Lunedì, Dicembre 17, 2018
   
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Pianeta Oggi TV - Online All News

 

AGGIORNAMENTO NOTIZE

E' MORTO IL GIORNALISTA ITALIANO ANTONIO MEGALIZZI, FERITO DURANTE L' ATTENTATO A STRASBURGO.

 

PTV NEWS

(In collaborazione con Pandora Tv - Roma)

 

PIANETA OGGI REPORTER - SETTIMANALE

DA VILLA VARDA INCONTRO CON IL GRUPPO MUSICA RACCONTA.

SI RINGRAZIA PER LA COLLABORAZIONE L'ASSOCIAZIONE TERRA MATER

www.blogterramater.it

TRASMISSIONI IN ONDA SUL CIRCUITO DEL D.T. DIGITALE TERRESTRE - RST SAIUZ WEB - R.D.E. RADIO DIFFUSIONE EUROPEA AM.

 

PIANETA OGGI REPORTER - SETTIMANALE

 

DA VILLA VARDA INTERVISTA CON L' EDUCATRICE KATIA AURILIO

IN COLLABORAZIONE CON L'ASSOCIAZIONE TERRA MATER DI BRUGNERA

www.blogterramater.it

 

 

 

PTV NEWS

IN COLLABORAZIONE CON PANDORA TV ALLNEWS - ROMA.

 

UNIONE VALDICHIANA SENESE INFO

COMUNICATO STAMPA

Scadenza ravvicinatissima, occorre attivarsi per presentare le domande
Arrivano dallo Stato gli aiuti per i danni provocati dal maltempo ad ottobre
Avviata una complessa macchina che vede coinvolti l’Unione dei Comuni e gli Enti

Aiuti in arrivo dalla Protezione Civile anche per i Comuni della Valdichiana Senese colpiti dalla violenta ondata di maltempo di fine ottobre.

Sette le municipalità dell’area ammesse ai fondi straordinari e cioè Chiusi, Montepulciano, Pienza, San Casciano dei Bagni, Sarteano, Sinalunga e Trequanda, sui cui territori la violenta perturbazione, tra lunedì 29 e martedì 30 ottobre, provocò i danni maggiori a causa della pioggia ma anche del vento.

I contributi fissati dalla Presidenza del Consiglio ammontano ad un massimo di 5.000 Euro per le abitazioni private e di 20.000 Euro per le attività economiche.

Strettissimi i tempi stabiliti per presentare le richieste: il termine scade infatti giovedì 13 dicembre e dunque il Centro Intercomunale di Protezione Civile dell’Unione dei Comuni Valdichiana Senese e gli uffici tecnici dei territori interessati si sono mobilitati per diffondere la notizia nella maniera più rapida e capillare possibile.

I  modelli di domanda sono disponibili sui siti web dell’Unione dei Comuni e dei singoli Enti e possono essere anche ritirati presso la sede dell’Unione, a Sarteano, o presso gli uffici tecnici dei sette Comuni. Gli stessi uffici sono a disposizione per fornire, telefonicamente, informazioni e chiarimenti.

Si ricorda che le domande devono essere indirizzate al Comune nel cui territorio si trovino l’immobile o l’attività che hanno subito danni e che deve presentare richiesta anche chi abbia già inviato segnalazioni di danni ai singoli Comuni o al Centro Intercomunale di Protezione Civile.

E’ la stesso dipartimento della Protezione Civile ad indicare le motivazione di una tempistica così serrata che vanno ricercate nella necessità di disporre entro la fine dell’anno di una stima delle risorse necessarie per applicare le prime misure di sostegno e quantificare l’importo necessario. Basti pensare, per dare un’idea della vastità dell’operazione, che l’ondata di maltempo colpì ben 11 regioni e che la stima dovrà quindi essere relativa ad un territorio superiore alla metà della superficie nazionale.

8 dicembre 2018

 

CATTOLICA CONTRO LA MAFIA - 11 DICEMBRE 2018

 

20181211 cattolica contro mMartedì 11 dicembre a Cattolica Our Voice, assieme all’Associazione Culturale Falcone e Borsellino, Funima International ONLUS e Radio Talpa, farà “sentire la propria voce” nella giornata intitolata “Cattolica contro la mafia”. La giornata si svolge come segue:

- dalle ore 9 alle ore 13 presentazione di “Menti Colpevoli”: spettacolo teatrale replicato 2 volte nel corso della mattinata, per le classi seconde e terze medie dell’Istituto Comprensivo Emilio Filippini;

- alle ore 21 ci sarà la presentazione del libro "Quel terribile '92" Imprimatur editore, dove il giovane autore, il giornalista Aaron Pettinari, caporedattore di ANTIMAFIADuemila, dialogherà con Giorgio Bongiovanni, direttore di ANTIMAFIADuemila, sul potere delle mafie in Italia e nel mondo. Ad onorare la serata la partecipazione di Salvatore Borsellino, fratello del giudice tragicamente scomparso nella strage di via d’Amelio assieme ai suoi agenti di scorta il 19 luglio 1992. Ad aprire la presentazione ci saranno i giovani di Our Voice, con un estratto del loro spettacolo “Menti colpevoli”.

Clicca qui per seguire la diretta streaming della mattinata!

Anche l'evento serale sarà in diretta streaming sul sito della rivista ANTIMAFIADuemila.

LO SPETTACOLO: “MENTI COLPEVOLI”

Lo spettacolo spiega attraverso le arti della recitazione, del canto e del ballo, i punti ed i momenti salienti di quella che è stata la Trattativa tra lo Stato e la Mafia del biennio ‘92-’94, che una sentenza di primo grado espressa dalla Corte d'Assise di Palermo, il 20 aprile corrente anno, attesta esserci stata. Il tema verrà trattato con un linguaggio idoneo e adattato all’età degli alunni e dei docenti che aderiranno. L’obiettivo che ci si propone è coinvolgere e suscitare interesse, domande e approfondimenti ai giovani studenti grazie all’informazione sulle gravi tragiche vicende che sono accadute negli ultimi 25/30 anni della storia del nostro paese, facendo memoria e onorando le tante vittime di mafia.

Tratto da: ourvoice.it

 

 

PTV SPECIALE

"PARIGI MASSIMA ALLERTA"

IN COLLABORAZIONE CON PANDORA TV ALLNEWS ROMA.

 

 

IL PATTO SPORCO

 

Presentazione del libro ''Il Patto Sporco'' - Palermo, 18 Dicembre

20181218 il patto sporco palermo teatro biondo
                vertMartedì 18 dicembre si terrà a Palermo alle ore 17.30, presso il Teatro Biondo (Via Roma, 258), la presentazione del libro “Il Patto Sporco. Il processo Stato-mafia nel racconto di un suo protagonista” (ed. Chiarelettere). All'evento interverranno gli autori Nino Di Matteo, sostituto procuratore nazionale antimafia, e Saverio Lodato, giornalista e scrittore.
Parteciperanno, insieme agli autori, Giuseppe Lombardo, procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Carlo Smuraglia, Presidente emerito A.N.P.I., e Armando Sorrentino, avvocato. Ad accompagnare gli interventi vi saranno anche le letture degli attori Claudio Gioè e Carmelo Galati. L'incontro sarà moderato dal direttore di ANTIMAFIADuemila Giorgio Bongiovanni.

Entrata libera.

L'evento facebook.com/events/335709297026004


Sinossi

“Chiediamoci perché politica, istituzioni, cultura, abbiano avuto bisogno delle parole dei giudici per cominciare finalmente a capire... Un manipolo di magistrati e di investigatori ha dimostrato di non aver paura a processare lo Stato. Ora anche altri devono fare la loro parte”.

Nino Di Matteo

“Volevo che nelle pagine di questo libro parlasse il magistrato, parlasse l’uomo, protagonista e testimone di un processo destinato a lasciare il segno”.
Saverio Lodato

Gli attentati a Lima, Falcone, Borsellino, le bombe a Milano, Firenze, Roma, gli omicidi di valorosi commissari di polizia e ufficiali dei carabinieri. Lo Stato in ginocchio, i suoi uomini migliori sacrificati. Ma mentre correva il sangue delle stragi c’era chi, proprio in nome dello Stato, dialogava e interagiva con il nemico.
La sentenza di condanna di Palermo, contro l’opinione di molti “negazionisti”, ha provato che la trattativa non solo ci fu ma non evitò altro sangue. Anzi, lo provocò. Come racconta il pm Di Matteo a Saverio Lodato in questa appassionata ricostruzione, per la prima volta una sentenza accosta il protagonismo della mafia a Berlusconi esponente politico, e per la prima volta carabinieri di alto rango, Subranni, Mori e De Donno, sono ritenuti colpevoli di aver tradito le loro divise. Troppi i non ricordo e gli errori di politici e forze dell’ordine dietro vicende altrimenti inspiegabili come l’interminabile latitanza (43 anni!) di Provenzano, la cattura di Riina e la mancata perquisizione del suo covo, il siluramento del capo delle carceri, Nicolò Amato, la sospensione del carcere duro per 334 boss mafiosi.
Anni di silenzi, depistaggi, pressioni ai massimi livelli (anche dell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano), qui documentati, finalizzati a intimidire e a bloccare le indagini. Ora, dopo questa prima sentenza che si può dire storica, le istituzioni appaiono più forti e possono spazzare via per sempre il tanfo maleodorante delle complicità e della convivenza segreta con la mafia.

Gli autori

Nino Di Matteo
Sostituto procuratore della Repubblica a Caltanissetta e poi a Palermo, Nino Di Matteo è ora sostituto procuratore alla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo.

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ESTERI

 

Le prime voci contro le ingerenze sioniste

 

di Margherita Furlan

Con un colpo di spugna, negli Stati Uniti il senatore repubblicano Rand Paul ha posto un “blocco” all’iter legislativo dello "United States - Israel Security Assistance Authorization Act”, legge che autorizzerebbe il più gigantesco finanziamento di uno stato estero, letteralmente a fondo perduto, che gli Stati Uniti abbiano mai elargito in tutta la loro storia, un “prestito” di 38 miliardi di dollari, con buona pace del contribuente americano. [http://sakeritalia.it/america-del-nord/il-congresso-usa-nelle-mani-disraele/] Immediatamente l’American Israel Public Affairs Committee (AIPAC) ha attivato una massiccia campagna di denigrazione contro il senatore Paul, anche via Facebook. In aiuto all’AIPAC è arrivato il gruppo Christians United for Israel (CUFI), che, per esercitare una forte pressione sul senatore repubblicano, ha organizzato un’operazione di mail bombing indirizzata all’ufficio del politico e, allo stesso tempo, ha pesantemente investito in pubblicità diretta verso gli elettori di Paul nel Kentucky.

L’attuale "sospensione" nel dibattito parlamentare del pacchetto di 38 miliardi di dollari a Israele, deriva dallo scetticismo da sempre dimostrato dal senatore nei confronti degli aiuti degli USA a Paesi stranieri in generale, ma a Washington, fa notare Paul Craig Roberts dalle colonne del suo blog, sono già in molti gli analisti a osservare come sia difficilmente giustificabile un’esborso di siffatto genere dalle casse del Tesoro americano a favore di un Paese dotato di un arsenale nucleare composto da almeno 200 testate, seppure non dichiarate ufficialmente. Fornire aiuti a Israele dovrebbe infatti essere illegale ai sensi dell'emendamento Symington del 1961 [http://legcounsel.house.gov/Comps/Foreign%20Assistance%20Act%20Of%201961.pdf], nonché a causa del fatto che Tel Aviv ha sempre rifiutato di firmare il Trattato di non proliferazione nucleare (TNP). Come non ha mai ratificato la Convenzione sulle armi chimiche CWC (Chemical Weapons Convention) né la Convenzione sulle armi biologiche BTW (Biological and Toxin Weapons Convention).

Per giustificare le forniture militari, nel 1969 il presidente americano Lyndon B. Johnson e il primo ministro israeliano, Golda Meòr, giunsero a un accordo: Washington non avrebbe fatto pressioni per indurre Tel Aviv a firmare il TNP, a condizione che quest’ultima s’impegnasse scrupolosamente a mantenere una forte ambiguità sulle sue attività nucleari. E’ così che Shimon Peres, il padre della bomba, nel suo libro, “Il nuovo Medio Oriente”, potè affermare in tutta tranquillità che la centrale di Dimona fu costruita semplicemente “a scopo dissuasivo”.

Oggi, ancor più di ieri, la lobby anglo-israeliana trae vantaggio dalla sua capacità e di plasmare la narrativa dei media a suo favore e di utilizzare incentivi finanziari. Per i politici che non soccombono subito alla corruzione, c'è sempre l'opzione di una pressione diretta, che negli Stati Uniti e in Gran Bretagna consiste nell'interferenza nel sistema politico diretta a rimuovere i critici, o attraverso la promozione di uno scandalo ad hoc, o con il sostegno finanziario a candidature alternative. Come nel caso di William Fulbright [https://www.wrmea.org/1995-april-may/j.-william-fulbright-a-giant-passes.html]. D’altronde le campagne elettorali non sono gratuite per nessuno.

Eppure sembra d’intravedere un’inversione di tendenza.

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ESTERI

 

Segnali generali di disordine prodotti da un cambio d’epoca

 

di Margherita Furlan

Con una mossa a sorpresa, il Qatar lascia l’Opec, Organisation of Petroleum Exporting Countries, a partire da gennaio. Ad annunciarlo è il nuovo ministro per l'Energia qatarina, Saad al-Kaabi in una conferenza stampa tenuta a Doha, capitale dell’Emirato. "Il ritiro riflette il desiderio del Qatar di concentrare i suoi sforzi nello sviluppo della produzione di gas naturale, portandola da 77 milioni di tonnellate all'anno a 110", spiega al-Kaabi. La decisione, confermata alle emittenti televisive panarabe anche dalla Qatar Petroleum, compagnia petrolifera statale di Doha, arriva a pochi giorni dalla prossima riunione Opec, prevista il 6 dicembre. Voci di corridoio insistono che in quella sede l’Organizzazione, spinta da Arabia Saudita e Russia, rispettivamente il membro e il partner più grandi, deciderà nuovi tagli alle forniture dell’oro nero. I due Paesi hanno infatti concordato la continuazione della cooperazione nella gestione dell'approvvigionamento petrolifero nel 2019.

Il Qatar si è unito al cartello petrolifero nel 1961, un anno dopo la sua nascita. L’Emirato, che ha un Pil pro capite tra i più alti al mondo, con oltre 100 dollari ad abitante, è oggi l’undicesimo produttore di petrolio tra i Paesi aderenti Opec (620mila barili al giorno) ed è il più grande esportatore al mondo di gas naturale. Secondo quanto scrive il Financial Times, però, la decisione di Doha deriverebbe non tanto da ragioni di carattere squisitamente economico ma sarebbe l'ultima tappa (per ora) dello scontro politico in essere nella regione dal 5 giugno 2017.

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