Martedì, Febbraio 20, 2018
   
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Pianeta Oggi TV - Online All News

ECHOMONDO 2000

INTERVISTA RADIOFONICA ALL'ARTISTA CARLO COLOMBO

IN COLLABORAZIONE CON RST SAIUZ

Radio Saiuz Tv

 

IL PAESE DELLA CUCCAGNA

di Lorenzo Baldo
Attaccare i 5Stelle per nascondere al popolo italiano le nefandezze degli altri partiti

Al tempo in cui c'era la Cuccagna, andando a spasso, vidi appesi a un filo di seta Roma e il Laterano, e un uomo senza piedi che sorpassava un cavallo veloce, poi una spada così tagliente che spaccava un ponte. E vidi un asinello con il naso d'argento che inseguiva due svelte lepri, e un tiglio, bello grande, sul quale crescevano le focacce calde. Poi vidi una vecchia capra rinsecchita che si portava addosso cento carri di strutto e sessanta carri di sale. Vi ho mentito abbastanza?”. No, nel Paese della Cuccagna, citato dai fratelli Grimm, non si mente mai abbastanza. Luigi Di Maio e lo scandalo di “Rimborsopoli”? “Come Bettino Craxi!”, afferma deciso Matteo Renzi. E gli impresentabili nelle liste del Pd? Marco Travaglio ci ricorda che sono 27 fra indagati e imputati (per non parlare dei 3 nelle liste alleate: 2 in Civica Popolare della Lorenzin e 1 in Insieme), mentre in quella di Forza Italia sono 22 (abbondantemente rimpolpati dai 6 della Lega, dai 6 di Fratelli d’Italia e dagli 8 di Noi con l’Italia). Infine Liberi e Uguali che restano a quota 3. E i 5Stelle? A quota zero. Ma nel Paese della Cuccagna questo non conta. Meglio nascondere queste notizie e infierire piuttosto sulle cosiddette “mele marce” che hanno tradito il codice etico del Movimento con le mancate restituzioni di parte del loro stipendio destinato al fondo per il Microcredito.
Il pesante accanimento mediatico nei confronti dell’on. Giulia Sarti qualifica lo stato attuale dell’informazione in Italia. Dopo le recenti spiegazioni della deputata pentastellata, che proprio ieri ha sporto denuncia nei confronti del suo ex fidanzato accusato di averle sottratto una parte dei rimborsi destinati al Microcredito,

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A CHI SONO UTILI LE "INUTILI GUERRE"

di Manlio Dinucci - Firma la petizione!
La canzone meritoriamente vincitrice del Festival di Sanremo è accompagnata da un videoclip che mostra drammatiche scene di guerra e attentati in un mondo in cui la vita, nonostante ciò, deve andare avanti "perché tutto va oltre le vostre inutili guerre". Proviamo a sostituire al videoclip un docufilm degli ultimi fatti.
In Europa la Nato sta schierando crescenti forze (comprese quelle italiane) sul fronte orientale contro la Russia, presentata quale minacciosa potenza aggressiva.
Nel quadro di un riarmo nucleare del costo di 1.200 miliardi di dollari, gli Stati uniti si preparano a schierare dal 2020 in Italia, Germania, Belgio e Olanda, e probabilmente anche in Polonia e altri paesi dell’Est, le nuove bombe nucleari B61-12, di cui saranno armati i caccia F-35.
Alle esercitazioni di guerra nucleare partecipa l’Aeronautica italiana, che lo scorso settembre ha inviato un suo team presso il Comando strategico degli Stati uniti.
Gli Usa accusano inoltre la Russia di schierare sul proprio territorio missili a raggio intermedio con base a terra, in violazione del Trattato Inf del 1987, e si preparano a schierare in Europa missili analoghi ai Pershing 2 e ai Cruise degli anni Ottanta.
Si crea in tal modo un confronto militare analogo a quello della guerra fredda, che accresce l’influenza Usa in Europa e ricompatta gli alleati nella comune strategia mirante a mantenere la supremazia in un mondo che cambia.
Ciò comporta una crescente spesa militare: l’Italia la porterà da 70 a 100 milioni di euro al giorno; la Spagna a 50 milioni con un aumento del 73% entro il 2024; la Francia la accrescerà del 40% superando i 135 milioni al giorno. Per potenziare il proprio arsenale nucleare la Francia spenderà 37 miliardi di euro entro il 2025.

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COMUNICATO IMPORTANTE, SCIACCA (AG)

SE IN QUESTO PIANETA SI ARRIVA A COSI' TANTO E NON SOLO.... L'UOMO DIFRONTE A QUALSIASI FORMA ANIMALE PUO' SOLO CHE PROVARE VERGOGNA DI SE STESSO.

LA DIREZIONE DI PIANETA OGGI TV.

 

LEAL aggiorna sulla strage randagi a Sciacca AG

"QUESTA È LA SICILIA, QUI SATANA HA FISSATO LA SUA DIMORA PER TORMENTARE GLI ANIMALI E SORRIDERE MENTRE NOI E SOLO NOI VERSIAMO LACRIME, AMARE" UNA VOLONTARIA SICILIANA.
LEAL DALLA PARTE DEI RANDAGI AGGIORNA SULLA VICENDA DAL TERRITORIO.


Abbiamo appreso della mattanza dalle volontarie sul territorio, dalla rete e dai giornali. "Questa è la Sicilia, qui Satana ha fissato la sua dimora per tormentare gli animali e sorridere mentre noi versiamo lacrime, amare". Queste le parole piene di rabbia e di dolore scritte sui social da una volontaria siciliana, tra le prime a diffondere la penosa strage di cani innocenti avvelenati e ritrovati il 15 febbraio dopo circa tre giorni dalla loro morte in contrada Muciare, Sciacca in provincia di Agrigento. Ad oggi i cani sono diventati una trentina ma si dice che molti ne mancano ancora all'appello: è in atto una vera e propria carneficina al fine di ripulire le strade dal radagismo.

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PIANETA OGGI EVENTI NEL MONDO

DAGLI STUDI DI RST RADIO SAIUZ TV ONLINE  L'APPROFONDIMENTO "PIANETA OGGI EVENTI NEL MONDO", CONDUCONO:

IN REDAZIONE MASSIMO BONELLA POTV

IN STUDIO ALVIANO APPI

REGIA CENTRALE UGO MORENO

www.radiosaiuz.it

 TEMA: LA SOCIETA' OGGI.

 

IN PRIMO PIANO, ARMA FINALE NUCLEARE, CHIESA: "USA SI PREPARA AD USARLA, EUROPA PAGHERA' CARO"

(TRATTO DA ANTIMAFIA DUEMILA ONLINE ALLNEWS)

www.antimafiaduemila.com

 

di Americo Mascarucci - Intervista
Russia prepara arma finale”: lo dice il Pentagono che annuncia contromosse sempre sul piano nucleare. Per Giulietto Chiesa giornalista esperto di scenari geopolitici intervistato da Lo Speciale non è la Russia a minacciare il mondo ma sono gli Usa che cercano ogni pretesto utile per riconfermare il loro primato. L’arma letale in mano a Mosca, secondo i vertici del Pentagono, sarebbe un drone-sottomarino delle dimensioni di un mini-sommergibile in grado di trasportare un singolo ordigno della potenza ‘monstre’ di 100 megatoni. Si chiamerebbe ‘Status-6 AUV’, nome in codice Kanyon.“Russia prepara arma finale”. Lo dice il Pentagono che annuncia il rilancio del suo piano nucleare. Cosa sta succedendo? Forse l’espansione russa fa paura?
“Il Pentagono e la Cia dicono ormai cose fantasmagoriche prive di ogni connessione con la realtà. Cosa sia l’arma finale non lo sa nessuno, nemmeno loro. Dunque è un pretesto. Come è un pretesto l’espansione russa. Di quale espansione si parla? Territoriale? Non mi pare. Politica? Se questo vuole dire che il prestigio russo si è sicuramente esteso nel mondo, allora è semplicemente l’insofferenza americana per la perdita di prestigio internazionale”.Siamo alla vigilia di uno scontro mondiale?
“Lo scivolamento verso il conflitto aperto è ormai evidente. Solo gli sciocchi europei, che stanno attaccati al carro di Washington, possono fingere di non vederlo. Gli Stati Uniti sono nel punto più basso del loro potere imperiale. E non accettano interlocutori alla pari. È come quando un giocatore di scacchi rovescia la scacchiera di fronte all’evidente sconfitta. Il problema, per tutti noi, è che questo giocatore perdente è iper-armato ed è diventato pazzo”.Gli Usa stanno cercando forse una giustificazione per aprire la nuova era del nucleare?
“La minaccia di uno scontro nucleare è già aperta. Gridano al lupo al lupo perché si preparano a usarla, ma non sono ancora sicuri di poter infliggere un colpo nucleare senza ricevere una risposta altrettanto distruttiva. Quando riterranno di essere sicuri, allora la useranno”.Siamo all’interno di una guerra fredda dove ognuno mostra i muscoli e le armi più potenti?

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L'URANIO IMPOVERITO PUO' ESSERE CAUSA DI TUMORI

(TRATTO DA ANTIMAFIA DUEMILA ONLINE)

L'uranio impoverito può essere causa di tumori. Lo ha stabilito la commissione parlamentare d'inchiesta. Ma per lo Stato maggiore sono accuse infondate.
Sigfrido #Ranucci fu tra i primi a seguire questa vicenda, ieri era ospite di @AntDiBella a #Telegram @RaiNews.

Guarda il video: clicca qui!Tratto da: twitter.com/reportrai3

 

 

 

MACERATA, IN TRENTAMILA AL CORTEO ANTIFASCISTA

(TRATTO DALLA TESTATA ANTIMAFIA DUEMILA ALLNEWS DI PALERMO)

www.antimafiaduemila.com

 

di Miriam Cuccu - Foto
La manifestazione dopo la sparatoria: un segnale di svolta per ripartire

La città blindata, le vetrine dei negozi difese da pannelli di compensato e il centro storico, deserto, presidiato dalle forze dell’ordine. Così si presentava Macerata, dove invece è un pacifico fiume di trentamila manifestanti, secondo le stime degli organizzatori, a circondarne le mura. Qui, dopo l’omicidio di Pamela Mastropietro e la successiva sparatoria contro sei migranti per mano di Luca Traini, si sono radunati movimenti, associazioni, centri sociali e cittadini maceratesi e di tutta Italia per urlare il proprio “no” contro il razzismo e il fascismo. “Siamo tantissimi, questa è una vera e propria boccata di ossigeno” dicono gli organizzatori in testa al corteo, al termine di una settimana di fuoco in cui solo ieri il sindaco, Romano Carancini, ha dato l’effettiva autorizzazione all’evento.
Tra i manifestanti anche Cècile Kyenge, ex ministro dell’integrazione con il governo Letta: “Ogni persona deve avere libertà di camminare in tutta libertà e nel rispetto dei valori di uguaglianza” dichiara, mentre il corteo comincia a prendere forma. Giunti a Macerata anche il vignettista Sergio Staino, il giornalista Adriano Sofri e Pippo Civati di Leu. Sofri afferma di essere qui “per testimoniare solidarietà a chi è stato colpito da questa rinascita del fascismo”, la punta “di un iceberg molto più grosso che sta crescendo in Italia” e per questo “bisogna essere presenti”. “Non bisogna avere paura” sono state invece le parole di Gino Strada, presidente di Emergency, ugualmente presente al corteo. “Le istituzioni che mettono sullo stesso piano questa manifestazione con gli assassini, chi ha cercato di stoppare questa manifestazione è ideologicamente corrotto e colluso”.

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CASO MANCA: E RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE FU!

(TRATTO DALLA TESTATA ANTIMAFIA DUEMILA ALLNEWS DI PALERMO)

www.antimafiaduemila.com

Depositata l’istanza della Procura di Roma, una (nuova) pietra tombale sulla morte del giovane urologo
di Lorenzo Baldo
Sei mesi. Tanto è passato da quando Antonio Ingroia, legale della famiglia Manca assieme a Fabio Repici, aveva anticipato pubblicamente la decisione del Procuratore di Roma Giuseppe Pignatone. “La procura di Roma si appresta – non lo ha ancora formalizzato – a richiedere l’archiviazione in merito alle indagini sull’omicidio di Attilio Manca. Lo dico fin d’ora: noi faremo opposizione contro questa richiesta di archiviazione. Non si può mettere una pietra tombale sull’indagine di Attilio Manca”. “Sono convinto – aveva sottolineato Ingroia –, e ci sono anche le prove, che Manca è stato ucciso dall’apparato mafioso istituzionale che ha coperto la latitanza di Bernardo Provenzano prima del suo arresto! Per anni c’era chi aveva interesse a coprirne la latitanza perché Provenzano era il garante mafioso della trattativa Stato mafia. Questa è la verità! E’ possibile che non si sia trovato un ufficio giudiziario che si sia appassionato alla ricerca della verità? Neppure la procura nazionale antimafia a cui avevamo depositato un esposto... la speranza ora è rivolta a Nino Di Matteo”.

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DELL'UTRI, LA LETTERA E L'OFFESA ALLE VITTIME DI MAFIA

(DALLA TESTATA ANTIMAFIA DUEMILA ALLNEWS DI PALERMO www.antimafiaduemila.com )

 

di Giorgio Bongiovanni
Richieste di scarcerazione, di sospensione della pena, di revoca della sentenza. Tramite i suoi legali l’ex senatore, Marcello Dell’Utri, in questi anni ci ha provato più volte. Stavolta però, dopo la decisione del Tribunale di Sorveglianza che ha detto “No!” all’ennesima istanza di scarcerazione per motivi di salute presentata dai legali del fondatore di Forza Italia, alla voce di familiari, avvocati e politici, ha voluto affiancare le sue stesse parole. Nella missiva scritta dal carcere di Rebibbia, dove sta scontando una condanna a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa parla di “amarezza”, di “sorpresa” per “l’ennesimo atto di crudeltà compiuto” nei suoi confronti. Ritiene le motivazioni dei giudici come “fantasiose” e ci racconta che il suo tentativo di latitanza in Libano “è una leggenda”, addirittura chiedendo ai propri difensori di “far acclarare una volta per tutte la verità dei fatti”.
E’ sicuramente legittimo richiedere per i detenuti la giusta assistenza e, soprattutto per chi è credente, è anche un insegnamento evangelico. Tuttavia non si può non prendere atto dei criteri della giustizia italiana che, con le autorità preposte, valuta i singoli casi di detenzione e lo stato di salute tramite l’utilizzo di periti e medici legali super partes. Ebbene negli ultimi due casi il Tribunale di Sorveglianza ha riconosciuto che Dell’Utri, allo stato attuale, nonostante le malattie di cui è affetto, può essere tranquillamente assistito e curato in carcere, in conformità con il regime detentivo.

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PAOLO BORSELLINO

IN COLLABORAZIONE CON PANDORA TV ALLNEWS ONLINE

Tratto da Teleregione.

 

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