITA, DIO È VIVO, È ETERNO E RISUSCITA SEMPRE OGNI VOLTA CHE LO ASSASSINATE. È  GIÀ SUCCESSO 2MILA ANNI OR SONO, CON GESÙ CRISTO, E SUCCEDE ANCORA OGGI CON IL MARTIRIO DEI BAMBINI.
NON SAPPIAMO PIÙ COSA AGGIUNGERE A QUANTO CON GRANDE TRISTEZZA, DOLORE E SETE DI GIUSTIZIA VI ABBIAMO DETTO IN QUESTI ULTIMI ANNI DELLA VOSTRA DANNATA VITA NEL MONDO. VITA CHE VOI AVETE SCELTO CON IL VOSTRO LIBERO ARBITRIO.
POSSIAMO SOLO RICORDARVI PER L’ENNESIMA VOLTA CHE SIETE SUL BARATRO DEL PRECIPIZIO PIÙ PROFONDO E OSCURO CHE LA VOSTRA STORIA RICORDI. STATE COSTRINGENDO LA POTENZA DI DIO DI PORRE IN ESSERE LA SUA SEVERA GIUSTIZIA, LA QUALE SI MANIFESTERÀ CON UN NUOVO DILUVIO UNIVERSALE E DI FUOCO (Genesi, cap. 7 e 19).
POSSIAMO SOLO RICORDARVI CHE CRISTO SARÀ IL PERSONIFICATORE DELLO SPIRITO DI DIO NEL SUO PROSSIMO RITORNO GLORIOSO SULLA TERRA (Matteo, cap. 24).
POSSIAMO SOLO, ANCORA UNA VOLTA, RICORDARVI: REPETITA IUVANT.
PECCATO!
NON SIETE RIUSCITI A LIBERARVI DALL’ADULAZIONE E IL FASCINO DI SATANA, DEI SUOI DELIRI MATERIALI.
PEGGIO PER VOI!
LEGGETE, MEDITATE E DEDUCETE.
PACE!ANNO DOMINI 2018
8 MAGGIO
G. B.

Video realizzato da Adriano Zecca: https://filmfreeway.com/1314758

 

   

'NDRANGHETA: PM LOMBARDO A BILD, "SO DI RISCHIARE MA NON MOLLO"

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di AMDuemila
'Togliere figli a famiglie mafiose per dargli altra possibilità'

Berlino. Riceve minacce ogni giorno, ma intende andare avanti sull'esempio di Falcone e Borsellino, il pm antimafia Giuseppe Lombardo, che ha rilasciato un'intervista alla Bild di oggi. Al tabloid di Axel Springer, che apre l'edizione quotidiana con il titolo "dal cacciatore di mafiosi più tosto del mondo", Lombardo, raggiunto a Reggio Calabria, spiega inoltre che l'infiltrazione della 'ndrangheta in Germania è un fenomeno sottovalutato dalle istituzioni tedesche. Descrive quindi la struttura gerarchica e militare delle cosche calabresi, che hanno il loro quartier generale a San Luca. "Nelle decisioni importanti, che vivano in Germania, Sudamerica o in Australia, il sì o il no arriva comunque sempre da San Luca", afferma spiegando poi che la 'ndrangheta si è divisa la Germania per famiglie e per regioni. Lombardo "fa male alla mafia", scrive infine la Bild, spiegando che da anni toglie i bambini alle famiglie malavitose i padri dei quali finiscono in carcere o fuggono all'estero. "Le famiglie sono le strutture basilari della 'ndrangheta. I bambini non possono non diventare mafiosi. Noi diamo loro una chance di scegliere un'altra vita". "Ma i padrini odiano quando ci si avvicina alle loro famiglie. Questo ha fatto inasprire le minacce nei miei confronti", aggiunge. "Ricevo così tante minacce, che non riesco neanche più a contarle - racconta a riguardo -. Una volta un proiettile, una volta una lettera minatoria, un'altra trovano sul mio percorso un'autobomba. Ma io non ho mai pensato di rinunciare. Non succederà mai.

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LA QUIETE DOPO LA SENTENZA

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(In collaborazione con la Testata Antimafia Duemila online)

di Saverio Lodato
Forse, per qualche annetto, ce ne siamo liberati. Sul fronte della lotta alla mafia si respira finalmente aria pura. C’è silenzio, dopo la sentenza della seconda sezione della Corte d’Assise di Palermo, presieduta da Alfredo Montalto, giudice a latere Stefania Brambille, e i giudici popolari. Un silenzio tutt’altro che plumbeo, che ci ripaga dando finalmente tregua ai nostri timpani che troppe erano stati costretti a sentirne. Come per incanto, infatti, tamburi, fanfare, tromboni, hanno smesso di emettere note stonate.
Per sei anni, e anche più, il coro assordante: ma che vergogna il processo di Palermo sulla Trattativa Stato-Mafia; che boiata pazzesca; che violenza dello Stato di diritto pretendere di chiamare fior di galantuomini a rispondere di un reato tanto cervellotico, quanto mai contestato, come quello di minaccia a corpo politico dello Stato; che bei ceffi quei pubblici ministeri, da Nino Di Matteo a Vittorio Teresi, da Francesco Del Bene a Roberto Tartaglia, che si erano trasformati in cacciatori di farfalle, pur di dimostrare l’indimostrabile; riscrivere la storia degli anni ’90 con il carbone e il catrame della cronaca nera; mescolare a piacimento i “valori alti” della politica con la barbarie del delitto e delle stragi.

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PANDORA TV SPECIALE

TRATTATIVA STATO - MAFIA: I NUMERI DEL PROCESSO.

   

IN PRIMO PIANO: MICHAIL GORBACIOV: SITUAZIONE MONDIALE DRAMMATICA

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(IN COLLABORAZIONE CON LA TESTATA ANTIMAFIA DUEMILA)

Un'inattesa conversazione telefonica con il presidente
di Giulietto Chiesa

Squilla il cellulare mentre sono a Roma, in taxi, di ritorno da Kaliningrad. "Dove sei?".
La voce è inconfondibile. È Michail Sergeevič. Il presidente Gorbaciov.
Scambio di notizie sulla reciproca salute, come è ormai d'obbligo. Ma non è per questo che mi telefona. È preoccupato per le notizie che si accavallano, dalla Siria e non soltanto.
Mi congratulo con lui per le sue recenti dichiarazioni a diverse agenzie di stampa russe. Soprattutto quella in cui ha duramente criticato l'ultimo bombardamento sulla Siria, deciso da Donald Trump. "Sì, l'ho definito una specie di esercitazione militare in preparazione di qualcosa di molto più serio. È preoccupante".
Concordo. E lui continua:

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LEGALITA', GIUSTIZIA, INFORMAZIONE. QUANDO PARLARE CANCELLA IL SILENZIO UTILE AI POTERI CRIMINALI

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Di Maria Marzullo

Si è concluso domenica 22 aprile il progetto LE.GI.IN. (LEgalità, GIustizia, INformazione) promosso dalle associazioni culturali “Terra Mater”, “Mandi dal Cil” e “Il Sicomoro” di Pordenone. Il percorso di educazione alla legalità avviato nel Liceo “M.Grigoletti” di Pordenone, nel Liceo artistico “G. Sello” di Udine, nell’Istituto Statale di Istruzione Superiore “Magrini Marchetti” di Gemona del Friuli e nella “La Scuoletta” di Pagnacco (UD) ha coinvolto studenti ed insegnanti in un nuovo percorso di riflessione ed azione. L’iniziativa è stata promossa in collaborazione con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e con l’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare.
Parlare di legalità, di giustizia e di informazione è fondamentale anche in una calda giornata di primavera che già prelude ad un pieno clima estivo. Nel contempo, se da un lato è evidente la varietà di proposte locali pseudo-culturali all’aria aperta, maratone, fiere, mercatini agroalimentari, spensieratezza e bollenti campagne elettorali, dall’altro organizzatori, giornalisti, docenti e giovani fiduciosi che un cambiamento possa essere attivato, si sono ritrovati a Brugnera (PN) per riflettere, proporre e raccontare l’informazione proprio all’indomani di un dispositivo di sentenza che nel silenzio più assordante durato cinque anni, pronuncia i nomi, i fatti e le condanne dei protagonisti di una vicenda che va sotto il nome di Trattativa Stato-mafia. E già il titolo enuncia una relazione inaccettabile per gli stessi soggetti. Eppure, nella tacita accettazione di buona parte del Paese ignaro e molto più disinteressato alla questione, la Trattativa ci fu e le vittime, anche nel sangue, pure.
Gli organizzatori della manifestazione LE.GI.IN. si sono chiesti se anche la musica potesse raccontare la legalità... E così coinvolgendo il Complesso Musicale Bandistico “Amici della Musicadi Tamai di Brugnera, la narrazione si è fatta concreta ed armonica sulle note di brani come il Il padrino, Caruso, Morricone, Mediterraneo. I suoni degli strumenti sono seguiti ai passi estrapolati dai ricordi riportati nelle Lettere di Paolo Borsellino, dalle parole di Salvatore Borsellino affiorate dalla notizia della morte del fratello, dalla lettera scritta dalla moglie Agnese in occasione dell’anniversario ventennale della morte del magistrato e dalle parole dei giovani di un Movimento Culturale Internazionale che oggi manifestano la loro voce sotto il nome di OurVoice.
La mattinata è proseguita con l’intervento della giornalista Stefania Limiti che presentando il suo ultimo libro “La strategia dell’inganno. 1992-’93 le bombe, i tentati golpe e la guerra psicologica in Italia” ha dialogato con Giorgio Bongiovanni, direttore della rivista AntimafiaDuemila che ha aperto l’intervista ringraziando i magistrati del pool di Palermo e tutti coloro che hanno sostenuto il processo sulla Trattativa Stato-mafia all’indomani della sentenza.

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LA SENTENZA DI PALERMO: ...E ADESSO I MANDANTI ESTERNI DELLE STRAGI

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di Giorgio Bongiovanni
Che quella del processo trattativa Stato-mafia sia una sentenza “storica” non ci sarebbe neanche bisogno di ripeterlo, talmente la pronuncia del giudice Alfredo Montalto (giudice a latere Stefania Brambille, insieme ai giudici popolari) abbia tracciato una sorta di spartiacque, condannando per lo stesso reato i boss di Cosa nostra Bagarella e Cinà (non i capi Riina e Provenzano, perché deceduti) insieme ad alti funzionari di Stato, gli ufficiali del Ros (Mori, Subranni, De Donno) e i politici (Dell’Utri).
Questo, però, non può essere che l’inizio di un percorso di ricerca della verità che avalla quanto già “teorizzato” da addetti ai lavori di tutto rispetto. Parliamo di un “Principe” che da sempre si serve delle organizzazioni criminali nostrane per fare politica a colpi di delitti eccellenti, per dirla con le parole di Roberto Scarpinato nel volume scritto a quattro mani con Saverio Lodato (Il ritorno del Principe, Chiarelettere). O di una mafia-braccio armato dello Stato, quando l’allora procuratore di Palermo Pietro Grasso (sperando non abbia cambiato idea) riferiva al coautore Saverio Lodato che “Cosa Nostra, molto spesso, è stata lo Stato. E ha sempre avuto la tendenza ad avere uomini delle istituzioni che potessero via via farla partecipare al sistema di potere” (La mafia invisibile, Mondadori).

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INTERVISTA ESCLUSIVA A STEFANIA LIMITI, DI OUR VOICE

Domenica 22 aprile in occasione dell'evento LE.GI.IN "Legalità, giustizia, informazione" svoltosi a Pordenone, abbiamo intervistato la scrittrice e giornalista romana Stefania Limiti. Grande autrice di libri d'inchiesta, tra cui l'ultimo "La strategia dell'inganno", presentato nella mattinata di domenica assieme al direttore di ANTIMAFIADuemila Giorgio Bongiovanni. Invitiamo tutti ad acquistarlo!

   

DA BRUGNERA - PN PROGETTO LE.GI.IN. 22 APRILE 2018 PRIMA PARTE

LE.GI.IN. LEGALITA', GIUSTIZIA, INFORMAZIONE

   

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