Venerdì, Dicembre 04, 2020
   
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PROTESTA COME PROPOSTA ATTIVA

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DI SARA MARRA, NOSTRO CORRISPONDENTE

 

Lunedì 9 Novembre in piazza xx Settembre a Udine i cittadini si trovano ancora una volta uniti nella disapprovazione in autotutela degli attuali DPCM. Chiedono libertà di Vivere, Crescere, Lavorare e scegliere. Un messaggio chiaro e incisivo, che sottolinea l’importanza di ripristinare la Costituzione Italiana e la carta dei Diritti Umani.

Questa la tematica principale della manifestazione. I vari relatori hanno analizzato la situazione attuale con dati e informazioni che il main stream tende a nascondere.

Alessandro Gallo, attivista politico indipendente, parla del clima ansiogeno che si respira nelle scuole in cui i malesseri dei bambini vengono subordinati alle fobie di insegnanti e genitori.                         “Per avere il ripristino della Legalità Costituzionale i cittadini reagiranno, e a chi ci sta perseguitando criminosamente noi risponderemo con il perseguimento legale”. Invita le autorità, i sindaci, i prefetti, i questori a disapplicare in autotutela i Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri che violano i diritti Costituzionali e anche la Carta dei Diritti dell’uomo, e addirittura il codice di Norimberga, che venne stilato perché si riteneva che i militari delle SS non potessero trovare un alibi rispondendo: ” Eseguivamo un ordine”. Non c’era consapevolezza in quel che stavano facendo, e neanche oggi si usa coscienza in questa situazione che andrebbe gestita in un modo che permetta a tutti di Vivere dignitosamente. In fine egli ricorda la possibilità di unirsi alla raccolta firme per la richiesta urgente di disapplicazione in autotutela delle misure contenute negli atti amministrativi emanati dal Presidente del Consiglio dei Ministri a far data dal febbraio 2020 ad oggi.

Prende parola Mauro Grimolizzi, imprenditore impegnato nelle problematiche politiche e sociali. Racconta la sua esperienza come imprenditore, che vede i suoi operai ancora in attesa della cassaintegrazione

e si trova costretto a non poter fare nulla perché gli proibiscono di anticiparla. “Grazie al covid19 i più ricchi stanno facendo fortune inimmaginabili sia in Italia che nel mondo, come ad esempio la Green Economy che ha aumentato il suo fatturato del 273,8 %. Facebook ha aumentato del 78,6%   e il suo patrimonio a 9 miliardi.... Anche il governo italiano è zerbino delle grandi multinazionali e dei grandi gruppi di potere. Le aziende tecnologiche sono in prima linea, Google con le sue censure su You tube vuole affermare la falsa narrazione della pandemia assurda e deleteria per la piccola e media impresa. Un altro esempio è Amazon, che registra un forte incremento nelle vendite e la possibilità di pagare solo il 16, 17% di tasse contro i 60,70 % che spettano alle piccole e medie aziende in Italia. Il piano di questo colpo di stato sarà terminato quando i piccoli saranno definitivamente spazzati via e a questi piccoli verrà dato il contentino del reddito universale. Ci vogliono schiavi per tutta la vita”. Grimolizzi menziona anche il grande Reset, ma non come lo desiderano i nostri politici. “Resettiamo i sindacati, resettiamo anche la classe imprenditoriale, resettiamo la nostra classe medica che da 20 anni accetta i tagli alla sanità, che dà la colpa alla gente che non rispetta il protocollo. Noi siamo il popolo e siamo in tanti e loro sono pochi quindi boicottiamo le multinazionali. Dobbiamo riappropriarci dei nostri territori e come consumatori abbiamo un enorme potere, acquistiamo a km 0, valorizziamo la nostra terra. Viva l’Italia”, così si congeda Mauro Grimolizzi.

 

Prende parola Tania Lenarduzzi, artigiana, che menziona a gran voce l’articolo 13 della Costituzione: “La libertà individuale è inviolabile. No al coprifuoco!                                                                                    Articolo 1: L’Italia è una repubblica Democratica fondata sul lavoro, la sovranità spetta al popolo. Essendo un diritto inviolabile lo stato lo deve riconoscere come tale, quindi disobbedienza Civile. Dobbiamo aprire le nostre attività”. Poche parole incisive, pronunciate con grande emozione che hanno trovato il consenso di tutti i partecipanti.

Dino Contro, commerciante ambulante, denuncia la situazione di enorme disagio che vive insieme ai suoi colleghi, ed in particolare i fieristi che si trovano senza lavoro da febbraio e senza alcun riconoscimento economico. Lamenta il disagio di alcune categorie che stanno scomparendo e insieme a loro anche le nostre tradizioni culturali. Si ricollega alle parole di Grimolizzi e sottolinea l’importanza di acquistare a KM 0, per non incentivare le multinazionali ma sostenere il nostro territorio. Aggiunge la sua opinione riguardo l’attuale situazione e a suo avviso i DCPM vengono attuati anche perché esistono scontri tra Regioni e Stato.

Sandro Pitassi, rappresentante di Vivi Ben si po , associazione di promozione sociale che si occupa di difendere l’integrazione sociale dei bambini, contro ogni tipo di iniziativa che porta esclusione, emarginazione o discriminazione, aiutando famiglie e singoli genitori in difficoltà. Difendono il diritto di ogni bambino nel frequentare la scuola. Difendono il Diritto-Dovere istituito in capo alla famiglia a decidere del benessere e della salute dei propri figli. Difendono anche ogni individuo a non essere obbligato ad alcun trattamento sanitario contro la propria volontà. Il suo intervento, lungo e articolato, ha evidenziato alcuni punti cardine della manifestazione: affermando la necessità di andare oltre le categorie perché “stanno picconando“ la nostra Costituzione ed è quindi necessaria una trasversalità di intenti in sua difesa in quanto lo stato di diritto è la pre-condizione dell’economia. Poi parla dei diritti dei bambini, già lesi negli anni scorsi con la molteplicità delle vaccinazioni, in assenza delle quali vengono discriminati e buttati fuori dagli asili. Denuncia inoltre che con le misure per il contenimento del contagio attuate nelle scuole i bambini ci dicono, “se questa è la scuola, io non ci voglio più andare. Se è come un lager sanitario, non è una scuola”,   oltre al fatto che questo clima generale orribile, che porta all’abbandono precoce scolastico e con conseguente, una volta adulti, emarginazione sociale e problemi di dipendenze varie. Successivamente ricorda che non tutti i medici sono uguali: infatti grazie alla disobbedienza Civile dei due medici di Brescia al governo che aveva proibito le autopsie, si è riusciti a curare meglio i primi pazienti. Ha nominato anche l’importanza dei giudici ai quali si rivolgono le denunce che si stanno presentando in tutta Italia per la inattendibilità dei tamponi come mezzo diagnostico. Aggiungendo: “Noi siamo la generazione che è cresciuta con il poster in camera di Falcone e Borsellino”. Infine esorta ” no rabbia, no panico, dobbiamo organizzarci, trovare le informazioni ed ognuno si prenda le sue responsabilità” anche nei confronti dei più bisognosi.

Ambra Fedrigo, mamma e regista che presenta un progetto dal nome Help Accademy for Kids, che accompagna bambini e genitori con problematiche di salute. Inizia il suo intervento raccontando una fiaba dal titolo “Il viaggio dell’eroe”, il quale si imbatte al cospetto del grande ostacolatore. Da qui si collega al momento attuale e chiede com’è possibile creare così tante menzogne? E ricorda ai presenti come 75 anni fa durante il Nazismo il maresciallo Hermann Goering testimoniò al tribunale di Norimberga che l’unico modo per rendere schiave le persone è impaurirle. Anche Ambra Fedrigo sottolinea l’importanza dell’etica morale e l’inattendibilità dei tamponi usando esperienza vissuta tramite conoscenti. Conclude il suo intervento ricordando che la soluzione appartiene ad ognuno di noi e sottolinea l’importanza dell’unione collettiva. Intervento ricco di passione il suo, che riunisce i presenti in un grande applauso finale.

È la volta di Giulietta Beele, sanitario con laurea triennale. Anche lei sottolinea l’inefficacia del tampone e spiega, che guardando i referti non ci sono dati che certificano quali geni siano stati ricercati e trovati e quanti cicli di amplificazione siano stati utilizzati. Non essendo medico si confronta con un infettivologo, Fabio Franchi. Ricorda anche che esistono un centinaio di tamponi, dei quali solo un paio sono stati validati solo alcuni. Nonostante la commissione Europea sia a conoscenza dell’inattendibilità. Fornisce una spiegazione ben dettagliata e consiglia di non fare il tampone se non c’è un reale bisogno, ricorda inoltre che è un esame invasivo, e le ripetute lesioni alle mucose nel tempo possono creare cellule cancerogene, e non solo. Si congeda ricordando inoltre che anche il gel disinfettante è tossico.

È la volta di Stefano Rui, esprime la sua esperienza nell’ambito della comunicazione dei grandi Media. La sua esperienza si è svolta a Roma, in un noto Media dove gli ordini venivano lanciati dall’alto e continue minacce ricordavano che se il sistema gerarchico non fosse stato di suo gradimento la porta di uscita era la sua destinazione. E con queste affermazioni sottolinea la comprensione del comportamento mediatico di leggere delle informazioni date loro dai vertici, i quali incutono timore ricattando costantemente i propri collaboratori. Parole molto forti ma che trovano riscontro in tutti i giornali e telegiornali del mainstream. Con la sua esperienza nel settore percepisce da subito che le notizie esposte nel mese di febbraio erano una programmazione neurolinguistica per preparare il popolo alla schiavitù. Conclude il suo intervento ricordando che rabbia e paura non servono, è essenziale essere coesi e la voglia di vivere insieme. Consapevolezza!

La manifestazione prosegue con l’intervento, l’ingegner Ugo Rossi, presidente dell’associazione Hemp revolution ed esperto di eco sostenibilità. Il tema principale è la questione dei conflitti d’interesse che albergano nella nostra società, chiede e pretende chiarezza sui conflitti di interesse in gioco dietro le dinamiche politiche e scientifiche che stanno imponendo le attuali misure restrittive ed il disastro economico sociale.

Al termine della manifestazione i cittadini hanno consegnato alle forze dell’ordine presenti in piazza una gerbera, con allegato un bigliettino con su scritto una frase di Nelson Mandela che dice: “abbiamo la responsabilità di protestare in nome della libertà Universale” Ancora una volta gli organizzatori si sono contraddistinti. Sono riusciti a dare un segnale importante, pacifico ma ricco di significato. A differenza della precedente manifestazione organizzata da un’associazione di commercianti, in questa erano forti i contenuti, evidenziati i diritti lesi in spregio alla Costituzione, i diritti dei bambini, notoriamente asintomatici ed immuni, ma imbavagliati, ed impossibilitati al contatto. Bravi gli organizzatori e tutti gli interventi di alto livello. Assenti questa volta, i provocatori di destra con fumogeni e bombe carta per spaventare la gente. Questa volta erano presenti solo bandiere giallo-blu friulane. Vediamolo come simbolo di radicamento. Infatti l’associazione nasce come punto di aggregazione per una economia solidale, a chilometri zero, e radicata sul territorio.

 

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