Lunedì, Dicembre 11, 2017
   
Text Size
Errore
  • Errore nel caricamento dei dati feed.

Pianeta Oggi TV - Online All News

RST SAIUZ ISTRIA OGGI

NOTIZIARIO SETTIMANALE, IN COLLABORAZIONE CON UNIONE ITALIANA DI FIUME, IN COLLABORAZIONE CON RST

 

UNO STRAORDINARIO ALONE SOLARE

News:
Stupore tra la folla in Svezia dinanzi alla manifestazione di uno straordinario alone solare.

 https://www.youtube.com/watch?time_continue=1&v=_44SwORRHFE

 

 

PAPA FRANCESCO: "UMANITA' AL LIMITE DELL'AUTODISTRUZIONE"

 

“Ho pianto con i Rohingya”

di AMDuemila

"Oggi con l'arsenale nucleare così sofisticato, rischiamo la distruzione dell'umanità. Con le armi nucleari non è lecito spingersi oltre. Siamo al limite. Il rischio è che l'umanità finisca". E’ preoccupato Papa Francesco rispetto al clima internazionale che si respira dopo le tensioni tra il presidente Trump e Kim Jong-un. Sul volo di ritorno dal viaggio in Myanmar e Bangladesh il Papa ha voluto rispondere ad alcune domande dei giornalisti senza esimersi dall’affrontare un tema tanto delicato: “Oggi siamo al limite, è la mia opinione convinta, della liceità di avere e usare le armi nucleari. Perché oggi con un arsenale nucleare così sofisticato si rischia la distruzione dell'umanità o almeno di gran parte di essa. È cambiato questo: la crescita dell'armamento nucleare, le armi sono capaci di distruggere le persone senza toccare le strutture. Da Papa mi faccio questa domanda: è lecito mantenere gli arsenali nucleari così come stanno o per salvare il creato e l'umanità non è forse necessario tornare indietro? Pensiamo a Hiroshima e Nagasaki, settant'anni fa. E pensiamo a ciò che succede quando dell'energia atomica non si riesce ad avere tutto il controllo. Pensate all'incidente in Ucraina. Per questo, tornando alle armi che servono per vincere distruggendo dico che siamo al limite della liceità".

Leggi tutto: PAPA FRANCESCO: "UMANITA' AL LIMITE DELL'AUTODISTRUZIONE"

   

PTV NEWS, NOTIZIARIO DI PANDORA TV

Tel Aviv: la guerra con l’Iran forse questione di giorni
- Fuori la Russia esclusa dalle prossime Olimpiadi invernali
- Nasce il corridoio del gas del Mediterraneo Orientale
- Il Venezuela lancia ‘Petro’: la nuova criptovaluta contro la guerra finanziaria
- Anche Sakaashvili è ora “agente del Cremlino”
- Russia e Ossetia del sud sempre più vicine

 

DA RST SAIUZ, NOTIZIARIO ISTRIA OGGI

NOTIZIE DALLA VICINA REGIONE DELL'ISTRIA, IN COLLABORAZIONE CON UNIONE ITALIANA DI FIUME.

 

 

IN PRIMO PIANO: ATTENTATO A DI MATTEO, INDAGINE IN ARCHIVIO MA PROGETTO ANCORA ATTIVO

di Giorgio Bongiovanni
Da una parte la conferma su un progetto di attentato “certamente operativo per gli uomini di Cosa nostra”. Dall’altra l’archiviazione dell’indagine, chiesta ed ottenuta dai pm di Caltanissetta (competenti per i procedimenti che coinvolgono i magistrati palermitani) a causa di elementi non ritenuti sufficienti per giungere ad un processo. E’ così che l’inchiesta sul progetto di morte nei confronti del sostituto procuratore nazionale antimafia Antonino Di Matteo viene conclusa. Nella richiesta di archiviazione, firmata dal Gip Antonia Leone che ha ritenuto “pienamente condivisibili” i contenuti, viene sancito come “deve ritenersi provata l’esistenza di un progetto criminoso teso all’eliminazione del dr. Di Matteo, magistrato da sempre impegnato sul fronte antimafia, da ultimo protagonista delle indagini sulla cosiddetta trattativa fra Stato e mafia ai tempi delle vicende stragiste dei primi anni Novanta". Inoltre gli inquirenti nisseni hanno anche espresso “un giudizio di sostanziale attendibilità” rispetto alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Vito Galatolo, ovvero il soggetto principale che ha ricostruito tutti i passaggi del piano di morte.
L’ex boss dell’Acquasanta, pentitosi nel novembre 2014, aveva parlato di un progetto di attentato, mai revocato, deliberato sin dalla fine del 2012. Interrogato dai pm aveva riferito di una richiesta inviata con una lettera da Matteo Messina Denaro letta in un summit ristretto a cui partecipò assieme al suo vice, Vincenzo Graziano, ed i capi mandamento di San Lorenzo e Porta Nuova, Girolamo Biondino e Alessandro D’Ambrogio. Inoltre aveva spiegato anche il motivo per cui il pm doveva essere ucciso: “si era spinto troppo oltre”.
Dichiarazioni che si aggiungevano a quelle espresse  in carcere durante le passeggiate in cortile dal Capo dei Capi, Totò Riina (oggi deceduto), in compagnia del

Leggi tutto: IN PRIMO PIANO: ATTENTATO A DI MATTEO, INDAGINE IN ARCHIVIO MA PROGETTO ANCORA ATTIVO

 

TELEFRIULI HD - TG FVG

PRESENTAZIONE DEL LIBRO "QUEL TERRIBILE '92", DI AARON PETTINARI "GIORNALISTA SCRITTORE CAPOREDATTORE DELLA TESTATA ANTIMAFIA DUEMILA DI PALERMO" www.antimafiaduemila.com

 

MASSONERIA-MAFIA, PARLA L'EX GRAN MAESTRO GIULIANO DI BERNARDO

I rapporti svelati nell’intervista di Sandro Ruotolo

Intervista: http://www.antimafiaduemila.com/rubriche/giorgio-bongiovanni/67988-massoneria-mafia-parla-l-ex-gran-maestro-giuliano-di-bernardo.html


di Giorgio Bongiovanni - Video
Da quando il capomafia corleonese Totò Riina è morto portando con sé tanti “indicibili segreti” il nostro Paese sembra davvero aver fatto un salto indietro nel tempo. Si torna a discutere di abolizione dell’ergastolo ostativo, dell’inopportunità di sistemi detentivi come il 41 bis (il regime carcerario duro fortemente voluto da Giovanni Falcone e diventato legge dello Stato soltanto dopo la morte di Paolo Borsellino) e si torna a raccontare la storia di una mafia sconfitta o quasi. E’ anche il tempo in cui “presunti luminari” come Eugenio Scalfari, fondatore storico del quotidiano “La Repubblica”, anziché invocare un cambio di passo arrivano a definire “di sostanza” il populismo di Berlusconi dichiarando di preferire il Cavaliere di Arcore (pluri-indagato e già condannato in via definitiva a quattro anni, di cui tre condonati dall'indulto, per frode fiscale nel processo Mediaset) al candidato premier del Movimento Cinque Stelle, Di Maio. Ferma restando la libertà di opinione la sensazione è davvero quella di essere ripiombati nel “Medioevo”. Ed è sempre più evidente “l’oscurantismo” rispetto ad atroci verità che stanno emergendo e che contribuiscono a fornire nuovi elementi su quanto avvenuto nel corso della nostra storia. Fortunatamente non mancano le eccezioni con investigatori, magistrati, avvocati, politici, membri della società civile e giornalisti che cercano di “squarciare il velo di Maya”. Tra questi sicuramente il collega Sandro Ruotolo che su fanpage.it intervista Giuliano Di Bernardo, l’ex Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, al vertice dell’organismo massonico nel periodo che va dal 1990 al 1993.
Anni terribili nella nostra memoria in particolare proprio per quelle stragi che hanno terrorizzato il nostro Paese. Di Bernardo è uno dei testimoni che saranno sentiti dal pm di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, al processo sulla 'Ndrangheta Stragista, per la prima volta davanti ad una telecamera svela una serie di retroscena di quel periodo storico confermando che, nonostante il divieto dopo la legge Spadolini-Anselmi e dopo lo scandalo della P2 di Licio Gelli, in realtà sono state costituite logge coperte nel Grande Oriente d'Italia. Le sue dichiarazioni danno anche riscontro a quanto era emerso in altre indagini dei pm reggini ovvero che “non c’è soltanto infiltrazione della ‘Ndrangheta nelle logge, ma che addirittura la ‘Ndrangheta controlla le logge”. Rispondendo alle domande del collega aggiunge: “Massoneria e ‘Ndrangheta sono due organizzazioni che hanno alcuni aspetti in comune. Cioé laprocedura, la modalità di iniziazione. In Calabria la ‘Ndrangheta entra in tutte le massonerie, però in concreto, continuano ad avere questi incontri proprio per poter realizzare i progetti, che non sono più quelli dell’etica, i principi etici, universali, ma sono quelli delle organizzazioni criminali”. Infiltrazioni che, secondo quanto riferito dall’ex Gran Maestro, erano presenti anche sul fronte siciliano. Ciò significa che le nostre mafie già all’epoca era ben più che un gruppo di viddani o pecorari vestiti di coppola e lupara, ma aveva già raggiunto un livello ulteriore intrecciato con segmenti della politica, dell’imprenditoria, della finanza, dei servizi deviati. Un “universo” che nella massoneria trova il suo punto di contatto. Di fronte alle dichiarazioni di una figura come Di Bernardo cosa avranno da dire i “benpensanti oscurantisti”?

 

IN PRIMO PIANO, IMPORTANTE INIZIATIVA DEI LICEI POLIZIANI A MONTEPULCIANO (SIENA)

 

Nel XXV anniversario delle stragi di mafia, i Licei Poliziani ospiteranno una prestigiosa tavola rotonda dedicata a Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Pino Puglisi

Sabato 25 novembre alle ore 11.30 in Aula Magna

Siederanno al tavolo dei relatori il prof. Maurizio Artale (discepolo di Pino Puglisi) del Centro di accoglienza antimafia "Padrenostro" di Palermo e l'on. Presidente della Commissione antimafia della Camera Rosi Bindi.

 

 

SCARPINATO: "DOPO MORTE RIINA CAMBIA LA CUPOLA"

di AMDuemila
Per il Pg di Palermo possibile rischio di nuove guerre

Dopo la morte di Riina "o ci sarà l'investitura di un nuovo capo, nella persona di Matteo Messina Denaro, che dovrebbe però avere un riconoscimento unanime come erede e allora potrebbe stabilire nuove regole, più moderne, per Cosa Nostra. O si aprirà una fase di transizione difficile, in cui alcuni personaggi emergenti potrebbero imporre la loro leadership con azioni violente. Oppure, ancora, potrebbe essere raggiunto un accordo tra i capi più prestigiosi che potrebbero ricostituire la Commissione, stabilendo nuove regole".
E’ questo il rischio paventato dal Procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinato, intervistato da Il Fatto Quotidiano sui futuri scenari all’interno di Cosa nostra dopo la morte del capomafia corleonese. Secondo il magistrato “la morte di un capo assoluto e carismatico come Totò Riina determina certamente un cambio

Leggi tutto: SCARPINATO: "DOPO MORTE RIINA CAMBIA LA CUPOLA"

 

NUOVE MINACCE AL GIORNALISTA PAOLO BORROMETI

Il cronista dell'agenzia Agi è stato insultato da Francesco De Carolis, pluripregiudicato e fratello di Luciano, boss di Siracusa.
di AMDuemila
"Gran pezzo di merda, carabiniere, appena vedo di nuovo la mia faccia, di mio fratello, in un articolo tuo ti vengo a cercare fino a casa e ti massacro. E poi denunciami sta minchia, con le mani non c'è il carcere, pezzo di merda te lo dico già subito". Con queste parole Francesco De Carolis, pluripregiudicato e fratello di Luciano, condannato per essere uno degli "elementi di spicco del clan Bottaro-Attanasio di Siracusa", ha insultato e minacciato il giornalista e collaboratore dell'AGi Paolo Borrometi. Le minacce si sentono nell'audio pubblicato dallo stesso cronista su "La Spia.it" in seguito ad un articolo d'inchiesta in cui venivano descritti gli affari mafiosi cittadini ed i boss in libertà,

Leggi tutto: NUOVE MINACCE AL GIORNALISTA PAOLO BORROMETI

 

CONDIVIDI / SOCIAL NETWORK

Tot. visite contenuti : 4972020
 31 visitatori online

Video in evidenza

Pianeta Oggi News

  • 1
  • 2
  • 3
  • 4

Megachip Feed

Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie. Cookie Policy.