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Comunicato stampa del 24 febbraio 2012 

 

Bracconaggio nel Delta del Po, l'Ue apre un'indagine

Commissario Ue Potočnik risponde ad Andrea Zanoni (Idv): “La Commissione indagherà presso le autorità italiane”. Zanoni: “Porre fine alle scorribande dei bracconieri senza scrupoli

 

 

La Commissione ha aperto un'indagine presso le autorità italiane sull'efficacia dei provvedimenti adottati per porre rimedio all'attività di bracconaggio nel Parco del delta del fiume Po”.

 Questa è la risposta del Commissario Ue all'Ambiente Janez Potočnik all'

interrogazione presentata da Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV, in merito all'intenso fenomeno di bracconaggio denunciato dal WWF e dalla LIPU in violazione della Direttiva Uccelli (2009/147/CE).

interrogazione presentata da Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV, in merito all'intenso fenomeno di bracconaggio denunciato dal WWF e dalla LIPU in violazione della Direttiva Uccelli (2009/147/CE).

 

La Commissione fa sapere infatti che “incombe a ciascuno Stato membro predisporre il sistema di protezione richiesto per prevenire il fenomeno del bracconaggio e prendere gli opportuni provvedimenti per contrastarlo là dove esiste”. “Finora questo non è stato fatto – incalza Zanoni - La vigilanza effettuata dagli organismi preposti si è rivelata del tutto inadeguata ad affrontare il fenomeno che negli anni non è diminuito”. Recentemente il WWF ha segnalato alla provincia di Rovigo la presenza di numerosi appostamenti fissi di caccia attivi addirittura all'interno del Parco del delta.

 

Nel luglio 2011 la Commissione ha partecipato, insieme a rappresentanti degli Stati membri, di BirdLife International, della FACE e di altre Ong, ad una conferenza internazionale sulla caccia, la cattura e il commercio illegali di uccelli, alla luce della quale “sta esplorando diverse possibilità per suscitare una presa di coscienza e prestare sostegno agli Stati membri nei loro sforzi per arginare il problema”.

 

Mi auguro che l'intervento della Commissione sia severo per proteggere il parco del Delta del Po , un’importante zona di sosta, riproduzione e svernamento per uccelli migratori – conclude l'Eurodeputato - Le scorribande di questi bracconieri senza scrupoli, che utilizzano metodi di caccia illegali e sanzionabili penalmente come registratori e armi semiautomatiche con caricatore contenente più di due cartucce, vanno fermate una volta per tutte. E' inaccettabile il modo in cui questi bracconieri si permettono di cacciare in modo indisturbato e in sfregio alla legge permettendosi addirittura di fare il dito ai cittadini in escursione all'interno del parco.

 

 

 

Ufficio Stampa On. Andrea Zanoni

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