Sabato, Dicembre 07, 2019
   
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Pianeta Oggi TV - Online All News

RDE DIFFUSIONE EUROPEA INFORMA

 

"OPEN SPACE"

CONDUCONO GRAZIANO D'ANDREA CON MAURIZIO CASTELLI

OSPITI IN STUDIO E COLLEGAMENTI DA TUTTA ITALIA

DALLE 23.00 IN POI LA MUSICA "ANNI 80" A CURA DI ROBERTO SCAGLIONE.

RICEZIONE IN AM SUI 1584 KHZ E 819 KHZ PER TUTTO L'ALTO ADRIATICO

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IN COLLABORAZIONE CON LA RETE RST SAIUZ E RADIO ATTIVITA' DI TRIESTE

OGNI VENERDI' SERA ALLE 21.00 CON REPLICA SABATO DALLE 08.00

OGNI DOMENICA IL NOSTRO SETTIMANALE SU RDE "PIANETA OGGI REPORTER" ALLE ORE 09.15

 

 

ECOISTITUTO VENETO PROF. MICHELE BOATO INFO

 

Vieni questa Domenica 8 dicembre all'ultima delle Tre domeniche su

LE NOSTRE RADICI. Venezia/Marghera 1968-1970

Mestre – CittAperta (via Col Moschin, tra Sernaglia e Felisati)

Domenica 8 dicembre

-  ore 17   breve RICORDO DI SANDRO BOATO, urbanista verde e poeta, con distribuzione della sua raccolta di poesie brevi "Piovaessol"

- ore 17.20 PARLANO I/LE PROTAGONISTI DELLE LOTTE operaie e studentesche del '68-70 del libro LA LOTTA CONTINUA (allegata copertina e indice) 

   e trailer film "Suona la sirena" (vedi sotto la locandina)
- ore 18.20 a 50 ANNI DALLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA

uno sguardo sintetico di Giorgio Cecchetti, Sonia de Savorgnani legge una lettera di Valpreda e finale in coro Ballata per Pinelli (quella sera a Milano era caldo).

 

 

PIANETA OGGI REPORTER

"FORTE ONDATA DI MALTEMPO IN VENEZIA, LA LAGUNA CHE MINACCIA LA TERRAFERMA VENEZIANA"

DAL PASSO CAMPALTO GRONDA LAGUNARE, INTERVISTA A FABRIZIO ZABEO RAPPRESENTANTE DEL COMITATO ALLAGATI DI FAVARO VENETO INTERVENEZIANO. MENO AUTOMATISMI E PIU' NATURALITA' DEL TERRITORIO PER FAR FRONTE A QUESTI EVENTI METEO SEMPRE PIU' IMPREVEDIBILI.

A SEGUIRE:

DALLA BIBLIOTECA DI FAVARO VENETO IL RICORDO DELLO SCRITTORE EX SINDACALISTA DELLE LOTTE SINDACALI DEGLI ANNI '60 ITALO SBROGIO' CON LA PRESENTAZIONE DEL SUO ULTIMO LIBRO DAL TITOLO "LA FIABA DI UNA CITTA' INDUSTRIALE 1953 - 1993  40 ANNI DI LOTTE

INTERVISTE A GIANFRANCO BETTIN ATTIVISTA, AMBIENTALISTA EX PROSINDACO DI MESTRE,

GIANNI SBROGIO' FRATELLO DI ITALO, CHE RINGRAZIAMO.

IN COLLABORAZIONE CON IL CIRCUITO INTERREGIONALE RTV E LA RETE DIGITALE RST SAIUZ,

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CONFERENZA SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI

 

Comunicato stampa
 

Cambiamenti climatici, sostenibilità ambientale e monocoltura del Prosecco: giovedì 5 dicembre a Preganziol incontro con il consigliere regionale Andrea Zanoni

 

Treviso, 3 dicembre 2019

Cambiamenti climatici, sostenibilità ambientale e monocoltura del Prosecco: saranno questi i temi al centro dell’incontro “Dal Veneto all’Amazzonia” in programma giovedì prossimo, 5 dicembre, a Preganiol a cui parteciperà Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Ambiente, insieme alla segretaria del locale circolo PD, Elena Stocco. “La nostra regione è più sensibile di altre ai cambiamenti climatici, lo dimostrano i fatti - spiega Zanoni - Il maltempo e le mareggiate che hanno sconvolto Venezia e il litorale venti giorni fa sono l’ultimo esempio. Ma non dimentichiamo il tornado del 2015 che devastò la Riviera del Brenta, la siccità del 2017 e l’uragano del 2018 con i 28.000 ettari di boschi rasi al suolo.  Durante la serata’ verra’ presentato anche il RAPPORTO VENETO 100% SOSTENIBILE del Centro Levi Cases dell’Università di Ingegneria di Padova. L’incontro, organizzato in collaborazione con il circolo Pd di Preganziol, si svolgerà nella Sala Granziol, via Tiziano Vecellio, 167 alle 20.45.

 

 

FRIDAYS FOR FUTURE

 

Comunicato stampa

Zanoni (PD): “Dai giovani del Fridays for Future un altro messaggio alla politica: è tempo di agire se vogliamo salvare il pianeta” 

Da stasera a Pieve di Soligo Stati generali dell’ambiente e della sostenibilità della Marca trevigiana

 

Venezia, 29 novembre 2019

“Stamani ho partecipato con tantissimi giovani alla manifestazione organizzata a Treviso dal movimento Fridays for Future. Il loro entusiasmo, determinazione e costanza sono un pungolo importante per la politica: è il momento di agire, basta tentennamenti. Il contrasto ai cambiamenti climatici è la sfida decisiva da vincere per la sopravvivenza del pianeta. Le parole di oggi del capo dello Stato Mattarella e del premier Conte, unite a quelle di due giorni fa della neo presidente della Commissione europea Von der Leyen, alla risoluzione dell’Europarlamento così come alla linea del Pd nazionale e del Governo fanno, finalmente, ben sperare: c’è una comunione di intenti che adesso deve tradursi in fatti concreti”. È quanto afferma Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico che questa sera sarà a Pieve di Soligo per gli ‘Stati generali dell’ambiente e della sostenibilità della Marca trevigiana’. All’evento, in programma anche domani, parteciperanno, tra gli altri, Roberto Morassut, Chiara Braga, Alessandra Moretti, Andrea Ferrazzi e Nicola Pellicani.

 

 

Cruzando Almas y Fronteras (Incrocio di Anime e Frontiere). Trip to Argentina -ottobre/novembre 2019

FUNIMA International ha organizzato una spedizione a Santa Victoria Este, nella foresta del Chaco argentino, invitando alla partecipazione, ong locali, fondazioni e organi istituzionali per vivere momenti di confronto, scambiare informazioni e presentare le proprie attività progettuali a favore delle comunità originarie.

 

“LATINOAMÉRICA SE DESANGRA” DOCUMENTAL DE DENUNCIA Y DE RESISTENCIA

PROGRAMMA IN LINGUA SPAGNOLA

Por Redacción de Antimafia Dos Mil-19 de noviembre de 2019

La realización documental (que se catapulta a nuestros lectores) constituye nuestro profundo compromiso (en medio de una Latinoamérica que vive horas de dolor y de incertidumbres, con desaparecidos, muertos, heridos y detenidos) con la idea de crear conciencia de que los terrorismos de Estado de los días del Plan Cóndor, están presentes (literalmente devorando a los pueblos) con el rótulo de democracias resplandecientes: falsas democracias. Su título lo resume todo: “Latinoamérica se desangra”. Un muy oportuno (y frontal) guión de los periodistas Jean Georges Almendras y Giorgio Bongiovanni y una bien trabajada edición (sensibilizadora) de Érika Pais, dan como resultado un muy buen documental político (exclusivamente de denuncia) que entendemos, nos representa y nos confronta con el avance del fascismo en América Latina. Una confrontación que nos lleva directamente a adoptar caminos de resistencia y de unión, estrechando filas que impidan que los fascismos criminales sigan posicionándose dramáticamente. Un fascismo que no conoce de fronteras y que se enmascara de una institucionalidad aparente, cuando en realidad no es más que un ave de rapiña inspirado en los fantasmas de los genocidas de los días del terror: Rafael Videla, Emilio Massera, Alfredo Stroessner, Augusto Pinochet y Gregorio Álvarez . Días del terror que creíamos distantes. Que creíamos en el pasado. Pero en contrario, ahora los días del terror están presentes, de la mano de figuras no menos tenebrosas que las del pasado. Figuras como Sebastián Piñera, Jair Bolsonaro, Mauricio Macri, entre otras. El documental hace que la dura reflexión ciudadana salga a la superficie, para sembrar conciencia y para entender o comprender que los recientes acontecimientos en Chile, por ejemplo, están íntimamente ligados a otros acontecimientos dentro de tierras americanas, en los cuales la intromisión de los estados unidos no están ausentes. Denuncia en el texto, muy buenas imágenes y agilidad en la realización hacen de este documental una herramienta indispensable para poder despertar del letargo a quienes optan por los individualismos del capitalismo y desprecian las libertades, los derechos humanos, y a los pueblos oprimidos, a los pueblos originarios, a las minorías, a las luchas sociales, y a quienes se comprometen con los movimientos defensores de las minorías y de la soberanía de los pueblos, y a quienes se oponen al neoliberalismo devorador de vidas, que impone siempre el imperio del Norte. “Latinoamérica se desangra” es una propuesta militante, de los redactores de Antimafia Dos Mil y de Antimafia Duemila, de Sudamérica e Italia, respectivamente.

 

 

 

IN PRIMO PIANO, LIBERAZIONE DEI MACACHI

 

COMUNICATO STAMPA

BLITZ ANIMALISTA PER LA LIBERAZIONE DEI MACACHI: ATTIVISTI OCCUPANO IL TETTO DELL’UNIVERSITÀ DI PARMA E APPENDONO STRISCIONI IN TUTTA ITALIA

Il 26 novembre 2019 rimarrà una data storica per l’antivivisezionismo e la liberazione animale: durante le prime ore del mattino alcuni attivisti hanno occupato il tetto dell’Università in via Volturno a Parma e srotolato uno striscione con la scritta “Fuori i macachi dall’Università #stopvivisezione”. Un atto di disobbedienza civile supportato da molti altri attivisti che in più 20 città italiane (*) hanno appeso analoghi striscioni inneggianti la liberazione dei macachi ai cancelli di decine di Facoltà scientifiche e di Psicologia.

L’azione rivendicata dal “Coordinamento Macachi Liberi” intende mantenere alta l’attenzione sulla sorte dei 6 macachi detenuti negli stabulari dell’Università di Parma che in collaborazione con l’Università di Torino li sta sottoponendo all’esperimento “Lightup – Turning the cortically blind brain to see”.

I primati che ad oggi sono ancora in fase di addestramento saranno sottoposti con l’inizio del nuovo anno ad un intervento molto invasivo e doloroso alla corteccia cerebrale per limitare al minimo la loro vista e studiare i deficit visivi. Al termine dell’esperimento, che durerà cinque anni, gli animali saranno uccisi.

Con questa protesta gli attivisti chiedono al Ministro della Salute Roberto Speranza di fermare immediatamente il progetto che coinvolge oltre all’Università di Torino e di Parma anche quella di Oxford e che ha ottenuto un finanziamento per due milioni di Euro di fondi pubblici dall’European Research Council.

Una nota del Coordinamento sottolinea: “I macachi in questa fase di addestramento possono essere ancora salvati.

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PIANETA OGGI SPECIALE

GRAVI CONSEGUENZE DELLA VIOLENTA ONDATA DI MALTEMPO IN ALTO ADRIATICO

LA SITUAZIONE A VENEZIA E NEL LITORALE JESOLANO

ESTRAPOLAZIONI DALLE EDIZIONI STRAORDINARIE DELLA NOSTRA TESTATA.

A CURA DI MASSIMO BONELLA DIRETTORE DI PIANETA OGGI TV ONLINE ALLNEWS

 

PIANETA OGGI REPORTER SETTIMANALE

INCONTRO CON L'AUTORE DEL LIBRO "IRON PROF" IL PROF. GIOVANNI CIOT

SI RINGRAZIA PER LA COLLABORAZIONE IL GIORNALISTA STEFANO BOSCARIOL

IN COLLABORAZIONE CON IL CIRCUITO RTV INTERREGIONALE RDE AM 1584 / 819 KHZ E LA RETE SAIUZ RST

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ESTERI: EVO MORALES ED IL GOLPE CHE NON SI E' POTUTO EVITARE

 

di Jean Georges Almendras
Evo Morales e Álvaro García Linera hanno rinunciato rispettivamente alla presidenza e alla vicepresidenza della Repubblica Plurinazionale della Bolivia dopo essere stati legittimamente eletti il 22 gennaio del 2006, 13 anni fa. Domenica 10 novembre hanno lasciato la casa presidenziale su richiesta delle Forze armate del paese, dopo che Evo Morales ha annunciato la convocazione a nuove elezioni a causa dell’alta conflittualità imperante in Bolivia, teatro di violenze sociali (che hanno già causato tre morti e diversi feriti), di scontri violenti tra gli stessi boliviani e, se ciò non bastasse, di una sollevazione delle forze di polizia contro i loro diretti superiori. Il tutto in risposta alla dura posizione dell’opposizione affinché Evo lasciasse il governo.
Ai conflitti sociali e gli schieramenti frutto delle pressioni ideologiche - di evidente taglio fascista e di una destra in agguato - a seguito delle elezioni presidenziali nazionali che hanno suscitato soprattutto nell'opposizione i sospetti di una frode elettorale, si sono susseguiti una serie di eventi sfociati in un colpo di Stato. Evo Morales, lo storico leader ‘cocalero aymara’ ha dovuto abbandonare la sua alta carica “per evitare che continuino a bruciare le case, intimorendo e minacciando le nostre famiglie, per questo motivo ci dimettiamo", queste le sue parole dalla regione di Chapare. In 13 anni di governo ininterrotto, Evo Morales e Álvaro Linera hanno seminato odio e amore, e l’opposizione ha approfittato di ogni suo punto debole, dei buchi della sua amministrazione, a vantaggio dei settori dell'opposizione, i cui massimi esponenti sono l'ex presidente Carlos Mesa (di centro destra), giornalista di professione e Luis Fernando Camacho, di evidente posizione fascista.
Dove e come è maturato questo nuovo golpe alla democrazia boliviana? Sono nuovamente coinvolti gli Stati Uniti (la CIA) in questo nuovo episodio di colpo di stato in America latina? Quali faccende interne all'amministrazione Morales hanno contribuito o sono state determinanti per questa svolta nella vita politica della Bolivia?

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ESTERI

 

Bolivia: “Resisteremo fino all’ultimo”

Di Margherita Furlan

Dopo il colpo di Stato che ha costretto alle dimissioni il Presidente, Evo Morales, in Bolivia le numerose mobilitazioni che attraversano il Paese si trovano ad affrontare una brutale repressione da parte delle forze armate e della polizia. Gi agenti utilizzano gas lacrimogeni, sparano a distanza ravvicinata con armi da fuoco, picchiano i manifestanti e arrestano persone sospettate di appartenenza al Movimento verso il socialismo (MAS). Sono le stesse forze che hanno chiuso gli occhi di fronte agli atti di violenza commessi da gruppi di destra contro membri del MAS mentre sostenevano blocchi stradali e scioperi nei giorni successivi alle elezioni generali. Ora l'apparato repressivo addestrato dagli Stati Uniti in Bolivia è stato completamente attivato per impedire al popolo boliviano di chiedere il rispetto del voto e le dimissioni dell’auto proclamata Presidente, Jeanine Añez.

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